Consiglio/parere

Inviata da Marcuss · 1 feb 2022 Terapia di coppia

Buongiorno, sono sposato da 2 anni e mezzo. Un mese fa è nato mio figlio. Da poco più di un anno intrattengo una relazione extraconiugale, inizialmente pensavo si trattasse solo di un "evadere" dalla routine quotidiana (da quasi 18 anni sto con mia moglie), per poi, invece, rendermi conto che la mia vita è infelice, mi sono riaffiorati tanti momenti e tante circostanze in cui ho accettato comportamenti di mia moglie, sia nei miei confronti che della mia famiglia, che avrei dovuto condannare e non accettare sin da subito. Non la amo più. Non riesco, dal momento della "procreazione", ad avere rapporti con lei, fisiologicamente è impossibile, oltre al fatto che non voglio.
Voglio lasciarla. Mi sono legato sentimentalmente ad un'altra donna, che mi fa sentire vivo, vero. Ciò che mi sono reso conto di non esser più da tempo, avendo perso anche amici (per colpa di mia moglie, o mia, per aver accettato le sue lagne). Vorrei capire quando possa essere il momento giusto per farlo, visto il bambino. So a cosa vado incontro, all'essere definito come squallido per il fatto di lasciare un bimbo piccolo. Le direi che non la amo più, nella speranza di continuare a a poter fare il papà. Rimanere con lei, significherebbe dare la parvenza di una finta famiglia a mio figlio. In casa mi sento solo, infelice già da tempo.

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Miglior risposta 2 FEB 2022

Caro Marcuss,
comprendo la difficoltà che può attraversare. Uscire da una relazione in cui ci si percepisce infelici ha un riverbero emotivo tale da non poter non essere accolto ed elaborato.
Dal suo racconto sembra non esserci stato spazio per l’ascolto della sua voce nella relazione, iniziare ad ascoltarsi può aiutarla nella gestione di questa situazione.
Resto a disposizione anche online, un caro saluto

Dott.ssa Francesca Dipierri

Dott.ssa Francesca Dipierri Psicologo a Desio

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3 FEB 2022

Buongiorno,
comprendo la sua difficoltà e come per lei sia difficile affrontare questo momento di difficoltà affettivo e relazionale. La nascita di un bambino porta nella coppia un ridimensionamento e un cambiamento che inizia già prima del parto, direi all’atto del concepimento. Per poter comprendere meglio quale sia il momento giusto per fare una scelta, credo che sia necessario esplorare alcune cose. Per questo le consiglio di parlare con un professionista in uno spazio a lei dedicato così da poter esplorare insieme le sue emozioni.
Resto a sua disposizione anche per un consulto online.
Dr.ssa Laura Chiuselli

Dr.ssa Laura Chiuselli Psicologo a Pesaro

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3 FEB 2022

Salve, penso ci sia una differenza tra l'essere marito e l'essere padre. Perché se reputa di non amare più sua moglie non c'è un momento giusto, nel quale non sbagliare, non ci saranno giudizi o altro. È una sua scelta. Mentre l'essere padre lo sarà per sempre indipendentemente dalla coppia. E inoltre sarete comunque la coppia "genitoriale" anche se non "coniugale". Si prenda uno spazio per sé per capire i suoi bisogni.
Resto a disposizione
Le auguro il meglio
Dott.ssa Fabiana Marra

Dott.ssa Fabiana Marra Psicologo a Lecce

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2 FEB 2022

Salve inizio nel dirle che in merito a quanto descritto lei avuto molto coraggio nel riconoscersi il fatto di non essere più innamorato di sua moglie nonostante questa nuova fase di vita. A volte capita di sentirci non compresi o invasi da qualcuno che non ci lascia lo spazio per esprimere i nostri pensieri e i nostri bisogni allontanandoci per qualsiasi motivo da amici o parenti. Alla base di questo potrebbero essere diverse motivazioni ma sicuramente parlare e condividere con il proprio partner e il proprio stato di insoddisfazione, potrebbe migliorare La gestione del rapporto e soprattutto eliminare nell'altro l'idea che noi siamo disposti ad accettare tutto pur di non rovinare una relazione. 18 anni di relazione sono un periodo molto significativo. Porta con sé diverse dinamiche e cadere nella noia nella abitudine o nell'errore di acconsentire il sempre le idee dell'altro diventa un po' una strategia per farsì che tale relazione funzioni. Dunque la strategia in questo momento per lei è stata quella di evadere. Tutto questo capita spesso e non c'è da sentirsi squallidi ma più che altro provi a soffermarsi e a riflettere su cosa vi ha realmente portati a questo punto, a deviare e cosa significa questa nuova conoscenza extra coniugale per lei. Ci sentiamo davvero vivi e compresi o siamo talmente stanchi della nostra vecchia relazione per cui confondiamo lo star Bene con una sorta di forma di innamoramento? Qualsiasi sia la risposta può essere analizzata in un percorso individuale e successivamente, lei potrà affrontare la cosa cnelma sua relazione .. Sicuramente sarebbe opportuno analizzare le proprie risorse personali e significati legati a tale dinamica . Vorrei intre dirle che non esiste momento giusto o sbagliato esiste un momento in cui noi ci scopriamo realmente e abbiamo il coraggio di affrontare le situazioni a comunicarle. Dunque le posso consigliare di fare un percorso e provare magarì a capirsi meglio e successivamente comunicare quanto accaduto a sua moglie senza temere le conseguenze. Essere un buon padre non significa vivere all'interno della famiglia del mulino bianco, Significa prendersi affettivamente E fisicamente del proprio piccolo dunque anche se il matrimonio dovesse finire questo non metterà in dubbio la sua capacità paterna. Se ho voglia di fare un colloquio o provare insieme a comprendere meglio queste dinamiche resto a disposizione. Lavoro molto con le coppie e funziona anche online.
Dott ssa Merola Serafina

Dott.ssa Serafina Merola Psicologo a Arezzo

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2 FEB 2022

Salve Marcuss,
Trovo che lei sia molto coraggioso nel riconoscere il fstto che non è più innamorato di sua moglie e che al di là di questa situazione extraconiugale, lei si sia sentito messo da parte e sopraffatto da lei nascondendo se stesso e i suoi bisogni pur di non discutere con lei. A quanto capisco da ciò che lei scrive per 18 anni nella vostra relazione è contatonto molto il parere di sua moglie

Dott.ssa Serafina Merola Psicologo a Arezzo

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2 FEB 2022

Caro Marcuss,
personalmente ritengo che sia una situazione molto delicata: per lei, per sua moglie e soprattutto per suo figlio. In un momento così delicato e importante come quello di diventare genitore, soprattutto in una relazione di coppia non salda, penso sia utile a tutti che le comunicazioni e le scelte avvengano in modo accurato e non impulsivo, soprattutto guardando al futuro di tutti (compresa la sua relazione extraconiugale).
Con queste parole non intendo esprimere un parere su ciò che deve o non deve fare, su ciò che sia giusto o sbagliato (non è compito mio), ma la invito a confrontarsi di persona con un collega in modo da avere il supporto adeguato per gestire al meglio una situazione tanto delicata, al fine di garantire a suo figlio una presenza genitoriale adeguata nonostante la separazione in vista.


Un cordiale saluto,
dott.ssa Chiara Crespi

Dott.ssa Chiara Crespi Psicologo a Rapallo

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2 FEB 2022

Caro Marcuss,
La ringrazio per questo messaggio, per la sua autenticita' nel descrivere una situazione che, come Lei gia' sa, potrebbe essere soggetta a giudizi affrettati. Spero che altri, leggendolo, trovino il coraggio di affrontare con altrettanta onesta' situazioni simili.
La fine di una relazione e' sempre un momento difficile e doloroso, tanto piu' se ci sono figli implicati. Una coppia di genitori che provano amore uno per l'altro e vivono in accordo e' sicuramente la situazione ideale per crescere un bambino. D'altra parte, non viviamo in un mondo ideale e le cose non sempre vanno cosi'. Personalmente, non credo che mantenere un matrimonio "di facciata" significhi fare il bene dei figli. E' un genere di sacrificio che prima di tutto e' molto difficile da sostenere sul lungo termine per i genitori, che rischiano di intrappolarsi in una relazione che diventa sempre piu' difficile e problematica, con una crescita di aggressivita' repressa e risentimento che danneggia entrambi. D'altro lato, e' difficile che i figli non recepiscano nulla della conflittualita' e infelicita' nascoste dietro queste convivenze forzate o che in ogni caso non ne risentano negativamente il giorno in cui scoprano finalmente che la famiglia che credevano di avere era una facciata. Meglio piuttosto essere due individui piu' tranquilli e felici separatamente, continuando a lavorare sul rapporto con l'ex-partner in modo da garantire la presenza di entrambi i genitori per i figli, anche se in case separate. E' un processo non facile, che richiedera' molto lavoro da parte sua, un supporto psicologico potrebbe essere d'aiuto in questo.
Se serve, rimango a disposizione, online.
Francesca Calvano

Dott.ssa Francesca Calvano Psicologo a Roma

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2 FEB 2022

Gentile Marcuss,

Sento molto la complessità della situazione che descrive, e ne comprendo la necessità ‘evasiva’. È purtroppo da dire che queste spinte a voler lasciare indietro una serie di esperienze dolorose, senza la dovuta comprensione di come queste impattano il suo presente, anche a livello emotivo, può essere dannoso.
Un percorso ad orientamento gestaltico può essere un buon sostegno per portare la propria attenzione alle scelte del presente, dandole la possibilità di mettere più a fuoco i movimenti futuri.

Resto a disposizione,
Saluti,
Dott. Mattia Romano.

Dott. Mattia Romano Psicologo a Milano

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2 FEB 2022

Buongiorno,


la invito a intraprendere un percorso psicoterapeutico con approccio sistemico-relazionale, finalizzato ad approfondire i nodi relazionali all'interno del vostro rapporto di coppia.

Dott.ssa Francesca Orefice.

Dott.ssa Francesca Orefice Psicologo a Bologna

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2 FEB 2022

Marcuss caro,
ti garantisco che nessuno è nella condizione di poter giudicare il tuo comportamento. Le decisioni, le scelte che fai sono mosse da consapevolezze e sentimenti iscritti nel tuo vissuto, come tali hanno diritto e legittimità di esistere. Ora, è chiaro che stai attraversando un momento molto delicato, che implica una rimessa in discussione dei ruoli fin ora rivestiti (di padre e marito), in virtù di sentimenti che ti hanno riacceso come uomo, come Marcuss nella sua persona. Credo che sia, davvero importante ora, affrontare questa transizione accompagnato dalla presenza di uno specialista, che ti aiuti a restare centrato e in contatto con l'autenticità di ciò che senti, in primis esplorando e comprendendo i sentimenti, spesso di colpa, verso tuo figlio e verso la donna con cui hai condiviso la progettazione della tua famiglia e che ora non ami più.
Sarò lieta di accompagnarti qualora volessi iniziare questo percorso.
Ti abbraccio, un caro saluto.
Dott.ssa Guercioni Clarissa

Dott.ssa Clarissa Guercioni Psicologo a San Benedetto del Tronto

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2 FEB 2022

Salve Marcuss, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio che può sperimentare e quanto sia impattante sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto.
Diffidi dai consigli "pronti all'uso", non è così che si risolve il problema bensì affrontandone cause e aiutandola a fare una scelta, pur sofferta che sia.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL

Anonimo-181068 Psicologo a Roma

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