Conflitto familiare...paura dell'abbandono.

Inviata da maria il 27 set 2012 Autorealizzazione e orientamiento personale

sono una ragazza di 32 anni e vivo un periodo molto difficile. Vorrei andarmene per un po' poichè sono stufa di continuare una vita a chiedere a mia mamma un avvicinamento che da parte sua non c'è; ho vissuto in comunità e in collegio solo perchè sono stata abbandonata e per tutto quello che vivo attorno a me, mi trovo da sola e conto solo su di me. Sono stanca e non ce la faccio più.
Ho pensato pure di farla finita, ho 2 bambini e un marito solo che sono veramente stanca di lottare per una cosa che non potro mai avere perchè le persone non cambiano dopo un certa età quindi sarà impossibile visto tutti i tentativi che ho fatto con i genitori separati.
Sento che la mia vita è finita qui, me ne vado e mollo tutto.

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Appare evidente dalle tue parole che la tua vita è stata ed è piena di difficoltà. Questo non significa che tu non possa affrontarle e superarle, ma per farlo hai bisogno dell'aiuto di un professionista. Ti suggerisco di rivolgerti ad uno psicoterapeuta o al servizio territoriale che si occupa della salute mentale. Con l'aiuto adeguato puoi ritrovare la voglia di vivere e l'energia per crescere i tuoi bambini. Ti faccio i miei più sinceri auguri

Dott.ssa Roberta Dal Toe' Psicologo a Follina

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Gentile maria,
nel susseguirsi del suo scritto si percepisce il travaglio che sta vivendo e anche la genesi, lontana nel tempo. Credo che lei abbia in sé tutte le risorse e potenzialità per uscire da questo momento buio,
Chiede aiuto ad un professionista della sua città. Di sicuro poter parlare senza temere critiche ,giudizi o pregiudizi, potrebbe alleggerirla e aiutarla a fare chiarezza.
Auguri di cuore.
Dott. Annalis Orsenigo

Dott.ssa Annalisa Orsenigo Psicologo a Monza

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Buonasera Maria,

comprendo il suo dolore ma lei ha già dimostrato formando una famiglia, crescendo due figli, di avere le risorse per andare avanti e superare difficoltà e sofferenze. Probabilmente non riuscirà mai ad avere il rapporto che desidera con su madre e da figlia questo è per lei doloroso e inaccettabile, però può capitare. Le consiglio quindi di affrontare con l'aiuto di uno psicoterapeuta, rivolgendosi a privati o a servizi pubblici, questa relazione problematica che ancora oggi le genera tale sofferenza.
Cordiali saluti
Dott.ssa Barbara Testa

Dott.ssa Barbara Testa Psicologo a Como

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Salve Maria, certamente una madre lontana le ha dato una bella dose di sofferenza, e, come lei stessa riferisce, tuttora questo avvicinamento non c'è...vorrei dirle altre cose, ma è possibile che l'avvicinamento non arriverà neanche in futuro. E allora cosa può fare? Può decidere: o continuare a star male per qualcosa che non avrà mai, oppure decidere di essere felice a prescindere da questa situazione. Lo so, fa male. Ma si possono trovare altre figure che 'accudiscano' nel momento del bisogno o anche solo per uno sfogo. Che rapporto c'è tra lei e suo marito? Pensa di potersi appoggiare a lui quando ne ha bisogno? Potrebbe anche rivolgersi ad uno psicoterapeuta per sostenerla nel viaggio dentro il suo dolore e per riemergere, finalmente. buona giornata

Simona Rosati Psicologo a Roma

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Buongiorno,
Le citerò un modo di dire che sicuramente avrà già sentito. Ha già fatto trenta perché non fare trentuno? Se per lei è così importante recuperare il rapporto con la madre non molli ora!
Cordialità
Dott.ssa Elisa Fedriga

Dott.ssa Fedriga Elisa Psicologo a Iseo

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Gentile Maria,
dalle sue parole si percepiscono l'esasperazione, la frustrazione e il dolore di una vita trascorsa lottando; emerge però anche il fatto che lei abbia delle buone risorse su cui contare, che le hanno permesso finora di crearsi una famiglia tutta sua. Sicuramente ci sono momenti in cui ci si sente stanchi e demotivati, in cui l'energia sembra venire meno, come forse quello che sta vivendo lei attualmente. In questi momenti può esserci di aiuto confrontarci con qualcuno che possa offrire un supporto e uno spazio in cui portare le proprie sofferenze senza timore di essere giudicati. Potrebbe rivolgersi ad uno psicologo con cui intraprendere questo percorso, che le potrà servire anche a rafforzare le sue risorse e a metterle in campo nel migliore dei modi. Un cordiale saluto, dott.ssa Lucia Mantovani, Milano

Studio di Psicologia Dott.ssa Lucia Mantovani Psicologo a Milano

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Cara Maria,
comprendo il suo malessere per questa situazione, ma mi viene da chiederle: come mai per Lei è così importante riconciliarsi con sua madre? e la sua famiglia attuale, suo marito, che ruolo ha in tutto questo?
e i suoi due bimbi? Vuole abbandonarli, così come è stato fatto con lei? Tutto questo che senso ha? I problemi non si risolvono fuggendo, ma affrontandoli.
Ha ragione Lei: le persone non cambiano, ma non dobbiamo neanche pretendere di cambiarle. Semmai possiamo migliorare la relazione che abbiamo con queste persone, modificando, almeno in parte, i nostri atteggiamenti.
Si rivolga a uno psicoterapeuta familiare a lei vicino che la possa aiutare a riflettere sulle sue possibili scelte future.
In bocca al lupo!
Dr.ssa Valentina Segato

Studio Di Psicologia Dott.ssa Valentina Segato Psicologo a Trieste

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Gentile Maria,
credo di poter comprendere la rabbia nei confronti di una madre (da come la descrive) apparentemente "incapace" come pure il desiderio che questa possa cambiare. Tuttavia, così come lei stessa ha compreso, per cambiare bisogna volerlo. Invece, chi potrebbe cambiare è lei: potrebbe concedersi uno spazio appropriato dove poter parlare, raccontare e riflettere. Un buon percorso psicoterapeutico le consentirebbe nel tempo di guardare al passato in modo diverso e di riappropriarsi del suo presente come pure del suo futuro.
Un caro saluto
Dr.ssa Alessia Serra

Dott.ssa Alessia Serra Psicologo a Santa Maria delle Mole

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Buongiorno Maria,

la sua richiesta di aiuto è molto esplicita. Lei oltre che essere figlia è anche mamma e potrà comprendere che i genitori non si possono scegliere, purtroppo alle volte. I figli desiderano essere ascoltati come a loro piacerebbe, in base ai loro schemi mentali, alle loro credenze e convinzioni. Ciò si incontra e scontra, mi viene da dire, con altrettanti schemi, credenze e convinzioni dei genitori. Non sempre sin incontrano e non è detto che si possano mai incontrare. Ciò dipende da tantissime variabili legate ai bisogni di ognuno, alle storie passate...Penso che quando si diventi genitore, si possa ridimensionare il ruolo di figlia, che non vuol dire cancellare e ammettere di avere avuto una famiglia eccellente e dei genitori fantastici; bensì ciò che è mancato in passato nella vita, lo si ouò sfruttare come risorsa per dare a chi si ama, nel suo caso i figli e il marito. Farne di una crisi, di un passato doloroso un'opportunità è la migliore strategia per sè stessi, anche se faticosa e dolorosa. Per questo ci sono, gli psicologi e gli psicoterapeuti che potrebbero aiutarla.

Dott.ssa Roberta De Bellis Psicologo a Gallarate

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Gentile Maria, credo che prima di pensare di mollare ed andare lei abbia il diritto/dovere (poiché ha dei figli) di farsi aiutare da uno psicologo, ne contatti al più presto uno, ed inizi una terapia, di certo saprà sostenerla in quello difficile momento.
Cordiali saluti.

Dott.ssa Angela Virone Psicologo a Agrigento

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Buongiorno Signora Maria,
credo che sia opportuno per Lei e per la sua famiglia che si rivolga al consultorio più vicino alla sua residenza o al servizio di psicologia dell'ospedale più vicino, per dei colloqui con uno psicologo. Ci scrive che è stata abbandonata da sua madre eppure sarebbe propensa a fare la stessa cosa con i suoi bambini... Riesce a vedere la similitudine? La sua sofferenza necessita di un aiuto di persona e con urgenza, da qui, on line possiamo solo orientarla mentre lei ha bisogno di cure adeguate.
Dr.ssa Anna Mostacci Psicologa Psicoterapeuta

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