Cosa fare? E' colpa mia?

Inviata da livia · 5 giu 2017 Terapia di coppia

Salve! Sto con mio ragazzo da quasi 9 anni. Sin dall' inizio lui mi sembrava troppo attaccato ai genitori visto che aveva 38 anni , un lavoro e abitava ancora con loro, pero era un uomo sensibile attento e mi voleva bene quindi ho pensato non fosse importante. 5anni fa il padre e venuto a mancare e noi siamo finiti insieme alla madre sempre. Senza più amici senza più una vita. Due anni fa lo volevo lasciare perché non sopportavo più la vita non vita che favevamo. Allora abbiamo deciso di convivere per cercare di ritrovarci nonostante la madre l'ha accusato di abbandonarla. Premetto che nella visione della madre suo figlio doveva morire vicino a lei, non doveva mai avere una donna,ancora le compra mutande magliette intime e gli dice come vestirsi e ci ha promesso sollennenente nel occasione che sarebbe rimasta vicino a noi per far si che ci lasciassimo.Lei ha una casa lontano e vive in affito nella nostra citta solo per stare vicino al figlio.Lui ha anche una sorella che pero si è sposata giovane e ha una sua vita lontano da tutto questo.Quindi con la convivenza non è cambiato nulla Mio ragazzo passa con la madre ogni piccolo momento che ha libero, si sente in colpa se per caso un giorno non passa un ora con lei, poi passiamo insieme a lei ogni fine settimana. Insomma passeggiate, spesa tutto con la madre.La chiama come minimo 5 volte al giorno. In tutto ciò non abbiamo più raporti sessuali , nessun approccio intimo. Lui ha solo bisogno di coccole e comprensione. Io mi sento di impazzire, non vuole affrontare l.argomento e le poche volte in cui si parla lo si fa male perché succede nelle volte in cui io scoppio di rabbia. Ho chiesto se vuole che ci facciamo aiutare da qualcuno ma la risposta è sempre. ...è colpa tua perché non ti va mai bene niente e odi mia madre. Io non odio sua madre ma non voglio vivere a tre e il loro raporto non mi sembra normale.Per carita pure io sicuramente sbaglio nel modo di dire le cose ma mi trovo vicino un uomo che non ha più desiderio verso di me, che non esce con me a mangiare un gelato , le uniche vacanze che abbiamo fatto si è portata la madre dietro, non ho più amici e non ho più una vita. Mi dice sempre che a breve ci trasferiremo lontano e cosi tutto cambierà. Ma io ho paura che dopo il trasferimento se proprio la madre non si sistemera di nuovo vicino a noi sarà lui a correre da lei ogni volta che avrà un giorno libero e magari mi odiera pure perché per colpa mia sta lontano da lei. Io lo amo ancora e non vorrei lasciarlo. So che lui mi vuole molto bene ma ho paura che in un modo sbagliato quasi fraterno. Vorrei sapere da voi se sbaglio io, cosa dovrei correggere e se posso sperare che le cose si possono cambiare o devo solo voltare pagina e lasciarli nel loro raporto dove forse la terza indesiderata sono io..

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Miglior risposta 6 GIU 2017

Carissima, capisco bene la sua rabbia e il suo risentimento. Si trova a combattere con una donna che ha follemente paura di restare sola e non si accorge o non gli interessa di creare forti sensi di colpa nel figlio. Beh, non è l'unica donna ad avere questi problemi però questo non basta ad aiutarla. Forse sarebbe il caso di chiedersi cosa per lei è la felicità e la serenità in coppia e quanto questa relazione la stia aiutando a raggiungere questi obiettivi. Dovrebbe, se ancora ama l'uomo che frequenta, provare ad utilizzare un linguaggio diverso, quello dell'amore. Provi a ricreare il contatto fisico con quest'uomo, provi a ricreare l'intimità, la complicità, cominciando magari proprio da quei gesti di affetto di cui parla. A volte basta spostare un piede perché le cose si modifichino. Provi a coinvolgere la mamma di lui nelle cose pratiche affinché quest'ultima la smetta di avere paura di lei e paura di restare sola. Magari con un cambio di prospettive la mamma di lui mollerà un po la presa e lui avrà più piacere a stare con lei che con sua madre, se lei sarà capace di creare la situazione in cui si può stare vicino ad una persona senza sacrificare la propria privacy. Sono a sua disposizione per seguirla, se ne avesse bisogno, anche on line.
cari saluti.
Dott.ssa Barbara De Luca

Dott.ssa Barbara De Luca Psicologo a Catanzaro

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6 GIU 2017

Cara Livia, dalla situazione che descrive mi sembra che il rapporto tra il suo compagno e sua madre interferisca molto nella vostra coppia. Mi sembra legittima la sua rabbia e il suo "bisogno di coppia" intesa come lei e il suo compagno (senza la madre).
Le difficoltà di coppia però necessitano di un investimento da parte di entrambi i membri della coppia per poter essere superati. Adattarsi alle richieste del suo compagno non credo che possa essere una soluzione perchè sarebbe un mettere in secondo piano se stessa per andare incontro all'altro. In nome di cosa?
D'altro canto se il suo compagno non intende mettersi in gioco, insieme a lei, come coppia, difficilmente la situazione potrà cambiare. Glie ne parli dei suoi dubbi e delle sue paure (essere amata ma in modo fraterno, sentirsi messa in secondo piano ecc..) senza aggredirlo o giudicarlo; se però lui non si mostra comprensivo verso il suo disagio può essere utile chiedersi se questa relazione per lei continua ad avere un senso oppure no. Un saluto - Luisa Fossati -

Dott.ssa Luisa Fossati Psicologo a Firenze

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