Consiglio per consulto terapia familiare

Inviata da Lorenzo · 23 apr 2020 Terapia familiare

Salve, vorrei un consiglio da parte di un esperto. Vorrei far iniziare alla mia famiglia un percorso con uno psicoterapeuta per provare a migliorare una situazione che ho il timore posso sfociare a breve in qualche episodio di rabbia o violenza incontrollata; provo a fare sempre il paciere delle situazione ma ormai la situazione è troppo tesa. In famiglia solo due su 5 siamo favorevoli a qualcosa del genere e gli altri hanno un pensiero negativo e stereotipato dello psicologo e dello psichiatria (oltre ad aver paura secondo me).
Fosse possibile richiedere una consulenza di uno psicoterapeuta anche subito a domicilio lo farei anche senza il loro permesso, ma so che queste situazioni vanno ben ponderate. Come dovrei muovermi?? Ogni giorno che passa ho sempre più voglia di andarmene via da loro ma non posso lasciarli al loro destino.

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Miglior risposta 3 MAG 2020

Gentile Lorenzo,
Come le è stato ampiamente detto, per iniziare una terapia familiare è necessario che ci sia consenso e motivazione da parte di tutii i componenti.
Nel frattempo il percorso di psicoterapia può essere iniziato da lei stesso e dall'altra persona favorevole.
Ciò le può servire per acquisire più risorse onde far fronte ad una situazione potenzialmente rischiosa.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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20 MAG 2020

Gentile Lorenzo,
Comprendo la sua situazione difficile in famiglia, tuttavia occorre una buona motivazione di fondo per iniziare una terapia familiare e la collaborazione di tutti i componenti. Provi a richiedere informazioni ad un consultorio presso la propria ASL di residenza, quantomeno lei potrebbe personalmente iniziare una consulenza psicologica pubblica o privata per individuare strategie al riguardo,
Resto a disposizione per qualsiasi informazione,
Cordialmente
Dr.ssa Donatella Costa

Dr.ssa Donatella Costa Psicologo a Rezzato

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29 APR 2020

Gentile Lorenzo,
dalla sue parole emerge una notevole sensazione di disagio, ma anche consapevolezza e responsabilità verso una situazione che potrebbe degenerare.
Del resto non può obbligare nessuno ad intraprendere un percorso terapeutico. Valuti invece la possibilità di iniziare lei a chiedere un supporto psicologico, che quantomeno potrebbe aiutarla a trovare le risorse e le strategie necessarie per affrontare questa critica situazione famigliare.
Un caro saluto
Dott.ssa Vanda Braga

Dott.ssa Braga Vanda Psicologo a Rezzato

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28 APR 2020

Buongiorno Lorenzo. Lei vede il problema nella sua famiglia nella possibilità che si possano verificare degli episodi di rabbia o violenza incontrollata. Al momento attuale solo due dei cinque componenti sono favorevoli ad intraprendere una terapia mentre gli altri no. Come giustamente lei afferma una situazione nella quale parte della famiglia non é motivata ad intraprendere un percorso psicoterapeutico impedisce di lavorare su quello che lei ritiene essere il problema. La sua voglia di andarsene via di casa che cresce ogni giorno che passa é comprensibile. Si chiede come debba muoversi. Ogni componente della famiglia ha una sua identità e dei bisogni che cerca di realizzare attraverso la rete di relazioni familiari. Come anche lei ha un suo funzionamento interno, un suo modo di relazionarsi con l’ambiente e le persone, dei bisogni che caratterizzano il suo senso di sé. Lei si sente combattuto tra la voglia di andarsene di casa e la volontà di non lasciare la famiglia al suo destino. Fino a quando non tutta la famiglia sia motivata ad intraprendere una terapia le consiglierei un percorso psicoterapeutico personale che la possa aiutare a prendere maggiore consapevolezza del suo modo di essere e così riuscire a distanziarsene.
Dott. Erik Mancin

Dott. Erik Mancin Psicologo a Parma

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28 APR 2020

Buongriono Lorenzo in questi casi bisogna prima preparare il terreno per una terapia familiare. Un passo possibile sarebbe fare una seduta interlocutoria come singolo, magari lei e anche l'altro membro della famiglia disponibile. In questo caso si delinea una prima ipotesi sul problema, la sua origine e il primo passo per trattarlo come famiglia. questo incontro interlocutorio è possibile farlo a distanza. Tenga conto che in questo periodo di quarantena gli incontri di terapia familiare non si fanno se non a distanza. Anche se è un po' complicato sinceramente. Meglio usare questo mese di maggio per preparare il terreno per una ipotetica terapia familiare che inizierà in giugno o in seguito. Se lo ritiene sono a disposizione per questo incontro a distanza. Buone riflessioni

Dr. Paolo Ciotti Psicologo a Carate Brianza

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28 APR 2020

Buongiorno Lorenzo, non possiamo costringere l'altro a fare qualcosa che magari non vede, ma possiamo fare qualcosa noi per noi stessi. Puoi consigliare loro una terapia di coppia, ma sarebbe importante per te che facessi un percorso tuo personale, per la gestione di diversi aspetti che si ripercuotono su di te e dunque come gestire poi al meglio tale clima

Dott.ssa Nadia Pagliuca Psicologo a Torino

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28 APR 2020

Buongiorno Caro Lorenzo
Lei e il capo famiglia?
La situazione per come l ha descritta e molto complicata e nn facile da gestire...
Io le consiglio di proporre una bella terapia famigliare, anche ai componenti piu scettici, daltronde, cosa hanno da perdere? Nulla, solo da guadagnare e quindi proporre loro un tentatovo.
Se cio nn dovesse essere accolto lei e l altro componente favorevole alla terapia potete iniziare un percorso vostro personale per riuscire a sbrogliare alcui nodi voatri personali.
Serena giornata a lei
Dott.ssa Alice Vacca

Dott.ssa Alice Vacca Psicologo a Quartu Sant'Elena

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28 APR 2020

Salve Lorenzo,
Chieda ai suoi familiari se come lei, anche loro soffrono di questa situazione.... andare in terapia tutti insieme per farvi aiutare, superare le vostre difficoltà e lavorare sulle relazioni, eliminare gli attriti e le tensioni che vi fanno soffrire. Per tornare a stare tutti "più comodi" a casa!!!

Dott.ssa Antonella Minutella Psicologo a Monteriggioni

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28 APR 2020

Buongiorno Lorenzo, iniziate senza indugio voi due che siere d'accordo. La terapia familiare è un approccio sistemico, in cui una parte può influenzare il tutto. In bocca al lupo. Dr Salvatore

Studio Dr. Cautiero Psicologo a Modena

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28 APR 2020

Buongiorno Lorenzo, per quanto riguarda la terapia familiare, deve rivolgersi ad uno Psicoterapeuta ad orientamento Sistemico Relazionale. Saprà sicuramente darle più informazioni su come potersi muovere.
Dato il suo atteggiamento, aperto e maggiormente consapevole, le consiglierei di intraprendere un percorso individuale. Quando anche solo un ingranaggio della macchina si mette in moto, il cambiamento è inevitabile. Credo che lei possa essere da esempio positivo per i suoi familiari più restii. E se loro decidessero comunque di non farsi seguire (e di non risolvere le dinamiche problematiche), lei avrà dedicato tempo prezioso a sé.
Rimango a disposizione per eventuali informazioni o consulenze.
Un saluto, Dr.ssa Giulia Ferrari

Dott.ssa Giulia Ferrari Psicologo a Sorbolo

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27 APR 2020

Buon giorno Lorenzo,
Puoi rivolgerti ad un professionista psicologo e psicoterapeuta ad indirizzo sistemico-relazionale. Questo approccio è specifico nell'affrontare le dinamiche della famiglia, oltre che del singolo individuo. Il cambiamento può partire intanto da te, non è facile vivere in un clima di tensione e rivestire il ruolo che hai assunto. Potresti iniziare tu un percorso e valutare con il terapeuta, anche gradualmente, il coinvolgimento degli altri membri della tua famiglia. Un esperto potrebbe aiutare te e, se possibile, anche la tua famiglia.
Dr.ssa Michela Picchio

Dr. ssa Michela Picchio Psicologo a Chiaravalle

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27 APR 2020

Si puo' fare anche con solo con due componenti della famiglia mediante la terapia sistemico relazionale.

dr. Mometti Leonardo

Dott. Leonardo Mometti Psicologo a Mestre

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27 APR 2020

Ciao Lorenzo, L ideale sarebbe quello di parlarne con loro e trovare un compromesso ...magari per una iniziale valutazione, una sorta di idea di consulenza per capire insieme come e se proseguire . Le improvvisate , specialmente in ambito psicologico , non sono quasi mai accettate volentieri. È apprezzabile il tuo interessa e la tua preoccupazione . A volte una modalità utile può essere quella di chiedere un aggancio per se stessi ...per essere aiutati nella preoccupazione ...per poi proseguire .

Un abbraccio

Dott.ssa Alice Perotti Psicologo a Piacenza

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27 APR 2020

Buongiorno intanto potrebbe fare lei delle sedute per abbassare i livelli emotivi e mantenere un po’ di equilibrio visto il periodo, è capire come approcciarsi a loro per portarli a riflettere. Se vuole sono qui. Spero di sentirla .

Dott.ssa Beatrice Carrer Psicologo a Mestre

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27 APR 2020

Buongiorno, è comprensibile la preoccupazione nei confronti dei Suoi familiari e della situazione. Purtroppo, tuttavia, in nessun modo è possibile intervenire senza il consenso dei diretti interessati, sia dal punto di vista etico sia dal punto di vista clinico (Laddove vi siano episodi di aperta violenza è possibile la denuncia indipendentemente dal consenso, naturalmente, e lo psicologo entra in gioco come figura importante, ma in tutt'altra veste e a tutt'altro scopo). Senza contare che non sarebbe utile: un percorso richiede motivazione, impegno, e desiderio di cambiamento. L'intervento coatto non ha nessuna efficacia. Chi è favorevole può cominciare un percorso individuale, a partire da Lei, e tentare di portare le proprie ragioni a chi non lo è. Potrebbe provare a proporre ai membri restii una consulenza individuale anziché familiare, e provare a vedere se almeno inizialmente sono più aperti su questa. Sarebbe di per sè già utile. Inoltre, potrebbe provare ad affrontare con loro dubbi e stereotipi, portando esempi e considerazioni. Se conosce qualche amico di famiglia che ha affrontato un percorso, parlarne con chi ha effettivamente fatto l'esperienza può aiutare in questo senso. Se non dovessero cambiare idea, la Sua responsabilità non può estendersi alla loro: il Suo percorso diverrebbe quindi finalizzato ad affrontare la separazione. In bocca al lupo. DMP

Dott. Daniel Michael Portolani Psicologo a Brescia

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24 APR 2020

Caro Lorenzo,
immagino che il ruolo di paciere ormai sia diventato un vestito che ti sta stretto e credo che ami fortemente la tua famiglia per l'attenzione e la cura che poni nel mantenere la situazione non esplosiva. Immagino, inoltre, quanto possa essere stanco. Naturalmente non puoi condurre da un terapeuta nessuno con la forza perché se non hanno il coraggio di mettersi in gioco in toto serve a ben poco, ma penso che un regalo te lo potresti fare tu e chiedere tu una consulenza da uno specialista perché credo ti meriti qualcuno che dia peso ai tuoi sforzi e ti permetta di capire come puoi ritrovare la serenità.

Cari saluti
Dott.ssa Alessandra Xaxa

Dott.ssa Alessandra Xaxa Psicologo a Vittoria

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24 APR 2020

Salve Lorenzo, dovrebbe innanzitutto provare a parlare con la sua famiglia di questo sua idea di modo tale da vedere il loro pensiero e di iniziare a far entrare questa opzione nelle loro possibilità. Con un terapeuta sistemico relazionale potete fare un primo incontro per poi decidere insieme come procedere, non sempre nelle terapie familiari si procede allo stesso modo e con tutti i componenti della famiglia, dipende molto da situazione a situazione e, ovviamente, dalla disponibilità dei membri della famiglia! Se le serve aiuto non esiti a chiederlo perchè quello che sembra un problema irrisolvibile può rivelarsi una situazione migliorabile.

Studio Dott.ssa Deborah Melis Psicologo a Roma

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24 APR 2020

Buongiorno Lorenzo,
Senza il consenso di tutte le parti della famiglia risulta impossibile fare una psicoterapia familiare. Inoltre a domicilio non è possibile in questo momento. Anche se fosse possibile il primo incontro andrebbe comunque svolto in studio per permettere allo psicologo di comprendere se esistono le condizioni per passare a domicilio. Potreste iniziare lei e l'altro componente se sentite la necessità . Diverrebbe comunque una terapia su una coppia familiare che sente il bisogno di un supporto.
Saluti

Dott.re Lorenzetto Claudio Psicologo a Ferrara

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24 APR 2020

Buongiorno,
la terapia familiare ha proprio la finalità di aiutare la famiglia ristabilire l'equilibrio perso.
Sarebbe auspicabile la partecipazione di tutti, ma come lei ha già scritto potete iniziare ad intraprendere un percorso solo le persone favorevoli così da avere un aiuto e un'alleanza per gestire le dinamiche pratesi.
In questo momento la domiciliaria non è prevista ma si possono organizzare sedute online.

Associazione psicologia psicoterapia il Conventino Psicologo a Bergamo

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24 APR 2020

Lorenzo buongiorno, la tua mi pare la possibile presa di decisione della persona che ha colto con coscienza e saggezza la necessità di un intervento di comprensione della situazione, di stabilizzazione e intervento di "risanamento clinico". Rimango a disposizione per informazioni . Rimando con umiltà la mia esperienza nelle terapie riguardanti il sistema familiare. Ho a disposizione tecniche specifiche come LEMDR e la psicosomatica per trasformare gli stati emozionali e le credenze relative in modo da costruire sicurezza nella persona e nuovi ponti nelle comunicazioni relazionali familiari.

Dott. Davide Milanese Psicologo a Tortona

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24 APR 2020

Buongiorno Lorenzo,
da queste parole emerge una profonda preoccupazione.
In questo periodo, dove le convivenze sono "forzate" e la libertà ridotta possono emergere o acuirsi situazioni di disagio o di problemi pregressi alle restrizioni. Situazioni che, proprio per la situazione attuale, possono a volte degenerare.
La situazione prima dei decreti restrittivi come si presentava? C'è stato un cambiamento?
La Sua posizione nella famiglia qual è? Questo non lo esplicita ma è molto importante saperlo.
Le terapie famigliari, per poter essere efficaci, devono essere accettate da tutti i componenti della famiglia, ma così accade per ogni terapia, anche quella individuale. Il soggetto deve volere la terapia, deve chiedere qualcosa alla terapia.
Se non tutta la famiglia vuole essere coinvolta perché non pensare ad un percorso individuale? Potrebbe scoprire cosa significa per Lei "lasciare qualcuno al proprio destino" e che cosa comporta.

Rimango a disposizione per ulteriori informazioni.
Un caro saluto

Dott.ssa Fornari Daniela
Iseo (Bs)

Dott.ssa Daniela Fornari Psicologo a Iseo

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24 APR 2020

Buongiorno Lorenzo,
potrebbe provare ad accettare le resistenze dei familiari contrari. Si potrebbe proporre loro un solo incontro iniziale (in questo periodo è preferibile online in video-conferenza se disponibile) per permettere che si facciano un'idea anche loro del professionista (o dei professionisti nei casi di equipe di terapia familiare), in modo da non sentirsi vincolati in un "percorso" che non si conosce o in cui non si crede. Se in questo primo incontro si trovassero bene, sperimentando l'utilità di parlare di alcune dinamiche e di lavorarci, e trovassero che la persona che li segue è degna della loro fiducia, potrebbero decidere e concordare di andare avanti per altri incontri.
E' possibile anche l'opzione, nel caso della terapia familiare, se la prima non fosse possibile, di rivolgersi al servizio inizialmente da parte delle sole persone che desiderano farlo. Meglio due persone che niente per lavorare sulle dinamiche relazionali, e l'apprendimento su di esse da parte di due persone potrebbe portare cambiamento e beneficio indirettamente a quelle di tutta la famiglia. E' pure possibile rivolgersi ad un terapeuta di un qualsiasi orientamento da parte di una singola persona che soffrisse di questa situazione o che avesse desiderio di parlarne o di trovare soluzioni.
Cordiali saluti
dott. Giovanni Iacoviello

Dott. Giovanni Iacoviello Psicologo a Bergamo

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