Cosa posso fare per far passare il pianto e il vomito a scuola?

Inviata da Enza. 15 ott 2013 5 Risposte  · Psicologia infantile

Ciao sono Enza mamma di una bimba di 6 anni,quest'anno è entrata alla scuola primaria è bravissima e prende dei buoni voti ma ogni mattina piange e durante le prime ore tanta è l'ansia che la fa vomitare,e poi non vuole fare merenda a scuola vuole mangiare a pranzo a casa,cerco di convincerla in tutti i modi ma non c'è niente da fare,è pur vero che sta attraversando un periodo abbastanza pesante perchè ha da 3 mesi che suo papà manca per lavoro (missione all'estero) e lei essendo legatissima al padre ne soffre.Comunque sia anche in sua presenza quando andava all'asilo aveva gli stessi problemi,quindi non mi sembra che sia questo il problema per la sua ansia,uso il metodo del ricatto esempio: se la mattina piangi allora oggi non avrai il tablet per giocare,oppure non vomitare più se no sono costretta a portarti dal dottore;sono convinta che il mio metodo sia sbagliato perchè forse così la spaventerò ma non so cosa altro fare,mia madre mi dice spesso che io ero uguale a lei da piccola...ma comunque sia ci rimango male e vorrei risolvere il problema.Grazie

madre , padre , lavoro , male , mamma

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Buongiorno gentile Enza,
la sua bambina le sta comunicando a modo suo un disagio interiore che va ascoltato con molta calma e senza apprensione. Trovi il tempo per stare con la bambina in modo ludico e l'ascolti senza suggerire rispote. Quando le pone i "ricatti" la mette in uno stato di ulteriore agitazione perchè la piccola non lo fa apposta e sicuramente le dispiace anche di non riuscire ad essere serena. Se sente che da sola non riesce a calmarsi per prima Lei, le suggerisco di richiedere una consulenza psicologica dove esporrà il problema. Spesso quando i genitori chiedono aiuto, i figli piano piano migliorano.
Cordialmente

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Cara Ena non credo che lei abbia scelto il modo migliore per tranquillizzare la piccola, semmai le consiglio di provare ... al contrario. Passi con lei del tempo giocando, le chieda come mai si sente così disperata, accolga le sue richieste quando può. Le spieghi cosa fa lei quando la piccola è a scuola, la faccia sentire partecipe anche nella sua assenza... Saluti

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22 OTT 2013

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Gentile Enza,
la sua sensibilità nel notare le situazioni concrete a cui può essere dovuta l'ansia di sua figlia segnalano la sua capacità di interrogarsi sull'origine del malessere della sua bambina e il suo desiderio di esserle di aiuto. Il sistema che ha adottato finora, anche se le sembra "sbagliato" è quello che in quei momenti le è venuto spontaneo applicare e sicuramente può essere utile per capire quale dinamica di comunicazione e di relazione si instaura in quei momenti tra lei e la sua bambina. I sintomi di sua figlia sono sicuramente motivati da un grande disagio che la piccola sente e che in questo modo manifesta e a mio avviso il punto di partenza fondamentale è poter capire l'origine di questo malessere. Le suggerisco di rivolgersi ad uno psicologo che si occupi di tematiche infantili per approfondire e valutare al meglio la situazione, essendo ogni situazione un caso a sé. Se lo desidera rimango a sua disposizione per poter aiutare la sua bambina ma anche lei come mamma a risolvere questa difficile situazione.
Un cordiale saluto, dott.ssa Lucia Mantovani, Milano

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16 OTT 2013

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Gentile Enza,
Se lei ha vissuto esperienze simili all'età di sua figlia provi a recuperare qualche ricordo e immaginare come avrebbe voluto essere trattata.
I ricatti affettivi peggiorano solo la situazione, le consiglio di utilizzare il rispetto e la sensibilità che avrebbe nei confronti di una persona adulta. Provi a portarla, se anche il papà lo consente, da un collega della neuropsichiatria infantile di zona. Spesso queste problematiche si risolvono con poche sedute.

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16 OTT 2013

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Gentile Enza,
probabilmente si tratta di ansia da separazione (non è una diagnosi, ma semplicemente un'ipotesi) che avviene in momenti di cambiamenti importanti come l'inizio dell'asilo o delle elementari. Le sue strategie non funzionano perché non sono "contenitive" o rassicuranti per la piccola, lei li chiama appunto "ricatti". Il vomito è come se fosse un'intolleranza alla situazione, un rifiuto in sostanza.

Cordiali saluti,
Dott. Giuseppe Del Signore - Psicologo Viterbo

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15 OTT 2013

Logo Dott. Giuseppe Del Signore Dott. Giuseppe Del Signore

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