controllo dell'altro

Inviata da tommaso · 10 feb 2017 Terapia di coppia

gentili dottori non riesco ad avere una relazione seria che finisco come sempre di manifestare una gelosia eccessiva dove pretendo di sapere ogni spostamento della mia partner che mi deve dire per filo e per segno cosa è successo nella sua giornata e pretendendo che cancelli tutti i numeri maschili sulla rubrica, su Facebook, e che non deve rivolgere la parola a colleghi e amici di sesso opposto eccetera....vorrei capire l'origine di questa cosa. ho avuto un'infanzia abbastanza tranquilla... verso i 16 anni ho assistito all'infedeltà di mio padre nei confronti di mia madre e viceversa. poi a18 anni mi innamorai di una ragazza e lì iniziai a manifestare questi tratti di gelosia. man mano che passavano gli anni nei momenti in cui instauravi una relazione di cui ero preso o innamorato iniziavo a manifestare i tratti gelosia citati prima ...la mia paura non è tanto di perdere il partner ma la paura morbosa che possa tradirmi o fare qualcosa alle mie spalle tipo una menzogna, nascondere qualcosa etc...quindi credo che alla base possa essere un orgoglio maschilista oppure no? soprattutto come posso gestire questa cosa ?perché io non voglio perdere il mio partner, però è una cosa più forte di me: ogni volta che provo a non essere gelosissimo finisce poi che qualunque cosa piccola che possa fare il mio partner emette un meccanismo in me in cui io irrompo in scenate di gelosia anche per motivi apparentemente futili :come ad esempio sono gelosissimo se la mia partner rivolge attenzioni a qualche membro della sua famiglia o che quando sta con me al telefono si mette a scrivere su WhatsApp con altre colleghe, perché esigo l'esclusiva attenzione. la cosa proprio che ho messo come tabù nella coppia é la parola "maschio", quindi tutto ciò che sia maschile come un collega, un amico, un passante, il salumiere al supermercato etc.. impongo alla mia partner che non deve avere alcun tipo di rapporto sociale. che cosa potrebbe essere questo comportamento? mi interessa più che altro capire l'origine e come gestirlo..... grazie del vostro aiuto

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Miglior risposta 11 FEB 2017

Buongiorno Tommaso,
certo il suo è un problema serio che rischia veramente di arrivare a compromettere i suoi rapporti affettivi. Da ciò che racconta di sè , è lecito supporre che ciò che è accaduto tra i suoi genitori , sia stato registrato dalla sua psiche come una catastrofe e ciò abbia finito per influenzare negativamente il consolidamento della sua sicurezza interiore. Forse tale fatto può avere contribuito anche a farla regredire affettivamente a quel periodo infantile in cui i bambini coi loro capricci , bisogni , pianti richiamano e si assicurano così costantemente l'attenzione materna. Qui non è in gioco la paura infatti, ma, attraverso il suo comportamento , viene espresso simbolicamente un vero e proprio terrore di perdere l'oggetto amato.
E' necessario che lei elabori i suoi dolorosi vissuti famigliari e ciò le sarà possibile attraverso una buona psicoterapia che le consenta di acquisire più sicurezza e autostima. Per quanto riguarda il maschilismo, esso spesso esprime l'incertezza della propria identità e potenza sessuale. Si diviene prepotenti infatti quando si ha paura e ci si sente terribilmente insicuri.
Cordialmente
Dott.ssa Giuseppina Cantarelli
Parma

Dott.ssa Giuseppina Cantarelli Psicologo a Parma

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13 FEB 2017

Buongiorno Tommaso,
il suo scritto è permeato di tanta fatica e sofferenza, capisco che tenere sotto controllo l'altra così eccessivamente, non le permette di avere abbastanza attenzione su se stesso, sui suoi bisogni e sopratutto sulla direzione che desidera intraprendere. Credo che questo atteggiamento metta a rischio le sue relazioni, dal momento che l'altra non possa sentirsi degna della sua fiducia.
Come venirne fuori? Diventare consapevole di cosa la muove internamente quando sceglie la direzione del controllo, esplorare i suoi vissuti in cui teme di essere tradito, perdere potere o di quando percepisce di non essere la persona speciale per l'altra, o cosa significhi per lei occuparsi di se stesso sottraendo in parte l'attenzione verso la sua partner. Non c'è una regola che si possa generalizzare, e meriterebbe un approfondimento.
Più che capire i perché, potrebbe essere utile, assumere un atteggiamento di osservatore di se stesso, senza giudicarsi.
A volte, un aiuto esterno professionale può aiutare ad ampliare la propria visione, aggiungendo nuove forme che altrimenti, in preda alle emozioni rischierebbe di non cogliere.
Cordialmente
D.Paola Brussa

Dott.ssa Paola Brussa Psicologo a Milano

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