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Cosa fare con un compagno confuso?

Inviata da stefania il 5 set 2014 Terapia di coppia

salve,
mi chiamo stefania e da quattro anni convivo con un uomo. Per i primi due anni le cose sono andate bene, eravamo contenti di stare insieme e sul fatto che fossimo innamoratinon c'erano dubbi.Durante il terzo anno abbiamo provato ad avere un bambiino, da entrambi molto desiderato, abbiamo provato naturalmente e poi con due tentativi di inseminazione falliti entrambi.
Questo ha prodotto in me una depressione successivamente superata,La relazione è continuata anche se l'errore è stato quello di non parlare a fondo di quello che era successo..
Voglio chiarire che in questi tre anni pur volendoci molto bene, le cose sono un pò cambiate, io avevo meno voglia di uscire, di invitare gente a casa, ecc.
Comunque a giugno decidiamo, insiste lui, di riprovare, andiamo al centro che ci ha seguiti e mi dicono che devo togliere un paio di polipi ad agosto, nel frattempo partiamo per le vacanze che sono un disastro soprattutto per colpa mia, sono molto nervosa,mi hanno detto di prendere la pillola e questo mi provoca crisi di pianto e di nervosismo. Tornati dalle vacanze lui è diverso, non è più convinto di andare avanti con il bambino, mi dice farfugliando che si è spaventato del mio atteggiamento, e ha paura di non riuscire a gestire una eventuale gravidanza,sembra essere cambiato, diverso, ma non parla , ha da sempre difficoltà ad esprimere quello che sente, io minaccio di andarmene non sopporto quel silenzio, l'avere rinunciato al nostro progetto, lui cerca di fermarmi in tutti i modi mi dice che mi ama , mi rincorre fino alla macchina. Ma la sua confusione aumenta non è solo per il bambino, ma si sente confuso per tutto, non sa più quello che vuole, si rimprovera di non avermi detto che uscire da solo con gli amici, io spesso non andavo, lo ha fatto stare male, non parlare di tutto quello che succedeva ci ha allontanati. Io sono distrutta mi crolla il mondo addosso passo delle serate a piangere,, lui mi strige forte e mi dice che mi vuole bene da morire, ma a questo punto deve andare via e vuole consultare uno psicologo per capire quello che gli sta succedendo, mi dice che non è un addio ma una cosa che deve fare per noi e per lui, premetto che ha sempre avuto una avversione per gli psicologi e questo mi fa pensare che sia veramente in crisi. E' andato via giovedì scorso ci siamo visti domenica, lui mi abbraccia mi dice che l'ultima cosa che vuole è lasciarmi, ma deve capire cosa è meglio per noi.Ci sentiamo tutte le sere per telefono ma sono sempre io a chiamarlo, lui è carino ma niente di più.IO sto malissimo mi sento sospesa qui ad aspettare e soprattutto non so come comportarmi, lo devo chiamare per fargli capire che ci sono o lasciarlo tranquillo? se mi dice che mi vuole bene come fa a non sentire la mia mancanza? Ho paura che abbia già preso la sua decisione. Domani lo vedo ma non so come comportarmi vorrei fare tante domande ma non so che fare.Vorrei aggiungere che i suoi genitori si sono separeti quando era adolescente e che l'unica sorella che aveva è morta quando aveva 25 anni e lui 27, con il padre ha un pessimo rapporto.
Vi ringrazio anticipatamente per la vostra attenzione.

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Cara Stefania,
dalla tua mail mi arriva forte un senso profondo di solitudine, tristezza e paura. Ti immagino sola a casa in preda al pianto, presa da mille pensieri su di te, sulla gravidanza e sulla tua relazione. Sembri molto focalizzata sulla tua relazione, mettendo sullo sfondo altri aspetti importantissimi di te e di quello che hai vissuto (la depressione, i tentativi di restare incinta, le delusioni..). La vita di coppia è sicuramente una parte importantissima della vita di una persona, ma per viverla a pieno ed in modo felice è necessario che la singola persona si senta bene, realizzata! Credo che il tuo compagno abbia fatto una buona scelta: in un periodo sicuramente difficile anche per lui ha deciso di rivolgersi a qualcuno che lo aiuti a rimettere un po' di chiarezza. Questa è la sua decisione e riguarda prima di tutto lui (e poi la vostra relazione di coppia). Il mio consiglio, visto tutto quello che hai raccontato, è che anche tu ti rivolga a qualcuno per iniziare un percorso e che ti concentri prima di tutto su te stessa, vedrai che questo si rifletterà poi anche nella sfera sentimentale/relazionale. Abbi cura di te stessa come meriti.

Resto a disposizione in caso tu lo volessi.

Un caro saluto

Dott.ssa Capuano Maria Concetta

Dott.ssa Capuano Maria Concetta Psicologo a Padova

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Ciao,
arrivo soltanto adesso da una giornata impregnata di problematiche simili e non posso fare a meno, anche se fuori tempo, di esprimere il mio parere.
Concordo in particolare con il suggerimento della Dott.ssa Mostacci in quanto è evidente che il vostro rapporto di coppia ha risentito del vostro spostamento di attenzione sul progetto 'figlio'. La reazione del tuo ' un classico, la tua invece entra nella sfera di una depressione reattiva.
Non perdetevi d'animo, vi siete momentaneamente 'persi nella nebbia' ed avete immediato bisogno di un faro per recuperare il rapporto precedente. Resto a tua disposizione per ulteriori ed eventuali approfondimenti. Un caro saluto ad entrambi.
Dottssa Carla Panno
psicologa-psicoterapeuta

Dott.ssa Carla Panno Psicologo a Milano

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Cara Stefania,
La vostra coppia ha dovuto superare delle fasi piuttosto complesse, non sta vivendo una situazione facile ed è comprensibile la sua sofferenza. Credo che il consiglio migliore che possiamo darle è proprio quello di riflettere sul richiedere una consulenza a un professionista in modo da riuscire a riflettere su questo momento di difficoltà, quando e se lo riterrà opportuno.
Cordiali saluti
Dott.ssa Panerai

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Buongiorno gentile Stefania,
e lei ha pensato che avrebbe bisogno seriamente di aiuto per comprendere cosa le sta succedendo? Il suo compagno non si è sotratto dal chiedere aiuto, ora forse è giunto il momento per lei stessa di rivolgersi ad uno/a Psicologo/a Psicoterapeuta in presenza. Nel suo caso una psicoterapia ad impostazione psicodinamica sarebbe preferibile.
Cordialmente

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