Cosa mi sta succedendo?

Inviata da Elisa · 8 ott 2015 Crisi adolescenziali

Salve a tutti, ho appena compiuto 18anni e sto frequentando il quinto superiore. Vi scrivo perché da un po' di tempo a questa parte non sto bene. Non ho voglia di nulla, alterno momenti in cui vorrei solo dormire e altri in cui mi sembra tutto più semplice. Il problema è che quest'anno sono di maturità e ritrovarsi in una situazione del genere è un disastro, soprattutto per una come me che vuole sempre raggiungere il massimo. Premetto che la scuola mi ha sempre causato ansia e stress, non ho un buon rapporto con i compagni nè con alcuni professori e, nonostante gli ottimi risultati, ho pensato più volte di abbandonare. Premetto che vivo una situazione particolare da quando avevo due anni. Mia madre è gravemente malata di tumore e nonostante le cose siano state stabili per alcuni anni, l'anno scorso ho pensato addirittura di doverla perdere da un momento all'altro. Ho affrontato la cosa con una forza che non credevo di avere, ma da sola e sostenendo anche persone più grandi di me. Inoltre, si creano continue discussioni fra i miei genitori ed i miei nonni, che personalmente non riesco più a reggere.
Di solito, quando torno da scuola sono talmente stanca che sento la necessità di dormire un po' nel pomeriggio, ma quando mi sveglio mi sento agitata e spesso ho la tachicardia, soprattutto pensando ai troppi compiti che ho da fare e che non riuscirò a terminare in tempo per il giorno dopo, per questo negli anni scorsi tendevo ad assentarmi da scuola e andare solo quando mi sentivo sufficientemente preparata per un compito o un'interrogazione, ottenendo così volti alti. E non voglio che questa cosa si ripeta, perché le assenze influiscono sul rendimento scolastico. Se rimango a casa mi capita anche di sentirmi in colpa. Inoltre, sono lenta nell'apprendere e questa cosa mi limita anche nel poter anticipare qualcosa. Non riesco a trovare stimoli e sembra che qualsiasi cosa mi venga detta riesca a ferirmi. Sono moralmente molto fragile. Non so come reagire e mettere fine a questo mio modo di comportarmi che non fa stare bene né me stessa né coloro che mi stanno accanto.

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Miglior risposta 8 OTT 2015

Cara Elisa,
il primo errore sta proprio nel pretendere di raggiungere sempre il massimo e quindi nell'essere troppo esigenti e rigidi con se stessi.
Poi dici che non vai d'accordo con i compagni, non vai d'accordo con i professori e che la scuola ti stressa, il che si potrebbe anche tradurre col "non ti piace". Purtuttavia hai dei buoni risultati che forse sono da imputare al recupero che metti in atto per il tuo senso del dovere e per la tua "rigidità".
Tutto questo carico in aggiunta all'ansia per la salute di tua madre, ai contrasti coi nonni e alla facile stancabilità ti creano delle insicurezze che però non accetti con tranquillità proprio in ragione della tua rigidità strutturale e per questo conflitto rischi il crollo emotivo grave che non ti auguro.
Devi però correre ai ripari. In che modo? Cominciando a non essere troppo esigente e perfezionista, andando a scuola anche quando non sei ben preparata magari riferendo al professore che pur non essendo in quel giorno preparata non volevi perdere le lezioni e cercherai poi di recuperare.
Per stare meglio e uscire da questa situazione devi sforzarti di essere più umile e questo ti deve portare a chiedere un aiuto di persona ad uno/una psicoterapeuta anche perchè io e i miei colleghi, online, possiamo darti solo qualche consiglio iniziale non potendo entrare nel merito di ogni singola situazione e/o dinamica che ti riguarda.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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16 OTT 2015

Cara Elisa la situazione che ha descritto sembra chiara. La tua vita ti sta proponendo diverse sfide che sono toste da affrontare. Io credo che parlarne con uno specialista psicologo possa farti bene in modo tale da sentirti supportata in questa fase delicata della tua crescita.
cordiali saluti

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14 OTT 2015

Gentilissima,
a volte, quando si sta per arrivare a un traguardo, si rifiuta di saltare l'ultimo ostacolo, c'è uno scarto che può essere dato non dalla difficoltà in sé ma da un motivo più profondo, da una sfiducia e una stanchezza insieme, da una mancanza di allegria e di sfida.
Forse è proprio questo che devi cercare di recuperare attraverso le relazioni con gli altri e con la natura. Prova a mettere insieme queste due cose. Vedrai che la fatica che dimostri dalle tue parole, sia fisica che mentale, andrà diminuendo, sfumerà in una nuova visione della vita.
Rimango a tua disposizione,
dott. Giancarlo Gramaglia

Gramaglia Dr. Giancarlo Psicologo a Torino

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9 OTT 2015

Gentile Elisa,
inizierei con il consultare il medico di base e sentire cosa le dice; spesso anche la relazione con il medico ha un effetto benefico ed inoltre il medico può darle consigli o cure per il suo benessere.
Se ciò non fosse sufficiente, sarebbe opportuna una diagnosi psicologica sui motivi che le inducono questo malessere fatto di stanchezza, incertezze e inquietudini. Penso sarà facile trovarne le origini e conseguentemente cercare i rimedi.
Saluti

Valentina Sciubba Psicologo a Roma

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9 OTT 2015

Cara Elisa,
quella che descrivi è sicuramente una situazione di grande fatica, di fronte alla quale ognuno di noi si potrebbe trovare a vivere sensazioni di grande stress emotivo. Credo che la tua determinazione nell'ottenere ottimi risultati scolastici e nel prenderti cura delle persone care che ti circondano siano una strategia che hai trovato per rendere più controllabile almeno una parte della tua vita, per far fronte all'instabilità e all'impotenza che derivano dalla tua delicata situazione famigliare. La tua grande autonomia, più che una necessità personale, mi sembra una condizione che si è instaurata per non essere una fonte di preoccupazione ulteriore per genitori e nonni, diventando tu stessa figura di accudimento per loro piuttosto che colei che ne ha bisogno. Ad oggi, forse, questa strategia non è più funzionale, perchè stanno affiorando in te le necessità di serenità e spensieratezza che appartengono ai ragazzi della tua età, nonchè il desiderio di poter trovare qualcuno con cui tu possa condividere questo disagio. La "fragilità morale" di cui parli è, a mio parere, l'altra faccia della grande forza che hai dimostrato fino ad ora, ed è una parte di te che andrebbe forse accettata e ascoltata piuttosto che essere messa a tacere, in modo che ti possa servire da bussola per orientarti al riconoscimento e alla soddisfazione dei tuoi bisogni. Credo che più che mettere fine al tuo attuale modo di comportarti, potresti provare a integrarlo con altri modi che ti permettano di vivere in maniera meno soverchiante questo periodo della tua vita. Concordo con il collega che un buon punto d'inizio potrebbe sicuramente essere quello di contattare uno psicoterapeuta che ti possa accompagnare in questo percorso.

Coriali saluti

Dr.ssa Sara Poggio

Dott.ssa Sara Poggio Psicologo a Acqui Terme

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9 OTT 2015

Cara Elisa,
nessuno può fare tutto da solo, nè fare tutto sempre al meglio: tutti abbiamo bisogno di appoggiarci ad altri, di farci aiutare e di sostenerci a vicenda. Se non abbiamo nessuno su cui contare in famiglia, possiamo cavarcela solo cercando un aiuto in altri contesti (scuola, amici, oratorio, centri specializzati; anche il medico di medicina primaria può essere una persona significativa; o lo psicologo dello sportello d'ascolto nelle scuole): qualcuno che ci ascolti, ci tenga compagnia, ci dia una mano. Troppi pensieri, soprattutto i pensieri di cose difficili da affrontare e di problemi che ci appaiono senza soluzione, ci riempiono la testa e non ci lasciano dormire, ci impediscono di studiare e di concentrarci. Per libertari di questi pensieri è fondamentale che trovi una persona con cui condividerli.
Spero che tu possa individuare presto la o le persone (coetanei o adulti) fidate e vicine a te a cui raccontare tutto ciò che hai condiviso con noi. Già solo parlarne ti farò sentire più leggera.
Tienici informati: facci sapere come va
I nostri migliori auguri
l'équipe del PdT

Porto di Telemaco Psicologo a Bergamo

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