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cosa mi succede?

Inviata da silvia il 5 mag 2014 Ansia

Buongiorno, sono una ragazza di 24 anni ho sempre sofferto dalle superiori di attacchi d'ansia e panico che mi portavano a tachicardia, nausea, nei casi più gravi al vomito. Dopo essere stata bocciata in quinta superiore dopo la maturità, gli attacchi si sono aggravati e non riuscivo più ad entrare a scuola, ho così frequentato per un anno una psicologa che però ha risolto solo in parte il problema. Negli anni ho imparato a convivere con questi stati d'ansia, porto sempre con me le valeriane e li so gestire abbastanza se si ripresentano. Tuttavia è da due anni che mi si è presentato un problema più grave. Nei periodi di forte stress come le sessioni di esame universitarie la mia testa parte per la tangente ho una forte paura e ansia della situazione che mi condiziona la vita totalmente! Questo va a ricadere soprattutto sulla mia relazione. Quando sono a casa e non sono con lui mi assale la paura per il futuro, paura di non trovare un lavoro, di non amarlo più, paura del matrimonio, di aver bambini, mi faccio domande sul cosa vuol dire amare una persona..vado in piena crisi esistenziale..insomma una catastrofe!!!! Dopo essermi martoriata con questi pensieri passo alla fase del rendermi conto che sono pensieri privi di luogo, che non hanno senso... Tutto questo mi succede da due anni e a periodi.. analizzando la situazione li collego ai periodi in cui sono pressata dall'università o da altre situazioni di nervosismo. Aggiungo inoltre che in concomitanza a questi pensieri le mie giornate sono caratterizzate da forti sbalzi d'umore...passo dal pianto per una notizia in tv..al ridere perchè sto piangendo..sembro una pazza. Ho tantissima confusione..sembra che il mio cervello in determinati momenti abbia bisogno di farmi star male per farmi capire che lo amo...non so come risolvere la situazione..

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Buongiorno Silvia.
Dalla sua lettera appare in modo evidente quanto sia necessaria una ripresa della terapia. La invito inoltre a valutare con il suo psicoterapeuta la necessità di una consulenza di un medico specialista.

Saluti.

Dott. Luca Cometto, Psicologo, Psicoterapeuta Psicologo a Torino

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Gentile Silvia, ritengo che in questo momento della sua vita che lei descrive come caratterizzato da malessere e confusione sia importante richiedere un sostegno psicologico per fare chiarezza su ciò che le sta accadendo e per aiutarla a stare meglio. Il mio consiglio è di riprendere i contatti con la psicologa con cui già ha fatto un percorso di un anno e riprendere da dove avevate lasciato. A volte ci vuole più tempo di quanto si era pensato prima di vedere veri e propri 'risultati' in psicoterapia ma l'importante è andare avanti con fiducia e con costanza verso il cambiamento di quelle parti di sé che fanno vivere con fatica e talvolta anche con sofferenza.
Cordiali saluti.

Dottoressa Chiara Gavaciuto Psicologo a Fossano

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Salve Silvia
credo che ormai da tempo le sarà stato diagnosticato il suo disturbo d'ansia che si è manifestato anche con attacchi di panico e le è stato insegnato a saperlo gestire e accettare ma probabilmente ci sono dei periodi di particolare stress durante i quali tutto risulta più complesso e da sola non ce la fa. Il portare con se la Valeriana è il tipico atteggiamento dell'ansioso ma a volte paradossalmente non fa altro che mantenere il disturbo come anche ad esempio evitare delle situazioni. Le consiglio di seguire nuovamente un percorso di terapia, le suggerisco la psicoterapia cognitivo-comportamentale, ritornare in terapia non significa aver fallito ma magari ha necessita di riprendere delle cose.
Saluti dott.ssa Maria Antonella Schiavone

Dott.ssa Maria Antonella Schiavone Psicologo a Jesi

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Buongiorno Silvia, come correttamente individuato dalla sua domanda, i suoi stati emotivi sono associati a qualcosa che lei pensa in determinati momenti della sua vita.
Credo le possa essere utile rivedere il suo considerare l'uso di valeriana un modo per risolvere il problema, piuttosto quello è un modo per contenere l'emozione sul momento, ma non risolve il problema e non la rende più competente nel gestire l'ansia.
Le suggerisco di iniziare un percorso personale cognitivo comportamentale in cui individuare più chiaramente le "false soluzioni" date dai comportamenti protettivi (utili nel breve periodo, ma insufficienti nel lungo periodo) e iniziare a lavorare più chiaramente sul suo modo di relazionarsi ai propri pensieri e alle proprie emozioni.
Cordiali saluti

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Cara Silvia nella usa lettera lei dice di "una psicologa che però ha risolto solo in parte il problema" ... Mi permetto di approfittarne per dire che gli psicologi e gli psicoterapeuti non "risolvono" i problemi delle persone, semmai aiutano le persone a risolvere i problemi. Non è una puntualizzazione di forma, bensì è un'importante differenziazione, fondamentale, per un approccio psicologico che porti a dei risultati. Con questo intendo dire che succede che le terapie arrivino fino ad un certo punto e poi sembra che si blocchino. Ecco quando si arriva lì c'è la svolta e non sempre si è pronti per affrontarla. Il mio consiglio dunque, vista la sua richiesta, è di cominciare un nuovo percorso terapeutico a partire da dove aveva concluso quello precedente.
Cordialità

Studio Di Psicologia In Corso Vittorio Psicologo a Torino

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Gentile Silvia ìl suo stato ansioso mi sembra ormai non piu' gestibile per lei le consiglio di prendere contatto con un-a psicotetapeuta per una consulenza e cercare di affrontare facendosi aiutare tutte queste sue paure e insicurezze.
Mi faccia sapere .
Cordialita' d.ssa Tina Carone

Dott.ssa Tina Carone Psicologa Psicoterapeuta Psicologo a Roma

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Cara Silvia,
comprendo la difficile situazione che stai passando, e mi viene da chiederti se non hai pensato di tornare a rivolgerti alla tua precedente terapeuta per riprendere un percorso con un nuovo obiettivo? Scrivi che in passato hai seguito una terapia che non ha risolto totalmente il problema, è forse una sfiducia nel fatto che nemmeno in questo caso si risolverà tutto? Come mai il precedente percorso era terminato, di comune accordo o è stata una tua intenzione di abbandonare? Quando si intraprendono delle terapie personali bisogna darsi il tempo di conoscersi e di affrontare i problemi. Non si può risolvere tutto e subito. Forse ci sarebbe stato bisogno già tempo fa di proseguire ed approfondire il disagio che sentivi. C’è di buono che si può sempre ricominciare la scoperta di se stessi! Prova a ricontattare la terapeuta, se ti eri trovata bene, o cercane una nuova.
Un caro saluto,
Dott.ssa Chiara Francesconi

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Cara Silvia, all'interno della descrizione dei suoi stati d'animo avverto una grande confusione: mi sembra importante per lei fermarsi per fare un po' d'ordine. La sua capacità di fermarsi, dopo questi pensieri "catastrofici" relativi al futuro e comprendere che sono "fuori luogo" e non realistici mi sembra una buona risorsa. Le consiglio un lavoro terapeutico per superare questi attacchi d'ansia che mi sembrano legati a dei momenti di crescita: il passaggio all'Università, la costruzione di una relazione e di una sua vita indipendente. Se vuole può venire per un primo colloquio conoscitivo, ricevo a Milano, Fontanella o Trento. Un caro saluto Dott.ssa Rossella Grassi

Dott.ssa Rossella Grassi Studio Amorevol-Mente Psicologo a Fontanella

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Buongiorno gentile Silvia,
le suggerisco di ritornare dalla psicologa che l'ha seguita in passato e valutare di intraprendere un percorso di psicoterapia con lei o con un suo collega dopo sensibile valutazione dello stato attuale del suo disturbo.
Cordialmente

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