Credo di avere la adhd

Inviata da ema · 3 giu 2016 A.D.H.D.

Credo di avere la adhd perché ho cambiato tantissimi lavori, divento insofferente spesso e volentieri, non riesco a svolgere un'attività abitudinaria perché spesso la mia mente sogna ad occhi aperti, non riesco a concentrarmi mai oltre i 15-20 minuti, durante gli anni scolastici ho avuto degli alti e bassi continui, mai superati, con risultati spesso deludenti, spesso sono impulsiva, ed reagisco a scatto sotto stress. Per questo credo di avere l adhd in fase adulta mai diagnosticata.

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Miglior risposta 6 GIU 2016

Cara Ema,
la diagnosi di adhd è complessa e tiene conto di molti fattori, non è possibile autodiagnosticarsi un qualsiasi disturbo senza visitare uno specialista, magari semplicemente leggendo in internet.. inoltre è normale nelle varie fasi della nostra vita avere periodi di alti e bassi o periodi di stress, sono questi i momenti che ci preparano a crescere ed ad affrontare una nuova fase della nostra vita.
Il mio consiglio è di rivolgerti con fiducia ad uno psicologo, con il quale avrai modo di affrontare i tuoi dubbi e trovare strategie utili a superarli.
Un caro saluto
D.ssa Benedetti Sara

Dott.ssa Sara Benedetti Psicologo a Provaglio d'Iseo

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6 GIU 2016

Buon giorno Ema,
il quadro che lei descrive, la difficoltà a perseverare in un'attività abitudinaria, la capacità di mantenere la concentrazione per 15-20 min., gli insuccessi scolastici, ecc. sono espressione di una difficoltà indubbia. Immagino quanta sofferenza debba aver vissuto per ogni insuccesso, per ogni cosa lasciata a metà, per ogni fuga.
Non è detto però che questa difficoltà sia inquadrabile in un disturbo di ADHD, ovvero nel disturbo dell'attenzione con iperattività.
Di solito il quadro dei bambini che presentano questo disturbo è molto marcato nel senso dell'agitazione psicomotoria e della difficoltà a stare fermi fisicamente, mentalmente ed emotivamente.
Non so se lei vi rientra pienamente. Gli stessi disagi da lei descritti del resto, si ritrovano in tanti altri tipi di difficoltà o strutturazioni di personalità.
Quello che intuisco è che trovare un'etichetta, una diagnosi può far sentire più rassicurati e deresponsabilizzati.
"Se esiste un quadro diagnostico significa che non sono la sola e che non è colpa mia!"
Io credo che c'è sempre una ragione di ciò che siamo e di come viviamo e non è colpa nostra, ma da un certo punto in poi è nostra responsabilità. Fin dalla nascita viviamo delle esperienze che non decidiamo e che strutturano la nostra vita nel suo modello emotivo, cognitivo, relazionale. Da adulti però abbiamo il potere di scegliere se proseguire con certi schemi che non sono più ottimali oppure no.
Per cui, sicuramente non c'è da sentirsi in colpa o da giudicarsi, c'è da comprendere cosa le succede oggi e cosa ha strutturato tutto questo ieri, c'è da decidere cosa desidera mantenere e ottimizzare, cosa invece modificare di sè.
Sicuramente richiede desiderio e lavoro, come in tutte le cose importanti.
Il bello è oggi lei è la costruttrice del suo presente e del suo futuro e può decidere da quale parte dirigerlo!
La collega parla di un terapeuta, sicuramente ha bisogno di fermarsi, di imparare a stare ferma nella fiducia e nella costruzione, una relazione terapeutica è una situazione privilegiata che permette una valutazione e una sperimentazione "senza rischi".
Capisco anche che non deve essere facile, perchè se è contraddistinta da impulsività e cambiamento, anche le relazioni devono essere difficili, soprattutto nel versante "intimità emotiva".
Ma sicuramente una psicoterapia può aiutarla a comprendersi e ad imparare a stare ferma con sè, con i propri obiettivi, con i sogni e con gli altri, in uno scambio fruttuoso!

Un grande in bocca al lupo!
Dott.sa Sabrina Costantini
Psicologa Psicoterapeuta - Pisa - Cecina

Sabrina Costantini Psicologo a Pisa

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6 GIU 2016

Cara Ema, il disturbo di cui lei parla sorge in età prescolare ed è spesso una strategia, poco funzionale, usata per sfuggire alla sofferenza. La velocità e la frenesia di questo nostro tempo per un bambino diventano un modo, apparentemente, utile da imitare per sfuggire alla frustrazione, all' assenza di figure affettive di riferimento. Non assenti in senso fisico, ma soprattutto incapaci di contenere e accogliere le nostre emozioni e i normali dubbi e paure di un bambino nel suo percorso di crescita. Ora può rimediare. Ora che è adulta e sa badare a sé stessa (in un modo o nell' altro) può sperimentare il contenimento in una relazione terapeutica e può riscoprire, oltre che le sue bellissime risorse(creatività, fantasia e flessibilità), il piacere di un rapporto equilibrato con le sue emozioni e fare questo la porterà ad avere relazioni migliori anche con gli altri, perchè la relazione più importante, che condiziona tutte le altre, è con noi stessi.

Cari Saluti
Dr.ssa Simona Coscarella
Psicologa-Psicoterapeuta a Cosenza

Dr.ssa Simona Coscarella - Studio di Psicoterapie Brevi Strategiche Psicologo a Cosenza

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3 GIU 2016

Gentile Ema,
l'ADHD in età adulta è un problema relativo, il passato è passato. Adesso deve imparare invece a trarre beneficio dalle sue caratteristiche. Purtroppo i segni rimangono, gli insuccessi scolastici dovuti alla disattenzine hanno lasciato in lei una bassa autostima e basso senso di autoefficacia. Il cambio ora di lavoro la farà sentire inadatta a tante cose. Ma la realtà è che lei ha saputo reinventarsi in tante occasioni. La sua mente, che sogna ad occhi aperti, è in realtà altamente ideativa. Le consiglio di rivorgersi ad un terapeuta che la aiuti a trovare la strada per utilizzare le risorse che lei ha e a indirizzare le energie. Energie che a volte scarica nell'impulsività, anche nei rapporti con le persone, e probabilmente a volte in modo poco proficua. Deve solo, in quanto adulta, imparare e gestire tali caratteristiche.
Cordiali saluti
Dott.ssa Sabrina Fontolan

Dott.ssa Sabrina Fontolan Psicologo a Piove di Sacco

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