Accesso Psicologi Registra il tuo centro gratis

Crisi esistenziale (depressione, rabbia e disperazione)

Inviata da Chiara Lilium il 20 ott 2017 Crisi esistenziale

Buongiorno,
scrivo qui perché ho un estremo bisogno di sfogarmi. Non ce la faccio più a reggere da sola e mi sembra di sbattere la faccia contro pareti di cristallo.
Sono in una impasse esistenziale difficilissima, non ho idea di cosa fare per migliorare le cose...e non so nemmeno da dove iniziare a descrivere la vastità del problema. Perdonate la lunghezza del testo.

Ho 26 anni, sono nata per errore da genitori anziani. Mia madre era una persona piena di fobie, con una storia di maltrattamenti infantili, molto bigotta e per certi versi una bambina mai cresciuta (non ha mai fatto sesso protetto perché "il Signore dona i bambini", e per la verità da quando sono nata non mi risulta che i miei genitori abbiano più avuto contatti fisici amorevoli, né sesso né baci o carezze). Alternava momenti di depressione a scatti di rabbia in cui mi urlava addosso e mi aggrediva, poi mi abbracciava stretta stretta e mi teneva nel letto con sé (dove ho dormito fino ai 14 anni), facendomi coccole e al contempo raccontandomi storie dell'orrore sia reali, relative alla sua infanzia, sia inventate. Mi ha fatto vedere tutti i film horror e per adulti che c’erano in casa sin da bambina.

Mio padre ha quasi 80 anni ed è nato in periodo di guerra. È ansioso, alessitimico e molto concreto. Ha
fatto tutta la vita un lavoro di tipo tecnico. Non ha moti affettivi, non esprime le emozioni, se ne prova; non si è mai accorto di nessuno dei miei disagi perché attua una negazione della realtà che rasenta la psicosi: per lui va sempre tutto bene, una volta che si ha da mangiare, e più le cose precipitano più lui si ostina a chiudere gli occhi e si paralizza. È obeso e molto sedentario, si lascia coinvolgere in varie attività con una passività notevole, dà retta a tutti ma non esprime mai nessuna preferenza, opinione, consiglio.

Ecco: io sono cresciuta in questo clima, dove vigeva la legge "arrangiati" sin da molto piccola.
Non che mi mancassero stimoli cognitivi; ma il mondo affettivo e relazionale è stato NULLO fin dall'inizio, così come inesistente la funzione contenitiva e genitoriale.
Sin dalla nascita mangiavo poco e vomitavo, avevo mal di testa atroci durante i quali urlavo per ore senza che nessuno intervenisse. All'asilo ho vomitato sistematicamente per due anni tutte le mattine. Nessuno ha fatto niente. Avevo crisi di pianto e attacchi di panico, le suore mi picchiavano e mi umiliavano, e io allora mi rifugiavo nel mondo della fantasia.
Mi sono fatta tutte le malattie infettive, comprese quelle per cui ero stata vaccinata. Non so quanti studi ci siano sull'influenza della sofferenza psichica sul sistema immunitario, ma so che sono una persona intelligente (QI 146 al Mensa Test), creativa e, ironia della sorte, anche molto sensibile ed empatica. Vivere in un ambiente del genere probabilmente mi ha particolarmente distrutto.

Il mio unico fratello all'epoca viveva già fuori casa, con moglie e bambini. Sapeva la metà delle cose che accadevano e tuttora interviene solo per correggermi e giudicare criticamente le mie scelte, come un padre severo. Con lui mento, fingo, mi adatto alla facciata, perché è l'unico modo in cui posso sperare che mi rivolga ancora la parola.
Sua moglie è molto bella e composta e fa la casalinga, i suoi figli sono la classica famiglia patinata dove va tutto bene ed è tutto normale (figlio gioca a calcio, figlia va a danza, pranzo della domenica, tv e macchina per fare casa/lavoro).

Ho avuto problemi di bullismo alle medie, perché avevo voti altissimi e non legavo con nessuno. Mi aggredivano verbalmente, mi insultavano ed escludevano e distruggevano le mie cose.
E io mi rifugiavo nei libri, nel rapporto coi professori frustrati, nelle poesie e nei fantasy.
A 14 anni ho scritto il mio primo romanzo e 3 anni dopo un editore l'ha pubblicato a sue spese, credendo in me e dandomi uno dei momenti più felici della vita.
Vincevo premi letterari, partecipavo a quiz televisivi, ma intanto il mio umore era deflesso stabilmente. Più o meno a quell'età ho bevuto un flacone di detersivo, in un momento poco lucido in cui non sapevo nemmeno bene perché, solo che volevo finire in ospedale perché qualcuno si prendesse cura di me e si accorgesse che le cose andavano da schifo. Ho dovuto implorare di chiamare un'ambulanza, perché i miei genitori stavano lì a fissarmi.

Poi mi sono ripresa e mi sono iscritta al liceo classico, ma dopo un anno ho avuto un altro crollo e ho smesso di mangiare. Ricovero d'urgenza per AN, interruzione degli studi, anche qui genitori assenti e perplessi e col rapporto fra loro ormai devastato da anni di liti e folie a deux.
Ho fatto l'unica cosa sensata oltre al suicidio: sono andata a vivere da sola (a 16 anni!), ho trovato lavoro e per un paio d'anni sono stata molto più felice e serena. Ho viaggiato tanto con ogni soldo che risparmiavo, partendo zaino in spalla e visitando più posti di tutti quelli visti da molti altri ragazzi.
Poi ho reputato un peccato non avere un diploma, così ho ricominciato a studiare da privatista.
È stato un inferno, ma sono uscita dalla maturità con 97/100. Vivevo sempre per conto mio e mi sembrava di stare meglio. Dai 13 ai 17 anni sono stata in terapia da una psicoterapeuta dinamica, che mi ha aiutato parecchio, ma che poi è diventata più un'amica e una "mamma", e quindi ho interrotto il rapporto.
Ho provato a entrare all’università a medicina e non ci sono riuscita, così mi sono trasferita per un corso di studio di ripiego. Intanto era il 2011, mia madre è morta improvvisamente di cancro al pancreas e quasi mi sono sentita sollevata, anche se tuttora piango il lutto non di LEI, ma di una figura materna SANA che non ho mai avuto.

E quindi sono tornata nella mia città natale, senza progetti e senza lavoro.
L'anno dopo mi sono iscritta a psicologia. Ho fatto un anno, usando dei soldi lasciati da mia madre, poi un altro anno lavorando al ristorante e perdendo semestri. Gli esami andavano discretamente bene, ma non ho socializzato con nessuno, perché fra me e i miei coetanei col loro linguaggio per acronimi e le loro campane di vetro c'è sempre stato un baratro. Capisco che possa sembrare narcisista come pensiero, ma diamine, è anche VERO!
Nessuna relazione di coppia: a parte che ho una sessualità atipica, nessuno si interessava a me tranne i morti di fi** quarantenni. E io nemmeno cercavo attivamente un partner, perché il sesso classico (la penetrazione, i preliminari) non mi dice proprio niente. Non mi fa schifo, ma è molto meno divertente e adrenalinico di un buon libro, una birra o un viaggio avventuroso, oppure certe pratiche bdsm che apprezzo occasionalmente.

Poi nel 2014 una novità: ho conosciuto un'amica di un'altra città, mi sono trasferita lì e il nostro rapporto è diventato subito molto forte e intimo, troppo. Lei è autolesionista e non una persona facile con cui stare. È durata due anni, poi non ci siamo più sentite e non so nemmeno se sia viva o no.
Mi sono laureata l'anno scorso alla triennale di psicologia. Ho stretto le amicizie goliardiche dell'università, mi sono ubriacata marcia un paio di volte, ho cambiato abbigliamento, pensiero, atteggiamento. Ho cercato di apparire più easy e deficiente.
Ma sono ciò che sono, e gli altri si sono accorti della mia falsità.
Ho conservato solo un'amica dall'università, e ora nemmeno lei, perché ha problemi di alcol e una catatonia che non riesco più ad aggirare.
La mia migliore amica storica vive lontanissimo, l'unico amico con cui ho legato senza doppi fini è all'estero, poi forse tornerà, ma anche fosse la sua famiglia vive all’altro capo d’Italia.

E io nel frattempo ho comprato una casa, ma sono riuscita a viverci solo tre mesi. Poi ho iniziato a star male di nuovo. Ero sola in un luogo che non mi piaceva più, iscritta alla magistrale di psicologia clinica che aveva deluso le mie aspettative.
Così ho affittato la casa a una ragazza e sono andata provvisoriamente al lago in una seconda casa di famiglia, ho cercato un lavoro ma non sono riuscita a mantenerlo. Sono anche "finalmente" entrata a medicina nella mia prima scelta, perché intanto ho studiato tutta l'estate per riprovare il test in un revival di autostima. Ma mi accorgo che era solo una questione d'orgoglio.
Di voler dimostrare che io posso fare grandi cose, che ho un pensiero scientifico e vincente anziché essere una povera spiantata alternativa. Non riesco a stare in classe dopo una settimana, figuriamoci fare 6 anni in quell’ambiente!
E poi, adesso che non ho più un lavoro, ho dovuto accettare che mio padre mi passasse un fisso mensile per pagarmi il cibo e, in teoria, l’università. Ho un debito con una banca perché gli studi me li sono sempre pagata da sola, e quindi l’affitto che percepisco dalla mia inquilina va tutto a pagare quello.
Se lasciassi l’università mi troverei senza un soldo.

E quindi da un paio di settimane balzo dalla disperazione, alla catarsi, ai piani suicidi e aggressivi che nascondono una rabbia tremenda e mai risolta verso mio padre (mai risolta nemmeno con ulteriori 2 anni da un altro terapeuta, dai 22 ai 24 anni).
In passato ho provato ad assumere ansiolitici, sonniferi ed antidepressivi, ottenendo nel migliore dei casi l'effetto di un prosecco e nel peggiore quello dell'acqua fresca.

Sento una desolazione, una mancanza di senso assoluta, un blocco e un'angoscia che mi schiacciano e dai quali non so come scappare. Mi vengono in mente le cose più strampalate, da andare all'estero così di punto in bianco (tagliando i ponti con la famiglia e perdendo qualunque eredità futura). Passo dall'idea di cambiare corso di studi o trovarmi un lavoro a caso mentendo a tutti per anni, al farla finita stasera.
E intanto sto sola in casa abbracciando i miei gatti, che sono l’unica cosa bella che mi resta. Senza un legame che sia UNO, senza voler vivere o morire.
Perché godo ancora del colore delle foglie, degli animali che mi fanno le feste, dell'arte, del sole. Sono ancora sensibile alla bellezza, sento di non voler buttare totalmente a put*** la mia vita, eppure non voglio nemmeno andare avanti.
Sono arrabbiata, delusa, depressa, agitata. Sento che la mia mente sta andando in pezzi e giro a vuoto.

E non ho soldi per andare ancora da un terapeuta privato, mentre al CSM non so nemmeno se ci possa andare dato che non sono residente nella provincia dove ho l'attuale domicilio. E poi mi darebbero appuntamento dopo sei mesi e mi proporrebbero psicofarmaci e tanti saluti.
Non so cosa fare.
Io sono più di questo. Ho una forza di volontà che può farmi fare bene o male tutto quello che voglio, ma il problema è che non so più cosa voglio, che ci faccio al mondo e soprattutto SE voglio ancora qualcosa di ambizioso e buono, o devo limitarmi a trovare un qualunque lavoro e a marcire lentamente dentro come fa gran parte della gente.
E intanto, quella volta alla settimana in cui mi chiamano mio padre o mio fratello, gli dico che è tutto a posto e che le lezioni procedono bene. Ma poi scappo in montagna, nei boschi, l’unico luogo dove riesco a trovare pace insieme alle isole e al fondo del mare.
Per quanto riuscirò a reggere questo teatrino? E soprattutto, che senso ha?

Mi sono incastrata con le mie mani, porco cane!

Ecco, ho scritto un fiume di parole, ma un sunto non avrebbe reso l'idea. Spero che qualcuno raccolga questo urlo di dolore e avanzi idee che non siano "trovati un ragazzo", "fatti vedere", "sei così giovaneeee e hai tutta la vita davanti" e simili amenità riduttive, che ne ho già sentite troppe.
Grazie di cuore, invece, a chiunque mi abbia sopportato fino a qui e abbia voglia di rispondere con pensieri sensati.

Risposta inviata

A breve convalideremo la tua risposta e la pubblicheremo

C’è stato un errore

Per favore, provaci di nuovo più tardi.

Miglior risposta

Gentile Lilium ( posso solo chiamrti così visto che non c'è il tuo nome).
Ho letto la tua storia e sono stata tentata di non rispondere, non per indifferenza, anzi, mi è solo sembrato che tu sia in cerca di presenza piuttosto che di risposte, la presenza e l'attenzione che a certi livelli probabilmemente ti sono mancate e hanno contraddistinto la tua storia. Leggo che hai consapevolezza di quanti passaggi negativi ci siano stati nella tua vita e immagino che tu sia perfettamente consapevole che essere arrabbiata addolarata e devastata per quanto sempre a galla, sia normale vista la tua storia. Riesco a credere che di risorse ne hai tante perchè hai fatto tanto e perchè sei arrivata fin qui. Mi sembra di capire che indicazioni non ne vuoi, non ad un certo livello. Mi viene perciò solo da dirti se a volte ti dici che è stato ed è uno schifo, che la vita non è stata simpatica con te hai ragione, è uno schifo e non doveva andare così, non dovrebbe andare così a nessuno. Tocca a te e soltanto a te decidere se continuare a farla andare così o dirti "ora basta" e iniziare a vivere la tua vita, non quella che con gradni strattonate ti è stata data. Spero non sia una di quelle frasi che ti infastidisce, non vuole esserlo, il senso di tutto ciò vuol essere di simpatia per la tua storia e per te che resisti, e io un'indicazione te la do. Vai ora da qualcuno e fatti aiutare non a risolvere la tua storia che risolverai ( ovvero riuscirai a guardarla con maggiore serenità)coi tuoi tempi e quando lo deciderai (perchè appare chiaro che per ora di farmaci e terapia non vuoi saperne). ma ad uscire dall confusione del momento e prendere una direzione che si una ed unica e a perseguirla. Terapeuticamente ho visto che la fuga, per quanto in alcuni casi salvifica ( mi riferisco a quando dici di tagliare i ponti) non è liberatoria, ne ho viste ben poche liberatorie ma ho invece visto tante scelte di allontanamento coraggiose, consapevoli elaborate e vittoriose. Hai i tuoi gatti, la natura, la scrittura ( o è scomparsa la passione?) hai la psicologia e se lavorerari prima sul tuo equilibrio forse un giorno tutta questa disperazione ti offrirà un visuale più ampia per aiutare gli altri. Fatti appoggiare da qualcuno ora e prendi la tua strada. un caro saluto

Dott.ssa Gilda Di Nardo Psicologo a Roma

70 Risposte

29 voti positivi

Contatta

Ti è stata utile?

Grazie per la tua valutazione!

Carissima,
anche se forse è una crisi esistenziale e perciò passeggera, mi sembra che porti con sé diverse problematiche a livello di sintomi. E poi il fatto che scriva così tanto esprime una gran voglia di confidarsi. Per tutti questi motivi le consiglio qualche seduta da uno psicologo.

Angelo Feggi

Dott. Angelo Feggi Psicologo a Genova

474 Risposte

712 voti positivi

Contatta

Ti è stata utile?

Grazie per la tua valutazione!

Gentile Lilium,
posso solo comprendere l'enorme confusione che stai vivendo in questo momento.
La mancanza di solide figure di riferimento sin dalla tenera età, le difficoltà relazionali in ambito scolastico e l'assenza di relazioni affettive, hanno sicuramente contribuito alla tua fragilità emotiva.
Al tempo stesso, dalle tue parole, emerge forza e tenacia, caratteristiche che ti hanno portato, nonostante tutto a raggiungere dei buoni obiettivi e già in passato a chiedere un supporto psicologico.
Non ti suggerisco quelle che chiami amenità, ma ti invito a non scartare a priori la possibilità di un supporto esterno, che insieme alle risorse positive che chiaramente possiedi, potrebbe aiutarti a transitare in questa fase delicata della tua esistenza e a porti, se pur piccoli, nuovi obiettivi.
Un caro saluto
Dott.ssa Vanda Braga

Dott.ssa Braga Vanda Psicologo a Rezzato

1280 Risposte

1088 voti positivi

Contatta

Ti è stata utile?

Grazie per la tua valutazione!

Gentile signora, nel leggere la sua storia vedo che ci sono ancora molti nodi da sciogliere e la mancanza di riferimenti genitoriali che abbiano saputo dare una " base sicura" che abbia potuto aiutarla a far fronte alle fasi critiche della sua vita. Le consiglio di riprendere la psicoterapia, anche con lo stesso professionista che l' ha già seguita. In bocca al lupo.
Dr. Ssa Cataldo

Studio Cataldo Psicologo a Genzano di Roma

7 Risposte

1 voto positivo

Contatta

Ti è stata utile?

Grazie per la tua valutazione!

Psicologi specializzati in Crisi esistenziale

Vedere più psicologi specializzati in Crisi esistenziale

Altre domande su Crisi esistenziale

Spiega il tuo caso ai nostri psicologi

Invia la tua richiesta in forma anonima e riceverai orientamento psicologico in 48h.

50 È necessario scrivere 20050 caratteri in più

La tua domanda e le relative risposte verranno pubblicate sul portale. Questo servizio è gratuito e non sostituisce una seduta psicologica.

Manderemo la tua domanda ai nostri esperti nel tema che si offriranno di occuparsi del tuo caso.

Il prezzo delle sedute non è gratuito e sarà soggetto alle tariffe dei professionisti.

Il prezzo delle sedute non è gratuito e sarà soggetto alle tariffe dei professionisti.

Introduci un nickname per mantenere l'anonimato

La tua domanda è in fase di revisione

Ti avvisaremo per e-mail non appena verrà pubblicata

Questa domanda esiste già

Per favore, cerca tra le domande esistenti per conoscere la risposta

psicologi 15450

psicologi

domande 20050

domande

Risposte 77800

Risposte