Cosa posso fare per cambiare la mia vita?

Inviata da Maria · 19 mag 2016 Autorealizzazione e orientamiento personale

Ho dedicato quasi tutta la mia vita alla mia famiglia. Ho sostenuto, curato e supportato mio marito e i miei figli. Ho cercato di insegnare ai miei figli i valori della vita, di non sottomettersi mai alle mode e di essere sempre liberi di scegliere. Ho mostrato disponibilità e amore a mio marito. Cosa ne ho ottenuto? Mio figlio è caduto nella rete di alcuni "amici" nel periodo adolescenziale e ha rischiato di brutto e adesso è in preda alla depressione. Mia figlia sosta all'università da parecchi anni, mentendo di dare materie e, infine ho scoperto che mio marito ha una relazione con un'altra donna. Ho fallito su tutti i fronti ma la cosa peggiore è che, nonostante io abbia discusso, gridato, minacciato di andarmene se loro non avessero cambiato strada, continuano tranquillamente a fare quello che hanno fatto, mentendomi e sicuri che io alla fine non li lascerò mai. Io non so più che fare, mi sento presa in giro e trattata da zerbino proprio dalle persone che amo di più. Vorrei cambiare vita, pensare un po' più a me stessa e avere più fiducia nelle mie capacità, ma non ci riesco, sono troppo frustrata e addolorata. Che fare? Grazie per l'attenzione e confido in una vostra risposta.

Risposta inviata

A breve convalideremo la tua risposta e la pubblicheremo

C’è stato un errore

Per favore, provaci di nuovo più tardi.

Miglior risposta 21 MAG 2016

Maria,
essere genitori è sicuramente un "mestiere" difficile ed è inevitabile commettere degli errori.
Comprendo la sua frustrazione, ma mi permetta di dissentire con lei quando parla di "fallimento su tutti i fronti".
Nella relazione con un figlio possiamo metterci tutto il nostro "essere", ma non possiamo dimenticare che abbiamo di fronte una persona con un proprio temperamento, che è cresciuta sicuramente anche grazie al nostro contributo ma non solo: se solo con il nostro impegno e le nostre capacità potessimo determinare il futuro dei nostri figli, saremmo dei supereroi.
Discorso molto simile vale anche per la relazione con suo marito.
Il suo rendersi sempre disponibile ha generato da parte dei suoi famigliari la tendenza a darla "per scontata": non userei termini quali "approfittarsene" o "trattarla da zerbino", è banalmente la conseguenza naturale di un comportamento ripetuto: se ogni volta che piove mia mamma (o mia moglie) viene a prendermi a scuola (o al lavoro), dfficilmente ricordarmi di prendere l'ombrello prima di uscire diventerà per me una priorità.
Allo stesso modo le sue minacce di lasciarli dopo aver dedicato loro tutta la vita, alle loro orecchie non possono che suonare stonate.
La voglia di pensare di più a sé stessa mi sembra un desiderio legittimo e un obiettivo da perseguire. Senza sentirsi in colpa e ricordandosi di essere donna, non solo madre e moglie, cominci a ritagliarsi dei piccoli spazi quotidiani per dedicarsi a quello che le piace (leggere, andare al cinema con le amiche, fare un corso di fotografia, coccolarsi in un centro benessere) e provi a mantenere quello
spazio tutto suo e a difenderlo: se dovesse piovere quando ha già fissato un impegno con le amiche, ricordi ai suoi figli di prendere l'ombrello.
E' giusto che lentamente la sua famiglia comprenda e accetti che la mamma abbia diritto e voglia di dedicarsi anche a sè stessa.
Si prenda cura di sè.

Dott.ssa Ilenia Mariani

Dott.ssa Ilenia Mariani Psicologo a Parabiago

13 Risposte

17 voti positivi

Contatta

Ti è stata utile?

Grazie per la tua valutazione!

22 DIC 2018

Cara Marta,
la soluzione se l'è data ma qualcosa la blocca. Le consiglio di affidarsi ad uno psicologo per rimuovere queste forze contrarie e così realizzarsi.

Angelo Feggi

Dott. Angelo Feggi Psicologo a Genova

473 Risposte

730 voti positivi

Fa terapia online

Contatta

Ti è stata utile?

Grazie per la tua valutazione!

21 MAG 2016

Tu hai fatto quello che era nelle tue possibilita', piu' di tanto non potevi fare.
Ora la situazione e' che:
- tuo marito e' infedele, quindi falso e sleale, quindi una persona che non sa amare e non amabile;
- tuo figlio continuera' per la sua strada pericolosa sino a quando finira' male, e tu non puoi farci assolutamente niente;
-tua figlia non e' una grande studiosa, ma questo di per se' non è assolutamente un problema, a meno che la causa non sia uno stato depressivo.
Conclusione:
se hai la possibilita' economica per farlo, fai sul serio quello che minacci: lascia tutto e rifatti una vita, tanto, per come stanno le cose, peggio di cosi' non ti potrebbe andare.
Coraggio, non esiste una eta' massima per ricominciare.

Anonimo-157342 Psicologo a Montebelluna

554 Risposte

416 voti positivi

Ti è stata utile?

Grazie per la tua valutazione!

21 MAG 2016

Buonasera Maria, non concordo sul come lei ha presentato la situazione. Pur certo che i fatti da lei presentati siano obiettivi, bisogna ricordare una cosa: nelle relazioni, di qualunque tipo, le "responsabilità" appartengono ad ogni componente la relazione stessa. Nel suo caso, se lei si è dedicata più alla sua famiglia e meno a Sè, evidentemente, ne ha tratto una qualche convenienza e vantaggio emotivo (ad es., soddisfazione di come ha gestito il ruolo di moglie e mamma, l'aver seguito una modalità simile a quella che, forse, ha avuto con lei sua madre e/o sua nonna, ricavare una immagine di Sè come tutta dedita alle persone care, "addirittura" trascurando se stessa, etc.), seppur non diretto. Da evidenziare come tale sua modalità, alla fine, sia convenuta un pò a tutti visto che, bene o male, la famiglia è rimasta unita. Ora, invece, tali vantaggi sembrano non bastare più, ed emerge il bisogno di un qualcosa di diverso. Forse, il senso di Sè che ricava nell'interazione familiare non le piace più ed è, emotivamente e cognitivamente, non soddisfatta. Credo che sia necessario un percorso terapeutico che la aiuti a far emergere ed integrare i suoi nuclei emotivi che la caratterizzano e l'hanno spinta ad avere delle condotte relazionali specifiche, senza però, capire realmente perchè (lo spiegarsi che ci si dedica al marito o al figlio perchè si vuole loro bene, perchè è un dovere del ruolo di moglie/madre, etc., sono tutte spiegazioni vere ma troppo superficiali ed auto-ingannati). Le vere spiegazioni sul perchè ci comportiamo in un modo (soprattutto se tale modalità viene riproposta nel tempo) dovrebbero riguardare l'emozione personale che viene attivata da quella modalità, l'immagine di Sè che spiega quella emozione e quale vantaggio emotivo/evolutivo ci ha fatto raggiungere tale modalità (ad es., nel suo caso, il dedicarsi principalmente alla famiglia potrebbe aver portato un vantaggio di accettazione che, di conseguenza, porta ad una non esclusione da un gruppo emotivamente importante e questo, a sua volta, porta ad un evitamento di un senso di solitudine). Chiaramente le mie sono solo ipotesi, ma spero di aver chiarito il senso. Per capire i vari "perchè e percome", una psicoterapia potrebbe esserle di grande aiuto, soprattutto in questo momento di crisi (nel senso di frattura tra ciò che era e ciò che si vorrebbe) che potrebbe portarla ad uno sviluppo generativo e più complesso della sua organizzazione di personalità.
Buona fortuna
dott. Massimo Bedetti
Psicologo/Psicoterapeuta
Costruttivista-Postrazionalista Roma

Dott. Massimo Bedetti Psicologo/Psicoterapeuta Psicologo a Roma

719 Risposte

1065 voti positivi

Contatta

Ti è stata utile?

Grazie per la tua valutazione!

19 MAG 2016

Gentile Maria,

la vita è fatta di scelte e lei tempo fa ha scelto di dedicare la sua vita al benessere della sua famiglia, rinunciando ovviamente a tante cose che avrebbe potuto fare e che non ha fatto. Purtroppo, non sempre i nostri sforzi vengono ricompensati e non sempre le cose vanno come avremmo sperato. Lei però deve comunque essere fiera di se stessa perché ce l'ha messa tutta e si è impegnata tanto per far star bene le persone che amava. Adesso però la vita l'ha messa davanti ad un'altra scelta: che lei voglia o no, anche i suoi figli e suo marito hanno fatto le loro scelte, che in modi diversi l'hanno ferita. Non hanno scelto lei. E' tempo dunque, cara Mariana, che lei inizi a dedicarsi a se stessa, iniziando intanto con il prendersi cura del suo dolore e della sua frustrazione, perché è solo elaborandoli che riuscirà a iniziare un nuovo percorso di vita, in cui lei finalmente sarà la protagonista e non solo un ruolo. Rimango a sua disposizione e le faccio i miei migliori in bocca al lupo,

Francesca Mamo. Psicologa, Associazione Mind

Associazione MinD - Mettersi in Discussione Psicologo a Roma

17 Risposte

14 voti positivi

Contatta

Ti è stata utile?

Grazie per la tua valutazione!

Psicologi specializzati in Autorealizzazione e orientamiento personale

Vedere più psicologi specializzati in Autorealizzazione e orientamiento personale

Altre domande su Autorealizzazione e orientamiento personale

Spiega il tuo caso ai nostri psicologi

Invia la tua richiesta in forma anonima e riceverai orientamento psicologico in 48h.

50 È necessario scrivere 24150 caratteri in più

La tua domanda e le relative risposte verranno pubblicate sul portale. Questo servizio è gratuito e non sostituisce una seduta psicologica.

Manderemo la tua domanda ai nostri esperti nel tema che si offriranno di occuparsi del tuo caso.

Il prezzo delle sedute non è gratuito e sarà soggetto alle tariffe dei professionisti.

Il prezzo delle sedute non è gratuito e sarà soggetto alle tariffe dei professionisti.

Introduci un nickname per mantenere l'anonimato

La tua domanda è in fase di revisione

Ti avvisaremo per e-mail non appena verrà pubblicata

Questa domanda esiste già

Per favore, cerca tra le domande esistenti per conoscere la risposta

psicologi 17050

psicologi

domande 24150

domande

Risposte 86900

Risposte