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Cosa fare dopo aver capito di avere sbagliato facoltà?

Inviata da Gabriele il 18 dic 2018 Orientamento scolastico

Salve,

Mi chiamo Gabriele e ho 19 anni.
Ho iniziato l'università, per la precisione la facoltà di Informatica in Statale a Milano, a Ottobre, scegliendola abbastanza frettolosamente e con motivazioni piuttosto frivole, pensando tuttavia che mi sarebbe piaciuta.
Tuttavia, dopo un primo mese di forte interesse, soprattutto verso la programmazione, questa voglia di scoprire quello che era un nuovo mondo (avendo fatto il liceo Scientifico non ho mai affrontato l'informatica) è andata pian piano ad affievolirsi.
Dopo averci pensato abbastanza, considerando anche che non ho mai avuto una passione extra-scolastica per l'informatica, mi sono reso conto che questa facoltà molto probabilmente non fa per me, e per tale motivo, anche parlandone coi miei genitori, ho deciso che avrei cercato un'altra facoltà da frequentare.
Il problema riguarda però il prossimo semestre: ormai è troppo tardi per iscriversi ad un nuovo corso, e per questo motivo, il mio primo pensiero era di rinunciare agli studi, trovarmi un lavoretto per fare comunque qualcosa, e nel tempo libero dedicarmi a capire che cosa volessi fare davvero; scelta tuttavia completamente distrutta dai miei genitori, i quali hanno insistito nel farmi continuare anche in questo secondo semestre, "per potermi adattare al meglio al mondo universitario".
Tuttavia, sento che il continuare a frequentare questo corso mi stia pian piano sfinendo: se all'inizio tornavo a casa, studiavo, andavo in palestra e poi mi davo ai miei hobby, adesso torno a casa e non riesco a fare niente, sono solo stanco e passo il tempo davanti al computer, esplorando centinaia di possibili corsi o lavori, ma senza concretamente fare nulla.
Questo ha anche influenzato il mio sonno: se prima ero "sveglio e attivo" anche con sole 5 ore filate di sonno, adesso ne passo a letto anche 7-8 di fila, ma continuo a svegliarmi nel cuore della notte preso dal nervoso, e la mattina faccio sempre più fatica ad alzarmi dal letto.
Stessa cosa a lezione; se prima seguivo attivamente, anche confrontandomi coi compagni, adesso sembro solo un fantasma in classe, e a fine lezione mi rendo conto di non aver seguito praticamente niente.
Insomma, sento che se andassi avanti a seguire un corso di laurea che non mi appassiona più mi spegnerei completamente, ma allo stesso tempo non saprei se fosse meglio questo o ritrovarmi a fare un lavoretto (probabilmente la sera) e ritrovarmi quindi totalmente estraneo dalla vita dei miei amici e coetanei.
Non so davvero come potrei affrontare i prossimi mesi, se dare davvero degli esami di un corso che voglio solo lasciare, se provare a convincere i miei che per il mio bene sia meglio mollare il prima possibile, o provare a resistere, col rischio di stare male e buttare via solo più tempo.
Vorrei che i prossimi 9 mesi sparissero per magia, ma purtroppo devo viverli, e non so davvero come.
Il corso che mi piacerebbe frequentare l'anno prossimo sarebbe lingue e letterature straniere, dato che, andando a scavare negli anni passati, ho sempre avuto la voglia di imparare una lingua come il giapponese, e la letteratura e storia del cinema (tutti possibili corsi dell'Ateneo di Bologna) mi interesserebbero molto di più.
Ho pensato che avrei potuto passare questi mesi per portarmi avanti, ma i miei genitori non riescono ad accettare queste possibilità, vedendo me per primo confuso.
Non so davvero più che cosa fare, mi sento sempre di più come un vegetale, e ogni volta che provo ad oppormi facendo qualcosa, mi sento senza energie, senza voglia di concludere qualcosa.
Sto dando tanti pensieri ai miei genitori e ciò mi dispiace, considerando che anche loro hanno i loro problemi, ma mi sento davvero, davvero male ultimamente.
Spero di essere riuscito ad esprimere il mio malessere, grazie per l'attenzione

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Gentile Gabriele, il suo malessere l'ha espresso molto bene! Quello che non mi è chiaro è come ha potuto scegliere un Corso di studio così arduo e difficile senza rendersi conto a cosa andava incontro! Io credo che dovrebbe sopratutto chiarire a se stesso se preferisce uno studio scientifico e umanistico. Se preferisce il secondo è giusto che segua le sue inclinazioni, tenendo però conto che oggigiorno è piuttosto difficile trovare un lavoro che corrisponda alle proprie aspirazioni, a meno di non essere molto bravi. Ne so qualcosa io, che ho abbandonato chimica farmaceutica per psicologia, trovandomi però per diversi anni con un lavoro insoddisfacente. In entrambi i casi bisogna che si rimbocchi le maniche, studiando con estrema serietà, perché, mi creda, poi la vita è molto più difficile di qualunque annata di studio. Tanto vale abituarsi subito. Questo non vuol dire trascurare lo sport e anche qualche hobby, ma il corso di studi va impostato con molto rigore. Un caro saluto.
dr. Leopoldo Tacchini

Dott. Leopoldo Tacchini Psicologo a Firenze

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