Consigli su come comportarmi

Inviata da Utente 1245 · 20 nov 2017 Psicologia risorse umane e lavoro

Salve, vi ringrazio anticipatamente dell aiuto.
Cerco.di essere breve in quanto avrei molto da dire.
Il problema è che ho 27anni e non ho esperienze.sessuali. Sono lesbica.

Come.sono arrovata fino a qui è complicato : sono cresciuta in una famiglia amorevole ma con pochissimi contatti con l esterno. Nell.infanzia non ho fatto alcuna esperienza che fortificasse la mia autostima.
Poi mio padre se n'è andato di casa quando avevo 9 anni e mia madre,che era malata fisicamente,ha avuto un forte esaurimento e depressione. Non ha mai voluto riconoscere questo suo stato e ha tentato di andare avanti sempre da sola.
I rapporti fra i miei erano tremendi,litigavano sempre mettendo me piccola in mezzo.
Mia madre denigrava mio padre con me, sminuiva i suoi tentativi di rappprtarsi a me. Aveva sviluppato delle paranoie verso mio padre: mi raccontava che lui voleva farla passare per pazza,entrava di nascosto in cssa di notte per rubare aiutato dalla nuova compagna. Convinse anche mia zia e altre persone della veridicità di queste sue convinzioni.
Mio padre dal canto suo aveva un xaratteraccio irascibile e inizio' a farmi paura. In più non si sforzava effettivamente molto per migliorare la situazione.
Il rapporto con lui si deterioro'.
Durante le scuole medie per due volte fui sul punto di tentare il suicidio. Poi mi fermai.

Una volta andata alle superiori il mio isolamento dal mondo esterno divenne totale fino a che a 15 anni venni ricoverata in psichiatria per voci e allucinazioni e pensiero delirante.
Rimasi in cura con psicofarmaci per 4 anni,arco di tempo in cui la salute di moa.madre peggioro' e il rapporto con mio padre fu sempre rado e ad un certo punto.si interruppe del tutto.per un anno.
Non frequentai la.scuola,non ebbi amicizie. Non feci insomma una vita normale.

Quando smisi i farmaci tornai a scuola alle serali. Avevo paura di non riuscire a studiare,di stare male ancora.
Invece mi diplomai con buono.voti a 23 anni e presi anche una qualifica professionale che mi permette tutt ora di lavorare.
Non ebbi più alcun sintomo psicptico, ma anche a 23 anni la mia capacità di relazionarmi era molto limitatata: avevo ansia ad uscire dalla routine, le.esperienze nuove mi spaventavano molto. ..

Poi a 24 anni mia mamm morì.
Ero senza lavoro, con un padre nel panico che non sapeva come rientrare nella mia vita e tutti i cocci del mio passato da sistemare e le mie paure da affrontare.

Ora sono passati appena tre anni. Sono un altra persona. Molto più sicura,ho superato la.mia timidezza. Lavoro in una casa di riposo con ormai due anni di esperienza. Il mio stipendio mi permette di mantenermi, seppuer modesto e voglio comunque migliormi. Vivo sola.
Il rapporto con mio padre si sta ricostruendo, abbiamo parlato del passato e di mia madre. Ma niente colmera temo i 15 anni di vuoto. Sua moglie è gentile con me e ho due sorelle. Tuttavia non la considero certo la mia famiglia.
Da un anno a questa parte ho fatto coming out, ho tagliato i ponto coi miei 4ex-amici che mi trascinavo dietro dall esperienza psichiatrica e ho cercato di conoscere nuove persone.
Perché logicamente vorrei anche una ragazza. E qui vi devo chiedere consiglio perché io non so come comportarmi.

L anno scorso, appena decisi di gettarmi a affrontare la mia paura degli altri, l universo mi fece un regalo facendomi conoscere una ragazza, che chiamerò A.
Ci.siamo frequentate per un mese, ma io ero terrorizzata. Mi ha raccontato di avere avuto una sola.ragazza con cui ha convissuto molti anni. Poi è stata lasciata e ha conosciuto me.
L.anno scorso l.ho "scaricata"io perché non provavo nulla.per lei. C'è stato.un mezzo approccio sessuale.che non mi piacque per nulla e la respinsi. In quei momenti io ci provai davvero a lasciarmk andare ma senza riuscirci.
Poi conobbi altre persone, andai a feste per lesbiche, in discoteca, mi ubriacai...
Quest estate sono uscita con diverse ragazze ma tutte sparivano dopo una-due uscire.
Ho avuto anche un altra frequentazione con una coetanea anche lei single.da sempre e reduce da altri problemi di salute. Io ho insistito ma lei mi ha scaricata dichiarandosi non ancora pronta per una relazione.
Però nel frattempo i rapporti con A non si erano del tutto troncati e ultimamente è tornata per chiedermi un altra frequentazione. Io ho accettato. Nell arco di un anno siamo cambiate entrambe molto e siamo più serene tutte e due.
Lei deve aver certamente intuito la mia mancanza di.esperienze stavolta sta procedendo più cauta e senza fretta. Vive in un altra città e io lavoro a turni e ci vediamo nei week end ma neanche tutti.
Sabato siamo andate al.cinema. Lei cerca del contratto fisico con me: braccio attorno al collo, testa sulla spalla ecc... ed io non la respingo ma allo stesso tempo non mi sono abituata. A volte penso che ho paura di illuderla perché mi sembra che lei ci resti male quando la scendo dalla macchina senza baciarla. Ma io non me la sento.
L affetto che provo per lei sta aumentando ma l attrazione fisica non c'è.

Secondo voi come devo fare? Io non so se continuando la frequentazione potrà scattare qualcosa più in me. Con lei mi sento abbastanza a mio agio ed è una persona sensibile e mi sto rendendo conto che non ce ne sono molte altre in giro.
Forse sbaglio qualcosa? Devo lavorare di più sul "lasciarmi andare "? Questa paura svanirebbe se trovassi "la persona giusta "? Sempre detto che esista. O devo insistere con A? Ho paura che si senta presa i giro e non voglio perché comunque le sono riconoscente per quello che ha fatto x me (se sono riuscita a superare il blocco nel socializzare e ad andare a feste locali ecc è perché mi ci ha portata lei). L amore si impara con il tempo? Oppure deve nascere spontaneo?
Come faccio.insomma ad avere sta relazione con qualcuna??

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Miglior risposta 22 NOV 2017

Gentile utente,
dispiace il fatto che lei abbia avuto una vita difficile ed alquanto sfortunata ma è ammirevole la sua forza di volontà nel rendersi autonoma e nel cercare anche una realizzazione sentimentale per quanto lasci un pò perplessi il fatto che si dichiara con convinzione lesbica senza però aver avuto alcuna esperienza sessuale e quindi solo sulla base presumibile di attrazione per lo stesso sesso.
Quanto ad A., se nei suoi confronti prova solo affetto, non deve sentirsi forzata od obbligata per altre cose ma sarebbe comunque corretto dirglielo.
Penso che per rispondere in modo non superficiale e generico ma specifico alle numerose domande che pone alla fine del suo post, sia necessaria una presa in carico ed un percorso di psicoterapia.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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21 NOV 2017

Salve
Leggo che ha un vissuto particolare, ma ha dimostrato di avere forza e capacità per superare le difficoltà della vita. In amore tutto è irrazionale all'inizio, se l'attrazione fisica c'è emerge, non deve essere forzata o suggerita. Se per A. lei prova affetto, ma nulla di più, potrebbe essere onesta con sè stessa e con la ragazza in questione. Non ci sono regole rigide da rispettare, dovrebbe vivere la sua relazione in maniera spontanea e con chiarezza. Si prenda del tempo per capire cosa prova realmente per la signorina A, e dia del tempo alla relazione stessa per evolvere. Se ha bisogno di chiarimenti o vuole approfondire può contattarmi in privato. Nel frattempo le faccio i miei auguri!

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