Covid: sono rimasta bloccata nella città in cui studio

Inviata da Sofia · 6 mag 2020 Attacchi di panico

Salve, sono una ragazza di 22 anni è da quando è scoppiata questa pandemia sono rimasta bloccata nella città in cui studio. Non ho preso bene la situazione sin dall’inizio ma ora sta veramente degenerando. Ho veri e propi attacchi di panico, non riesco più a mangiare ,la notte non riesco a prendere sonno e quando lo faccio mi sveglio improvvisamente. Ho continuamente la tachicardia anche la mattina appena sveglia. Penso continuamente a questa situazione cerco continuamente notizie riguardanti la pandemia, ho dovuto eliminare i social network per cercare di limitare la cosa, cerco di sprecare più tempo possibile in modo tale che arrivi il giorno dopo nella speranza che la situazione migliori. Non riesco a studiare a concentrarmi. Sto sempre chiusa nella mia stanza e cerco di non incontrare nemmeno per sbaglio i miei coinquilini, perché preferisco non parlare e stare in silenzio, se devo comunicare preferisco scrivere su un foglio è come se la mia voce non volesse uscire, voglio precisare che prima ero una persona molto socievole parlavo con tutto anche sconosciuti. L’unico momento in cui trovo un po’ di pace è quando sento i miei genitori che sono lontani da me. Vorrei precisare che la mia vita è stata stravolta dalla morte improvvisa del padre de mio ragazzo qualche mese fa lo conoscevo da sempre per me era come un secondo padre io non faccio che piangere quando guardò il mio ragazzo perché ripenso a tutta la situazione vissuta.Come posso risolvere questo problema? Dovrei iniziare delle sedute da uno psicologo?

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Miglior risposta 7 MAG 2020

Carissima Sofia,

il vissuto che descrive richiama il concetto del lutto, nei suoi diversi aspetti: il lutto personale per la perdita del padre del suo ragazzo che le ha stravolto la vita, il lutto collettivo per la perdita della "normalità" e delle relazioni sociali, il lutto anticipatorio collegato all'incertezza e alla paura per il futuro. La paura può paralizzare e farci vivere in uno stato di allerta continuo, ma ha una funzione protettiva nel segnalarci un pericolo e quindi mobilitarci per affrontarlo. Può essere utile concentrarsi sul presente, sul riconoscimento di quanto le cose siano emotivamente difficili in questo momento e partire dall'accettazione delle proprie autentiche emozioni, incluse il dolore, la rabbia e la paura. Invece di combatterle, concedersi tempo, concedersi la possibilità di fermarsi, di respirare, di dare un nome ai propri vissuti, di condividerli se possibile con qualcuno, con la consapevolezza che l'elaborazione del lutto è un processo che richiede tempo. Per rispondere alla sua domanda, credo che potrebbe trarre beneficio dall'accoglienza e dall'ascolto di uno/a specialista e magari riuscire a trovare in lui/lei, un compagno di viaggio con cui affrontare questa dolorosa realtà che le provoca malessere e sofferenza, alla scoperta non solo delle sue paure, ma anche delle sue risorse più vitali.

Un caro saluto,
Mariangela Gentile

Dott.ssa Mariangela Gentile Psicologo a Ciampino

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11 MAG 2020

Buongiorno Sofia, è comprensibile che tu ti senta un po' giù di morale, in quanto non è facile vivere lontani dalla famiglia ancor più in questo periodo in cui tutte le paure risultano essere amplificate. Un percorso con uno psicologo, può sicuramente aiutarti ad attraversare e gestire al meglio tale periodo finché pian piano non si torna ad assaporare la realtà. Potrebbe esserti utile fare un training di gestione delle emozioni, lavorando in parallelo sull'aspetto cognitivo che in questo momento ha subito un cambiamento non positivo. Resto a disposizione per ulteriori chiarimenti.

D.ssa Nadia Pagliuca

Dott.ssa Nadia Pagliuca Psicologo a Torino

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11 MAG 2020

Carissima, credo ch e lei sia entrata in un circolo vizioso: "non ci voglio pensare.." ed invece ci pensa e si agita.. La situazione sicuramente è difficile ma ciò che fa la differenza è come viene affrontata. Capisco che in un luogo diverso da casa propria si può provare maggiore disagio, ma le consiglio di trovare il modo di pensare il meno possibile e di non isolarsi completamente dai suoi coinquilini, cercare di condividere ansie e paure è importante. Cerchi di trovare il modo di comunicare più che può con amici e famigliari provi a fare un po di ginnastica dolce la mattina e di riempire le sue giornate con cose piacevoli. Cosa farebbe se fosse a casa con i suoi? Cosa cambierebbe?
Ragioni su questo. Ciò che ci blocca spesso sono i nostri pensieri disfunzionali che non ci fanno vere le cose dal punto di vista giusto.
Resto a disposizione.
Cari saluti.
Dott.ssa Barbara De Luca

Dott.ssa Barbara De Luca Psicologo a Catanzaro

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7 MAG 2020

Cara Sofia,
mi spiace tantissimo per la morte di questo tuo secondo papà. Sembra quasi che il blocco sociale a cui siamo stati costretti per fronteggiare la pandemia ti abbia portato ad una sorta anche di blocco emotivo, in cui non riesci ad elaborare questo tuo dolore. Nell'attesa di organizzare un colloquio con qualche terapeuta ti inviterei a condividere questo dolore con il tuo ragazzo. Non preoccuparti se piangi tutto il giorno, piangi insieme a lui, ricordate i momenti passati insieme. Lascia che le lacrime escano. Lascia che la tua voce parli, anche se per il momento sono solo parole di dolore e di profonda tristezza. Spero che riscoprirai a breve che non sei sola e che non devi sopportare questa sofferenza in solitudine. Mi auguro inoltre che al più presto possa riavvicinarti ai tuoi genitori.

Cari saluti
Dott.ssa Alessandra Xaxa

Anonimo-162687 Psicologo a Vittoria

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7 MAG 2020

Ciao Sofia, la situazione contingente ha portato a renderci più fragili inoltre la perdita porta a una vissuto molto stressante che cambia le nostre sicurezze incide sul nostro carattere frammentandonla nostra personalità. Occorre trasformare lo stato di tensione e le esperienze di dolore in buone possibilità, in energia rinkovata. Da stato di impotenza al provare di poter riprendere in mano la propria vita e fare delle scelte. Rimango a disposizione per informazioni. Buona giornata

Dott. Davide Milanese Psicologo a Tortona

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7 MAG 2020

Ciao Sofia,
intanto grazie per aver condiviso con noi quello che stai provando in questo periodo: voler capire cosa ci sta succedendo è sempre un importante primo passo.

Per quanto riguarda ciò che racconti, vorrei tranquillizzarti rispetto al fatto che sono sensazioni che in molti condividono, soprattutto in questo periodo: la paura è un'emozione che ci segnala la presenza di un pericolo esterno, per cui può essere funzionale, ma dobbiamo imparare ad evitare che si trasformi in panico, che invece ci rende irrazionali e fa aumentare la nostra percezione del rischio. La buona notizia è che si può fare molto per questo tipo di difficoltà! Per cercare di risolvere questo problema ti invito a trovare un professionista nella tua zona o che svolga colloqui online, saprà sicuramente aiutarti.

Rimango disponibile per altre informazioni :)
Un caro saluto,
Dott.ssa Giulia Vitali

Studi Medici Phoenix - Giulia Vitali Psicologo a Montemurlo

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7 MAG 2020

Buongiorno Sofia. Vorrei cominciare dicendole, che quello che le sta accadendo, é una reazione assolutamente comprensibile, considerando lo tsunami che ha rappresentato il Covid nella nostra vita quotidiana. Realtà che, dall’oggi al domani, é stata completamente stravolta. Come esseri umani il nostro benessere non può venire solo da dentro di noi ma, anche, dalle relazioni che intratteniamo con le altre persone ed, essere costretti a privarsene, ha un grande impatto psicologico. Lei, per motivi di studio, é lontana dalla sua famiglia ed é molto legata a loro, sostenendo che gli unici momenti in cui si sente in pace é quando li contatta telefonicamente. Anche la morte del padre del suo ragazzo, a cui lei era molto legata e che lo vedeva come un secondo padre, ha contribuito a destabilizzarla. Un sostegno psicologico la potrebbe aiutare ad affrontare quegli aspetti che nella quotidianità la stanno debilitando molto come gli attacchi di panico, le difficoltà di addormentarsi, di concentrarsi nello studio. Il percorso, che andrà ad intraprendere con un terapeuta, potrà presentare delle ricadute ma questo non vuole assolutamente significare che non ci si può risollevare. Ha la motivazione per affrontare le difficoltà che sta vivendo e questo é un requisito indispensabile per migliorarsi. A sua disposizione, qualora ne sentisse la necessità.
Dott. Erik Mancin

Dott. Erik Mancin Psicologo a Parma

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7 MAG 2020

Buongiorno Sofia,
La situazione creatasi in seguito alla pandemia ha fatto energere in molte persone sentimenti di grande angoscia, spaesamento, confusione e tristezza. A volte già precedentemente erano accaduti eventi destabilizzanti, che però erano rimasti sufficientemente gestibili, fino a quando la quarantena ha aumentato il carico emotivo, rendendo molto difficile la sua gestione.
Le sedute con uno psicologo potrebbero esserti molto utili per iniziare a fare un po'di chiarezza, ridurre la confusione e il senso di solitudine. Purtroppo in questi casi non bastano semplici consigli preconfezionati. Ci sono molti psicologi che svolgono sedute online e a tariffe non eccessive, per consentire a tutti di ricevere un sostegno in questo periodo difficile per tutti.
Spero di esserti stata in qualche modo utile.
Un caro saluto

Dott.ssa Silvia De Carli Psicologo a San Donato Milanese

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7 MAG 2020

Salve, i tuoi sintomi sono molto comuni in questo momento così difficile per tutto dove un evento ha stravolto la nostra quotidianità. Sta vivendo un periodo molto stressante per lei sia per la situazione che per la perdita. Un aiuto le potrà sicuramente aiutare a ritrovare il suo benessere psicofisico. Adesso vi sono tanti psicologi che fanno sostegno online o al telefono. Questo la potrebbe aiutare. Per qualsiasi altro dubbio può contattare. Dott.ssa Cristina Gammella

Dott.ssa Cristina Gammella Psicologo a Campli

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7 MAG 2020

Buongiorno Sofia, più che dovresti penso che potresti fare almeno qualche consulenza psicologica. Hai scritto una serie di sintomi che sono purtroppo molto comuni a tante persone in questo momenti. Difficoltà di contrazione, ansia, disturbi del sonno, irritabilità, umore più basso, purtroppo sì sono conseguenze di questo momento fuori dall'ordinario. Però ci sono delle risorse a cui appellarsi per reagire in maniera più funzionale e imparare a gestire lo stress. Io ti consiglio di rivolgerti a un professionista nel luogo dove ti trovi, anche online se preferisci. Credo che una guida in questo momento ti sarebbe utile per ritrovare la tua centratura.

Rimango a disposizione.
Un saluto.
Francesca Brabanti

Dott.ssa Francesca Brabanti Psicologo a Prato

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7 MAG 2020

Buongiorno Sofia,
è comprensibile che la situazione attuale proponga emozioni negative, smarrimento, ma i suoi vissuti l’isolamento, silenzio, l’insonnia, la tachicardia mi fanno pensare all’emersione di paure, ansie profonde che si manifestano con l’evitamento di stimoli esterni (notizie, parlare con persone). La comparsa di attacchi di panico in genere sono un segnale di un ansia, paura accantonata. Un attenzione merita lo stravolgimento della sua vita a seguito di un lutto improvviso di una persona che definisce un secondo padre con manifestazioni di pianto e ripensamenti. Credo le sarebbe utile un aiuto psicologico per conoscere ciò che appartiene a questo momento è ciò che forse è emerso di se di più antico.
Disponibile per approfondimenti
Dr.ssa Elisabetta Ciaccia

Dott.ssa Elisabetta Ciaccia studio di psicologia Psicologo a Milano

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7 MAG 2020

Ciao Sofia,
ciò che sta vivendo credo che meriti attenzione. Le sensazioni fisiche di panico e di tachicardia, l'inappetenza, il chiudersi agli altri, le difficoltà a dormire e a concentrarsi sono chiari segnali della sua sofferenza, che proprio perché manifesti ed espliciti non devono essere ignorati. Già identificarli e riconoscerli non mi sembra cosa da poco, riuscire a legare il tutto anche ad una perdita importante che l'ha segnata e ancora la segna, mi sembra un passo ulteriore. Le sue risorse interne e capacità di autoanalisi mi sembra che le possano essere d'aiuto nell'affrontare un percorso di sostegno psicologico. La situazione che descrive poi di lontananza da casa immagino amplifichi ancora di più tutte le sensazioni ed emozioni negative che in questo momento sente. Sta affrontando una situazione difficile, così come la sta affrontando tutta Italia in questo momento, ma lontana da casa e dai suoi affetti. Lo credo bene che questo le procuri sofferenza. Tuttavia le consiglio di provare ad aprirsi e a far uscire la sua voce, che sia inizialmente anche tramite un diario scritto o sulle note del telefono. È importante che butti fuori quello che sente, un pò come ha fatto qui. Anche il contenimento e l'accoglienza del suo dolore da parte di qualcuno che possa condividerlo con lei è importante, come un caro amico o una persona di cui si fida, per non correre il rischio di farsi il carico da sola di tutta questa situazione. I pesi, se distribuiti, fanno meno male. In casi come il suo la psicoterapia può realmente essere il supporto d'aiuto giusto per superare un momento di grande sofferenza.
Le mando un caro saluto Sofia,
rimango a disposizione.
Dr.ssa Lisa Ribechini

Dott.ssa Lisa Ribechini Psicologo a Pontedera

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6 MAG 2020

Cara Sofia, la situazione storico-situazionale attuale comporta per tutti ansia, preoccupazione, paura e incertezza, legate alla salute, al mancato controllo, e all'immobilità esistenziale causata dalla quarantena. E' normale sentirsi sopraffatti, confusi e spaventati. Tuttavia, laddove queste sensazioni sfocino in franchi attacco di panico e sintomi che limitano in maniera importante le Sue possibilità di muoversi nel modo (insonnia, impossibilità di mangiare o di parlare, ore passate a ricercare notizie, ecc...) meritano un sostegno adatto. Non perché non siano normali o legittime, ma perché comportano un carico eccessivo e un costo troppo elevato per la Sua vita quotidiana per essere semplicemente ignorate. Dal momento, inoltre, che riferisce un episodio esistenziale pregresso (morte di una persona a Lei molto cara), a maggior ragione i motivi della Sua sofferenza devono essere inquadrati in un contesto esistenziale che Le è proprio (la Sua vita, i Suoi modi di essere nel mondo, i Suoi progetti) anziché in quello solo situazionale attuale (pandemia). La psicoterapia è lo strumento adatto per questo. Consiglierei di contattare un terapeuta per un primo colloquio, e decidere assieme il da farsi e quali obiettivi Lei desidera raggiungere. A disposizione, in bocca al lupo! DP

Dott. Daniel Michael Portolani Psicologo a Brescia

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