Convivenza, come fare per raggiungerla?

Inviata da Silvana · 16 giu 2021

Stiamo insieme da un anno e mezzo, io ho 26 anni e lui 29.
Ormai vivo da sola da sei anni, da quando ho iniziato l'università, e finalmente ho raggiunto anche l'autonomia economica per poter pagare l'affitto e le bollette. Diventa facile per me, quindi, una proiezione verso la convivenza.
Lui vive con i suoi e ogni fine settimana lo trascorriamo a casa mia occupandoci senza problemi anche di quelli che possono essere considerati gli aspetti più noiosi di una eventuale convivenza, come il fare la spesa o le pulizie.
Siamo molto affiatati, questo è vero, e lui è il primo a definire scherzosamente questi piccoli momenti "la nostra mini-convivenza", coronata dal suo spazzolino lasciato in bagno o dai vestiti nell'armadio.
In questi mesi abbiamo anche lavorato nello stesso posto e la quotidianità è diventata sempre più forte, addirittura spesso insisteva per farmi dormire a casa sua e la mattina dopo andavamo insieme in ospedale.
Questo mese, però, ho dovuto cambiare posto di lavoro e ne abbiamo risentito entrambi. Pensavo che il distacco sarebbe servito per fargli sentire l'esigenza di convivere, ma non si è mai espresso al riguardo.
Già ho provato a confrontarmi con lui visto che per me è diventata una forte esigenza e mi sento pronta per costruire una quotidianità che non sia circoscritta solo al fine settimana, in più facendo lo stesso lavoro e avendo gli stessi ritmi non avremmo problemi secondo me. In tutta risposta mi ha detto che non si sente pronto perché a questo punto preferisce aspettare di finire la scuola di specializzazione, gli manca un anno, invece io l'ho appena iniziata e non avrebbe senso cercare casa ora. Inoltre, ha un attaccamento molto forte nei confronti dei suoi genitori, in particolare verso la madre. Infatti ha espresso la paura che possa morire presto e la voglia di stare il più possibile con lei, per questo anche il pranzo domenicale spesso diventa sacro.
Ho accettato le sue ragioni e non ne sto parlando più per non mettergli pressioni. Però non posso fare a meno di pensare che prima di conoscerci è stato fidanzato per sette anni e, appena laureato, progettava addirittura il matrimonio con la sua ex fidanzata nonostante non avesse le certezze economiche e "formative" che ha adesso. Certo, quel rapporto è finito nonostante il grande progetto all'orizzonte perché il mio fidanzato si sentiva in gabbia e non amava più la ex, a detta sua. Ma mi chiedo, perché in quel caso ha trovato il coraggio di fare un passo così grande e ora è bloccato?
Provo a rispettare i suoi spazi senza mettergli pressioni e senza parlarne, ma per quanto andrà avanti così? Sono forse io troppo avventata?
Grazie in anticipo a chi risponderà

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Miglior risposta 18 GIU 2021

Gentile Silvana, da ciò che scrive emerge la sua esigenza di vivere la convivenza con il suo fidanzato. Le dinamiche che sottostanno alle relazioni familiari e alla coppia sono talvolta diverse e complicate; da ciò ne consegue che i desideri e i momenti che state vivendo voi come coppia sono diversi. Sarebbe utile poi comprendere meglio la relazione del suo fidanzato con la madre, per esempio e, non meno importante, sapere come è terminata la relazione precedente del suo fidanzato.
Rimango a sua disposizione, anche online
Dr. Massimiliano Compagnone

Dott. Massimiliano Compagnone Psicologo a Aulla

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17 GIU 2021

Buongiorno Silvana, la vostra situazione sembra essere molto vantaggiosa per il suo compagno, perché gli permette di godere di due vantaggi: quello di figlio che continua la sua vita nella sua famiglia d'origine e quello di membro di una coppia stabile ma senza "obbligo di convivenza". Questo richiede al suo fidanzato un utilizzo molto più limitato delle proprie risorse psicologiche e affettive. La convivenza continuativa invece presuppone in misura molto maggiore il possesso di maturità, di autonomia affettiva, di impegno e di chiarezza di obiettivi. Questo perché l'obiettivo ultimo è la formazione di una vera famiglia, cioè di un'entità stabile con un progetto futuro che dovrebbe diventare il riferimento più importante per la vostra vita. Ora, se, come sembra, la vostra è veramente una relazione di valore che non merita di essere messa in pericolo da richieste più pressanti di passare a una convivenza stabile, la richiesta del suo fidanzato di attendere un anno per completare la specialità sembrerebbe una richiesta sensata. Certo, in questo contesto è una nota stonata la presenza di quel forte attaccamento ai suoi genitori che fa pensare a un punto di fragilità personale non irrilevante. Però, se lei ci tiene a quest'uomo e per lei è accettabile, aspettate questo anno e poi mettete in atto il vostro progetto di vita in comune. Se questo non dovesse avvenire lei può fare tutte le valutazioni necessarie e prendere decisioni più incisive. Per le intenzioni di matrimonio del suo fidanzato con la sua ex che la rendono pensierosa, si potrebbe pensare che quando uno è giovane è anche più incosciente.
Un cordiale saluto.
Dott. Gabriele Andreoli - Isola della Scala (VR)

Dott. Gabriele Andreoli Psicologo a Isola della Scala

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17 GIU 2021

Buongiorno Silvana,
gli interrogativi sono tanti e sono tanti gli aspetti che andrebbero approfonditi.
Potrebbe essere che siate in due "tempi di vita" diversi così come sarebbe da capire meglio il rapporto che lui ha con la madre e come è finita con la precedente fidanzata. Quello da capire meglio sarebbe soprattutto come sta lei in questa relazione ed in questa situazione, se è un rapporto che la realizza, che realizza la sua identità o se c'è qualcosa che "non le torna".
Un sostegno con un professionista potrebbe aiutarla capirsi e a capire meglio la situazione.
Sono a disposizione
Un caro saluto
Dott.ssa Stefania Barbaro
(ricevo anche on line)

Dottoressa Stefania Barbaro Psicologo a Milano

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17 GIU 2021

Cara Silvana
Comprendo il suo bisogno di costruire una relazione matura: nella coppia la progettualita è sana e fondamentale e se viene a mancare il volere comune di costruire qualcosa, non esiste la coppia, ma due soggetti con bisogni diversi. Qual'e la difficoltà del suo compagno a progettare è difficile saperlo, diverse possono essere le situazioni che necessariamente devono essere guardate e risolte a livello individuale. Niente può fare lei se non concentrarsi su se stessa: rimanga in ascolto del suo vissuto interiore, dei suoi bisogni e comprendere se il suo attuale compagno è in grado di "rispondere" alle sue necessità.
Un professionista potrebbe esserle di aiuto
Un caro saluto
Dott.ssa Antonella Bellanzon
(Disponibile on line)

Dott.ssa Antonella Bellanzon Psicologo a Massa

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17 GIU 2021

Buongiorno Silvana,
lo storico del tuo ragazzo certamente parla. Puoi provare a manifestare le tue impressioni e cercare di costruire insieme una tempistica. E forse anche tu puoi provare a fare chiarezza dentro di te e decidere cosa sei disposta a fare per stare con lui. L'asincronia nei tempi (e non solo) è una caratteristica con la quale sempre occorrerà fare i conti quando si decidere di condividere la propria vita con qualcun altro. Ma se vissuta con lo spirito giusto può venir fuori una vita a suon di valzer: due passi tu verso di lui e due passi lui verso di te.
Sono a disposizione e ricevo anche online.
Ti auguro il meglio
Dott.ssa Oriana Parisi
Neuropsicologa

Dott.ssa Oriana Parisi Psicologo a Bari

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17 GIU 2021

Cara Silvana, mi sento di dirti che purtroppo la bacchetta magica per trasformare il comportamento del tuo ragazzo o dare voce ai suoi pensieri non esiste. Oltre a questo, ogni persona ha i suoi bisogni e le sue modalità di soddisfarli, per questo sarebbe molto difficile lavorare sul comportamento di lui parlando con te, specialmente perché non è detto che lui lo voglia cambiare. Al contrario, credo che sarebbe fondamentale lavorare su di te: su quanto vuoi una convivenza e quanto invece vuoi lui. Sì percepisce il tuo disagio e credo sarebbe opportuno scavare. Farsi andare bene le cose, significa che le cose non vanno come vorresti e stai ascoltando di più quello che senti di dover fare, rispetto a quello che vuoi fare. Credo che la cosa migliore che tu possa fare in questo momento è concentrarsi sul comprendere te stessa e i tuoi bisogni. Quanti compromessi unilaterali fai?

Un caro abbraccio,
Isabella Negri

Dott.ssa Isabella Negri Psicologo a Reggio Emilia

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17 GIU 2021

Cara Silvana,

proprio per il fatto che il suo partner ha già avuto un'esperienza in cui si è sentito in gabbia, non avrà alcuna intenzione di progettare un futuro a lungo termine, se prima determinati step non sono stati superati, come ad esempio la fine della scuola di specializzazione. In fondo manca solo un anno, quindi credo che è possibile attendere pazientemente quel lasso di tempo senza fargli ulteriore pressione.
Rimango a sua completa disposizione, anche online.

Dott.ssa Francesca Orefice

Dott.ssa Francesca Orefice Psicologo a Bologna

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17 GIU 2021

Carissima Silvana, sembra che tu ci chieda di entrare nelle intenzioni del tuo ragazzo. Ciò è impossibile fin quando a scrivere sei tu e non lui. Non possiamo stabilire se lui non ama convivere e basta, se ama convivere ma è davvero preoccupato che la madre possa morire o se non ti ama e basta. Di sicuro tu non dovresti pendere e dipendere dalle sue intenzioni: tu dovresti pensare a quello che sta bene a te e regolarti di conseguenza. Devi dunque cambiare prospettiva e guardare a te stessa, non a lui soltanto. Perché dico che DEVI? Perché è evidente che non ci stai bene così, con questa prospettiva. Magari, se non ce la fai da sola a fare chiarezza, cerca uno psicologo e lavora un po’ su te stessa. Un caro saluto e i miei migliori auguri per tutto.

Dott. Vincenzo Crupi Psicologo a Palermo

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