Crisi, depressione post chemio o sono solo scuse?

Inviata da Kla · 16 set 2020

Salve, sono 5 mesi in cui ho iniziato una conoscenza con una persona, ma in circostanze veramente molto particolari.
Lei in ospedale per l'ultimo ciclo di chemio, io in quarantena.
È stato tutto assurdo quanto estremamente profondo e bello, almeno per me.
Ho 28 anni, ma in questi non sono mai riuscita a lasciarmi totalmente andare con una persona, inconsciamente attaccavo sempre pesantemente le mie compagne o facevo di tutto per allontanarle per paura, paura che potessero farmi male se io non le sottomettessi, (per sottomettere intendo vederle soffrire per colpa mia durante le liti che avevo almeno una volta a settimana) mi dispiace molto per questo, davvero, è orribile e appena lo realizzavo quanto fosse tossica questa cosa le lasciavo per non farle soffrire scusandomi in lacrime di averle fatto del male. Mi costava tanto perché non volevo, ci tenevo molto, ma non volevo far del male a loro. Inoltre sono sempre stata convinta di non meritare amore e quando qualcuno me lo donava lo sentivo sbagliato, mi sentivo minacciata da esso, credo a causa del rapporto distruttivo con mia madre.

Però finalmente con questa ragazza tutte le mie difese si sono magicamente annullate e mi sono gettata completamente in questo rapporto, come vi giuro che mai avevo fatto in tutta la mia vita. MAI. Mi sentivo così al sicuro, protetta e a casa con lei. È stato bellissimo fidarsi finalmente di qualcuno.
Avevo i miei momenti in cui cercavo di allontanarla dicendole che sentivo le mie ex conoscenti anche se non era vero, dicevo che mi interessavano anche altre, ma lei è come se mi leggesse dentro e sapeva che mentivo, mi diceva che questa volta non ci sarebbe riuscita a sabotare questo rapporto, che mi aveva capita a me e dovevo smetterla. E smisi per la prima volta.

Tutto fila liscio per due mesi, dove ovviamente poi ci vediamo finalmente, finché lei da una settimana a l'altra diventa fredda e scostante, discutiamo 2/3 volte pesantemente e poi io vedendo che le cose andavano male, l'ho lasciata per paura di venir lasciata.
Ci siamo sentite il giorno dopo e le dico che non volevo chiudere, e lei mi fa di avere una crisi. Ci vediamo, parliamo per 3 ore in cui piangiamo senza fine e lei mi chiede del tempo perché confusa.
Dice di volere una libertà che non ha avuto durante il periodo di chemio, libertà non sentimentale o sessuale, ma di responsabilità, non vuole farmi star male, o star male lei, non vuole che io sopporti tutto il post malattia. Poi mi dice che vuole stare con me, che cio che sente è troppo forte, ma ha paura di stare male sentimentalmente.
Che la vita è una e proprio perché una vuole preservare i suoi sentimenti ed è meglio finirla prima che possa innamorarsi.
Che ha una paura terribile di soffrire sentimentalmente, che chiunque conosce in una relazione o è infelice o non sta bene e soffre.
Le dico che mi va bene, anche se non credo di esser stata così male in tutta la mia vita. Sentivo il cuore distruggersi nel cuore ogni secondo, non dormivo, avevo ansia e panico; finalmente mi ero fidata di qualcuno e finisce così, perché? La vita è così ingiusta.
Credevo che sarebbe scomparsa, ma in realtà mi scriveva ogni giorno. Più di prima.
Non mi chiamava quasi mai, ma quando lo faceva parlava di riprovarci per poi tirarsi indietro.
Era freddissima, scostante.
Quando dopo un mese mi dice di non provare più nulla per me, se non gelosia.

Io sto troppo male, scompaio per 10 giorni, non le rispondo ovunque.
Lei mi scrive poi dicendomi che mi ha pensata tantissimo,sopratutto durante il suo weekend al mare non ha smesso un secondo.
Ma non sa cosa fare, dice che sono un pallino incompleto ma non c'è altro. Che lei subito si stanca delle persone ma di me no. Che quando succede qualcosa di divertente o bello mi pensa e vuole condividerlo con me immaginando la mia risata e ciò la far stare bene.
Ma non vuole un rapporto con me perché ciò che sente non è abbastanza e instabile. Un giorno è 10 e un giorni 100. Un giorno mi vuole e un giorno no.
Passa un altro mese e lei è come se ad un certo punto si arrendesse.
Mi dice che ci ha provato in tutti i modi ma ciò che sente è troppo forte, che sente che sono la donna della sua vita, ma ha paura di amare.
Ed io le dico che tutto è troppo tossico e che ho bisogno di mettere un punto.
E lei mi dice di non voler stare un altro giorno così, è stanca, non vuole che io scompaia, e che ha paura perché è innamorata di me e questo sentimento potrebbe distruggerla.
È un mese che siamo tornate insieme e che lei non ha regressi, mi ha detto anche piangendo "ti amo e non immagini quanto sia dura dire queste due parole per me. Ma ti amo. E non c'è paura che tenga. Non ci saranno altre crisi, promesso"

Il punto è, ma se le cose stanno così, come hai potuto cercare di distruggere tutto per due mesi? Come hai potuto farmi del male rispondendomi in modi freddissimi e irrispettosi molte volte se mi hai a cuore? Come?
Come hai potuto dire di non provare nulla per me? Con una freddezza nella voce unica, sapendo che potevi perdermi. Come hai potuto farmi star male due mesi?
Non so se andare avanti in questo rapporto o meno, non con questi punti interrogativi.
Ho bisogno di capire, perché sto impazzendo.

P.s in quei due famosi mesi di distacco sono accadute anche cose poco piacevoli, la perdita di un compagno di camera con quella brutta malattia, del cane e la ricaduta di altri 2 compagni di camera.

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Miglior risposta 16 SET 2020

Ciao Kla, per una volta sembra quasi ti sia trovata dall'altra parte della relazione: qualcuno ti ha fatta soffrire, moltissimo, per la prima volta, forse non sei tu nel ruolo della più forte.
Il perché la tua compagna si sia comportata come descrivi per 2 mesi, soltanto lei può dirtelo, la questione più importante è se tu sei disposta ad accettare quello che fra voi è successo e se quello che provi adesso per lei è forte abbastanza per dare alla vostra storia un'altra possibilità.

Dott.ssa Sara Nepi Psicologo a Prato

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