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Inviata da angelo · 20 ago 2017 Terapia di coppia

Buongiorno, mi chiamo Angelo, ho 58 anni e una serie di eventi, da me reputati tutti negativi, dove finisco sempre per attribuire almeno un buon 50% di fattori a me non imputabili mi hanno portato a costruirmi un castello praticamente inespugnabile il cui accesso non è concesso a nessuno e dove vivo praticamente quasi da solo.
Un breve elenco di quelle che, almeno per me, sono questi eventi negativi.
Ovviamente non essendo un professionista come Voi, Vi prego di avere, per favore, tanta Santa Pazienza per il cumulo di macerie che dispiegherò sul terreno, dal quale sicuramente la Vostra competenza e sensibilità, Vi consentiranno, un pò come i vecchi cercatori d'oro, di estrarre le cose per Voi utili per esprimere i Vostri importantissimi pareri dagli scarti.
Il periodo che va da quando pian piano ho cominciato a prendere coscienza di me lo ricordo soprattutto per l'assenza nei miei genitori, che comunque amo tantissimo (riposino in pace) di capacità di comunicare affetto (non certo per cattiveria, sia chiaro ma, sento dire, a quei tempi non si usava, mah........).
Ai vari livelli scolastici associo principalmente le partite di pallone all'oratorio con gli amici, il fatto che studiare non mi dicesse granchè e qualche tentativo (dire alla Fantozzi è già un complimento) di avvicinare qualche ragazza con risultati disastrosi, tanto che a un certo punto ho persino lasciato perdere.
Probabilmente il periodo che mi evoca i migliori ricordi e quindi anche un senso di benessere è legato al servizio militare svolto nelle forze dell'ordine, dove mi trovavo bene, dove ero stato accolto bene, dove (mi duole dirlo, ma è così) ero distante da quella specie di "cimitero" di allegria che era casa mia.
Mi sarei anche raffermato, ma i miei genitori, in maniera anche un pò "ricattatoria" , "castrarono" brutalmente questo mio anelito di libertà, mi concedai e finii con l'andare a lavorara in una banca: fu l'inizio della fine.
Non ho mai legato con quel lavoro e solo per ignavia, codardia o chissà cosa altro ho finito per trascorrerci quasi 40 anni.
L'ho poi interrotto bruscamente perchè negli ultimi anni ero precipitato in uno stato di sindrome ansioso-depressiva maggiore che mi fece sfiorare per due volte l'ipotesi di farla finita.......ipotesi che, grazie a Dio, non portai a termine.
Scusatemi se solo ora Vi informo che a soli 23 anni mi sono sposato con una collega (sulla donna non mi scucirete una parola, non mi sembra corretto parlare di qualcuno che non si può difendere), mi limito a dire che ormai la nostra unione, sotto tutti i punti di vista, ma proprio TUTTI, da tempo ha ormai cambiato ragione sociale ed è diventata una S.R.L.
Ci fosse uno straccio di volta che la pensiamo alla stessa maniera.
Io poi mi sono dimostrato diciamo incapace di fare quel salto di qualità ormai necessario ai tempi nostri dove entrambi i coniugi, lavorando si rapportano alla pari.
Intendiamoci, non ho mai, perchè non è nel mio DNA pensato a frasi bieche, anacronistiche e quant'alto come i pantaloni li porto io, etc., però, bello, brutto, giusto, sbagliato, fate Voi, io nei miei primi 18 anni di vita ho assistito al fatto che il mio caro papà che, Vi giuro, stravedeva per la mia amatissima mamma, l'ha sempre amata e rispettata, però quando papà diceva una qualsiasi cosa era così e basta, fine della trasmisione.
Trovarmi, giustamente, di fronte ad una donna che, a torto o a ragione, non concordava con me praticamente su nulla, Vi giuro, è strato un trauma ma, ripeto, non perchè pensassi di essere ancora ai tempi degli uomini delle caverne.
E qui, siccome se mi sento aggredito, l'unico tipo di reazione che conosco, per fortuna visti i tempi, è mollare subito l'argomento, molla oggi, molla domani, se facciamo due dialoghi due in tutta la giornata è tanto.
E in questo contesto mi permetto inserire quello che io chiamo il carico da 11, cioè che la mia sensazione, durante questo periodo di depressione, ansia, etc., è che la mia gentile consorte non abbia mosso un dito per aiutarmi e starmi vicino, fatto salvo che ultimamente, parlando con quei rarissimi amici e conoscenti che ho, sono stato quasi convinto che il suo metodo alla "nuota o annega", fosse quanto di meglio possa fare un coniuge per l'altro, peccato che questo altro, cioè io, consideri questo sistema di aiuto il peggio del peggio, restando convinto che in casi del genere il coniuge non afflitto da questa patologia debba essere più mieloso e zuccheroso nei confronti del coniuge in difficoltà, magari, perchè no, con attenzioni "particolari" nella sfera intima.
Ma quando mai?
Nel ringraziare di vero cuore tutti coloro che dedicheranno anche solo un pò del loro importante, prezioso e supimpegnato tempo anche solo a leggere questa mia, vogliate gradire i mii sentiti saluti e ringraziamenti.

Buona giornata e buona Domenica e grazie di avermi sotpo

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Miglior risposta 21 AGO 2017

Gentile Angelo,,
la mia impressione è che lei su diversi punti è alquanto in confusione e contraddizione.
Innanzitutto, infatti, lei afferma che suo padre amava moltissimo la moglie ma in pratica si comportava in modo dittatoriale il che in pratica significa che non la teneva in considerazione.
Lei stesso, poi, si riconosce che non è stato capace di rapportarsi alla pari con sua moglie criticandola (anche se non si può difendere) per non aver accettato di stenderle un tappeto soffice sotto ai piedi per farla camminare sul morbido oppure soffiarla con un ventaglio quando faceva caldo!
Per fortuna sembra che sua moglie non abbia accettato il ruolo che lei avrebbe voluto attribuirle!
D'altra parte lei non è riuscito a mettersi in discussione facendo entrare una sana dose di umiltà ed ha preferito rischiare la solitudine e la depressione, di cui poi in qualche modo si lamenta, continuando magari a pensare che tutto le era dovuto.
A questo punto, se e allorquando lei dovesse diventare più sintomatico, il suggerimento è di abbandonare finalmente i suoi postulati e predisporsi a fare una esperienza di psicoterapia.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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21 AGO 2017

Gentile Angelo,
leggo con piacere le sue riflessioni anche se personalmente mi sfugge una qualche forma di chiusura in quello che dice partendo da un'ampia analisi, perlopiù di tipo ambientale. Ho come la sensazione che l'ambiente dove ha vissuto fino ad oggi ( e per ambiente intendo luogo di lavoro, famiglia d'origine, matrimonio ) sia stato interpretato dal Lei come ostile alle sue ambizioni e desideri. Credo che le scelte da Lei fatte abbiano avuto un senso e lo abbiano ancora a distanza di tempo, costruendosi ( dando significato di sè ) nel miglior modo credeva fosse utile per poter poi interagire con il suo ambiente sociale. Forse in questa fase delle sua vita numerose domande Le stanno emergendo, mettendole qualche dubbio, e se posso permettermi, le consiglierei di provare a dare qualche risposta, per osservare gli eventi anche da altri punti di vista. In tutto questo un percorso con un professionista potrebbe esserle utile a favorirne il processo.
Rimango a disposizione per eventuali approfondimenti anche in privato.
Una buona giornata
Francesco Tesser

Dott. Francesco Tesser Psicologo a Roncade

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