Cosa succede quando gli insegnanti segnalano problemi agli assistenti sociali

Inviata da Sara · 16 giu 2017 Psicologia sociale e legale

Buongiorno, mi chiamo Sara, ho problemi con la scuola di mia figlia.
Deve compiere 13 anni e da quando è entrata alle medie ha iniziato a stare male. mi sono separata da mio marito 3 anni fa e lui se ne è andato a lavorare in Irlanda.
Lei ne ha sofferto e ha iniziato a tagliarsi e i professori l'hanno scoperto perchè lo ha fatto anche a scuola. l'ho portata all'uompia e la sua risposta al perchè lo faceva è stata che stava soffrendo e ha iniziato a farlo perchè lo vedeva su internet.
questo è successo in prima media.
Ha capito di aver fatto una cavolata ed è finita lì, ma quelli dell'uompia, allla fine del percorso volevano che mia figlia continuasse ad andare dallo psicologo, ma io non n'ero daccordo ed è finita lì.
Durante la seconda media i professori gli sono stati addossso (dico addosso perchè è diverso dello stargli vicino).
Invece che aiutarla nell'ambito scolastico guardavano solo il morale.
Mia figlia è molto sensibile all'abbandono degli amici e con lo studio ha un brutto rapporto.
Quindi, quando non studiava, diceva alle maestre che non si sentiva capita e che i suoi amici la facevano soffrire ( litigavano) così trovava la scusa per cavarsela con i professori.
I professori gli hanno chiesto di fargli vedere qualche suo disegno ( a lei piace disegnare ed è brava) e lei li ha portati.
I suoi disegni sono un pò .... non saprei come descriverli... vi faccio un esempio.
In un disegno c'era una ragazza con le cuffie le note musicali e delle nuvolette dove dentro c'erano scritte frasi di Jim Morrison un pò tristi.
Lei lo ha disegnato e ha spiegato che non era lei quella del disegno, ma loro hanno decise che lei si voleva suicidare.
Così l'hanno segnalata agli assistenti sociali e loro adesso vogliono entrare nelle nostre vite solo perchè i professori hanno capito "Roma pe toma".
Posso assicurare che mia figlia sta benissimo e non ha bisogno di uno psicologo ed è un'adolescente come tante altre.
Quest'anno l'hanno bocciata e non si è suicidata come dicevano loro.
Anzi... si è vista con le amiche e facevano casino con musica, risate e urla.
Adesso vorrei sapere cosa devo fare per togliere dalle scatole questi assistenti sociali che hanno messo di mezzo persino il guidice e se mi conviene cambiare scuolòa.

attendo una vostra risposta.
Grazie e buona giornata

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Miglior risposta 18 GIU 2017

Gentile Sara,
penso che lei abbia fatto molto male a non seguire il consiglio di "quelli dell'Uompia" che era per il bene di sua figlia.
D'altra parte i professori, non essendo psicologi non possono dare un aiuto psicologico qualificato ma solo segnalare i disagi che si evidenziano negli scolari.
I disegni di sua figlia potevano essere solo una conferma di un malessere già accertato.
Premesso che non si può concludere che un giorno sua figlia si suiciderà, è un fatto che comunque ha già commesso atti di autolesionismo sia pure ispirata da Internet.
Più che avercela con gli assistenti sociali e decidere di cambiare scuola, penso che lei dovrebbe preoccuparsi di assicurare a sua figlia ed anche a se stessa un valido sostegno psicologico.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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19 GIU 2017

Gentile Sara

Capisco che lei adesso voglia risolvere questa questione con gli assistenti sociali, ma forse dovrebbe rivolgersi a un avvocato per questo.

Noi siamo qui per capire se ci sono i presupposti per intraprendere un percorso e rispondere a dubbi rispetto a vissuti ed esperienze che arrecano disagio, e sopratutto cerchiamo di aiutare persone che richiedono il nostro aiuto e sono motivate a prendere questo tipo di strada.

Non so cosa dirle in merito ai professori, sicuramente il tagliarsi ha fatto sì che loro al minimo segnale si preoccupassero della condizione psicologica di sua figlia. Se ne vedono e sentono tante, e specialmente tra gli adolescenti questi episodi non sono rari, capisco che un professore non voglia prendersi delle responsabilità di aver sottovalutato dei segnali e capisco lei che si sente "invasa" da estranei che sono lì per giudicarla dal punto di vista genitoriale.

Forse la strada migliore sarebbe quella di chiedere a sua figlia se sia d'accordo a riprendere gli incontri con uno psicologo. Se non dovesse essere nulla di preoccupante, ben venga. Una BUONA terapia non fa male, tutt'altro, ed è sempre libera di interromperla.
Spero di esserle stata d'aiuto
Dottssa Fabrizia Tudisco

Dott.ssa Fabrizia Tudisco Psicologo a Como

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19 GIU 2017

Gentile Sara,
di solito i genitori impugnano situazioni anche legali perchè gli insegnanti non si sono accorti del disagio dei figli, occupandosi solo del rendimento scolastico. Cosa che per altro non risulta vera. Ed infatti questa ne è la riprova. Il comportamento autolesionista di sua figlia è sintomo di forte disagio, anche se visto in internet. Ci sono altri "suggerimenti" da internet per stare bene e divertirsi. Non ha scelto quelli. L'Assistenza sociale aiuta, non toglie. Comprendo che Lei si senta in difficoltà e forse giudicata e perciò rifiuti il sostegno. Ma credo che facendo così aumenti il disagio di sua figlia ed anche il suo. Non attenda segnali ancora più forti da sua figlia per rendersi conto del livello effettivo di sofferenza.Sono sufficienti quelli che già ha dato. Mi auguro accetti l'invito di recarvi al colloquio dove in effetti potrá spiegare tutte le sue ragioni, per altro. Carissimi auguri.

Dott.ssa Elisa Fagotto Psicologo a Portogruaro

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18 GIU 2017

Buongiorno Sara,
parte del mio lavoro avviene in un istituto comprensivo e la descrizione che lei fa di sua figlia, purtroppo ben si adatta a numerose ragazze adolescenti. Dico purtroppo, perché tali atteggiamenti sono segnali di vissuti di disagio, che richiedono considerazione.L'adolescenza è una tappa evoluta difficile, ricca di cambiamenti che devono essere mentalizzati e spesso creano dubbi ed incertezze La invito a considerare l'interesse degli insegnanti in maniera positiva e come possibile forma di aiuto e non come forma di giudizio nei suoi confronti.
I migliori auguri
Dott.ssa Vanda Braga

Dott.ssa Braga Vanda Psicologo a Rezzato

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17 GIU 2017

Buongiorno Sara, immagino che trovarsi completamente sola a crescere un'adolescente dev'essere difficile , pesante e anche complicato. Andando a vivere in un altro paese molto distante, è un po' come se il babbo avesse voluto completamente tagliare i ponti, è importante sapere però il suo reale interessamento nei confronti della figlia, quanto la vede, la sente e cosa faccia per starle vicino. Credo che i professori delle scuole medie abbiano osservato una ragazzina veramente in difficolta' e loro pur non essendo psicologi, riescono ad accorgersi di certe situazioni, perché ne hanno talmente tante a confronto, che a volte queste emergono così chiaramente, che non possono fare finta di non vedere. Le garantisco che spesso col gran d'affare che hanno non se ne accorgono, quindi quando succede, può essere davvero eclatante. Vorrei meglio comprendere il motivo per cui lei ha deciso di non far proseguire la "bimba" con una psicoterapia pubblica , perché ha giudicato che non fosse necessario solo perché la bimba aveva smesso di tagliarsi ? È importante, quando c'è una sofferenza così grave che non ci si fermi solo ad una prima superficiale rimozione del sintomo. Per superficiale non intendo non importante, ma a quello che sta in superficie, concreto e visibile come il tagliarsi, che è "solo" una manifestazione della profonda sofferenza che uno vive. Credo che i prof. Siano dovuti ricorrere ai Servizi Sociali perché hanno visto poca collaborazione da parte sua ed anzi una chiusura nei confronti loro, della bimba e dei suoi problemi. Io credo che questa chiusura e diffidenza che lei sta mostrando, celi una sua profonda paura, difficoltà e smarrimento per cui sente che l'unico modo di risolvere le cose, per difendersi anche lei stessa da questo dolore è recidere , tagliare e andarsene (facendole cambiare scuola) un po' come ha fatto anche il padre e un po' come fa la bimba con il suo corpo quando taglia o quando tagliava. Credo che sia importante mostrare a questa ragazza alla ricerca di un'identità , quanTo sia importante affrontare le difficoltà e non scappare. Mi creda, se ha trovato persone disponibili intorno a sé disposte ad aiutarvi, non le tenga a distanza, non si opponga, ma si apra e collabori. L'obiettivo degli assistenti sociali è creare l'ambiente favorevole alla crescita del ragazzo/bambino in generale e non credo che si divertano a portare via i figli ai genitori, quando non è indispensabile e soprattutto quando in casi gravissimi, non è l'unica possibilità. Quindi Sara, credo sia necessario per il suo bene e per quello di sua figlia, provare a vedere questi professori e questi professionisti, non come persecutori ma come alleati! Negando il loro intervento, negando l'esistenza di un problema, non cura le ferite di sua figlia, ma anzi, involontariamente (per delle sue paure e resistenze) le alimenta. Si mostri più disponibile a mettersi in discussione, al confronto e al dialogo, all'ascolto anche nei confronti di sua figlia e vedrà che nessuno avra' interesse ad ostacolarla nei suoi progetti. Vi faccio un grande in bocca al lupo! Cari saluti
Dott. Ssa Ilaria Raia Psicoterapeuta Psicodinamica a Cecina (Li)

Dott.ssa Ilaria Raia Psicologa Psicoterapeuta Psicologo a Cecina

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