Cosa devo fare e come comportarmi?

Inviata da Ilaria198 il 18 lug 2016 Terapia familiare

Vi scrivo per una discussione avuta con mia sorella poco fa. Parto dalle origini. Premetto che io voglio molto bene ai miei genitori, ma a 24 anni ogni tanto sento la necessità di "farmi la mia vita". Diciamo che non è mai stato possibile questo, siamo sempre stati tutti molto uniti, le vacanze le continuiamo a fare tutti insieme (mia sorella ha 29 anni), a mio padre non piace che io faccia come dice lui "viaggi di nozze anticipate", per cui pur essendo fidanzata da due anni con un ragazzo non siamo mai andati per conto nostro a fare una vacanza da soli. Quando si esce, non si può mai fare troppo tardi perché altrimenti il giorno dopo ti senti fare mille domande, quindi eviti. A casa non possiamo mai rimanere da soli io e lui, perchè mio padre non si fida e non vuole, quindi tutto deve girare in base agli impegni e tutti devono organizzarsi per evitare ciò. Ogni anno scendiamo in Calabria tutti insieme per le vacanze, compresi mia sorella con il ragazzo (sì, perché anche per lei vale la stessa regola). Ieri capita che il mio ragazzo a mo' di battuta dice a mia sorella "mica vorrai fare sempre le vacanze con i tuoi genitori pure da sposata!". Oggi lei innesca una discussione e dice che non ci sta nulla di male, che se uno pensa al contrario è egoista e un domani con loro anziani ci si scaricherà la responsabilità. E io mi chiedo..adesso che ho 24 non ho mai potuto fare pienamente quello che volevo, nemmeno da sposata potrò? Devo sentirmi in colpa perché un domani organizzerò la mia vita in base a quello che voglio io e non più in base a quello che vogliono gli altri? No perché mia sorella già ha deciso che dovremo stare tutti vicini, abitare vicini perché "non si sa mai". Ma dove sta scritto? Il fatto è che lei pensa di dire sempre le cose giuste e che tutti debbano fare come dice lei..persino il suo ragazzo ha detto che le piacerebbe da sposati anche stare un po' per conto loro. Aiutatemi vi prego. Mi scoppia la testa per la rabbia.

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Cara Ilaria,
penso che la risposta al Suo quesito dipenda da cosa voglia dalla vita. Ovviamente qualsiasi scelta faccia comporterà dei vantaggi e delle rinuncie... si tratta di capire cosa c'é sul piatto (libertà? Sensi di colpa? Autonomia? Essere una "brava figlia"?) e quale peso e quante implicazioni abbiano per Lei. Non sempre muoversi nelle dinamiche familiari é facile (cosa vorrebbe? E cosa teme?).
Penso siano domande importanti che potrebbe farsi per approfondire la questione e, se ne sentisse la necessità, anche da riportare in una terapia personale per cercare alternative praticabili a questi "dilemmi".
Rimango a disposizione.
Cordialmente,

Annalisa Anni
Psicologa Psicoterapeuta Padova

Dott.ssa Annalisa Anni Psicologa Psicoterapeuta Psicologo a Padova

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Gentile Ilaria,
una volta diventata economicamente autonoma e indipendente, potrà far valere il suo diritto a gestire la sua vita come meglio le aggrada.
Tuttavia, il desiderio di sua sorella di non allontanarsi, anche da sposata, fisicamente ed emotivamente dalla famiglia non mi sembra un cattivo desiderio a meno di necessità diverse per motivi lavorativi o altre contingenze.
Quanto al senso di colpa per questo motivo, è una questione strettamente personale ma ritengo sia sempre inopportuno perchè quando si fa una scelta importante occorre, sì, riflettere bene valutando tutti i pro e contro ma una volta presa la decisione bisogna starci sereni.
Ad ogni modo una consulenza psicologica dal vivo, potrebbe aiutarla sia relativamente alla tolleranza delle frustrazioni che all'assertività nelle interazioni familiari.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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Cara Ilaria.....sembrerebbe che la tua famiglia abbia le caratteristiche di una setta, in cui ci si frequenta solo tra membri della setta, si rispettano le stesse regole, e chi vuole fare autonomamente viene espulso e, in certe sette fanatiche, addirittura ucciso.
Il compito dei genitori e' crescere i figli e renderli indipendenti, come in tutta la natura, non farne un clan stile rom.
Quindi, i tuoi sensi di colpa provengono dalla convinzione che tutto cio' sia giusto perche' hai sempre vissuto li', ma non e' normale, e' una famiglia problematica.
Il problema non e' di voi figli

Emozioni Umane - Dott.ssa Papadia Psicologo a Montebelluna

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Cara Ilaria,
descrivi una struttura familiare che sicuramente viene influenzata dalle origini del papà ma probabilmente anche dalle sue esperienze relazionali che forse lo mettono in difficoltà. Non tanto nell'avere fiducia in voi quanto forse nel creare quella distanza salutare tra lui e le figlie.
Non hai parlato di tua madre, può essere un'alleata nel ridefinire le distanze?
I bisogni che senti sono assolutamente legittimi e direi anche salutari per un tuo percorso per diventare una persona adulta con una vita soddisfacente e creare una buona relazione di coppia.
Comprendo che definire una nuova distanza dai tuoi genitori viste le premesse ti metteranno in difficoltà.
Molto utile potrebbe essere una terapia familiare.

Cordiali Saluti,
Dott.ssa Ceccato Silvia

Dott.ssa Ceccato Silvia Psicologo a Vicenza

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Cara Ilaria
tua sorella è tua sorella e tu sei tu.
Detto questo ciò significa che potranno esserci scelte diverse e situazioni diverse.
Di solito il primo figlio è molto "tradizionalista" e segue la tradizione familiare dei genitori.
Il secondo figlio è più "rivoluzionario" cioè spesso è quello che rompe gli schemi.
Queste mie sono considerazioni sulla "fratria" (cioè la posizione occupata dai fratelli in una famiglia), magari sono un poco astratte.
Però faccio per dire che tu hai diritto, e certo lo avrai una volta sposata ancor più, di costruire la vita che desideri insieme alla persona che ami.
Tutto ha un prezzo però e il prezzo per ciò che si vuole deve sempre essere pagato.
Un caro saluto
Dott. Silvana Ceccucci psicologa psicoterapeuta.

Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicologo a Ravenna

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