Cosa dovrei fare? Vuole che gli dimostri qualcosa?

Inviata da Beatrice · 26 nov 2019

Buongiorno,
volevo raccontare la mia storia. Io 24 anni, lui 28 anni. Stavamo insieme da 6 anni e mezzo, entrambi studenti di medicina nella stessa città.
Io sono sempre stata piuttosto gelosa ma mai da impedirgli di fare ciò che volesse o vedere i suoi amici, lui al contrario molto sicuro di me e con tantissima fiducia nei miei confronti.
L'anno scorso abbiamo dovuto affrontare una grande prova: lui è stato in erasmus per 9 mesi ma l'abbiamo superato alla grande, complice il mio controllo sulla gelosia e il suo tenermi sempre in considerazione. A luglio torna in Italia e nonostante i giorni precedenti era veramente normalissimo, l'ho percepito strano e mi dice che non sa più quello che prova per me, che lì si era sentito libero e che ora era confuso. Gli lascio del tempo (sono stata malissimo in quei giorni) ma in 2 giorni si rende conto che era dettato dal ritorno ad una vita che sentiva non più sua, che si sarebbe dovuto solo riabituare e che non avrebbe potuto decidere stando insieme solo 3 giorni. L'estate è proseguita bene ,anche se la paura per quello che era successo a luglio mi ha comunque accompagnata, fin quando non siamo tornati entrambi nella stessa città universitaria ed io ho iniziato ad avere atteggiamenti un po' ossessivi, come se avessi troppo bisogno della sua presenza, come se il fatto di riavere lì i suoi amici dell'erasmus fosse una minaccia per me e che avrei potuto perderlo. Questa paura è diventata incontrollata e il mio atteggiamento nei suoi confronti è peggiorato per tutto ottobre (tendevo ad essere scontrosa, mi arrabbiato se voleva uscire con gli amici senza invitarmi, come se ogni cosa che facesse togliesse del tempo a noi). Fin quando un giorno a causa del mio atteggiamento durato una giornata intera (molto pesante e paranoico) , è esploso e ha detto che avanti così non sarebbe andato e che quando ci saremmo visti avrebbe chiuso la storia. Ci siamo visti dopo una settimana per parlare e io ho accettato in maniera matura la sua decisione perchè ho capito che in questo periodo ero diventata un peso per lui. Lui molto preso dai suoi impegni e dallo studio (tirocini , tesi e ultimi esami prima della laurea) non si è sentito compreso da me per il mio atteggiamento.
Da quel giorno ad oggi io gli ho scritto solo una volta per sapere come andasse lo studio e lui ha approfittato per chiedermi come stessi. Lui mi ha contattato solo un giorno per sapere se avessi fatto l'esame ma è stata una conversazione un po' fredda.
Nel frattempo ho iniziato la psicoterapia per superare questa paura della perdita che mi ha fatto agire in quel modo e sono nella mia città non universitaria.
Questo weekend è tornato anche lui a casa e gli ho chiesto di vederci per un caffè. All'inizio era titubante ma gli ho fatto capire che era un vedersi ''così'', senza secondo fine. Lui accetta e infatti ci siamo visti e abbiamo parlato del più e del meno, molto molto tranquillamente, ridendo e scherzando. Prima di salutarci gli ho chiesto come stesse in generale, alludendo alla separazione e mi ha detto che spesso ci pensa, pensa se ha fatto o meno la cosa giusta, che quando ha degli impegni li porta a termine ma quando è più libero si ferma a pensare, che non sa neanche lui se ha senso contattarmi. A ciò aggiunge che nel mese da solo è stato sicuramente più tranquillo rispetto all'ultimo mese insieme e tramite un amico so che la mancanza la sente, prova ancora qualcosa ma si sente anche più libero dall'oppressione dell'ultimo periodo.
Ho approfittato degli ultimi minuti insieme per dirgli due cose :
1) che la scelta che ha fatto, seppur difficile per entrambi era la cosa giusta da fare, anzi bisognava allontanarsi un po' prima che scoppiasse la bomba. Che questo periodo mi ha fatto capire che avevo troppa paura di perderlo e di non saper affrontare una rottura (ecco il perchè del comportamento ossessivo) ma che provandolo ho capito che la vita va avanti, il mondo continua a girare e di certo non sono morta.
2) gli ho detto che ripensando ai vari anni insieme ho capito che io facevo quello che volevo (uscire, vedere le amiche ecc) sempre in tranquillità , sapendo che lui si fidava ma anche che era contento se io facevo qualcosa che mi rendeva felice. Al contrario lui viveva sempre col timore che la cosa potesse darmi fastidio e scatenare brutti atteggiamenti.
Lui mi ha ascoltata dicendo che aveva accettato il caffè perchè non ci siamo lasciati in malo modo ma che comunque non vuole dare false speranze. ''Viviamo le giornate, usciamo, studiamo'' parole sue.
In pratica, come ha detto ad un suo amico ''non creo illusioni ma non chiudo porte''.
Io non so come comportarmi, non gli ho chiesto una seconda possibilità e non so se ha senso insistere. Sto lavorando con la psicologa proprio per evitare che possa ricadere in quegli atteggiamenti un po' ossessivi, ma a me manca e soprattutto mi dispiace non essergli vicino negli ultimi esami, doveva essere un periodo felice e tranquillo e il pensiero che potrei non esserci il giorno della sua laurea mi fa star male.
La cosa che non comprendo è il perchè non provi neanche a vedere se effettivamente qualcosa in me sia cambiata, se sono più calma dato che era solo un momento. Non so se continuare a sentirlo ogni tanto, quando mi va o chiudere i contatti del tutto. Ora starà assaporando la sua libertà che consiste solamente nel dare l'ok per un'uscita senza dovermi considerare.

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Miglior risposta 27 NOV 2019

Salve, lasci che le cose vadano in maniera naturale, senza programmare o gestire. Sicuramente quei meccanismi oppressivi hanno innescato in lui l'esigenza di libertà, ora che ce l'avete entrambi avete la possibilità, per motivi diversi, di concentrarvi e lavorare su voi stessi. Nel frattempo, se sente di riuscire a non ripetere i vecchi schemi e a non starci male, fa bene a rivederlo ogni tanto, ma senza programmare il futuro . Dott.ssa Masserdotti Giulia

Dott.ssa Giulia Masserdotti Psicologo a Civitavecchia

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