Conflitto in famiglia per la mensa del bimbo, mi aiutate?

Inviata da giada il 17 set 2013 Terapia familiare

Salve, mio figlio va all'asilo( il primo anno) ha fatto un buon inserimento, tranquillo senza piangere, è contento di andarci. Dopo una settimana dall'inserimento, è stata attivata anche la mensa. Lui mangia, il secondo e la frutta con piacere, ma la pasta non la vuole proprio. Mia madre mi critica, dicendo che il bimbo deve mangiare la pasta a pranzo e che può andarlo a prendere prima da scuola e farlo mangiare lei. Io non sono convinta, anche perchè starebbe a scuola poco tempo visto che andrebbe a prenderlo prima della mensa. Non so cosa fare. Io sarei propensa a lasciarlo a scuola, ma mia madre dice che è troppo piccolo per mangiare li.
Mi aiutate?

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Buongiorno gentile Ilena,
si fidi di se stessa come madre sopratutto se il suo bambino si trova bene all'asilo ed è contento di andarci, eventualmente si informi sul menù giornaliero e faccia in modo di integrarlo la sera a cena. Con calma e pazienza cerchi di gestire i tentativi di sua madre di interporsi nelle vostre scelte di vita.
Cordialmente

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Cara Ilenia la invito a fare il grande passo da figlia a madre e la invito ad invitare sua madre a fare il grande passo, nei confronti di suo figlio, da madre a nonna. E' lei che stabilisce cosa fare e non fare con suo figlio. Un bel respiro profondo e affronti sua mamma, le ricordi che fare la nonna è bellissimo e prevede "per contratto" di non avere determinate responsabilità che ricadono tutte sulla mamma, cioè lei. Auguri!

Studio Di Psicologia In Corso Vittorio Psicologo a Torino

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Ritengo che lei dovrebbe fare quello per cui è "propensa", i dubbi che le insorgono sembrano derivare da una valutazione che non necessariamente è la sua. Lei definisce le parole di sua madre una "critica" rispetto alle sue decisioni. non ritengo che il bimbo sia troppo" troppo piccolo" per condividere il pasto con tanti coetanei in un ambiente protetto.
Cordiali Saluti Sandra Padovani

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Gentile Ilenia,
credo che debba avere più fiducia nei confronti delle sue intuizioni di madre ed autorizzarsi a fare le sue scelte accettando le divergenze di opinioni con sua madre.
Un caro saluto, Lucrezia Lorito

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Cara Ilenia, diventare mamma comporta una ridefinizionè di sè e del rapporto con le proprie figure genitoriali. Questo processo non è scontato e può passare attraverso situazioni conflittuali che lei però può utilizzare per riflettere sui propri vissuti e acquisire maggiore sicurezza di sè e del suo essere mamma. In questo modo riuscirà a vivere le parole di sua madre come dei semplici consigli che non dovrebbero minare la sua possibilità di scelta.
Dr.ssa Francesca Pannone

Dr.ssa Francesca Pannone Psicologo a Latina

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Gentile Ilenia,
se lei ritiene che la scelta più giusta è permettere a suo figlio di mangiare a scuola, spieghi a sua madre le sue motivazione con determinazione e fermezza.
Cordialmente,
Dott.ssa Raffaella Orlanso

Dott.ssa Raffaella Orlando Psicologo a Napoli

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Cara Ilenia, lei è la madre di suo figlio e certamente nessuno meglio di lei puó dapere cosa è meglio per lui. Per tanto, apprezzando la preoccupazione legittima della nonna, le consiglio di decidere autonomamente. Nessuno puó dirle cosa è giusto o sbagliato.

Dott.ssa Pattavina Simona Psicologo a Lentini

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Gentile Sig.ra Ilenia,
io credo che la risposta si trovi nello stato d'animo del suo bambino. Da quello che Lei scrive emerge che lui è molto contento di questa esperienza, quindi perché privarlo? E' comprensibile la preoccupazione di sua madre ma un'alternativa potrebbe essere quella di chiedere un consiglio ad un nutrizionista per colmare la mancanza di carboidrati in un altro momento della giornata.
Un caro saluto.
Dott.ssa Federica Manco

Dott.ssa Federica Manco, Psicologa - Psicoterapeuta -Lecce- Psicologo a Lecce

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Gentile Ilenia, il suo buon senso di madre le suggerisce per il meglio. Forse la sua, di madre, non si rende conto di tentare di sostituirsi a lei.... Segua il suo istinto o pensiero che sia. Cordiali saluti. Dott.ssa S. Orlandini, Torino

Dott.ssa Sabina Orlandini Psicologo a Torino

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Gentile Ilenia,
al di là dell'occasione specifica riguardante la permanenza alla mensa del suo bambino, sembra emergere una difficoltà e una insicurezza rispetto al suo ruolo: mi spiego, è come se il parere di sua madre riuscisse da solo a mettere in difficoltà la sua decisione, come se lei non si sentisse sufficientemente preparata a fare scelte riguardanti il suo bimbo. Questo capita spesso nel rapporto con la madre delle figlie che diventano a propria volta mamme e può riguardare un riattivarsi di lievi aspetti conflittuali nella relazione tra madri e figlie. Le suggerisco perciò di riflettere su questi aspetti e nel caso lo ritenga opportuno di rivolgersi ad uno psicologo per una consulenza. Se lo desidera rimango a sua disposizione. Un cordiale saluto, dott.ssa Lucia Mantovani, Milano

Studio di Psicologia Dott.ssa Lucia Mantovani Psicologo a Milano

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Gentile Ilenia,
non vedo la necessità di andarlo a prendere all'asilo. Dovrebbe cercare di chiarire con sua madre, anche perché spetta a lei l'educazione del piccolo e le decisioni su come gestirlo al meglio.
Le maestre cosa ne pensano?
Ci sono altre difficoltà?

Cordiali saluti,
Dott. Giuseppe Del Signore - Psicologo Viterbo

Dott. Giuseppe Del Signore Psicologo a Viterbo

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Gentile Ilenia,
Credo che il suo intuito sia corretto. Far uscire il bimbo da scuola prima di pranzo attiverebbe un meccanismo di compiacenza per qualsivoglia rifiuto.
Credo,inoltre, che il bambino abbia bisogno di un po' di tempo per ambientarsi pienamente al nuovo ambiente e alla nuova esperienza.
Pazienti un pochino prima di prendere decisioni in merito, dia il tempo necessario a suo figlio per ambientarsi e chieda informazioni alle educatrici in merito all'atteggiamento durante i pasti.
Reintegrera' la mancanza di carboidrati a cena, per qualche tempo.
Ci tenga informati.
Una buona giornata

Dott.ssa Simona Pierini Psicologo a Roma

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Gentile utente,
credo che il bambino sia in mezzo ad un conflitto familiare che probabilmente non è il primo. Sua madre, anche se desidererebbe non può dirle come fare la mamma. Lasciando stare cosa è meglio per il figlio (chi lo sa poi davvero?) credo sia importante che lei ristabilisca un confine rispetto a chi prenda le decisioni sui figli. Sua madre vuole fare la nonna. Bene ci saranno altre occasioni per farlo che non siano quelle del pranzo giornaliero. Ne parli anche con suo marito. I genitori sono i genitori, i nonni sono i nonni.

Restiamo in ascolto

Dr Mori, Psicologo Sessuologo Psicoterapeuta Psicologo a Siena

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