Contattare uno psicologo

Inviata da Sophie. 22 nov 2018 7 Risposte  · Coaching

Ho scritto ieri riguardo al mio blocco nel contattare una psicologa, di cui ho il numero da diversi mesi. In una risposta si specificava come l'approccio cognitivo comportamentale sia il più efficace per i disturbi d'ansia. A tal proposito, infatti, ho un altro dubbio che mi attanaglia da molto. La professionista in questione, di cui mi è stato dato il contatto, è di scuola reichiana. Ho già espresso le mie perplessità alla mia conoscente, anch'ella psicologa, che mi ha fornito il contatto e mi ha consigliato di provare ugualmente ad iniziare, perché quello che più conta è il rapporto di fiducia che si può instaurare o meno, a prescindere dalla scuola di appartenenza. Vorrei delle opinioni in merito. Specifico che la psicologa cui dovrò rivolgermi collabora con lo psichiatra che mi seguiva per la terapia farmacologica, ed è con questi che la mia conoscente si è, a sua volta, consultata per fornirmi il contatto.

terapia , scuola , rapporto

Miglior risposta

Bisogna iniziare a sfatare la credenza secondo cui ogni sintomo viene meglio curato da un professionista proveniente da un determinato indirizzo. Personalmente sono specializzata nel modello strutturale integrato ovvero un modello coSì completo che mi permette di curare qualsiasi problema. Quindi ci vada pure!

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Gentile Sophie,
Che l'approccio cognitivo comportamentale sia il più adatto per i disturbi d'ansia non è del tutto corretto. Ogni approccio può essere efficace e le strategie devono essere tarate sulla persona. Sicuramente è fondamentale la relazione con il terapeuta e che si crei la giusta alleanza, senza contare la comodità geografica, il discorso economico e la collaborazione tra professionisti! Non si fermi dunque alle etichette ma valuti il singolo professionista.
Resto a disposizione,
Dott.ssa Daniela Vinci
Psicologa Sistemico Relazionale
Arluno (MI)

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27 NOV 2018

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Buonasera Sophie, forse anche il fatto che la terapeuta consigliatale dalla sua amica psicologa sia una collaboratrice dello psichiatra che in passato l'ha seguita in terapia farmacologia nella sua mente non è neutro. Probabilmente adesso lei, in questa nuova fase della sua vita, per questa nuova consultazione avrebbe magari voglia di prendere le distanze dalla vecchia terapia farmacologia, dal disagio che aveva allora e da quella fase della sua vita, è forse per farlo preferirebbe rivolgersi ad un terapeuta che non abbia nessun coinvolgimento con lo psichiatra del passato. Esamini bene le emozioni, i sentimenti e i significati che evoca in lei questa situazione, che ci sia di mezzo anche un po' di paura di ferire o deludere la sua amica che le ha fornito il nome della terapeuta? Se è così non pensa che per lei ora sia più importante fare la sua scelta liberamente che preoccuparci di non deludere? Non pensa che nei rapporti di amicizia sia possibile sentirsi anche libero di dire qualche "no"?
Un saluto

Dott.ssa Paola Trombetti
psicologa psicoterapeuta

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23 NOV 2018

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Gentilissima Sophie,
mi sembra di capire dalle sue parole che i dubbi che ha sono tanti e molto intensi. Può essere però che non sia tanto il timore di mettersi in contatto con una specifica persona a frenarla, quanto più la paura di contattare un professionista in generale. I dubbi e le perplessità sono importanti perché ci permettono di riflettere e di ponderare bene le decisioni, ma quando sono troppi ci possono anche bloccare e portare a evitare le situazioni che ci spaventano. La componente fondamentale di una buona terapia è la relazione che si crea tra terapeuta e cliente e questa si instaura a prescindere dalla teoria di appartenenza del terapeuta.
Spero di esserle stata utile!
Cordiali saluti
Dott.ssa Ponziani

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23 NOV 2018

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Concordo sostanzialmente con la dr. ssa Casale. Troppi dubbi, troppe incertezze. Affronti la questione: non ha alcun impegno a continuare dopo la prima seduta! La terapia di orientamento reichiano può essere molto interessante se condotta da un/una professionista veramente esperti.
Saluti
dr. Leopoldo Tacchini

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23 NOV 2018

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Concordo con la collega, la cosa importante è la relazione. La terapia cognitivo comportamentale può avere efficacia sull'ansia come ce la può avere l'EMDR, la terapia umanistica, quella dinamica ecc. Quindi, provi a vedere come si trova da questa professionista e se si trova bene, ok, se si trova male cambia, questo però vale indipendentemente all'approccio del professionista. Un saluto. Luisa.

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23 NOV 2018

Logo Dott.ssa Luisa Fossati Dott.ssa Luisa Fossati

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Gentile Sophie,
Concordo con quanto detto dalla collega: gli indirizzi teorici sono molti in psicoterapia, tutti validi e con una propria solidità scientifica, ma non credo che la possibilità di fare un buon percorso si basi esclusivamente sull'orientamento del terapeuta.
Alcuni metodi possono esserci più congeniali di altri, ma la cosa principale resta sempre la persona a cui ci rivolgiamo e la relazione che possiamo costruire.
Forse alla base di questo suo blocco c'è qualche cosa di più profondo che viene in qualche modo "mascherato" dal suo scetticismo, e che varrebbe la pena approfondire.
Io mi domanderei soprattutto da dove proviene tanta resistenza a chiamare una persona che le è stata consigliata e a cui, in fondo, potrebbe dare una chance, salvo poi riservarsi di non fissare altri appuntamenti qualora non le piacesse.
Forse non è realmente convinta di voler cominciare una psicoterapia, forse ne ha paura... Prima risolverà questi dubbi con se stessa, prima riuscirà a chiedere aiuto e a curare davvero il suo disagio.
Un saluto,
Dott.ssa Federica Casale - Psicologa e Psicoterapeuta, Torino

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22 NOV 2018

Logo Dott.ssa Federica Casale - Psicologa e Psicoterapeuta Dott.ssa Federica Casale - Psicologa e Psicoterapeuta

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