Confusione generale strettamente legata al mondo universitario

Inviata da Francesco · 4 mar 2017 Orientamento scolastico

Buongiorno (spero di non annoiarvi e di non essermi dilungato troppo)
ho deciso di scrivere cercando un parere di qualcuno esperto che magari possa darmi qualche dritta. Sono uno studente universitario e da circa una decina di giorni sento che sto estraniando il mio "malessere", che credo di aver tenuto nascosto troppo troppo tempo. Frequento un corso di laurea in infermieristica, scelto senza avere le idee ben chiare su chi volessi essere in futuro, e scelto anche dal fatto che offre possibilità di lavoro quasi immediate. Il primo anno di università andò bene feci tutti gli esami, il tirocinio, ero carichissimo ed ero tranquillo. Dal inizio del secondo semestre, secondo anno, le cose sono cambiate drasticamente. Non sono piu andato a lezione non ho più aperto libro e passavo intere giornate a casa(uscivo solo per la spesa e non vedevo mai nessuno) a fare quasi niente, a guardare la tv o a suonare la chitarra. E' stato un periodo buio mi sentivo come depresso e ho nascosto a tutti questa cosa pensando di volerla superare da solo; sono stato solo con me stesso per molto tempo cercando di voler capire cosa mi stava prendendo. Ho avuto anche delle storie amorose per cio sapevo di non essere malato o depresso del tutto o grave altrimenti non avrei avuto nemmeno una relazione. Così ho perso un anno senza far nulla, odiavo il posto in cui studiavo la didattica gli insegnanti tutto (studiavo in un paesino piccolo una frazione di un università) e cosi decisi di cambiare posto in cui studiare magari trovando un pò la motivazione persa avere nuovi stimoli. Mi sono trasferito in una grande città, ed entusiasta ho iniziato l'anno accademico da ripetente. Frequentavo e mi facevo stimolare dalla città ma notavo che facevo comunque fatica a studiare a orientarmi nella nuova didattica, non riuscivo a legare con i nuovi colleghi( non ho mai avuto difficolta nel farmi amici anche nell università precedente avevo stretto bellissimi rapporti che ancora oggi durano), e iniziavo a non frequentare nuovamente. Mi trovavo scuse le prime volte quando mi cercavano, anche i prof.(molto disponibili ma severi) mi sollecitavano a farmi vedere di più a partecipare e io ho sempre inventato scuse così ho iniziato a fregarmene e a studiare per fatti mie solo per passare gli esami che mi stavano bloccando l'andamento del corso. Intanto niente esami niente risultati ho perso un altro anno di università. Ho iniziato poi un altro anno accademico con altri colleghi e senza risultati e attuando sempre lo stesso comportamento, non andavo a lezione mi interessavo sempre meno alle materie e studiavo per un esame che mi poteva far accede al tirocinio e continuare il percorso. Mi sentivo sempre più bloccato, bloccato da un esame che non riuscivo a passare , non riuscivo più a studiare non andavo in reparto da un anno e mezzo ormai, cosi chiesi di fare delle ore di tirocinio di volontariato, anche per rendermi conto se ancora mi piaceva. Ho fatto questo tirocinio ed ero di nuovo contento. Ora penso che ero contento perche davo un senso alla giornata, mi svegliavo la mattina sapendo di dover fare qualcosa di dover occupare del tempo. Ho iniziato seriamente a pensare che forse ho sbagliato percorso, che mi sono mentito per troppo tempo e che ho trovato scuse per affrontare la cosa per troppo tempo. Sono una persona mooolto orgogliosa e questo spiega perche ci ho messo tanto a darmi una soluzione al problema. Credo di non vedermi piu in quella professione nonostante mi ci sono affezionato, e non mi sentirei realizzato tra che ne so 15-20 anni. Non ho voluto mollare perchè sono orgoglioso non volevo deludere i miei genitori, ma forse dovevo svegliarmi prima e non fargli spendere tutti quei soldi. Le ho provate tutte dal trasferimento ma non è cambiato niente, avevo un po il timore di bloccarmi ma mi sono fatto coraggio, ho cercato il sostegno nel superare questa crisi, ne ho parlato con le persone a me care ma non è cambiato niente. Quello che so ora è che vorrei fare qualcosa di più ambizioso qualcosa che mi permetta una carriera che mi faccia essere benestante. Prima non avevo mai pensato ad una cosa del genere, non ho mai avuto ambizioni, sento di aver maturato in questo periodo buio questa scelta, ma ora mi sento davvero in difficoltà. Le persone a cui ne ho parlato sono rimaste spiazzate, non si aspettavano questa mia voglia di cambiare. Non ho lasciato trasparire nulla! Pensavo di fare un percorso come ingegneria o economia solo che ho paura di fallire. Ho paura di non essere bravo e di non potercela fare.
Al liceo ero un pò una testa calda e in matematica e fisica non ero un asso. Mi sento come offuscato, come se non avessi mai valutato altre opzioni oltre a infermieristica come se esistesse solo quel corso che potessi fare solo quello. Le bugie che mi sono detto mi hanno portato a credere questo e forse ad aver paura di fare altro di cimentarmi in altro. Ho deciso di dire basta a questa situazione perchè sento che sta compromettendo le sfere più importanti della mia vita, ma non so come muovermi cosa fare! Devo fare 23 anni tra un paio di mesi e sono senza niente di concreto in mano, quando miei coetanei si laureano lavorano gli va tutto alla grande. Io non so come risolvere questa situazione, voglio migliorare e sentirmi migliore, ambire più in alto non sono mica uno stupido e so che potrei farcela ma mi sento un po spaventato un po senza energie, sento che quel corso mi ha assorbito molto. Sto tornando di nuovo positivo cerco di star tranquillo, non voglio vivere nell ansia e nella paura so che non mi porterà a niente, però ora il mollare questa facoltà mi fa sentire un po spaventato e insicuro sul da farsi ma credo sia la scelta migliore da fare. Cosa mi consigliate? Ho bisogno di un parere estraneo. Grazie anticipatamente per l'attenzione.

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Miglior risposta 6 MAR 2017

Caro amico, capita quando si studia all'Università con le difficoltà inevitabili che ci sono (gli esami difficili, i professori piu distanti, ecc.), di avere dei ripensamenti e di non rivedersi più in quello che si sta studiando, soprattutto quando arriva quell'esame che ci ferma, perché piu difficile di altri, perche il prof. non ha intenzione di darci piu di 18, o solo perche quel l'esame come altri, non piace. Peccato, peccato perché il sogno che si stava pian piano realizzando, le aspettative che sembravano realizzarsi, i propri progetti, si frantumano e ci di sente persi. Spesso si pensa di non essere tagliati per quel tipo di studi, di non avere le capacità, di avere altri interessi, poi però questi altri interessi, altre capacita, ecc, non emergono. Allora che fare? Guardarsi dentro e chiedersi se si e abbastanza forti per riuscire a superare le grandi difficolta dellavita. Lo studio e sacrificio, qualunque cosa si studi, la voglia non verra da sola, bisogna trovarla. Prima di pensare a prendere altre strade, le consiglieri di lavorare su di se, intraprendendo un breve percorso che sicuramente, le darà altre prospettive. Io sono qui se vuole, per aiutarla. Saluti.
Dott.essa Barbara De Luca

Dott.ssa Barbara De Luca Psicologo a Catanzaro

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24 OTT 2017

Buongiorno Francesco,
capisco che questo tipo di scelta di vita non sia mai facile e pertanto credo vada presa sempre a seguito di adeguati percorsi di riflessione. Potrebbe essere utile rivolgersi ad uno psicologo esperto in orientamento che, dopo una valutazione delle Sue attitudini ed interessi, potrebbe aiutarLa a vagliare il percorso più idoneo e soddisfacente per Lei.

Dott.ssa Alessandra Degioanni Psicologo a Cuneo

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6 MAR 2017

Caro Francesco
non hai mai pensato in tutto questo tempo di rivolgerti a un Centro di orientamento? anche all'interno dell'Università? O a uno psicologo che sia preparato in questo settore? Ci potrebbero essere diversi fattori che ti hanno condotto a questo periodo di stand-by: intanto dici che al liceo non ti applicavi con costanza, poi non spieghi le motivazioni che ti hanno spinto a iscriverti alla facoltà di Scienze infermieristiche: qualcuno già nel settore a livello familiare? amici , parenti? non è chiara la scelta che hai fatto senza prima analizzare i tuoi obiettivi, il tuo Io ideale e come ti potevi vedere in un prossimo futuro a breve -medio termine.
Terzo elemento: improvvisamente ti accorgi che vuoi condurre una vita da benestante e pensi che una facoltà come ingegneria (a titolo di esempio) possa condurti a questo obiettivo. A parte il fatto che non è scontato, che il percorso è lungo e impegnativo, che devono piacere le materie (cosa che mi pare tu non prendi mai n considerazione nemmeno nella facoltà che hai seguito fin ora), a parte ciò, non è consigliabile seguire un ciclo di studi lungo e impegnativo solo per il motivo - tutto esteriore - della gratificazione economica, perchè il rischio rimane lo stesso che stai attraversando, quello di perdere la motivazione profonda, che deve essere intrinseca alla persona e non esterna. Un lavoro deve piacere, prima di tutto, e occorre andare volentieri , non solo per lo stipendio. Anche perchè in queste ipotetiche condizioni è difficile arrivare a livelli tali di carriera che consentano una vita davvero agiata. Come dire, che quando una professione è per obbligo, non si dà il massimo di sè.
E' anche vero che la scelta a 19 anni puo' essere stata per te troppo precoce e ti sei reso conto in seguito dei tuoi dubbi.
Il miuo consiglio è chiedere un aiuto a specialisti del settore, per chiarire a te stesso chi sei e cosa desideri realizzare, indipendentemente dal denaro investito dai tuoi genitori e dal timore di deluderli. Con questi pensieri non farai altro che rimanere intrappolato nella non-scelta. Occorre chiarire la tua identità prima di tutto, i tuoi obiettivi veri in seguito e quindi da lì un ventaglio di possibili scelte. Può anche essere che, trovandoti lontano da casa, come mi è parso di intuire, lo scoglio possa anche essere stato il senso di solitudine , l'aver dovuto cambiare del tutto stile di vita, aver lasciato i vecchi amici. Insomma, dal chiarimento arriverà una sana decisione.
Non so dove abiti, io ricevo in provincia di Milano, ma esistono molti Centri e psicologi che possono, con alcune sedute, aiutarti a trovare la tua strada. Un augurio, se vuoi fammi sapere in seguito.
Dott.ssa Paola Federici, Psicologa psicoterapeuta, Consigliere d'orientamento scol. e professionale. Psicopedagogista.
Riceve a Binasco (Mi)-

Centro Psicologico della Dott.ssa Paola Federici Psicologo a Binasco

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6 MAR 2017

Buongiorno Francesco, mi colpiscono due cose: ciò che Lei definisce "orgoglio" e "più ambizioso". La sensazione che ho avuto leggendo quanto scritto è enorme paura, mi chiedevo quindi come fosse il Suo rapporto con tale emozione.
Buone riflessioni e buona giornata.

Dott.ssa Costanzo Valentina

Dott.ssa Valentina Costanzo Psicologa Psicologo a Milano

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