Cosa dovrei fare per essere più felice?

Inviata da Gianluca. 9 giu 2017 2 Risposte  · Crisi adolescenziali

Sono un ragazzo di 19 anni, a breve 20. Nella mia vita mi sono sempre sentito in qualche modo infelice, ma ultimamente la mia situazione sta peggiorando. Non riesco a capire molte cose, né a dare uno scopo preciso a quel che faccio, visto che solo a volte ottengo quel che voglio, ma quasi mai ciò di cui ho bisogno.
Innanzi tutto ciò che mi reca più dispiacere, è il fatto che io non abbia mai avuto alcun tipo di esperienza con una ragazza. Non so quale sia l'età di chi gentilmente mi risponderà, ma per uno ''del mio tempo'', arrivare a questa età essendo single da una vita senza volerlo, è molto frustrante. Ho provato diverse volte a conoscere una qualche ragazza, ma sfociando sempre in un insuccesso. Mi sono sempre chiesto che cosa ci fosse di sbagliato in me, non sono un fotomodello, ma neanche uno sgorbio, sono un ragazzo normale, che ha cercato di conoscere ragazze che allo stesso modo non fossero bellissime, ma neanche brutte. Ho provato a trovare persone che avessero qualcosa in comune con me, ad esempio la mia passione per la musica, ma è comunque stato tutto inutile. Tutto questo, unito al vedere miei amici che nonostante il modo in cui trattano le loro ragazze, ne hanno sempre tante, abbassa molto la mia autostima, almeno per quanto riguarda questa parte di me. L'esser continuamente rifiutati, ma ogni volta provare comunque avendo sempre quel pizzico di speranza, che continua a rivelarsi sempre infondata, non aiuta, e fa diminuire sempre più quella speranza. Il problema è che io mi affeziono facilmente alle persone, ma non avviene il contrario, e in alcuni casi l'esser poi considerati come nessuno, mi ha fatto male.
Non ho mai avuto un buon rapporto con mio padre. Non ho mai recato dispiaceri o delusioni alla mia famiglia, fin da bambino per quanto mi fosse possibile mi sono sempre reso disponibile in caso ci fosse stato bisogno d'aiuto, e ho sempre aiutato anche nel lavoro mio padre. A scuola me la sono sempre cavata molto bene, e mi sono diplomato con 100/100 al liceo scientifico, ora studio ingegneria elettronica e i miei studi vanno bene. Mio padre ha sempre avuto aspettative altissime su di me, in ogni cosa facessi, dalle più ''stupide'' alle più serie. Qualche esempio, giocare a biliardino contro chiunque, in quanto suo figlio io avrei sempre dovuto vincere, nelle competizioni sportive organizzate dalla scuola, idem, o il mio valore sarebbe stato pari a zero. Fin da bambino dovevo, e sottolineo dovevo, essere un ''vero uomo'', tanto che ho girato per i cantieri dall'età di 11/12 anni. Quando, poiché sono un essere umano e in quanto tale non sono perfetto, capitava che non ottenessi ottimi risultati in qualche cosa, lui me lo faceva pesare, e fino ad una certa età ci rimanevo male. Se volevo comprare qualche gioco, un capo d'abbigliamento particolare, o cose adatte ad un ragazzo della mia età, lui non me le avrebbe mai comprate perché le reputava inutili, quando in qualche modo riuscivo a mettere soldi da parte (e si parla di cifre massime di 30/40 €) per comprare da solo quel che desideravo, o lo faceva mia madre per me, a lui non andava bene lo stesso perché ''pensavo alle cazzate'' e non a trovarmi un lavoro (tra gli 11 anni e 17/18 anni, se si frequenta un liceo, si può pensare a trovare un lavoro?). Quando c'erano giorni di pausa a scuola, non so, vacanze natalizie e simili, io dovevo andare a lavorare con lui. E si è sempre comportato come se, quel che faceva e pensava lui fosse giusto, il resto sbagliato a priori. Crescendo ho sempre più trovato la forza di esprimere le mie opinioni, spesso mi trovo in disaccordo con mio padre su molte cose, ovviamente a volte ha ragione lui a volte ho ragione io, il fatto è che quando sono io ad avere ragione, e glielo dimostro palesemente, lui non lo ammette, ed alza la voce perché cosi facendo, sa che io rimango in silenzio, dal momento che è mio padre, e non posso alzare la voce con lui. Discussioni su cose che non c'entrano niente con noi due ci hanno portato a vere e propri litigi, ormai, quando capita, anche se so che non è cosi, con lui preferisco restare in silenzio e annuire, per evitare situazioni spiacevoli. Questo comportamento lo ha avuto in modo ridotto(sono io il primogenito) anche con mio fratello, e con mia madre. Per come sono oggi, sinceramente non riesco a provare un grande interesse per mio padre e sinceramente non mi interessa farlo, anche perché quando si presenta l'occasione, diciamo che non si smentisce mai. E se adesso studio in un università, è grazie alle borse di studio, è solo grazie a me, perché il fatto che sia bravo nello studio non dipende dalla sua mania per l'essere Dei in qualunque cosa ma dalla passione che ho per le materie che studio. (Per la cronaca, una sua citazione: "Per me quando si dice che uno è un grande scrittore per me quello è solo un grande coglione.").
Spesso mi capita di ricordare avvenimenti passati felici e di rimpiangerli. A volte passo ore a ricordare il mio passato. Vengo colto da una fortissima nostalgia. In particolare mi manca molto il liceo, alcune persone che frequentavo in quei tempi e per altre il modo in cui erano allora. So che ciò non si ripeterà mai più, e anche questo mi reca sofferenza. A volte ricordo anche qualche momento felice passato con mio padre durante la mia infanzia, e mi fa male anche questo. E solo scrivere queste ultime parole mi fa venire gli occhi lucidi.
Tutto quel che ho fatto mi ha portato a questo, ho avuto soddisfazioni personali, ma per me non sono importanti quanto quel che vorrei davvero e di cui credo di aver bisogno.
Vorrei cambiare totalmente la mia vita, dare una svolta, andare lontano dal posto in cui vivo ora, ma non posso farlo. Mi sento in qualche modo soffocato, legato al passato e bloccato nella mia situazione presente. Ho cercato di trovare una ragazza, magari simile a me, perché potessi voler bene a una persona quanto lei ne vuole a me, perché potessi trovare in lei conforto, perché mi desse un motivo per sopportare tante altre situazioni di cui ora non voglio parlare e andare avanti, vorrei tanto poter amare qualcuno col quale posso essere me stesso, ma non l'ho mai trovato, e chissà per quanto tempo non lo troverò. Non riesco a trovare il conforto che cerco in nessuno, in mia madre, in mio fratello, in loro non posso trovarlo perché dentro casa sono io quello "forte", la persona sicura che non sbaglia. Non posso trovarlo nei miei amici per lo stesso motivo, anche se alcuni di loro mi vogliono bene, sono io che do consigli, e neanche riesco ad aprirmi molto, dato che in passato persone alle quali tenevo mi hanno voltato le spalle. Mi sento solo in questo senso, e sono molto stressato dalla mole di studio che per la facoltà universitaria che ho scelto è molto significativa. Non so neanche di preciso cosa sia questo ''conforto'' che cerco, mi chiedo perché sto vivendo queste cose, avrò fatto i miei sbagli ma non penso di meritare lo stato d'animo in cui mi trovo in questo periodo. Cosa dovrei fare? Da solo non riesco a capirlo, e scrivere qui è un modo per dirlo a tutti ma non dirlo a nessuno.

amici , capire

Miglior risposta

La prima cosa che mi viene da dirti che sei giovane e quindi sei ancora in tempo per fare le tue esperienze forse sei dovuto crescere troppo in fretta, ma parlarne con uno specialista ti potrebbe fare molto bene questo è il consiglio che posso darti.
Buona serata.

Ti è stata utile?

Si No

Grazie per la tua valutazione!

Gentile ragazzo,
la lunghezza del suo sfogo manifesta probabilmente il suo bisogno/ necessità di parlare e di trovare appunto un conforto/sostegno.
19 anni non sono poi così tanti, sicuramente avrà occasioni di trovare una ragazza più affine a lei ed è difficile da qui dire con certezza se e quanto questa sua difficoltà sia legata alle sue esperienze familiari.
E'certo che i problemi di relazione, come quelli descritti con suo padre, si risolvono piuttosto facilmente con una terapia psicologica e ovviamente ogni situazione di benessere si ripercuote favorevolmente anche in altri campi dell'esistenza.
Ciò che darebbe migliori risultati è una terapia familiare, ma vedo che lei è dotato sia di forza che di capacità di critica e pertanto penso che anche una terapia individuale dovrebbe dare buoni risultati.
Le consiglio perciò di consultare uno/a psicologo psicoterapeuta. Le terapie brevi danno ottimi risultati in tempi molto ridotti e perciò anche con una spesa molto contenuta.
cordiali saluti

Ti è stata utile?

Si No

Grazie per la tua valutazione!

14 GIU 2017

Logo Valentina Sciubba Valentina Sciubba

1054 Risposte

691 voti positivi

Domande simili:

Vedi tutte le domande
Cosa dovrei fare x farlo diventare più aperto??

4 Risposte, Ultima risposta il 22 Marzo 2013

Cosa posso fare o cosa dovrei fare?

1 Risposta, Ultima risposta il 19 Dicembre 2016

Ho 23 anni e non riesco più a essere felice

6 Risposte, Ultima risposta il 16 Gennaio 2016

Non riesco più' essere felice...

13 Risposte, Ultima risposta il 05 Febbraio 2015

Non riesco piu ad essere felice

6 Risposte, Ultima risposta il 06 Settembre 2016

Non so più cosa mi renda felice

4 Risposte, Ultima risposta il 05 Settembre 2017

Non so come fare per essere felice...

1 Risposta, Ultima risposta il 07 Dicembre 2016

lo amo, ma non sono più felice come prima.. Che fare?

4 Risposte, Ultima risposta il 12 Luglio 2017