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Inviata da Maria · 16 mar 2017 Terapia di coppia

Salve, sono una ragazza di 24 anni e da un annetto frequento un ragazzo 10 anni più grande e profondamente innamorato di me. Lui è l'uomo che tutte vorrebbero al proprio fianco: bello,gentile, altruista, generoso,disponibile al 100% non solo nei miei confronti ma anche nei confronti di tutta la mia famiglia,direi introvabile al giorno d'oggi, ma il problema è che io sono molto confusa. In pratica ho conosciuto questo ragazzo tramite amici, poco dopo aver rotto con il mio precedente ragazzo e lui per questa mia precedente delusione mi ha sempre consolata ,pur non essendo stata inizialmente la sua reale intenzione quella di innamorarsi di me. Ammetto di essere subito stata colpita dalla sua intelligenza ,bontà e dal suo essere uomo ,responsabile,protettivo e diverso dal mio ex e da tutti gli uomini conosciuti precedentemente. Abbiamo passato delle nottate intere a chiacchierare telefonicamente e mi sembrava di essermene innamorata poichè non vedevo l'ora di risentirlo e questo mi provocava delle sensazioni totalizzanti e forti, eppure c'è sempre stato quel qualcosa che continua a frenarmi.
Il mio problema è proprio questo: mi rendo conto a volte, di voler volontariamente passare del tempo con lui perchè in quei momenti la sua presenza mi fa stare bene e mi fa star bene anche avere un contatto fisico con lui,mentre altre volte mi infastidisce persino averlo accanto, generando in questo modo, un rapporto di tira e molla anche con lui. Per capire meglio, vi spiego la mia storia. Premetto,infatti,di aver sofferto tantissimo per una precedente relazione con una persona che io credevo sarebbe stata l'uomo della mia vita(un ragazzo conosciuto su facebook, circa 8 anni e mezzo più grande di me, davvero bellissimo e perfetto esteticamente,buono, intelligente ecc che però poi nel corso dei due anni passati insieme, si è rivelato essere una persona molto chiusa mentalmente, legata morbosamente alla sua famiglia e con una mamma ,e non solo,molto gelosa del proprio figlio, che me ne ha fatte passare davvero di tutti i colori e quindi una relazione che ho dovuto io stessa interrompere poichè stare con lui ,ormai, mi provocava ansia e attacchi di panico non soltanto di notte ma anche di giorno: inconsciamente mi rendevo conto si trattasse di una relazione poco produttiva per me che assolutamente non volevo abitare con la mamma (cosa che lui mi aveva imposto come condizione per continuare a stare assieme a lui).
Ho passato quasi un anno intero a piangere,nonostante lui mi mostrasse che io venissi effettivamente dopo di lui, della la sua famiglia e della sua palestra.
In pratica è stato un anno di tira e molla poichè credevo che la mia ansia fosse realmente generata dalla mia situazione famigliare (che ora vi spiegherò), e la mia reale intenzione non era quella di lasciarlo ma solo fargli capire che mi sarebbe bastato un passo nei miei confronti per rendermi felice (come l'essere favorele ad una eventuale possibilità di allontanarsi dalla città in futuro per motivi di lavoro, dato che io attualmente studio ad una facoltà anche molto difficile e lui tra l'altro ha una situazione lavorativa molto precaria che non gli avrebbe consentito neanche lontanamente di crearsi una famiglia,e al tempo, da me voleva un figlio senza possederne i reali mezzi di sostentamento) : cosa che non ha assolutamente fatto, anzi la risposta al mio modo di sentirmi è stata :''ho già troppi problemi e non posso pensare anche a te, quindi o questo o niente ''. E adesso arrivo anche alla mia situazione famigliare. Premetto infatti di avere,diciamo così, anche delle problematiche in famiglia, in quanto i miei genitori si stanno separando dopo anni e anni a causa di un padre padrone arrogante e a volte anche violento che in casa mi ignora e che convive con la sua famiglia verso la quale si disinteressa totalmente e una mamma amorevole e donna meravigliosa che si è sempre fatta in quattro per non far mancar nulla ai propri figli. Si tratta di una situazione molto complicata e delicata e mi rendo conto di essere stata sempre circondata da tanta gente ignorante nella mia vita (compreso forse anche la famiglia di mio padre che l'ha sempre difeso per partito preso ). Nonostante questo, sono sempre stata una persona molto forte e ho continuato a fare la vita da ragazza come tutti i ragazzi della mia età. Ora, tolte queste premesse e ritornando a noi, la domanda che rivolgo a voi è: come mai a volte sento attrazione nei confronti di quest'ultimo ragazzo e passo del tempo volontariamente con lui,mentre altre volte mi da fastidio persino averlo accanto pur sapendo che uomini come lui non esistono al giorno d'oggi,e nonostante io abbia provato comunque delle sensazioni molto forti nei suoi confronti inizialmente? Forse mi serve del tempo per accettarlo nella mia vita? Forse perchè non è esteticamente bellissimo come il mio ex ragazzo, pur essendo comunque un bel ragazzo (con qualche caratteristica fisica differente rispetto al mio ex es: calvizia)? Mi rendo conto di provare alle volte attrazione verso altri ragazzi pur tenendo segretamente per me queste sensazioni, poichè non vorrei ferirlo dato che è profondamente innamorato di me.Pensate che potrei cominciare ad amare seriamente questa persona come merita? Lui pensa che io sono fredda ,a momenti, perchè il mio innamoramento nei suoi confronti è coinciso con un momento in cui io non ho potuto dargli il giusto peso poichè presa da altro e ora mi ritrovo a pormi queste domande.
Spero che un vostro esperto consiglio possa aiutarmi a riflettere.Grazie.

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Miglior risposta 19 MAR 2017

Buongiorno Maria,
credo che la risposta alla tua domanda risieda nella lunga lettera scritta e in cui parla molto del suo ex ragazzo e della sua famiglia e molto poco del ragazzo attuale che la corteggia. Penso che ci siano molte questioni legato al passato, prime tra tutte quelle connesse alla sua storia familiare, che la frenino dal riuscire a portare avanti una vita, almeno quella sentimentale, come vorrebbe e che sarebbe importante che affrontasse.
Penso che non sia una caso che sceglie sempre ragazzi più grandi di lei, cosa che probabilmente si ricollega al bisogno vicino a sè di una figura paterna assente nella sua vita reale, almeno dal punto di vista emotivo mi sembra di capire. Penso che sia proprio ragionare su questi elementi che potrebbe aiutarla a trovare una serie di risposte che le consentano di capire meglio cosa fare in questa situazione.
Resto a disposizione per qualsiasi chiarimento.
Daniele Regini

Dott. Daniele Regini Psicologo a Albano Laziale

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