Continua a voler mantenere un rapporto

Inviata da Sara · 27 gen 2020 Terapia di coppia

Buongiorno,
Circa un anno fa sono entrata in intimità con un ragazzo che conoscevo già, in quanto amico e coinquilino di uno dei miei amici più cari. Dopo circa tre mesi di frequentazione, in cui abbiamo condiviso non solo momenti a due ma anche in compagnia, avendo cominciato ad avere amici in comune ed essendomi anche io affezionata alle nuove persone conosciute, mi rendo conto che comincia ad essere scontante ed altalenante nei suoi comportamenti nei miei confronti ( fino a quel momento non avevo avuto dubbi sul fatto che ci fosse da parte sua un interessamento sincero nei miei confronti, non solo dal punto di vista fisico e sessuale, nonostante non sia una persona estremamente comunicativa, ma molto timida ed ansiosa ), fino a che non si decide a dirmi che pensa che io e lui vogliamo che la relazione prendesse strade differenti ( ossia che io volessi qualcosa di più e lui no) e che non voleva mantenere la situazione nel limbo, che non sentiva la necessità di sentirmi ma che voleva assolutamente che rimanessimo amici. Per parte mia ho risposto che mi dispiaceva perché mi sarebbe piaciuto continuare a frequentarci, ma che comunque ci saremmo potuti vedere ( abbiamo un sacco di amici in comune). Da qui è iniziata una situazione assurda: il giorno dopo questo confronto comincia già a mandarmi un messaggio, a cui risponderò e a cui non seguirà altra risposta ( e metterà spesso in atto questo comportamento nei mesi successivi, mandandomi messaggi totalmente inutili, a cui risponderò ma poi non segue risposta ), insiste perché mi presenti a una festa a casa quel week end. All’inizio ero un po’ titubante ma decido di andare, anche perché ci sarebbero stati molti dei miei amici e avevo voglia di passare del tempo con loro. A termine serata, lui mi si avvicina sempre di più fino a che non consumiamo un rapporto sessuale. Ho riflettuto sul fatto e poi l’ho contattato, dicendogli che non era un comportamento adatto alla situazione ed episodi simili non dovevano ripetersi, soprattutto se era poi così vero che desiderava questo rapporto di amicizia. Lui si dice d’accordo con me, che mi vuole bene che ci tiene etc... da quel momento continuano a verificarsi una serie di episodi mai troppo sopra le righe ma comunque ambigui, come i messaggi che citavo prima oppure contatti fisici che vista la situazione ritenevo inappropriati, oppure commenti su ragazzi con cui sarei potuta uscire. Tutto questo ha generato in me un forte senso di confusione: in un primo momento perché io volevo altro da lui, poi perché l’amicizia creata nei mesi era davvero molto bella ma il suo atteggiamento mi metteva a disagio. visto questo sentimento di disagio che provavo, mi sono chiesta se in realtà dentro di me io non covassi altri sentimenti nei suoi confronti e ho pensato che fosse meglio non frequentarsi per un po’, così da fare chiarezza e ne ho parlato subito anche con lui, scatenando una reazione inizialmente molto aggressiva e poi di sofferenza quasi esagerata ( avevo semplicemente detto che magari sarebbe stato il caso di non vedersi per un po’, non che sarei sparita). quindi forse un po’ presa dai sensi di colpa, sono finita col rassicurarlo e dirgli che sarebbe andato tutte bene. Ho comunque continuato dentro di me a chiedermi come mi sentissi e sono giunta alla conclusione di aver vissuto un momento di confusione e che la mia amicizia nei suoi confronti era sincera.
A capodanno, il patatrac: complice l’alcol, non appena esco dal bagno verso fine festa, mi “rapisce” e mi trascina in camera, finiamo in intimità di nuovo e passiamo insieme l’intera giornata del primo gennaio. In me si scatena di nuovo una forte confusione, perché ci pensavo fuori da questo meccanismo, in lui si scatena una forte ansia e decide di parlarmi subito dopo, perché voleva sapere se ero arrabbiata o ferita, che non voleva rovinare il nostro rapporto. Ho risposto che non posso arrabbiarmi per una scelta che ho preso io, ma posso solo fermarmi a riflettere sul perché l’ho fatta e al momento non riuscivo a dare risposta è che comunque visto quanto successo non eravamo proprio amici ( con questo intendo dire che nel momento in cui c’è un’attrazione fisica, questa può derivare o da un interesse o da un sentimento più forte oppure da una mera necessità sessuale, ma in entrambi i casi non è amicizia). A quel confronto non ho aggiunto altro, perché non sapevo cosa dire e mi sentivo come piombata indietro nel tempo. È seguita un’altra discussione abbastanza animata, in cui gli ho chiesto il perché di quanto successo e lui si è nascosto dietro l’alcol e che non riteneva di dare altri significati alla cosa. Per parte mia gli ho detto che ero ancora un po’ confusa, ma se allora era stato solo sesso, probabilmente l’affetto che diceva di nutrire per me non era vero ed era stato un gesto meschino ed egoista, visto quanto successo prima tra di noi. Successo questo, ho deciso di allontanarlo, non perché io non gli voglia bene, ma perché mi sono sentita ferita e nutro poca fiducia nei suoi confronti, non smettendo di frequentare i miei amici ma avendo un comportamento distaccato nei suoi confronti. Ho anche riflettuto su cosa voglio: non voglio una relazione con lui, perché avrei difficoltà a gestirla con una persona che non si esprime e non si prende le proprie responsabilità, di sicuro però visto cosa è successo, provo per lui un interesse che va oltre l’amicizia, in fondo non penso davvero che non nutra dell’affetto nei miei confronti, credo che sia una brava persona e possa essere un ottimo amico, ma non con me.
Nonostante tutto però lui continua a cercarmi per avere il rapporto di prima, dicendomi che vuole chiarire e parlarne, ma non riesco a capire il perché. E non voglio nemmeno ferirlo, anche se so che dovrò mettere in chiaro che purtroppo così non potrà più essere.
Vi ringrazio per il vostro tempo,
Cordiali saluti

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