Consiglio sincero

Inviata da Stranger · 7 ott 2020

Ciao, scrissi già tempo fa...ho 18 anni e ormai mi sono arresa alla vita. Sono sempre stata vittima di bullismo, il che mi portò all'anoressia e al mio amico che tutt'ora mi accompagna, l'autolesionismo. Ora lo combatto, ma ogni tanto ci ricasco... Alle superiori la situazione migliora ma ecco un altro problema. La famiglia. Sono la più piccola quindi si può dire che anche le mie sorelle mi abbiano fatto da genitore. Mia madre è una molto affettuosa, mio padre il completo opposto... Freddo, aggressivo ma che ci tiene, solo lo dimostra molto ma molto raramente. Forse il fatto che pretendessi qualcosa da lui che nom poteva darmi (affetto esplicito) ho finito col diventare molto simile a lui caratterialmente. 2/3 anni fa quasi mio cognato ( solo una mia sorella è sposata) mi palpò leggermente mentre io "dormivo" a casa sua a mare, quando scoprimmo che mia sorella rimase finalmente incinta delle mie nipoti (gemelle). Questo episodio ebbe delle conseguenze che sottovalutai. Iniziai a frequentare persone che non dovevo, iniziai ad avere molti rapporti perché ogni volta avevo flashback ed innervosendomi ci riprovavo ogni volta, fino ad aver sconfitto questo ricordo almeno sessualmente. Mentalmente diventai più distaccata dalla mia famiglia, iniziai ad andare meno da mia sorella, ad inventare scuse per non stare tutti insieme ecc... ultimamente con i miei non stava andando nel migliore dei modi...io ero in crisi finite superiori e ho rinunciato all'università per lavorare (visto che i miei non mi danno più un centesimo) e di iscrivermi il prossimo anno. i miei sono grandi, hanno ormai 60 anni e posso dire che 2 anni fa li ho crepati in tutti i modi... fumavo cannabis per risolvere i miei problemi e sfuggire alla realtà, ero dipendente ed ovviamente da genitore questo ti distrugge. Smisi per circa un anno poiché iniziarono a farmi analisi convinti io facessi uso anche di droghe pesanti, ma ovviamente non è così. Ora fumo ma a scopo ricreativo, niente che mi crei dipendenza e loro lo sanno, ma sanno anche che oltre non vado e che capita ogni tanto, quindi nonostante non vogliano lo hanno """""accettato"""" tra molte virgolette ovviamente. Poco tempo fa decisi di scrivere un diario dove raccontavo di varie parti della mia vita, del mio ex( al quale rivelai l'episodio di Mio cognato e lui lo usò contro di me per farmi stare male) ecc. Mia madre lo ha letto e beh....mio padre voleva accoltellarlo (sono seria), mia sorella distrutta perché pensava anche alle figlie, mia madre gli ha rotto la macchina e l'altra mia sorella con i sensi di colpa perché quando successe le raccontai il fatto ma per lo shock e il mio non riuscire a crederci, lasciò da parte la questione. Ora mi ritrovo in una situazione in cui devo aspettare un anno per l'università, non ho soldi, non parlo molto con mia sorella, i miei vanno stressati e questo lì porta per una scemenza o l'altra a stare in perenne conflitto a casa con me, la sorella "vittima" ora continua a vivere con lui e le bambine e quando messaggiammo mi disse che secondo lei, siccome lui non ricorda di avermi messo mani sopra e che mi conosce da quando ho 3 anni, poteva non esserci malizia nei suoi gesti ma più ci penso più sono sicura che in realtà ci fosse. Non so che fare, non riesco più a vedere le mie nipotine e mia sorella per i sensi di colpa, vorrei stare con i miei genitori ma non ci parliamo...non so che fare, sembro quella che sta meglio in realtà sono la più distrutta. Ho anche paura che nessuno potrà mai amarmi per colpa del mio ex, ho avuto molti momenti bui nella mia vita che non ho scritto qua sopra, ma sono sicura che se dovessi mai raccontare della mia vita alla persona con cui vorrei intraprendere qualcosa questa scapperebbe. In fondo, perché prendere una ragazza piena di crepe pronta a crollare da un momento all'altro quando puoi averne una che vive la situazione senza ansie e preoccupazioni di nessun genere? Non chiedo un consiglio o un salvavita, ma una semplice opinione da persone che hanno già affrontato dal punto di vista lavorativo persone con difficoltà e, essendo anche più grandi biologicamente, un parere. Grazie a tutti coloro che risponderanno.

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Miglior risposta 8 OTT 2020

Buonasera,
un consiglio sincero è quello di provare ad attivarsi per trovare uno psicoterapeuta che possa seguirla in un percorso di ricostruzione della sua storia e di sè. Nessuno potrebbe vivere la sua situazione senza ansie o preoccupazione e le crepe o le ferite si possono curare con amore e pazienza. Le cicatrcici possoo diventare ricami sulla pelle, se si ha la possibilità di farsi aiutare e accompagnare in un viaggio certamente non facile ma liberatorio, di crescita. Si tratta di un viaggio lungo, ma lei ha tutto il tempo, occorre solo partire,
le auguro presto.
Dott.ssa Franca Vocaturi

Franca Vocaturi Psicologo a Torino

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9 OTT 2020

Buongiorno 'Estranea',
Ho notato che lei, credo del tutto inconsapevolmente, ha fatto un paio di mosse che sono degli autogol in quanto irritano le persone cui si rivolge.
1) non vuole consigli, ma pareri. Cioè chiede, ma non si impegna seguire quello che le viene detto
2) e svaluta i professionisti a cui chiede: ci chiama 'persone' (e non clinici) e ci definisce 'biologicamente più grandi' ( e non psicologicamente). Quindi possiamo dare solo un parere personale e non professionale. Se dessimo un consiglio professionale violeremmo l'etica.
Come 'persona che ha già affrontato dal punto di vista lavorativo persone con difficoltà' le posso dire che quando si è in difficoltà psicologiche ed emotive, il cui peso nel suo caso comprendo bene, l'unica via per stare meglio è di riflettere su quanto le è successo. Lo dice anche lei quando scrive: 'questo episodio ebbe delle conseguenze che sottovalutai'. In questa frase c'è molta saggezza. Riflettere da sola o con un terapeuta.
dott.ssa Giuliana Gibellini

Dott.ssa Giuliana Gibellini Psicologa - Psicoterapeuta Psicologo a Carpi

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8 OTT 2020

Non posso non partecipare con empatia alla sua situazione.
Dalle sue parole traspare tanto dolore e tanta rabbia, che sono due facce della stessa medaglia.
Naturalmente la rabbia ha origine da "maltrattamenti" subiti in particolare da suo padre e poi, buon ultimo, da suo cognato. Questa emozione, la rabbia, è solo una metà del problema, l'altra metà è fatta di dolore: se uno mi tratta male mi fa arrabbiare, ma l'essere trattato male mi ferisce, mi fa male e mi spinge anche a piangere.
Per fare luce in questo groviglio di emozioni è necessario che si faccia aiutare da uno psicoterapeuta che la accolga, la comprenda e la aiuti a trovare i motivi del suo star male.
Dott.Isidoro Sciulli

Dott. Isidoro Sciulli Psicologo a Bergamo

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7 OTT 2020

Cara Stranger, ciò che hai vissuto e stai vivendo è difficile e doloroso. Pensi di essere in una situazione in cui non vedi una "uscita d'emergenza"; non ti senti capita e ti senti sopraffatta dagli eventi concatenati, che si sono succeduti fino ad ora e che hanno causato il tuo malessere. Ma una via d'uscita c'è: mi sembra che i tuoi genitori, nonostante siano molto provati da ciò che hanno vissuto, per gli svariati motivi, in qualche modo ci siano; sono delle figure presenti, anche se spesso entrate in conflitto. Parlare con loro del disagio che stai vivendo potrebbe aprire uno spiraglio di comunicazione, che li spingerebbe a supportarti in ciò che stai vivendo, e a confrontarvi vicendevolmente, migliorando il vostro rapporto. Ti consiglierei di chiedere aiuto ad uno psicologo, che possa accogliere la tua sofferenza, e insieme a te, trasformarla in qualcosa di più, in qualcosa di positivo, forza e resilienza (nonostante ciò che è accaduto, trovare il modo di sopravvivere), che puoi utilizzare per ritrovare il benessere mancato!
E ricorda che una crepa può essere sempre riparata. La crepa riparata è segno che, nonostante qualcosa ci abbia fatto soffrire, siamo ancora in piedi, e degni di essere amati!
Ti auguro buona fortuna e serenità.
Dr.ssa Amanda D'Ambra.

Dr.ssa Amanda D'Ambra Psicologo a Torino

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