Conflitto familiare #2

Inviata da gianni · 19 mar 2012 Terapia familiare

sono sposato da 30 anni un figlio di 24 che a me pare non adotti tute le possibilita di trovare lavoro anzi ne ho le prove.
Lo rimprovero spesso fino al punto di diventare nervoso mettendo in difficolta anche il mio matrimonio.
Ora sono allo stremo mia moglie difende il figlio pur dandomi ragione e a volte rispondendo per lui.
Conclusione ora nessuno parla in casa mio figlio mi esclude ed io sempre piu nervoso e depresso non riesco a capire il perche'.
Il mio medico mi ha prescritto antidepressivi ma so benissimo che non risolvo nulla il problema esiste.
Una terapia di coppia potrebbe aiutare la mia familia a riportare ordine?
grazie anticipatamente a chi risponde

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Miglior risposta 19 MAR 2012

Gentile signore, da ciò che lei ha esposto sembra emergere un malessere familiare che può avere gravi ripercussioni anche nel rapporto con sua moglie, la quale da mamma tende a difendere la propria creatura, anche se cresciuta in età.
Per questo motivo credo sarebbe più opportuno intraprendere all'inizio una terapia di coppia per potere ricreare una complicità genitoriale, fondamentale per interagire adeguatamente con vostro figlio;in seguito sarebbe opportuno effettuare delle sedute con i 3 membri familiari e se lo psicologo a cui vi rivolgerete lo riterrà opportuno si potranno effettuare delle sedute individuali che vedano coinvolto vostro figlio, miranti a far emergere gli eventuali conflitti di cui il ragazzo soffre.
Cordiali saluti.
Dott.ssa Angela Virone

Dott.ssa Angela Virone Psicologo a Agrigento

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26 MAR 2012

buongiorno, non è semplice affrontare un conflitto che coinvolge i figli ed il momento storico sociale non aiuta i ragazzi ad assumersi il proprio spazio lavorativo né i genitori ad essere meno preoccupati per il loro futuro.
penso che in questo momento di crisi sia opportuno farsi aiutare soprattutto come coppia genitoriale cercando di comprendere anche la natura dei problemi di suo figlio.
cordiali saluti

Centro Psicologia Clinica e Psicoterapia Psicologo a Pavia

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26 MAR 2012

Gentile Signore,
la terapia di coppia lavora al fine di dipanare la matassa emozionale e comportamentelae della coppia e/o famiglia, trasformando la crisi in risorsa.
Legga, nel mio sito, troverà tanto materiale in merito.
Cordialmente
valeria Randone

Dr.ssa Valeria Randone Psicologo a Catania

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26 MAR 2012

Buongiorno Gianni, dopo aver letto il suo messaggio, osservo quanto le è difficile per lei riuscire a sostare in una situazione in cui bisogna fare. Credo che bisgognerà riflettere su diversi aspetti, come mai lei piuttosto che accompagnare suo figlio in questa impresa difficile (lavoro) tende ad innervosisrsi? e come mai suo figlio non riesce ad avere delle risorse che gli permettono di sperimentarsi e di scoprirsi una persona diversa?. Credo sia importante riuscire a ri-prendervi del tempo per voi con sua moglie e con suo figlio in momenti diversi), in modo che possiate confrontarvi, e comunicare in un modo più efficace senza bloccare l'altro, ma aiutandovi a dirvi delle cose nuove pur mantenedo i propri ruoli. Come hanno già riferito i miei colleghi la terapia di coppia cercherà di permettervi un confronto migliore che sarà utile a voi e a vostro figlio.

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26 MAR 2012

Gentile signore,
da quelo poco che è possibile sapere pare che ci sia una difficoltà a livello del sistema familiare. Suggerisco un intervento da uno specialista sistemico che possa coinvolgere anche il ragazzo. Questo pur avendo io un approccio psicodinamico. Spero il mio suggermento le possa risultare utile, saluti cordiali.

Alessandro Degasperi Psicologo a Trento

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26 MAR 2012

Gent.ssimo signore,

credo che certamente in questo momento un supporto specialistico possa essere utile e indispensabile. Ciò vi aiuterebbe ad osservare con un altro "occhio" diverso da quello suo, di sua moglie e di suo figlio, tutto l'accadimento e il momento critico che vivete. Si e' verificato un "incastro" comunicativo nella vostra famiglia, per cui nessuno dei tre manifesta le proprie esigenze e tantomeno esprime i propri malesseri, se con modalità poco funzionali che alterano ancora di più i rapporti tra di voi. E' fondamentale in questa situazione ristabilire una comunicazione assertiva che vada cioè, a considerare ugualmente i desideri e i punti di vista di tutti i membri della sua famiglia.
In alternativa, se qualcuno della famiglia non dovesse essere d'accordo e motivato ad iniziare un percorso terapeutico, (dato che è necessario che nel caso di un trattamento familiare tutti e tre lo desideriate), si può optare con un'altra alternativa: modificare l'atteggiamento nei confronti del figlio, passando dalla modalità comunicativa del "rimprovero" alla modalità della "comprensione". Solitamente il rimprovero, seppur alle volte giustificato, quando è in atto già un conflitto, tende ad allontanare le persone; in questo caso voi per modificare qualcosa necessitate di avvicinamento e ciò può avvenire cambiando la comunicazione che fino ad ora avete messo in pratica. La comprensione in vece consiste nel cercare di comprendere appunto esigenze, bisogni o eventuali malesseri, che magari vostro figlio sta vivendo in questo momento e non riesce a manifestare. E' molto importante che sia lei che sua moglie "vi muoviate" attraverso gli stessi passi, ovvero comunicando con il figlio similmente altrimenti il messaggio che arriverebbe sarebbe ambivalente e contraddittorio e vostro figlio non darebbe alcuna credibilità a ciò che dite.
Auguro a tutta la sua famiglia un miglioramento generale.
Cordiali saluti

Dr.ssa Roberta De Bellis

Dott.ssa Roberta De Bellis Psicologo a Gallarate

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26 MAR 2012

Il disagio che lei esprime è tangibile e profondo, tanto da portarvi a concedervi un confronto costruttivo all'interno della vostra famiglia, la terapia familiare potrebbe aiutarvi a cercare un confronto sereno dove sia possibile esprimere per ognuno bisogni e sentimenti (compreso frustrazioni, delusioni..), ma credo anche che sia di fondamentale importanza che le forze sue e di sua moglie convergano verso modalità analoghe di affrontare la problematica, ritrovando prima fra di voi un modo condiviso di approcciare al problema. Cordialmente.

Dr.ssa Parrini Antonella Psicologo a Firenze

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26 MAR 2012

Gentile Gianni,
la farmacoterapia è un avalida soluzione terapeutica, ma non risolutiva del suo disagio individuale e di coppia.
La terapai dic oppia, servirà a dipananre la matassa emozionale, facedno diventare la crisi, risorsa.
Legga il mio sito, troverà tanto materiale in merito.

Valeria Randone.

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26 MAR 2012

Gentile Sig.Gianni,
gli antidepressivi, se pur un valida farmacoterapia, non possono essere risolutivi di un disagio sia suo, che familiare.
Una possibile terapia di coppia, lavora sul disagio, dipanando la matassa emozionale e, facendo diventare la crisi in risorsa.
Legga, nel mio sito se desidera, troverà tanto materiale in merito.

Cordialmente
Valeria Randone

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19 MAR 2012

Salve signor Gianni, sono Valentina Strippoli.
Mi piacerebbe sapere il motivo per cui è così preoccupato della modalità di ricerca di lavoro di suo figlio, e di conseguenza se e perchè è così importante che suo figlio abbia un lavoro per lei.
Poi le dirò cosa penso se avrà piacere di leggerlo.
D.ssa Strippoli

D.ssa Valentina Strippoli Psicologo a Fano

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19 MAR 2012

Un terapia familiare potrebbe essere la soluzione, ma almeno inizialmente consiglierei qualche seduta di terapia di coppia, per trovare accordi iniziali con sua moglie e per capire come affrontare in modo migliore il disagio che si è insinuato nella vostra famiglia. È essenziale per una coppia, sia in caso di figli piccoli, sia di figli grandi come nel suo caso, una comunicazione efficace, che salvaguardi la coppia e che permetta alla "coppia genitoriale" di impostare insieme un'educazione che rispecchi i valori comuni. A volte le incomprensioni nascono proprio dalla mancanza di accordi iniziali sull'educazione, su visioni molto diverse ma mai sottolineate. Gli antidepressivi probabilmente le serviranno a poco, io le consiglierei di trovare insieme a sua moglie, qualcuno che possa aiutarla a ristabilire una comunicazione funzionale, che le permetta di affrontare in modo migliore questa e altre difficoltà che potrebbero nascere. Saluti

Dr.ssa Valentina Cioni Psicologo a Pisa

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19 MAR 2012

Buongiorno gentile utente,
dal suo scritto emerge chiaramente tutto il suo disagio, ma anche un problema di comunicazione inefficace tra lei e suo figlio. Forse il rapporto tra voi dev' essere reinterpretato oltre i ruoli consueti permettendo domande e condividendo anche solo qualche momento di attività comuni, piacevoli e rilassanti per tutti e due, in modo tale da alleggerire la forte tensione che vi logora e ripristinare una comunicazione emozionale più autentica. La terapia di coppia è benefica per sciogliere le difficoltà con sua moglie e ritrovare una sana complicità matrimoniale, mentre una terapia della famiglia che coinvolga anche suo figlio può essere indicata nel suo caso per mettere a fuoco che tipo di equilibrio si è instaurato, come ognuno di voi si sente emozionalmente in famiglia e verificare se le strategie adattive di tutto il nucleo familiare vanno riviste e come modificarle.
Cordialmente
Dr.ssa Anna Mostacci Psicologa Psicoterapeuta

Dr.ssa Anna Mostacci Psicologa Psicoterapeuta Psicologo a Roma

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