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Cosa fare se la mia ragazza, manipolata dai genitori, mi lascia all'improvviso?

Inviata da Dave il 16 nov 2017 Terapia di coppia

Lei vive in Messico. Siamo stati insieme più di un anno, durante il quale ci vedevamo per periodi di mesi e il restante tempo ci sentivamo a distanza. Il nostro era un amore di tipo fusionale-simbiotico, molto passionale, ma fondato sui valori cristiani.
Lei ha vent'anni, ha una scarsa autostima a causa dell'atteggiamento prepotente dei suoi genitori e scostante nelle manifestazioni d'affetto (insicuro-ambivalente). La manifesta con molta insicurezza, odio verso se stessa, codipendenza affettiva, indecisione, instabilità emotiva, ricerca dell'approvazione degli altri, compiacenza, ecc. È una ragazza innocente e ingenua, senza malizia.
Seconda sorella di tre, le quali prevaricano spessissimo su di lei.

Io sono l'opposto, cioè sicuro di me, indipendente, molto stabile.

I problemi derivano principalmente da sua madre, che è colei che comanda in casa, persino il marito ne è totalmente succube. Tolti i lati buoni, è una persona impulsiva, che cova rancore, vendetta e rabbia. Molto invasiva e controllatrice.

La ragazza in questione è sempre stata piuttosto consapevole di queste dinamiche domestiche e in me ha trovato ampia conferma e sostegno.

Dopo aver vissuto certe spiacevoli esperienze coi suoi siamo stati d'accordo che lei tornasse in Italia per staccarsi un po' da quell'ambiente insano. I suoi non hanno voluto e, nonostante il biglietto fosse comprato (da me), hanno fatto di tutto per impedirglielo: leve psicologiche, ricatti affettivi, suppliche, piagnistei, minacce, sequestro di documenti.... Io dall'altra parte (a distanza) cercavo di combattere le false convinzioni e le paure irrazionali che riuscivano a metterle in testa. È stato un periodo di dieci giorni molto travagliato. Lei cambiava idea più volte al giorno, ascoltando una parte e l'altra.
So che quest'ansia le procurava forti disagi addirittura fisici. Alla fine, hanno vinto i suoi e devono averle fatto il lavaggio del cervello per indurla a sentirsi convinta di restare (quando in realtà lei voleva venire con entusiasmo al principio). So che in quel momento di rinuncia ha avuto uno stress enorme e confuso, accompagnato da un pianto tremendo, che dai sintomi osservati successivamente mi fanno pensare al principio di una nevrastenia.
Dopo questo episodio, lei reagisce decidendo di prendersi una pausa con me e di rompere il fidanzamento considerato da entrambi così importante....
Ovviamente io la prendo male e cerco di sondare il terreno, ma non vuole nemmeno sentirmi e io non insisto.

Si isola in casa, eliminando persino i suoi profili virtuali. Ciò dura alcuni giorni, dopodiché ritorna, ma blocca me per un periodo totale di due settimane. Poi, com'era prevedibile, mi cerca lei. Avverto distintamente che i suoi sentimenti verso di me sono assolutamente vivi, così come la nostalgia dell'Italia. Ma non vuole tornare insieme a me perché, dice, deve prima maturare come persona per poter avere una relazione sana (sicuramente c'è lo zampino dei suoi, ma la cosa ha comunque senso e e ed è positiva perché finalmente mette dei limiti alle altre persone, anche se però lo ha fatto solo con me).

Durante la settimana successiva lei mi cerca sì e no, mettendo dei paletti al tempo che dobbiamo dedicarci. Si capisce che è sempre innamorata, ma non vuole più la responsabilità del fidanzamento (immagino, come conseguenza dello stress, non voglia nulla che la disturbi e le crei responsabilità, infatti tende molto a disfarsi delle sue responsabilità delegandole agli altri o a Dio [sarà quel che Dio vorrà]). Noto infatti, che non appena si accenni ai problemi, inizia a sbadigliare anche ogni soli dieci secondi, sintomo che le costa concentrarsi su qualcosa di scomodo. Dorme tutto il giorno e la notte, manifestando una forte letargia. Non piange, mentre invece piangeva per le ragioni più banali (apatia), ha dolori al corpo e alla testa, è svogliata.... In una parola, nevrastenia.

Poi ecco che comincio a notare come abbia scelto di schierarsi completamente dalla parte dei suoi genitori; improvvisamente sono diventati dei santi, ogni loro azione è stata buona e giusta, e di conseguenza le mie no. Ogni tentativo di ragionamento sfocia immediatamente in uno scontro, in cui manifesta un'intolleranza feroce all'argomento, rabbia che mai aveva manifestato, tesi di sostegno incongruenti e pure aggressione se provo a dimostrare le mie ragioni. Mi ha insultato pesantemente, e non l'aveva mai fatto. Dopo mi ha chiesto scusa, ma ecco che aggiunge che non mi ama più, ecc. Sembra volermi tenere lì comodo come amico.... Mi cerca rare volte, magari per chiedermi un aiuto nel fare qualcosa di domestico.
Be', io ho adottato la strategia di allontanarmi drasticamente, parlando chiaro della mia decisione, e senza volerle prestarle più attenzione, per un tempo indefinito.La sua reazione è stata di accettazione quasi indifferente, ma ho scorto un altro tentativo di difesa attaccandomi per ciò che ho detto.

Riassumendo, i fatti sono: i suo genitori la influenzano negativamente contro di me; lei dopo un amore intensissimo (ma probabilmente non troppo maturo da parte sua), mi lascia all'improvviso di seguito a un forte stress emotivo; cambia drasticamente modo di vedere la cosa, giustificando atti dei suoi che prima vedeva chiaramente colpevoli e trasferendo la colpa su di me; cerca di reprimere le emozioni buone che prova per me convincendosi che se arrivasse a non provare niente, allora si sarà liberata della mia dipendenza (quando invece è della paura di non essere amata che dovrebbe liberarsi).

Cosa mi devo aspettare? Ho fatto bene a non averla assillata, né aver insistito più di poco per farla ragionare, ed essermi infine allontanato io?
Avrà modo di maturare? Sta facendo con me esattamente come fanno quei bambini che si alienano da un genitore, quando l'altro li manipolano per fare guerra, in casi di separazioni violente. Solo che io non sono un genitore e, anzi, mi trovo contro due genitori uniti....
Pareri? Opinioni? Come vedete questa dinamica che si è scatenata in lei?
La mia unica conclusione è di avere molta pazienza nell'aspettare che si calmi, tornino i vecchi equilibri scomodi e ragioni rendendosi conto un'altra volta della sua situazione. Solo che mi sembra così alienata....

Grazie per la pazienza.

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Buona sera...Mi sembra che lei abbia fatto un notevole sforzo nell'elaborazione di una così complessa situazione....e credo che il suo sforzo miri alla risoluzione del problema o quantomeno alla ricerca di una soluzione. Prima di tutto dovrà trovare il modo di costruire una alleanza. .cercando di nn divenire nemico dei suoi affetti...mi sembra che la fanciulla sia quasi triangolata ma per poter dare un parere dovrei sentire anche l'altra campana...Se vuole ottenere dei risultati deve deporre le armi...perché qualcuno perderà sicuramente e nella coppia nn deve vincere o perdere nessuno .....Il suo dovrà essere un atteggiamento sincero accettando il fatto che siamo tutti diversi e tollerando le differenze ,accettando i difetti senza giudicare ..e magari iniziare a fare dei piani per il futuro lasciando a lei la scelta ..almeno per ora ...insomma la deve corteggiare come se fosse la prima volta..
Di più non so dirle visto che nn conosco ne lei nel sua compagna ..ma sarò lieta di esservi utile quando lo riterrà opportuno .

Cordiali saluti

Anna Maria Della Grotta

D.ssa Anna Maria Della Grotta Psicologo a Roma

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Buongiorno Dave, analizzando la Sua storia mi sembra di capire che Lei sia uno che approccia molto intensamente alla psicologia ed è molto attento ad usare termini molto tecnici per spiegare le dinamiche a cui la sua ragazza sta partecipando. Però, piuttosto che cercare a tutti i costi di capire scientificamente perché lei (la sua ragazza) si comporta così, le sue dinamiche familiari e la sua “sindrome” del momento, perché non si concentra su quello che realmente Lei Dave sta cercando? Ho paura che Lei stia cercando di etichettare la Sua ragazza con tutta una serie di termini sintomatici alcune volte anche molto corretti ma che alla fine non Le risolveranno il problema...inizi a guardare dentro di se e si chieda come mai è alla ricerca di una ragazza con un quadro emotivo così complicato... Io credo che Lei si conosca abbastanza bene e allora perché non cerca di analizzare i motivi che hanno spinto Lei Dave a rincorrere una ragazza così fragile? Immagino che stia provando qualche sentimento, ma dalla sua lettera si evincono solo sintomi e sentimenti della Sua ragazza.. si guardi dentro e sicuramente troverà parte delle risposte che sta cercando...in alternativa resto a disposizione! Buona giornata! Dott.ssa Valentina Russo

Dott.ssa Valentina Russo Psicologo a Napoli

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Buongiorno Dave,
La situazione che descrivi e' molto difficile, e non è detto che tu riesca ad ottenere ciò che desideri visto il livello di invischiamento familiare in cui la tua ragazza è coinvolta. Qualche tentativo però si può ancora fare, ma tieni presente che dovresti cambiare completamente il tuo modo di comportarti con lei, perché ciò che hai provato a fare finora l'ha portata sempre di più a giustificare loro, piuttosto che a dar ragione a te. Questo rientra nel quadro, infatti la descrivi come insicura e severa verso se stessa: non potrebbe mai scegliere la propria felicità perché si sentirebbe colpevole verso i genitori, e più insisti nel tentare di convincerla, più la allontani, anzi diventi il nemico da cui difendersi. Ecco perché tu ti devi assolutamente allontanare, dicendole che hai capito le sue difficoltà e che non la vuoi forzare ad una scelta che non sia del tutto convinta. Naturalmente questa è una strategia, ma è l'unica possibilità che ti rimane, perché se lei anche decidesse di venire da te in queste condizioni non te lo perdonerebbe... Pensaci, e se vuoi ulteriori delucidazioni contattami.

Dr.ssa M.Sara Sanavìo Psicologo a Perugia

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