consiglio per lavoro

Inviata da Giulia. 13 set 2018 5 Risposte  · Orientamento professionale

Salve,
vi racconto in breve la mia storia. Ho lasciato l'università perchè non ne potevo più di passare tempo sui libri e non avere vita sociale e ora ho quasi 22 anni e da un anno lavoro come impiegata. Sono seguita da un tutor(ragazzo). Ai miei genitori ho raccontato fin dall'inizio che è una ragazza altrimenti mi prendevano in giro tutto il tempo. Ho paura di non fare abbastanza bene il mio lavoro perchè non mi sento seguita bene. Il tutor mi dice sempre di chiedere. Solo che l'inizio allo stage mi spiegava male e dopo 3 mesi il capo era indeciso se prendermi. Il tutor è amico del capo. Poi il capo mi ha presa perchè brava ragazza e che dovevo crescere nella professione. Col tempo ho capito di più. Solo che io già sono timida più sono seguita da un ragazzo mi trovo a disagio. Quando è tornata l'altra collega ho chiesto quasi a lei le informazioni e adesso ho capito dopo un anno come si svolge il lavoro. Sono veramente delusa di me stessa. Il tutor mi diceva sempre fai domande ma non mi spiegava mai bene cosa c'era da fare in modo schematico,era tutto a saltoni. Poi è tanto una doppia faccia. Sono ancora triste perchè sento che posso fare di più ma mi manca una persona che mi segua bene e non dica "devi fare domande" quando non saprei che domande pormi. Ho bisogno di un consiglio da voi. Grazie

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Gentile Giulia,
innanzitutto vorrei precisare che non è vero che frequentare l'Università comporta necessariamente di non poter avere vita sociale.
In secondo luogo non si capisce per quale motivo avere un maschio anzichè una femmina come tutor debba comportare per lei un disagio e in più essere presa in giro dai suoi genitori.
Infine, se il tutor l'ha invitata a fare più domande, questo può essere un buon modo per lei di apprendere purchè le siano date risposte esaurienti e comprensibili.
Piuttosto, credo che il problema può essere collocato nella sua timidezza (come lei stessa riconosce) e nel basso livello di autostima, motivo per cui è indicato un percorso di psicoterapia preferibilmente ad orientamento cognitivo-comportamentale.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

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Gentile Giulia,
a me sembra, leggendo le sue parole, di cogliere una grande insicurezza personale, una scarsa autostima che si riflette anche nel lavoro.
Lei ha solo 22 anni e già da un anno ha trovato un lavoro, di questi tempi non è una cosa nè facile nè scontata, soprattutto senza una laurea che oggi sembra essere fondamentale per tutto. Dovrebbe essere fiera di se stessa! Invece continua a ripetere che il suo comportamento l'ha delusa, che non è adeguata al lavoro, che si vergogna di tutto.
Forse, allora, il problema è da ricercare più dentro di lei che nel lavoro e nel tutor, anche se quest'ultimo può non essere sempre all'altezza del suo compito o abile nel formare giovani colleghi.
Io le consiglierei di riflettere sulla possibilità di intraprendere un percorso psicologico, così da capire da dove arriva tutta questa insicurezza e questa paura del giudizio altrui. Magari ha radici più antiche di quello che crede.
Un in bocca al lupo e cordiali saluti,
Dott.ssa Federica Casale

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17 SET 2018

Logo Dott.ssa Federica Casale - Psicologa e Psicoterapeuta Dott.ssa Federica Casale - Psicologa e Psicoterapeuta

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Buongiorno Giulia,
le sue insicurezze e preoccupazioni sul lavoro possono essere molto difficili da gestire da sola. Le consiglierei di richiedere un consulto psicologico, online o presso un professionista della sua zona, per affrontare al meglio queste sue difficoltà.
Cordialmente,

Dr. Gianmaria Lunetta,

Psicologo Clinico a Torino

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17 SET 2018

Logo Dr. Gianmaria Lunetta Dr. Gianmaria Lunetta

238 Risposte

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Salve Giulia,
essere poco sicuri di se stessi non è il miglior alleato in ambiente lavorativo. Il fatto che le crea disagio che il suo tutor sia di sesso maschile probabilmente la porta ad essere ancora più inibita. Inoltre, immagino che a casa non parli delle sue difficoltà, visto che credono che sia una donna. Tutte queste premesse non devono averle reso facile questo ultimo anno, soprattutto perché giovane e senza esperienza di come superare le difficoltà che si possono incontrare nel lavoro. Può capitare che il proprio supervisore sia poco chiaro nelle spiegazioni, quello che si può fare è dire di non aver capito e farselo rispiegare anche con una formula diversa. Potrebbe chiederlo ad esempio così: non credo di aver ben compreso/ricordarmi come fare questa cosa, potrebbe spiegarmelo di nuovo?. Non c'è nulla di male a chiedere spiegazioni. E' possibile, però, che lei stessa giudichi le sue domande come "sciocche" e non le ponga anche se le ha formulate in mente. Generalmente, esplorare le credenze su se stessi, rafforzare l'autostima e fare un training sull'assertività sono le indicazioni più indicate.

Buona serata,
Dott.ssa Valentina G. M. Moreas

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16 SET 2018

Logo Dott.ssa Valentina Giovanna Maria Moreas Dott.ssa Valentina Giovanna Maria Moreas

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Gentile Giulia,
Tenga conto che un po' di insicurezza è presente alle prime esperienze lavorative, certamente il tutor può darle indicazioni operative e supportarla. In ogni caso è importante che lei assuma un ruolo attivo impegnandosi nel lavoro con serietà e responsabilità. Il datore di lavoro mi sembra abbia già compreso che è una ragazza affidabile, quindi non le resta che continuare con la stessa motivazione. Creda in se stessa e nelle proprie risorse senza pensare che il tutor possa risolverle tutte le criticità che incontra nel lavoro. Un breve percorso per potenziare l'autostima e la sicurezza in se stessa potrebbe essere utile.
Cari saluti
Dr.ssa Donatella Costa

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15 SET 2018

Logo Dott.ssa Donatella Costa Dott.ssa Donatella Costa

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