Credo siano sintomi di depressione, devo vedere un professionista?

Inviata da Alice · 13 dic 2016 Depressione

Salve a tutti... ringrazio in anticipo chi sarà tanto gentile da rispondermi.
Sono una ragazza di diciannove anni dalla vita apparentemente perfetta: famiglia poco numerosa ma molto unita, discreta disponibilità economica, numerose conoscenze e amicizie, un ottimo rapporto con molte persone, un piccolo lavoro e sono iscritta alla facoltà universitaria dei miei sogni, che mi permetterà, spero, di ottenere la professione che desidero.
Ho tanti sogni e progetti, coltivo numerosi hobby, vedo tante persone diverse ogni giorno.
Allora perchè... perchè spesso mi sento vuota? Perchè sono sempre triste, apatica, e sorrido solo perchè non voglio che nessuna mi veda come sono davvero? Io, da sola, non sorrido mai. Non voglio, non ci riesco. Mi metto una maschera per non essere la classica "darkettona musona" e venire per questo abbandonata, ma la mia indole non è allegra come gli altri pensano.
Da sempre, so di essere malinconica ed introversa come personalità, mi è stato detto da più persone. Questo mi sta bene, e non lo cambierei. Tuttavia negli ultimi anni, dopo episodi di bullismo e abbandoni, la situazione è degenerata. Vivo nella costante paura di essere abbandonata o derisa, ogni volta che conosco qualcuno penso sempre di stargli antipatica, se vedo persone intorno a me scambiarsi occhiate o risolini penso in automatico che mi stiano prendendo in giro. So che è ridicolo, ma non ci riesco a far nulla. Alterno giorni totalmente sereni a settimane apatiche, piene di scoppi di pianto e crisi isteriche. Ho avuto tendenze suicide e autolesioniste piuttosto serie, due anni fa, ma ne sono uscita. Ora, però, mi rendo conto di desiderare troppo spesso di bere vodka, birra, qualunque cosa mi faccia ridere e non sentire più dolore... sono stata più volte tentata di rubare dagli alcolici di mio padre. Per ora, non è successo, ma non so quanto continuerò a trattenermi. Anche quando sono con gli altri, mi sento perennemente immersa in una cappa di solitudine, di gelo, da cui non riesco ad uscire. Continuo a ripetermi che sono solo idee mie, che almeno qualcuno mi vuole bene e lo dimostra, ma una parte di me non ci crede. E la cosa peggiore è che non riesco a parlarne con nessuno. Questa è la prima volta che mi esprimo davvero, ed è molto difficile. Ma ne ho bisogno, perchè sono stanca di sentirmi sola, incompresa, non voluta, di non riuscire ad indossa altro che nero per nascondermi... e allo stesso tempo, avere giornate bellissime in cui mi sento benissimo. Inevitabilmente, questa oscurità torna. Non capisco questo controsenso, è assurdo. Sono depressa, o no? E' un principio di disturbo bipolare? O è un banale male di vivere che devo affrontare da sola? Da dove arriva tutta questa autocommiserazione, che odio? Cosa devo fare... non ce la faccio più.

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Miglior risposta 15 DIC 2016

Cara Alice
non credo che si possa parlare di depressione nè di disturbo bipolare, ma solo dopo alcuni colloqui un professionista può fare una diagnosi corretta. Gli episodi di autolesionismo e le tendenze suicide, il desiderio di sostanze (nel suo caso alcol) che allevino il dolore, la sofferenza che la invade, sono tutti sintomi da non sottovalutare.
Lei ha scelto di indossare una maschera quando sta con gli altri, non esprime le sue emozioni e le soffoca dentro di sè: questo non è mai un bene.
Le consiglio vivamente di non indugiare e di rivolgersi ad uno psicoterapeuta (psicodinamico).
Cordialmente

Dr.ssa Cristina Giacomelli
Lanciano (CH) - Pescara

Dr.ssa Cristina Giacomelli Psicologo a Lanciano

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15 DIC 2016

Cara Alice, escludo che la Tua sofferenza sia dovuta a un disturbo bipolare, ma certo è la manifestazione di una sofferenza più profonda, le cui radici si trovano al di là della coscienza, nell'inconscio appunto.
Da quello che racconti Ti suggerirei di rivolgerti a un bravo psicoterapeuta. E penso che Prima lo fai è meglio è. Mi ha allarmato l'accenno all'alcool.
Resto a Tua disposizione e Ti saluto con simpatia. Dr. Marco Tartari, Asti

Dott. Marco Tartari Psicologo a Roatto

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14 DIC 2016

Cara Alice, sei stata coraggiosa a scrivere questa lettera.

Possono non esserci eventi traumatici e stressanti all'origine di un certo malessere che non saprei indicare nel tuo caso quale sia...certo, nomini episodi di bullismo e vissuti abbandonici, Questi possono bastare a originare un certo senso di malessere.
Forse vale la pena rivolgersi a un professionista per provare a capire qualcosa di più..in bocca al lupo

Dott.ssa Cristina Fumi
psicologa-psicoterapeuta
Milano

Dott.ssa Cristina Fumi Psicologo a Milano

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14 DIC 2016

Gentile Alice,
è probabile che gli episodi di bullismo e gli abbandoni a cui hai fatto cenno abbiano influito sulla tua personalità e sul tuo umore causandoti paure, insicurezze e dubbi paranoici.
Probabilmente non hai legami sentimentali e questo ti fa sentire sola per cui hai bisogno di amare ed essere amata ma la prima persona che si deve amare è se stessi e nel tuo caso non mi sembra che sia così.
Dici di aver superato "tendenze" autolesionistiche ma è importante sapere se sono stati solo pensieri o di fatto hai tentato il suicidio oppure ti sei ferita o fatta del male in altri modi perchè vi è differenza tra pensieri e agìti.
Stesso discorso per il desiderio di bere alcolici : hai solo il desiderio o consumi bevande alcoliche per stare allegra?
In realtà una certa variabilità del tono dell'umore è fisiologica ma lo scarto non dovrebbe essere tale da andare incontro a sbalzi notevoli passando da uno stato maniacale a quello apatico.
Questa moderata variabilità è anzi, per certi aspetti, rassicurante perchè nei momenti bui ci si può dire che è una fase negativa che passerà.
Infatti, chi disgraziatamente mette in atto il suicidio lo fa perchè erroneamente ritiene che nulla potrà mai cambiare e non ha più speranza.
Cara Alice, hai fatto bene a sforzarti di esprimere in questa mail le tue difficoltà perchè chiudersi e non comunicare sentimenti ed emozioni esibendo solo un falso Sè non è una cosa buona.
Tuttavia, questo deve essere considerato solo un primo passo perchè in realtà hai bisogno della guida e del calore di una relazione terapeutica per risollevare e stabilizzare autostima e tono dell'umore.
Siccome dici di avere una famiglia unita, ti suggerisco di fare un ulteriore sforzo di chiedere ai tuoi genitori di essere sostenuta per un percorso di psicoterapia.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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14 DIC 2016

Cara Alice,
la sua lettera solleva molte questioni. Da una parte c'è il pensiero comune che la sofferenza dipenda necessariamente da eventi traumatici o situazioni di vita particolarmente difficili e che chi non abbia vissuto situazioni di questo tipo non abbia motivo o peggio diritto a sentirsi malinconico o provare dolore. Queste sensazioni tuttavia non sono necessariamente legate a ciò che accade nella propria vita ma a come viene vissuto e all'impatto che acquisisce per chi lo vive.
Al di là della possibile diagnosi, su cui non è in alcun modo professionalmente possibile potersi esprimere senza conoscerla, ritengo che potrebbe essere utile per lei concedersi la possibilità di indagare meglio i motivi personali che hanno portato a questo disagio e lavorarci di modo da potersi costruire un futuro diverso da quello attuale.
Il mio invito pertanto é quello di pensare ad un percorso terapeutico che le offra la possibilità di esprimere ed elaborare quanto sente, tanto piú che anche lei ne ha ravvisato il bisogno.
Rimango a disposizione.
Cordialmente,

Annalisa Anni
Psicologa Psicoterapeuta Padova

Dott.ssa Annalisa Anni Psicologa Psicoterapeuta Psicologo a Padova

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14 DIC 2016

Gentile Alice, sono contenta che abbia deciso di parlare di questa situazione che si sta trovando a vivere. Il disagio che sta provando può essere la molla per iniziare ad affrontare un cambiamento e arrivare ad una miglior comprensione di se stessa. E' stata molto brava nell'evitare di assumere alcol per nascondere l'emotività, ma come dice lei stessa potrebbe essere complicato continuare a trattenersi.
Il consiglio è di contattare un collega della sua zona e parlare della situazione.
Un cordiale saluto
Dott.ssa Annalisa Caretti

Studio Dott.ssa Annalisa Caretti Psicologo a Verbania

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14 DIC 2016

Salve Alice e grazie per aver scritto, immagino che non sia stato per nulla facile ma allo stesso tempo sono certo ti sia servito per allegerirti. Credo che sì, sarebbe opportuno rivolgersi a qualcuno che possa darti un sostegno; da come scrivi si capisce che hai un gran bisogno di parlare. Personalmente non credo abbia molto senso andare a ricercare un'etichetta chiamata diagnosi, ciò che conta è vedere come stai e te, sicuramente, non stai bene. Un percorso potrà sicuramente far luce su tutte le domande che ti poni cosa che faciliterà una maggiore stabilità...
Buona fortuna...

Dott. Daniele Regini Psicologo a Albano Laziale

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