Cosa posso fare per stare di nuovo bene?

Inviata da Francesca. 3 dic 2015 12 Risposte  · Ansia

Salve, mi chiamo Francesca e ho 25 anni. Tre anni fa ho iniziato ad avere sintomi gastrointestinali fastidiosi e in seguito ho scoperto la causa:una semplice intolleranza alimentare. Tuttavia, non essendo abituata a tali sintomi, quasi subito ho avuto una forte sensazione di ansia e paura che questi sintomi potessero capitare anche in pubblico. Inevitabilmente quindi, ho iniziato a privarmi piano piano di alcune situazioni o di alcuni eventi oppure li sopportavo con fatica. L'anno scorso mi sono resa conto che queste limitazioni erano esagerate e per questo motivo da un paio di mesi vado da uno psicologo cognitivo-comportamentale.. fino a qui tutto lineare.. e.. invece no. Nell'ultimo periodo sto davvero male. Non ho visto i progressi che mi aspettavo e da quando lo psicologo mi ha messo l'etichetta di disturbo d'ansia.. la mia ansia è inevitabilmente aumentata. Qualsiasi cosa faccio sono fortemente demoralizzata, ho perso la voglia e la forza di sforzarmi.. è come se questo mi avesse definitivamente spento. So che sembra strano scrivere qui.. ma.. mi è stato detto che il mio è un percorso molto lungo e questo mi ha buttato nello sconforto più totale.. non so cosa fare.. ho perso la voglia di lottare o forse ho solo bisogno di sapere che ne uscirò..

paura , male

Miglior risposta

Buongiorno Francesca,
mi pare di capire da quanto scrive che lei si trovi in un momento di sconforto per i mancati progressi con la sua psicoterapia, che ha iniziato dopo aver sofferto per lungo tempo di ansia legata ai disturbi gastrointestinali. La scelta spontanea di iniziare un percorso terapeutico è certamente di buon auspicio per la risoluzione del suo disagio, ma in effetti prima di ottenere una remissione sintomatica e una significativa riduzione dell'ansia è necessario un tempo maggiore rispetto ai pochi mesi che sono passati dall'inizio della terapia. Potrebbe essere utile indagare, oltre al grado di soddisfazione (o insoddisfazione) nei confronti della psicoterapia, anche la compatibilità con il suo terapeuta (nei termini di buona alleanza e senso di fiducia), le sue aspettative e desideri e, non ultimo, il significato più profondo dei suoi sintomi, che difficilmente emergono per puro caso (al netto di cause fisiche comprovate). Non si perda d'animo, le è possibile uscire da questo tipo di problema con un po' di pazienza e tenacia, ricordando anche che in alcuni casi l'inizio di una terapia acutizza transitoriamente proprio i sintomi che l'hanno spinta a cercare un supporto psicologico.
Un saluto

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Buongiorno gentile Francesca,
lei potrà senz'altro risolvere se comprende che dietro al sintomo c'è un malessere che vuole la parola, come se l'attenzione a quello che c'è dietro al sintomo e che riguarda la sua vita e l'andamento di essa, la sua soddisfazione o no, le sue aspettative, le sue relazioni, i suoi desideri, diventino oggetto di esplorazione in terapia. Credo che in questo senso andrebbero viste le parole del suo terapeuta sulla durata della terapia. E' una grande occasione che si sta concedendo e le assicuro che potrebbe diventare anche molto piacevole spostarsi per raggiungere lo studio del terapeuta se lo prende come un viaggio alla scoperta di se stessa.
Auguri!
Dr.ssa Anna Mostacci Psicologa Psicoterapeuta Roma

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7 DIC 2015

Logo Dr.ssa Anna Mostacci Psicologa Psicoterapeuta Dr.ssa Anna Mostacci Psicologa Psicoterapeuta

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Cara Francesca il suo percorso può durare in base al suo impegno attivo nell'affrontare il problema se seguirà una terapia cognitivo-comportamentale che la aiuti con prescrizioni comportamentali nel suo problema starà meglio quasi da subito.
Non si scoraggi e tenti di affrontare le sue insicurezze con fiducia verso il terapeuta che la cura.
Cordialità d.ssa Tina carone

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7 DIC 2015

Logo Dott.ssa Tina Carone Psicologa Psicoterapeuta Dott.ssa Tina Carone Psicologa Psicoterapeuta

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Cara Francesca,
non necessaria un percorso per essere terapeutico e duraturo deve essere lungo. Ci sono alcune tecniche, utilizzate dagli psicoterapeuti strategici e sistemici che possono permetterle di uscire da un'empasse velocemente.
Condivida con il suo terapeuta questo malessere, affinchè lui possa aggiustare il tiro e qualora questo non succedesse può sempre cambiare terapeuta,

cordiali saluti

Dott.ssa Monica Salvadore

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5 DIC 2015

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Gentile Francesca,
chi le ha detto che il suo è un percorso lungo? Chiunque lo abbia fatto a mio avviso è stato avventato e nocivo perché non è necessariamente così.
L'approccio strategico breve ad es. cura disturbi simili al suo in tempi brevi.

Dovrebbe far presente al suo psicologo che invece di migliorare sta peggiorando di modo che egli possa aggiustare le manovre terapeutiche e, se non vede cambiamenti le consiglio di cambiare psicoterapeuta.
In ogni caso tuttavia segua parallelamente le prescrizioni mediche.

cordiali saluti

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5 DIC 2015

Logo Valentina Sciubba Valentina Sciubba

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Carissima Francesca,
un paio di mesi sono davvero pochi, in genere un percorso terapeutico dura un po' di più. E' vero che nei primi periodi o in alcuni periodi i sintomi possono anche acutizzarsi, accade sovente, fa parte dell'effetto terapeutico, poi vanno attenuandosi.
Perché non parla con il suo terapeuta delle perplessità che l'attraversano, in una terapia è molto utile che il paziente si esprima anche nelle sue perplessità e titubanze. Perché la preoccupa tanto che il percorso possa essere lungo? Per essere efficace un percorso deve durare un po' di tempo, la durata varia da soggetto a soggetto. Pensi al tempo della terapia come un momento per se stessa.
Se i dubbi dovessero però continuare e se la terapia non la fa sentire a suo agio, si ricordi che è sempre possibile cambiare.
Parli con il Suo terapeuta prima.

Un caro saluto
Dott.ssa

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4 DIC 2015

Logo Dott.ssa Daniela Fornari Dott.ssa Daniela Fornari

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Sono d'accordo con la dott.ssa Ceccucci per quanto riguarda l'approccio terapeutico. Il T A , soprattutto dialogato, al di là di quello classico ,
: è un metodo che ti può mettere in grado di gestire le tue emozioni, causa della resistenza che ti sta assillando. Anch'io posso darti qualche chiarimento in merito.
Dott.ssa Carla Panno
psicologa-psicoterapeuta

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4 DIC 2015

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Cara Francesca
la mia sensazione è anche che tu abbia fortemente bisogno di riposo e di una vacanza rilassante.
Da tempo ti trovi a combattere con questi disturbi ed ora sei stanca e sfinita.
A mio parere ti sarebbe molto utile per un riequilibrio generale imparare una tecnica di rilassamento.
Credo che il Training Autogeno di J.H. Schultz sia quello di certo più indicato nel tuo caso.
Credo che la terapia debba avere per te un carattere rilassante per portarti beneficio.
Hai bisogno di sentir rinascere le tue risorse interne sia fisiche che psichiche .
Anche la floriterapia di E. Bach potrebbe aiutarti molto.
Sono a disposizione per chiarimenti.
Un caro saluto Dott Silvana Ceccucci Psicologa Psicoterapeuta

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4 DIC 2015

Logo Dott.ssa Silvana Ceccucci Dott.ssa Silvana Ceccucci

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Cara,
Ogni essere umano ha una capacità potenziale inevitabile: plasmarsi. È possibile attivare un cambiamento sempre, durante tutta la vita. È molto importante che questo cambiamento avvenga in relazione a persone che ci stanno accanto per un periodo di tempo abbastanza lungo affinché sia possibile interiorizzare tutto ciò che dalla relazione possiamo "prendere". Ci sono orientamenti psicoterapici che,nonostante necessitino di periodo non brevissimo,mirano a mettere in chiaro il prioprio stile disadattativo e a rifletterci insieme. Si fidi di sè stessa e si affidi a qualcuno che possa starle accanto con autenticità e professionalità.

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4 DIC 2015

Logo Dott.ssa Agnese Musolino Dott.ssa Agnese Musolino

2 Risposte

Gentile Francesca,
è interessante sapere se con la diagnosi di allergia alimentare sono stati individuati gli allergeni alimentari responsabili della sintomatologia intestinale in modo da poterli escludere dalla sua dieta e/o dai cibi consumati a cena da amici o al ristorante.
Neutralizzata la causa medica che può scatenare la sintomatologia, ci si fa carico della causa psicologica come lei sta già facendo.
Lei dice che è in terapia psicologica da un paio di mesi ma tenga conto che per la mia esperienza occorre almeno un anno di psicoterapia cognitivo-comportamentale e nei primi mesi ci può anche essere un aumento dei sintomi in relazione soprattutto ai primi homeworks (compiti a casa) assegnati dal terapista.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

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3 DIC 2015

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Gentile Francesca,
non tutte le specializzazioni psicoterapiche possono avere esito positivo con ogni tipo di persona. Ci possono essere degli indirizzi che meglio possono fare al caso suo, incontrando magari maggiormente il suo modo di fare ed essere.
Nella psicologia sistemico relazionale famigliare, per esempio si osserva la persona senza considerare la "patologia" in sè, si aiuta la persona a rileggere la propria storia nel presente, nel passato e nel futuro cercando di cogliere aspetti fino a quel momento magari non considerati.
Le auguro di trovare un professionista che la possa aiutare.
Dott.ssa Marchetto Christina

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3 DIC 2015

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Cara Francesca,
le do una buona notizia: quando si sta facendo un buon lavoro e si sta agendo contro il problema, è possibile che questo diventi un pò più intenso, per farsi sentire.
Tenga conto che l'ansia ha fatto il bello e il cattuvo tempo finora e non accetta di buon grado di perdere questo privilegio.

E' il momento di sentirsi forte e di vivere con fierezza il suo impegno. Condivida questi pensieri con la sua psicologa: è importante che le permetta di sostenerla in questo momento delicato.

Un saluto
Dott.ssa Francesca Fontanella

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3 DIC 2015

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