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Crisi esistenziale

Inviata da Ink08 il 12 mag 2016 Crisi esistenziale

Salve, cerco di essere breve anche se non sono fatta per la sintesi! 31 anni, infermiera a tempo ind. a Bologna ma siciliana d'origine. Da 7 anni svolgo questo lavoro. Dallo stesso tempo non ho una storia che duri più di 3 mesi (ultima finita perché lui mi tradì). I primi anni di gavetta, farti conoscere, fare esperienza etc. Sempre single o con qualche storia senza importanza. Di indole pigra ma ambiziosa in accezione positiva. L'ambizione mi ha fatto strada nonostante la mia pigrizia, anche se credo sia stata più la voglia di fare qualcosa per dimostrare quanto valgo. Mi faccio in 4 nel mio lavoro ma a casa non ho più forze. Pochi intimi amici, rare le uscite, casa/ lavoro. Obesa. Non riesco a prender sul serio nessun percorso, sia esso volto alla modifica del mio fisico o che sia altro, mi ritengo una inconcludente. Vissuto senza troppi ma e perché fino a fine estate, periodo in cui avevo trovato il mio equilibrio. Mi ero messa in testa di seguire dieta ed esercizio fisico e stavo bene, ho pure conosciuto quello che per me era l'uomo della mia vita. Estate bellissima anche se relazione a distanza (ci siamo conosciuti e visti poco ma era tutto fantastico) finché lui dice che non se la sente più. Senza scendere nel particolare cambio sede di lavoro e colleghi oltre che l'organizzazione. Tutto un delirio. Mi sento come se fosse il primo giorno e come se non sapessi più lavorare. Mi sento mancare il terreno sotto i piedi. Niente ferie. Mi attanaglia una cervicale per 20 giorni e inoltre, oltre ad ospitare mia mamma perché sottoposta ad intervento chiamano anche me per un intervento chirurgico programmato ma inaspettato come tempo, ovvero ero in lista ma mi avevano detto che sarebbe stato più avanti.
Arrancando supero tutto e me ne vado in convalescenza giù dove vengo accusata di essere pigra, apatica e per certi versi è vero. Intanto rivedo l'ex con cui comunque ogni tanto mi sento ed anche lui ha problemi di salute suoi e in famiglia. Io mi farei in 4 per aiutarlo forse anche perché nell'inconscio credo che aiutandolo lui mi sarà riconoscente e mi amerà e ritorneremo insieme.
Torno a lavoro due giorni fa. Per la prima volta ho pensato: ma io non la voglio fare più l'infermiera turnista, voglio i week end, il Natale Pasqua e ferragosto a casa. Voglio una vita, voglio viaggiare....sto pensando di licenziarmi e tornare in Sicilia.

Credetemi sono una gran sgobbona a lavoro e i miei pazienti mi fanno sempre tanto complimenti ma non ce la faccio più. Ho preso 8 kg e già ero grassa. Sono una di quelle persone che per curiosità o intelligenza, non so, riesce in molte cose ma niente mi ha mai appassionato come fare l'infermiera. Di solito suono un po' di chitarra, suono ad orecchio la tastiera, ne capisco un po' di tecnologia, ma sempre un po' di tutto. So stare da sola ma non amo starci. Insomma bel soggetto che sono. Come devo fare a riprendere in mano la mia vita ?

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Buongiorno gentile Signora,
si racconta con precisione e con precisione parla di pigrizia e ambizione ed è qui che potrebbe esserci un intoppo che la rende insoddisfatta. L'ambizione può creare uno stato di immobilismo interiore se non ci si sente adeguati alla sfida che l'ambizione comporta. Forse è giunto il momento di mettersi a lavorare su se stessa con l'aiuto di uno/a psicologo/a psicoterapeuta in quanto, quando si inizia a mettere in discussione anche il lavoro, è necessario farsi domande importanti. Il rischio è una regressione disfunzionale alla crescita sia personale che lavorativa.
Cordialmente
Dr.ssa Anna Mostacci Psicologa Psicoterapeuta Roma

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Carissima, sono una psicologa militare in prepensionamento e nessuno meglio di me può comprendere cosa significhi lavorare a 1000 km dai tuoi cari.
Una cosa che farei al tuo posto, primo per avere un pbiettivo immediato, e secondo per aumentare la probabilita' di corteggiamenti e quindi di selezionare e non prendere il prino che passa, e' il bendaggio gastrico. Intanto torni snella, poi si vede. In quanto ai sintomi di cui parli, non ci vugliono lauree per comprendere che si tratta si sintomi di depressione. Quindi, visto che sei economicamente autonoma, o al posto tuo intanto mi rivolgerei al cim, se si chiama ancora cosi', per una terapia antidepressiva, e poi mi rivolgerei ad un buon terapeuta, che ti prenda per mano e con cui capire insieme il tuo modo di pensa e comportarti. Coraggio

Emozioni Umane - Dott.ssa Papadia Psicologo a Montebelluna

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Gentile Ink08,
dal suo resoconto appare chiaro che la sua vita da 7 anni a questa parte è stata soprattutto casa e lavoro. Manca la sfera relazionale o è poco sottolineata. Ad esempio lei non specifica perché quest'uomo non se la sia "più sentita".

Mi sembra perciò che dovrebbe sviluppare di più questa sfera.
Mi sembra probabile che uno psicoterapeuta possa aiutarla a muoversi nella giusta direzione, aiutandola ad esempio a comunicare efficacemente, a perseguire con costanza e creatività i suoi obiettivi anche in quest'ambito, a chiarire situazioni ambigue che rischiano, se restano tali, soltanto di danneggiarla ecc.
La figura dello psicoterapeuta è necessaria perché da soli quasi mai si riesce ad uscire da certe impasse e se avviene è a costo di molto tempo, fatica, energie sprecate.
Cordiali saluti

Valentina Sciubba Psicologo a Roma

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Gentile lettrice,
innanzitutto penso che lei non dovrebbe lasciare il lavoro che ha dal momento che lo ha scelto per passione e dovrebbe se mai pensare al massimo ad un possibile trasferimento anzichè ad un licenziamento, per giunta volontario, col rischio di rimanere disoccupata.
Quanto al fenomeno della brevità delle sue relazioni sentimentali sarebbe necessario conoscerne i dettagli e approfondire la sua personalità e le sue capacità relazionali per trovare una spiegazione a questa cosa.
Forse un percorso di psicoterapia potrebbe aiutarla a conoscersi meglio e riguadagnare quella grinta e quella determinazione che le hanno permesso di affermarsi nel lavoro, quello stesso lavoro che adesso lei sembra svalutare.
Contemporaneamente, acquisendo maggiore autostima riuscirà sicuramente a prendersi più cura di sè e a correggere anche la sua obesità.
Apprezzo la sua affermaziione finale che "sa stare da sola ma non ama starci" perchè mi sembra che sia anche questo un buon punto di partenza sempre per migliorare l'autostima e i rapporti interpersonali.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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Gentile ragazza,
come lei dice la sua vita da 7 anni a questa parte è stata principalmente casa e lavoro; manca perciò o è poco sottolineata la sfera relazionale.
Le consiglio di farsi aiutare da uno psicologo psicoterapeuta a svilupparla perchè da soli può essere molto più difficile e costare anni ed energie sprecati.
Migliorare la comunicazione, prendersi più cura di sé, chiarire situazioni ambigue che potrebbero danneggiarla, perseguire con costanza e creatività i suoi obiettivi sono alcuni risultati che lo psicologo può decisamente contribuire ad ottenere.
Le segnalo anche i pericoli di una storia sentimentale mal chiusa che può trovare in un articolo sul tema sul mio sito professionale.
Cordiali saluti

Valentina Sciubba Psicologo a Roma

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