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Cosa pensano gli psicologi sui videogiochi?

Inviata da Aurora Grippaudo · 8 ago 2016 Ludopatia

Salve,
vi scrivo oggi per togliermi un dubbio o più precisamente per soddisfare una mia grande curiosità, parto dal fatto che sono una giovane ragazza sui 20 anni, la psicologia ha sempre per anni dato la colpa ai videogiochi di molti disagi psicologici, addirittura legandoli alla criminalità in alcuni casi, so che nel tempo o almeno spero, ha deciso di evolversi e analizzare un pò meglio il mondo videoludico, è stato provato più volte che non sono i videogiochi a causare episodi di violenza, ma disagi e disturbi psicologici che sono già presenti e di conseguenza solo incentivati dai "media", mi piacerebbe anche sapere perchè i videogiochi con difficoltà negli anni sono stati considerati un hobby valido come gli altri (calcio, musica, cucina), ho sentito chi addirittura li considera un hobby per persone vuote, tristi, che non sanno come colmare la loro solitudine, persone asociali, io personalmente gioco tranquillamente, lo faccio ogni tanto, sono fidanzata felicemente, socializzo e penso che i videogiochi come qualunque altra passione si affianchi tranquillamente ad altri interessi come quelli citati prima, so che molti "anziani" si aprono solo ora al mondo delle tecnologie e dell'intrattenimento virtuale, ma sento questa continua condanna del mondo videoludico come se fosse causa di ogni male, quando noto che l'ossessione piuttosto "mainstream" per il calcio(molto alimentata dagli sponsor che la rendono più importante di qualunque altro sport magari più interessante) spesso solo per farsi accettare dagli amici fissati, per fare parte di un gruppo, per non essere considerati strani o diversi sia altrettanto pericolosa in alcuni casi, si esonera la famiglia, il partner, si finisce in risse, ed episodi di violenza, oggi ad esempio mi sono imbattuta su una rivista con un articolo dove venivano citati diversi psichiatri, che condannavano il mondo videoludico come un disagio giovanile(quando molti adulti giocano in realtà), un mondo dove si pensa solo alla gratificazione immediata e non a quella duratura dell'amicizia e dell'amore, la mia domanda è, non è una cosa che si fa anche con i film, i telefilm, i libri, i giochi di carte, le partite in tv? inoltre, non è una passione che si può condividere con amici e famiglia come tutte le altre? per farla breve voi psicologi la condannate ancora, come la vedete? so che molti genitori si sentono allarmati alla presenza di figli davanti ad apparecchi tecnologici, ma a mio parere ogni cosa nella giusta dose è sana, psichiatri e psicologi che parlano cosi dei videogiochi penso mettano strane idee in testa ai genitori che sono già di base ignoranti in materia, è un dubbio che mi affligge, come la psicologia moderna vede il mondo videoludico.

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Miglior risposta 16 AGO 2016

Gentile Aurora,
come tutte le attività ludiche, è l'eccesso che può essere preoccupante perchè magari assorbe spazi che dovrebbero essere di pertinenza dell'area socio-lavorativa o di studio e in tal caso questo eccesso può diventare dipendenza.
A mio avviso non è tanto il videogioco di per sè ad essere nocivo ed il suo uso moderato può essere innocuo e divertente come quello di qualsiasi altro gioco.
Quanto al fatto che certi videogiochi particolarmente violenti (come del resto la visione di certi film) possano influenzare negativamente i ragazzi, è ovvio che incidono molto di più i fattori educativi e relazionali disfunzionali intra ed extra-familiari ma penso che certe suggestioni di violenza gratuita sarebbero da evitare soprattutto nei ragazzi ma anche negli adulti.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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10 LUG 2017

E' possibile che confonda l'opinione di uno psicologo con la ricerca scientifica, per cui le dico che "noi psicologi" non abbiamo alcun pregiudizio nei confronti dei video giochi, anzi, fin dagli inizi, la letteratura scientifica in Psicologia è piena di ricerche condotte da psicologi con lo scopo di dimostrare gli effetti positivi dei videogiochi sulle persone, da occasione di aggregazione fino a potenziamento dei riflessi (perfino i videogiochi violenti sono stati valutati con funzione "catartica"). Certo, è importante contestualizzare e capire quale tipo di gioco sia valutato e l'età del giocatore, ma le applicazioni della realtà virtuale hanno delle valide potenzialità, su cui la ricerca si sta soffermando sempre di più.
Buona giornata.
Dott.ssa Ilaria Albano
Psicologa a Roma

Dott.ssa Ilaria Albano Psicologa Psicologo a Milano

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10 AGO 2016

cara Aurora.....e' la stessa cosa del vino:
1 bicchiere ai pasti, nessuno problema
1 litro al giorno: alcoolizzato

Anonimo-157342 Psicologo a Montebelluna

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8 AGO 2016

Buongiorno Aurora, io non penso che ci siano ancora Psicologi-Psichiatri-Psicoterapeuti che pensino che i videogiochi siano, di per sè, la causa dei mali di alcune persone. Calcoli che questo è un settore che seguo molto, per lavoro, e sono aggiornato sull'argomento. Ad es., il DSM-5 (il Manuale Diagnostico maggiormente utilizzato dagli specialisti, ultima edizione), ha previsto proprio il "Disturbo da gioco su internet" tra le varie patologie che richiedono ulteriori approfondimenti. Ora l'argomento è molto complesso e riguarda anche i videogiochi che si trovano nei bar o nelle sale da gioco. Evidentemente, non parlo (nè potrei) parlare per tutta la mia categoria professionale ma, sicuramente, si sta parlando di dipendenze. C'è chi dice che se la "cosa" che rende dipendenti (droga, sesso, lotterie, gratta e vinci,shopping, videogiochi, internet, etc.) non fosse accessibile così facilmente, ci sarebbero meno problemi e le dipendenze maggiormente gestibili. Altri, preferiscono concentrare la loro attenzione sulla personalità di chi diventa dipendente. Tra le varie categorie personologiche di chi studia la dipendenza da gioco su internet, la categoria 0 è proprio, forse, quella cui appartiene lei. Ovvero una persona che gioca per diletto quando ne ha voglia ma non lascia che la sua vita (e le persone che gli sono accanto) ne siano troppo condizionate. Insomma, ha un evidente controllo sul proprio piacere e gratificazione derivato dall'utilizzo dei giochi, sa quando dire basta ed è soddisfatto e si dedica ad altro. Cosa che, dalle categorie successive comincia ad esserci sempre meno, fino ad arrivare a sintomi di astinenza (bisogno della "cosa" dopo un periodo di lontananza), tolleranza (bisogno di "dosi" sempre maggiori) e craving (impellente desiderio della sostanza accompagnato comunque da insoddisfazione emotiva), esattamente come per le sostanze stupefacenti. Personalmente, appartengo più alla categoria di colleghi che analizza la personalità che è diventata dipendente; personalità, i cui prodromi, possono essere evinti già da tempo prima che si esplichi direttamente nel gioco. Spesso, infatti, chi è dipendente da qualcosa, lo è anche (o è stato) per altro, dunque è proprio il processo di sviluppo evolutivo e la storia di vita (passata e presente) che andrebbero analizzati e compresi meglio.
dott. Massimo Bedetti
Psicologo/Psicoterapeuta
Costruttivista-Postrazionalista- Roma

Dott. Massimo Bedetti Psicologo/Psicoterapeuta Psicologo a Roma

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8 AGO 2016

Gentile Aurora, come sempre vale la regola della giusta misura. I videogiochi non sono nocivi per definizione, i potenziali rischi arrivano dall' "abuso", dalla dipendenza che si può sviluppare da una sostanza o da attività praticate o assunte in maniera eccessiva. Ovviamente i genitori sono cresciuti senza poter utilizzare tutta la tecnologia presente oggi, ma penso che gli adulti abbiano spesso un occhio esperto nel valutare quando i figli stiano sforando in attività praticate in modo eccessivo.
Cordialmente
Dott.ssa Annalisa Caretti

Studio Dott.ssa Annalisa Caretti Psicologo a Verbania

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