Continua ricerca di un perché

Inviata da Anonimo · 14 ott 2019

Spesso mi domando sul motivo della mia esistenza, mi sembra tutto così insulso e irreale... Mi chiedo perché noi esseri umani ci creiamo delle società dove per vivere è necessario lavorare, farsi dello stress e in fin dei conti non viversi la vita appieno. Mi chiedo perché la scienza faccia passi da giganti e non tutti possano usufruirne per questioni economiche, che senso ha? Perché io devo avere più diritto di essere curata di qualsiasi altra persona che è stata più sfortunata di me?
Ci creiamo delle religioni per dare un senso alla nostra esistenza, ma in fin dei conti sono solo cose fittizie, chi mi può provare che esista veramente un dio?
Perché mi sembra che tutto non abbia un senso? Come posso smettere di chiedermi perché ogni giorno?

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Miglior risposta 14 OTT 2019

Buonasera Margherita, le domande che pone riguardano temi davvero molto importanti, anche se forse vertono più su un versante filosofico che non psicologico...
Ad ogni modo non credo che lei debba smettere di porsi queste domande molto sensate: di fatto racchiudono le sue passioni e i suoi valori. Non ha specificato la sua età, ma credo che sia molto giovane: queste domande potrebbero essere una "pista" per orientarla nelle sue scelte riguardanti il percorso di studi o professionale e, più in generale, per conoscere se stessa.
Inoltri si ricordi che porsi delle domande è sintomo di un'intelligenza vivace, di uno spirito critico e di osservazione... tutte ottime qualità!
Quindi io ritengo che sia più utile per lei capire "cosa farsene" di queste domande, piuttosto che sbarazzarsene limitando così un suo potenziale.

In bocca al lupo!
Dottoressa Silia Lafortezza (Buccinasco | Milano)

Dott.ssa Silia Lafortezza Psicologo a Assago

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15 OTT 2019

Buon giorno Margherita, sei in buona compagnia nel senso che milioni di altre persone si pongono le stesse Tue domande.
Ovviamente hanno una molto articolata risposta, che si può trovare nella biologia, nell'etologia, nell'antropologia culturale, nella filosofia e, dulcis in fundo, nella psicologia sociale e nella psicologia dinamica.
C'è quindi una serie di ragioni per cui il mondo, la gente, e noi stessi siamo così.
Sono argomenti che, data la mia professione, mi appassionano molto.
Ci sarebbe molto da dire, inpossibile in questa sede.
Però vorrei dirTi, posto che c'è un senso nel mondo, in cui si manifesta il male, il dolore, l'ingiustizia, ma anche il bene, la gioia, la felicità dell'amicizia e dell'amore, allora forse dovresTi cercare di notare che vedi le ombre e non la luce. Anche per questo ci sono ragioni, cause, che stanno dentro di Te, e che, inaccessibili alla coscienza, Ti spingono appunto a vivere solo sentimenti bui.
Io credo che un bravo psicoterapeuta potrebbe esserTi di molto aiuto.
Un caro saluto
Dr. Marco Tartari

Dott. Marco Tartari Psicologo a Roatto

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15 OTT 2019

Gentile Margherita,
quello che ci chiede sono più o meno le stesse domande che mi sono posto io, e che continuo a pormi. E che si sono poste pressoché tutti gli esseri umani di ogni epoca.
Per quello che riguarda il senso più profondo, e come dice la Collega, filosofico della vita, non c'è una risposta univoca.
Diciamo però, che, a grandi linee, ci sono due posizioni antitetiche: quella di pensare più a sé stessi, e di cercare di costruirsi una vita il più piacevole possibile (o il meno spiacevole!) visto che, in buona sostanza, la vita è assai breve, e che ci si può oltretutto ammalare. E quella invece di pensare di più agli altri, sperando in una continuazione della vita in altre dimensioni. Ma una posizione deve essere presa, o si vive male. Con infinite gradazioni tra le due. Il fatto che ci siano tanti "poveri", in misura diversa ma che comunque non possono godere appieno delle opportunità e delle comodità della scienza, rimanda al profondo egoismo e volontà di potere dell'essere umano. Se la ricchezza fosse distribuita equamente tutti potrebbero stare bene. Ecco quindi che forse la bilancia pende più dal lato che ci invita a migliorare noi stessi , ad adoperarsi per essere più altruisti. Quanto alla necessità di lavorare, questo a mio modesto avviso è insito nell'ambiente fisico nel quale viviamo. Voglio dire: c'è freddo, c'è caldo, manca il cibo, dobbiamo ripararci dalle intemperie. Diciamo che un mondo senza lavoro forse non è possibile, almeno finché le macchine non sostituiranno completamente l'uomo, ma esse devono essere comunque costruite e riparate. Quello che invece, a mio avviso, è profondamente errato è l'eccesso di lavoro e la scarsa retribuzione. Io credo che sarebbe possibile per tutti lavorare metà tempo, e avere l'estate libera dal lavoro, se fossimo tutti meno avidi. Che ne dice? Ad ogni modo, e qui torno a fare lo psicologo, questa insoddisfazione a volte può mascherare problemi affettivi o, appunto, un lavoro insoddisfacente. e in questo caso la modesta opera di uno psicologo/a (modesta nel senso di limitata a questioni prosaiche e quotidiane) può essere utile. Mi farebbe veramente piacere un suo commento a queste righe.
Come rileva la Collega, lei rivela intelligenza e sensibilità, non credo proprio che sia una persona arida.
Un cordiale saluto
dr. Leopoldo Tacchini

Dott. Leopoldo Tacchini Psicologo a Firenze

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15 OTT 2019

Buonasera Margherita, la sua domanda riguarda temi veramente molto importanti, anche se forse vertono più sul versante filosofico che non psicologico...
Ad ogni modo non credo che lei debba smettere di porsi queste domande molto sensate, quanto forse capire come darvi una risposta.
Non ha specificato la sua età, ma credo che sia molto giovane: queste domande che lei si pone, racchiudono di fatto i suoi interessi e i suoi valori, quindi potrebbero essere una pista per orientarla dal punto di vista del percorso di studi o professionale.
Si ricordi che porsi delle domande significa avere un'intelligenza vivace, uno spirito critico e di osservazione... tutte ottime qualità!
Deve solo capire "cosa farsene" di queste domande, piuttosto che sbarazzarsene limitando così il suo bel potenziale.

In bocca al lupo!
Dottoressa Silia Lafortezza (Buccinasco | Milano)

Dott.ssa Silia Lafortezza Psicologo a Assago

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15 OTT 2019

Cara Margherita,
Un'analisi fa sorgere proprio questa domanda: cosa dà senso alla mia vita? In quale modo originale voglio vivere per provare ad essere felice? Qual è il posto che voglio occupare?
È un viaggio meraviglioso e creativo, che dalla tristezza e dalla disillusione punta a consegnarci alla soddisfazione e all'entusiasmo.
Un saluto,
Marta Cricelli

Dott.ssa Marta Cricelli Psicologo a Rho

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