Conflitto irrisolto con mio padre malato, ho bisogno di aiuto?

Inviata da Chiara · 17 giu 2014 Terapia familiare

Ho un problema irrisolto con mio padre, risalente alla pre adolescenza. L'anno scorso gli sono stati diagnosticati Alzheimer e Parkinson (ha 81 anni) e da allora la preesistente mia situazione di angoscia non fa che aggravarsi. Sarebbe opportuno iniziare un percorso con l'ausilio di uno specialista?

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Miglior risposta 18 GIU 2014

Gentile Chiara,
In linea di massima i conflitti irrisolti con i genitori è opportuno - per il nostro ben-essere psichico di figli - risolverli finchè il genitore è in vita, quando cioè ci si può confrontare con lui/lei di persona, anzichè con i nostri fantasmi.
Nelle situazione specifica occorre capire:
- se questo è ancora possibile con Suo padre, considerata la patologia di cui soffre
- se Lei ha bisogno di essere aiutata: dipende dalla profondità del conflitto
- se il conflitto è destinato a risolversi gradualmente da solo, via via che suo padre - da genitore - diventerà un bambino e Lei, di fronte ad un essere debole confuso e indifeso sarà portata a perdonargli.

Dott. Carla Maria Brunialti Psicologo a Rovereto

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30 GIU 2014

lei ha vissuto nell'infanzia il trauma della perdita dell'amore paterno a causa di un padre che non ha saputo amarla e ora la situazione è peggiorata perchè con la malattia di suo padre, ha compreso che la,speranza di venire prima o poi accettata )e quindi amata per quella che è realmente) è morta definitivamente. vada avanti, accetti il fatto che suo padre non aveva amore da darle e si ricostruisca la vita.

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20 GIU 2014

Ciao Chiara,
penso che la mia situazione sia simile alla tua. Io provo un misto di rabbia e rifiuto nei confronti di mio padre, dovuto a traumi subiti nella fase infantile. Ora lui e' malato, io oscillo tra rabbia e sensi di colpa per la sua situazione. Forse dovremo accettare cio' che e' successo?

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19 GIU 2014

Cara Chiara,
io penso che la risposta a questa domanda possa dartela solo tu, dopo aver ascoltato bene e in fondo la parte di te che sente di avere questo problema irrisolto o, se lo leggiamo da un altro punto di vista, questo bisogno, questa necessità.
Quello su cui potrei invitarti a riflettere è: come mai, secondo te, la tua angoscia (che dici comunque essere preesistente) è aumentata da quando si sono aggravate le condizioni di salute di tuo padre? come mai, secondo te, senti il bisogno di chiedere a qualcuno se sia o meno il caso di iniziare un percorso? Io credo che tu, ad un certo livello di consapevolezza, sappia la risposta a questi interrogativi, e quindi sappia cosa sia meglio per te fare in questo momento.

Resto a disposizione in caso tu lo volessi

Un caro saluto

Dott.ssa Capuano Maria Concetta Psicologo a Padova

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19 GIU 2014

Gentile Chiara,
i genitori sono delle persone importantissime perchè rappresentano le nostre "metà", in quanto i nostri geni derivano da essi (metà dal padre e metà dalla madre); sono praticamente una parte di noi, anche se i geni poi variamente ricombinati hanno dato luogo ad individui originali e diversi. Inoltre i legami instauratisi a causa della dipendenza materiale ed affettiva sono particolarmente forti e influenzano tutta la vita.
Alla luce di queste considerazioni credo le convenga cercare di avere il miglior rapporto possibile con suo padre, anche per non avere successivi eventuali rimorsi e penso, dato il lungo tempo intercorso dall'origine del suo disagio, che le sarebbe di molto aiuto l'opera di uno psicologo psicoterapeuta. Cordiali saluti

Valentina Sciubba Psicologo a Roma

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18 GIU 2014

CAra chiara la risposta É si. Se hai sentito l'esigenza di mettere luce su una questione irrisolta del tuo passato è giusto tu decida di affrontare insieme con uno specialista tutto cio che ti impedisce di essere serena ma soprattutto affrontare cio che ti impedisvedi amare liberamente. I conflitti familiari sono una grande rogna e sembrano irrisolvibili ma una volta affrontati aprono porte su orizzonti infiniti.
Ti saluto caramente

Studio Dott.ssa Giovanna Manna Psicologo a Casalnuovo di Napoli

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18 GIU 2014

Gentile Chiara,
questa è una domanda alla quale solo lei può rispondere. Le motivazioni che spingono le persone a rivolgersi ad uno psicologo sono molteplici, potenzialmente infinite. Da disagio personale alla psicopatologia, dal bisogno di chiarezza interiore alla necessità di restaurare relazioni, ecc.
Lei come si sente?
E' stata la notizia nefasta che riguarda suo padre a spingerla ad interrogarsi?

Restiamo in ascolto

Dr Mori, Psicologo Sessuologo Psicoterapeuta Psicologo a Siena

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18 GIU 2014

Gentile Chiara,
sembrerebbe esserci una coincidenza tra l'aggravarsi della sua angoscia e l'aggravarsi della salute di suo padre, cosa ne pensa?
la diagnosi fatta a suo padre riguarda malattie degenarative progressive, che lentamente limitano l'autonomia e le capacità del malato, in questo caso suo padre. questo implicitamente le lascia poco tempo per cercare di cambiare il vostro rapporto ed è probabile che questo aspetto le susciti un'angoscia maggiore.
Sicuramente intraprendere un percorso terapeutico le gioverebbe in molti modi, sia ad affrontare il presente che a fare luce sul passato allo scopo di elaborare i problemi così lungamente irrisolti.
In bocca al lupo per tutto
un caro saluto

Anonimo-126894 Psicologo a Roma

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18 GIU 2014

Cara Chiara,
i problemi irrisolti lasciano dietro di sé una lunga scia di malesseri ed emozioni negative di vario tipo. Se in questi anni non è riuscita a trovare da sola una modalità per placare il disagio derivante da questa situazione, una consulenza con uno psicoterapeuta potrebbe esserle d’aiuto, per farle maggiore chiarezza e aprirle la visuale a possibili risoluzioni. Qualora non sia possibile o risulti difficile affrontare l’argomento in maniera aperta direttamente con suo padre, sarebbe bene che riuscisse a venire “a patti” almeno con se stessa, liberandosi dell’angoscia. Non avendo specificato la tipologia di problema irrisolto, non posso dire quale strada potrebbe rivelarsi più efficace, ma in generale un sostegno psicologico è sempre un buon alleato.
Un caro saluto,
Dott.ssa Chiara Francesconi

Anonimo-127163 Psicologo a Fano

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