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Inviata da Dlb95 · 9 giu 2022 Autorealizzazione e orientamento personale

Salve, sono un ragazzo di 27 anni che da un po' di tempo non riesce a sbloccarsi circa il da farsi nella propria vita. Dopo il liceo mi sono iscritto al DAMS a cui ho rinunciato dopo la morte di mio padre; mia madre l'anno prima si è gettata dal quarto piano rimanendo invalida. Dopo la rinuncia ho fatto il cameriere per due anni, cosa che avevo fatto anche nel 2012, d'estate. Nel 2016 ho tentato il test di medicina, fallendolo. Nel 2018, sempre d'estate, ho cercato di continuare il mio percorso nella ristorazione come cameriere ma mi sono licenziato, cosa che era anche nelle intenzioni del responsabile del villaggio presso cui lavoravo. Mi sono riscritto all'università, ad ingegneria gestionale, ma ho rinunciato dopo vari tentativi andati male. Da lì ho fatto l'operatore telemarketing per una settimana per un'azienda in smartworking e un paio di giorni per un'altra azienda, sempre in smartworking. Mi sono licenziato. Ho seguito un corso di formazione per receptionist ma ho rinunciato al tirocinio che era previsto dopo il corso. Vivo con mia madre 55enne che percepisce una pensione di invalidità + accompagnamento; abbiamo fatto domanda per l'assegno di cura di recente. Questo per lasciar trasparire il fatto che stia contando sul suo aiuto economico per il mio sostentamento. Non riesco a portare a termine un progetto. Non riesco a fare un progetto a lungo termine perché sono consapevole del fatto che lo interromperei. Teoricamente le strutture sociali, come la scuola e la famiglia, avrebbero dovuto irrobustirmi e permettermi di incamminarmi su un percorso professionale attraverso un percorso formativo, ma qualcosa nella mia famiglia, a livello educativo, è mancato. Il suicidio di mia madre mi ha segnato profondamente. Faceva l'operaia e quell'anno non lavorava. Le avevo parlato della mia omosessualità; cominciava a sentire la responsabilità per non potersi permettere di mantenermi all'università; non condivideva alcune scelte dei miei fratelli da un punto di vista di relazioni sentimentali; era un po' delusa dai tradimenti di mio padre e aveva subito l'abbassamento del tenore di vita derivato dalla crisi economica (mio padre era un commerciante di legna da ardere, di frutta, verdura; oltre a fare il commerciante per un certo periodo ha avuto anche in gestione una benzina). Così si è suicidata, per una serie di motivi che hanno aggravato il suo stato di depressione. Io ho notato del mio stato di depressione sin da piccolo. Una volta lasciai una lettera in cui annunciavo il mio suicidio e mi nascosi sotto il letto in attesa che la leggesse mia zia. Nel periodo in cui lo stato di mia madre si è aggravato anche io me ne sono andato in depressione. Dopo aver raggiunto degli ottimi risultati al liceo non mi recavo più a scuola all'inizio dell'ultimo anno. D'estate avevo dichiarato a una ragazza con cui era nata un'amicizia speciale che fossi bisessuale e avevo cominciato a messaggiare con un ragazzo. La ragazza sparse voci su di me e, inoltre, volle accertarsi che ciò che gli aveva riferito un conoscente in comune a cui raccontai di avere una relazione, inventata, con un ragazzo eterosessuale, non fosse vero. Questo mi creò molto imbarazzo, tant'è che ero spesso impaurito dalla possibile reazione del ragazzo eterosessuale nel caso mi avesse incontrato. Tornai a scuola completamente depresso, deconcentrato, non più convinto sul mio futuro. Non mi recai a sostenere il test di architettura per cui mi ero prenotato.
Quello che mi preoccupa è che io non sia per niente preoccupato della fonte del mio sostentamento dopo la morte di mia madre. Temo che il mio comportamento diventi antisociale (ho manifestato alle scuole medie dei germi; in prima media avevo sufficiente in condotta) e che debba contare sull'aiuto di altri (famigliari, che non potrebbero aiutarmi chissà quanto). Ho già accettato denaro in cambio di prestazione sessuali. All'università facevo sesso occasionale, lo faccio anche ora, e ho subito molto l'effetto della repressione identitaria che ho avuto nel mio piccolo paese lasciandomi andare, a volte, a un modo di essere "boyish", che mi rendesse fresco e disinvolto agli occhi degli altri, rendendomi interessante e attraente. Ho cercato più volte di correggere gli aspetti più ambigui, a livello di condotta, della mia personalità, ma non ho gli strumenti psicologici. Consapevole del valore dello studio e dell'importanza del raggiungimento di un obiettivo, cosa che dimostra e rafforza il senso di responsabilità, cercherei di recuperare il mio rapporto con quest'attività, quella dello studio, e mi riscriverei all'università. E' come se fossi convinto che il "mondo" aspetti me, la mia problematicità, le mie crisi esistenziali, il mio tormento e vorrei, da un lato, disilludermi, "tuffandomi" nel mondo del lavoro senza laurea, avendo soprattutto la consapevolezza che riscrivermi all'università a 27 anni significherebbe ritardare l'ingresso nel mondo del lavoro, poter vivere ancora per altri 5, 6 o più anni in maniera disimpegnata nello status di studente ritardando responsabilità più pratiche. Ho l'impressione di non avere i mezzi psicologici per affrontare un percorso universitario e di non riuscire ad accettare che data la mia storia famigliare e dati alcuni fattori psico-sociali e socio-culturali non posso ambire a un percorso professionale "importante".

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Miglior risposta 10 GIU 2022

Salve Dlb95,
dalla sua narrazione emerge dolore e sofferenza e provo ad immaginare le difficoltà che ha affrontato.
Vorrei anche porre l’attenzione sulle differenti scelte scolastiche che ha menzionato (dams, medicina, architettura, ingegneria, marketing…), permettendomi di chiederle se tali scelte sono state frutto di un ascolto sincero con se stesso e i suoi desideri o piuttosto dallo status sociale che possono rappresentare?
Personalmente ritengo che il mondo attende la specialità e la peculiarità di ognuno di noi, a patto che si abbia la forza e fiducia di ascoltarci, accoglierci e donarci a noi stessi. Uno spazio d’ascolto per la narrazione del suo sé, potrebbe aiutarla a far luce sui suoi sinceri bisogni e mettere in atto le risorse necessarie per il loro conseguimento.
Spero di esserle stata utile e le auguro di prendersi cura di sé.
Un caro saluto
Dott.ssa Myria Laghi

Dott.ssa Myria Laghi Psicologo a Porto d'Ascoli

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12 GIU 2022

Gentile Dlb95,
da quanto scrive si evince che nel suo modo di fare è ricorrente il non portare avanti nessuna delle attività che richiedono un impegno continuativo preferendo quelle che consentono gratificazioni immediate anche se moralmente discutibili.
Il tentato suicidio di sua madre ha poi sicuramente contribuito a creare in lei ulteriore destabilizzazione.
Pertanto il vero problema derivante da una sua ipotetica reiscrizione universitaria non sarebbe tanto quello di ritardare di altri 5 - 6 anni l'ingresso nel mondo del lavoro quanto piuttosto quello di portare a termine gli studi.
In conclusione, a mio avviso, l'obbiettivo da raggiungere, antecedente e prioritario rispetto agli altri, è quello di acquisire un adeguato livello di autostima ristrutturando la sua personalità tramite un percorso di psicoterapia preferibilmente ad orientamento cognitivo-comportamentale.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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10 GIU 2022

Buongiorno, non credo che non possa ambire ad un percorso personale importante, il problema è volerlo onestamente e non iniziare cose a caso per poi autosabotarsi. Sembra avere l'aspettativa magica di superare il suo status socio-economico senza di fatto provarci. Perchè provarci implica darsi un certo tempo, realistico, sopportare certe frustrazioni nel frattempo, che possono essere anche parecchie, e soprattutto avere ben chiaro un percorso che ragionevolmente la possa portare verso l'obiettivo. Per fare un esempio, il DAMS non mi sembra un percorso che possa offrire buoni sbocchi professionali, parlo in termini statistici. Poi passa ad ingegneria, qui vale il discorso opposto, percorso dalle prospettive sicure ma non per tutti, in quanto lungo e complesso. è raro, tra l'altro, che chi fa il liceo classico pensi poi ad ingegneria (ma non è questo il punto). Se ci aggiungiamo la parte sull'omosessualità, che c'entra poco con quello di cui stiamo parlando, la frittata è fatta. Diciamo che ha molte scuse plausibili per non tentare, ma non diciamo che non si possa riuscire. Credo beneficerebbe di un percorso di psicoterapia per risolvere nodi e paure che la bloccano, che la fanno desiderare senza poi metterci lo sforzo necessario per raggiungere il risultato. Se al momento non può pagarsi le sedute può rivolgersi al servizio pubblico.

Matteo Mossini Psicologo a Parma

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10 GIU 2022

Buongiorno
Mi dispiace molto per il dolore che queste esperienze familiari le stanno provocando.
Sono dolori che inevitabilmente lasciano un trauma che va attenzionato, elaborato e mandato in risoluzione
La incoraggio a prendere contatti con un terapeuta abilitato in EMDR. potrà ricevere un efficace aiuto.
Resto a disposizione e le auguro il meglio
Dott.ssa Oriana Parisi

Dott.ssa Oriana Parisi Psicologo a Bari

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