Cosa fare con una persona depressa?

Inviata da Marta · 9 nov 2015 Depressione

Buongiorno! Mi trovo in difficoltà perché non so come comportarmi con il mio compagno. Lui ha 48 anni (io 30) e al momento sta vivendo una situazione di grave disagio e malessere. Si rimprovera costantemente certe scelte sbagliate della sua vita (lavorative, precedente matrimonio in primis, responsabilità nei confronti dei suoi genitori), si incolpa eccessivamente di ogni insuccesso, si sta chiudendo molto in se stesso, frequentando meno amici e le persone in generale. Inoltre manifesta dei sintomi fisici quali stanchezza, malesseri, insonnia e mal di pancia. Dice di sentirsi senza speranza, quasi non valga la pena più vivere perché ha perso troppo occasioni nel passato e ormai è per lui troppo tardi. Io credo che lui sia depresso e che dovrebbe andare a parlare con uno specialista (ho vissuto un momento simile nel passato e un percorso terapeutico e mi è stato molto d'aiuto), ma lui non ne vuole sapere.
Io non so come comportarmi perché, se da un lato mi verrebbe da spronarlo e stimolarlo, dall'altro vedo che a volte peggioro la situazione, mettendogli involontariamente addosso una pressione che non vorrei. Lui mi chiede per l'appunto, di non mettergli pressione, di lasciarlo stare.
Vorrei sapere cosa dovrei fare secondo voi? Lasciarlo stare (ho paura che però questo lo convinca ancora di più che i suoi pensieri negativi quali "è tutta colpa mia" si accentuino), insistere perché veda un terapeuta (e in tal caso come dovrei fare), spronarlo o ignorare il suo malessere?

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Miglior risposta 9 NOV 2015

Gentile Marta,
è probabile che il suo compagno stia attraversando effettivamente una fase depressiva e ciò, ovviamente, non può non comportare delle ripercussioni negative anche su di lei e sul vostro rapporto di coppia.
Le suggerisco di prendere spunto proprio da questa considerazione per dirgli che lei sta vivendo male questo suo (di lui) periodo di calo dell'umore e vi è la necessità di consultare un terapeuta della coppia.
Tra l'altro, la persona che vive un periodo di depressione, da un lato chiede di essere lasciata in pace e si isola da chi vorrebbe aiutarla, dall'altro è pronta a lamentarsi poi di essere stata lasciata sola col suo malessere.
Ritengo perciò che, a volte, forzare un pò la mano per un buon fine sia da preferire al rimanere inerte in attesa.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno)

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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10 NOV 2015

buonasera,

comprendo la difficoltà di incoraggiarlo ad affidarsi a un terapeuta, che lo possa vivere come ulteriore appiglio per colpevolizzarsi, ovviamente, ha i suoi buoni motivi antichi, sicuramente famigliari.

le suggerisco di portare avanti il suo proposito, di incoraggiarlo a farsi aiutare, accompagnando a questa richiesta il desiderio di vivere insieme la vita di coppia,

non la terapia reciproca, che rovina il rapporto, prima di tutto perchè lui percepisce di essere un peso, e, in secondo luogo, perchè è frustrante anche per lei, estenuante e inaridente ... rischia di condividere con lui solo la stessa palude desertica.

a lei spetta un ruolo fondamentale: la pura e semplice vicinanza affettiva, dal piangere insieme la tristezza sconfinata alle piccole brecce di gioia inaspettate.

il suo bisogno di fare assolutamente qualcosa per guarirlo comunque va ridimensionato, non perchè non ne abbia necessità, ma perchè ho l'impressione che anche lei abbia una bella rete che l'avvinghia in questa impresa titanica e utopistica,

queste però sono altre due paia di maniche ...

Dott. Federico Fontana Psicologo a Brescia

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10 NOV 2015

Buongiorno Marta,
due sono le opzioni da prendere in considerazione, nel caso in cui il Suo compagno non accetta un consulto psicologico per sè
1) rivolgersi Lei a uno specialista per analizzare quali sentimenti e emozioni prova in questa situazione (frustrazione, rabbia, commiserazione etc) e per valutare-riflettere con calma circa la dinamica della Vostra relazione di coppia;
2) proporre una psicoterapia di coppia al fine di poter comprendere il senso e il significato di questo malessere che il Suo compagno sta manifestando all'interno della vostra vita di coppia.
In bocca al lupo!
Dott.ssa Cristina Fumi
Psicologa-Psicoterapeuta Milano

Dott.ssa Cristina Fumi Psicologo a Milano

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10 NOV 2015

Buongiorno Marta, credo che una delle opzioni che ha per smuovere la situazione (visto che il suo compagno non vuole andare dallo specialista) è quella di proporgli una psicoterapia di coppia. Molto spesso, i depressi "caratteriali" non quelli solo "sintomatici", fanno dei test ai propri compagni, per vedere se stanno dalla parte loro o dall'altra parte, quella del mondo che non li capisce, li abbandona sempre, etc. Ora, ho preso per buona la sua diagnosi di depressione, ma è tutta da accertare. Però, se fosse così, può darsi che il suo compagno stia attuando delle strategie (più o meno consapevoli) per vedere le sue reazioni e se si può, eventualmente, fidare completamente di lei. Ora, se lei ancora lo ama, ripeto, o cerca di convincerlo ad una psicoterapia di coppia, "giustificandola" come un aiuto che servirebbe anche a lei per stargli accanto al meglio possibile e per aiutare anche se stessa nella relazione e come gestirla, oppure va in terapia individuale lei (ma non sono molto convinto di questa soluzione, visto che lei un percorso, giudicato positivo, già lo ha fatto).
Buona fortuna,
dott. Massimo Bedetti,
Psicologo/Psicoterapeuta,
Costruttivista Postrazionalista-Roma

Dott. Massimo Bedetti Psicologo/Psicoterapeuta Psicologo a Roma

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10 NOV 2015

Buongiorno, il consiglio che le posso dare è quello di consigliare al suo compagno di fare un colloquio psicologico con uno psicologo - psicoterapeuta che gli consiglierà un eventuale percoso di psicoterapia.

Dott.ssa Sabrina De Stefani Psicologo a San Donà di Piave

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10 NOV 2015

Gentile Marta,

concordo pienamente con quanto espresso dalla dott.ssa Mostacci. Il malessere individuale viene spesso demonizzato, quando invece la condizione introspettiva a cui porta spesso il malessere può generare riflessioni e cambiamento.
Ad ogni modo, può offrirgli il suo contribuito anche solo con la presenza, l'ascolto e l'empatia, senza la ricerca di soluzioni immediate.

Cordiali saluti
Dott.ssa Monica Salvadore

Dott.ssa Monica Salvadore - Psicologa Psicoterapeuta Psicologo a Torino

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9 NOV 2015

Cara Marta,
è molto bello quello che sta facendo e prezioso il suo desiderio di aiutare il suo compagno.

Potrebbe trattarsi di un momento circoscritto e passeggero oppure no e per questo è saggia la sua scelta di appoggiarsi ad un professionista.

Qualora, forzandolo ancora un poco, non riuscisse a persuaderlo ad una consulenza con uno psicologo, valuti l'opportunità di rivolgersi lei stessa ad uno psicologo per essere aiutata a gestire la situazione e per essere supportata nel suo diffiicile ruolo.

Consideri anche la possibilità di accompagnare il suo compagno dal medico di base.

Un saluto
Dott.ssa Francesca Fontanella

Dott.ssa Francesca Fontanella Psicologo a Rovereto

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9 NOV 2015

Buongiorno Dott.ssa Mostacci, la ringrazio molto della risposta. Quello che dice mi fa riflettere e io credo di avere fiducia nelle sue capacità di ripresa. Tuttavia l'ho conosciuto un anno fa in un momento, anche grazie all'inizio della nostra storia, di grande vitalità e il fatto che lui stesso mi dica che da molti anni, tra alti e bassi, si scontria con questi periodi di malessere (li chiama corvi neri), mi preoccupa. Non sono una specialista e non posso sapere se si tratti di depressione o meno (mi spaventano gli incubi, l'insonnia, l'isolamento e i continui malesseri fisici che non trovano riscontri fisiologici), però temo che riflettere senza i giusti strumenti (che invece magari uno psicologo o psicoterapeuta potrebbe dargli), lo porti alle stesse inconcludenti, negative e dolorose conclusioni (ho sbagliato, ormai è troppo tardi, ho deluso molte persone). Vorrei aiutarlo, ma non so come. Inoltre, anche se da un lato credo che la nostra relazione gli stia facendo bene, sono anche consapevole di aver in qualche modo aiutato questi processi mentali negativi perché lui si sente di "non essere all'altezza" e di potermi deludermi proprio perché non ha, in questo momento, una grande considerazione di se stesso. La ringrazio ancora comunque e proverò a vedere se lasciandoli del tempo e dello spazio, le sue riflessioni lo portino a un effettivo cambiamento in meglio. Cordialmente, Marta

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9 NOV 2015

La ringrazio molto della risposta, Dr.ssa Mostacci. Le sue parole mi fanno riflettere e io credo di avere fiducia nelle sue capacità di ripresa. Tuttavia l'ho conosciuto un anno fa e in un momento, anche grazie all'inizio della nostra storia, di estrema vitalità. Purtroppo però è lui stesso a raccontarmi di questo malessere che, tra alti e bassi, lo affligge da anni. Non metto in dubbio che un momento di riflessione sulla sua vita possa giovargli, solo temo che farlo con gli strumenti sbagliati lo porterebbe, in un circolo vizioso, alle medesime inconcludenti conclusioni di colpevolizzazione di se stesso e agli stessi malesseri di ora. Non sono una specialista e non posso dire se si tratti di depressione o meno (mi spaventano certi momenti bui che ha, l'insonnia, gli incubi, il costante malessere fisico che non trova riscontri fisiologici), ma credo comunque che il suo pensiero, se non incanalato da uno specialista, rischia di ricondurlo dov'è ora, poiché, come le dicevo, sono anni che si "massacra" da solo così con certi pensieri distruttivi (ho sbagliato tutto, avrei potuto fare questo, ho deluso le persone a me vicine, ecc.). L
a ringrazio ancora della risposta e proverò a vedere se, lasciandolo stare e accettando il suo malessere per un po', questo lo aiuti.

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9 NOV 2015

Buongiorno gentile Marta,
lei ha fiducia in lui e nelle sue capacità di ripresa? Le domando questo in quanto prima di parlare di depressione, valutabile solo attraverso un consulto de visu con uno/a psicologo/a psicoterapeuta o attraverso una visita psichiatrica, sarebbe importante comprendere che per quest'uomo forse non è completamente negativo porsi degli interrogativi sull'andamento della sua vita. Lui le dice di lasciarlo stare e lei potrebbe lasciarlo stare e vedere se piano piano risolve senza pressioni. In questa cultura il malessere individuale viene spesso demonizzato perchè porta meno rendimento, ma è dal malessere che nascono risoluzioni creative, e a volte domandarsi introspettivamente cosa non và nella propria vita anche a costo di isolarsi per un periodo dalle relazioni, può avviare la persona al cambiamento. Questo è il mio parere.
Cordialmente
Dr.ssa Anna Mostacci Psicologa Psicoterapeuta Roma

Dr.ssa Anna Mostacci Psicologa Psicoterapeuta Psicologo a Roma

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