Conflitto familiare

Inviata da gianni. 16 mar 2012 37 Risposte  · Terapia familiare

sono sposato da 30 anni un figlio di 24 che a me pare non adotti tute le possibilita di trovare lavoro anzi ne ho le prove.
Lo rimprovero spesso fino al punto di diventare nervoso mettendo in difficolta anche il mio matrimonio.
Ora sono allo stremo mia moglie difende il figlio pur dandomi ragione e a volte rispondendo per lui.
Conclusione ora nessuno parla in casa mio figlio mi esclude ed io sempre piu nervoso e depresso non riesco a capire il perche'.
Il mio medico mi ha prescritto antidepressivi ma so benissimo che non risolvo nulla il problema esiste.
Una terapia di coppia potrebbe aiutare la mia familia a riportare ordine?
grazie anticipatamente a chi risponde

terapia , lavoro , riesco , capire

Miglior risposta

Gentile signore, da ciò che lei ha esposto sembra emergere un malessere familiare che può avere gravi ripercussioni anche nel rapporto con sua moglie, la quale da mamma tende a difendere la propria creatura, anche se cresciuta in età.
Per questo motivo credo sarebbe più opportuno intraprendere all'inizio una terapia di coppia per potere ricreare una complicità genitoriale, fondamentale per interagire adeguatamente con vostro figlio;in seguito sarebbe opportuno effettuare delle sedute con i 3 membri familiari e se lo psicologo a cui vi rivolgerete lo riterrà opportuno si potranno effettuare delle sedute individuali che vedano coinvolto vostro figlio, miranti a far emergere gli eventuali conflitti di cui il ragazzo soffre.
Cordiali saluti.
Dott.ssa Angela Virone

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Egregio signor Gianni,
nel caso di specie la psicoterapia cognitivo comportamentali sin dalle prime formulazioni (ma anche di altri orientamenti) fanno riferimento alla cosidetta "terapia della famiglia" per o più indirizzata ai genitori affinché possano con l'aiuto del terapeuta diventare a sua volta terapeuti dei propri figli attraverso interventi mirati di "parent training"
paolo zucconi, sessuologo clinico e psicoterapeuta comportamentale in friuli venezia giulia

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15 GEN 2014

Logo Dr. Paolo G. Zucconi (sessuologia clinica & Psicoterapia) Dr. Paolo G. Zucconi (sessuologia clinica & Psicoterapia)

1087 Risposte

1546 voti positivi

Salve, la terapia di coppia ha come scopo quello di analizzare e gestire le difficoltà all'interno della relazione. Sicuramente può essere utile nel momento in cui la difficoltà maggiore è con il coniuge ma da quanto dice mi sembra che le problematiche che lei riporta siano di tipo diverso. Da quanto posso dedurre dalla sua lettera il rapporto più lesionato è quello tra lei e suo figlio, in cui il ruolo di sua moglie è quello di mediatore. Inoltre come lei stesso riporta deve affrontare già personalmente un disagio profondo quale quello della depressione. Il mio consiglio è di valutare la possibilità di una terapia familiare che metta in evidenza tutti i punti di rottura interni al vostro nucleo. Inoltre valuti se è il caso di intraprendere anche una terapia personale che potrebbe aiutarla maggiormente sia nell'affrontare la depressione che nella gestione delle dinamiche familiari. A presto

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12 NOV 2012

Logo Dott.ssa Serena Carnì Dott.ssa Serena Carnì

51 Risposte

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Gentile Sig. Gianni,
la terapia di coppia potrebbe essere funzionale su due piani: uno, a il rinsaldare il legame coniugale; due, al sostegno delle competenze genitoriali.
Probabilmente il disagio che Lei descrive è riconducibile ad un problema di comunicazione, tant'e' che sussiste uno stato di empasse di tutta la famiglia di cui lei è portatore sintomatico. Vanno approfonditi i disturbi dell'umore per valutare quanto questi dipendano, realisticamente, dal problema sopramenzionato (il figlio che non trova lavoro) e quanto invece siano addebitabili ad altra causa.
Ovviamente la risposta ha il limite di una consultazione a distanza,
rimango disponibile per eventuali chiarimenti,
con i migliori saluti,
Dr Varotto

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15 OTT 2012

Logo Studio di Psicologia Varotto Studio di Psicologia Varotto

7 Risposte

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Gentile Sig. Gianni,
la terapia di coppia potrebbe essere funzionale su due piani. Uno a rinsaldare il legame coniugale. Due al sostegno delle competenze genitoriali. Si lavora su due piani complementari.
Dal suo racconto emerge anche una parte fragile del sistema, il familiare designato e che ne veicola anche il sintomo. C'e' da capire

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15 OTT 2012

Anonimo

Gentile Gianni,

più che una terapia di coppia posso consigliarle una terapia familiare, nella quale possano partecipare sua moglie e suo figlio.
La situazione che ha descritto è sicuramente particolare e foriera di ansia e incomprensioni, ma credo che lavorando insieme ad un esperto ed alla sua famiglia potrà forse trovare un modo di esprimere le sue frustrazioni e di condividere con i suoi familiari i suoi dubbi e le sue ansie. e di ascoltare e comprendere le loro. Penso sia inutile dirle che lei e i suoi familiari non avrete difficoltà ad utilizzare (recuperandolo se temporaneamente "nascosto") come terreno comune e base per il cambiamento l'amore che pervade il suo matrimonio e la sua famiglia.
L'orientamento sistemico-relazionale sembra essere il più efficace in casi di questo genere, quindi le consiglio di consultare uno psicoterapeuta esperto in tale ottica.
Le auguro il meglio per il suo futuro
Cordialmente

Dott. Marco Ardesi

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3 APR 2012

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62 Risposte

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Gent. signore una terapia di coppia sicuramente sarebbe utile per chiarire la situazione e migliorare le modalità comunicative.
Cordiali saluti. David dr. Francesco

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2 APR 2012

Logo David Dr. Francesco David Dr. Francesco

7 Risposte

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buongiorno,
da ciò che lei descrive sarebbe interessante capire cosa sta accadendo nella vostra famiglia che rende così difficile (compatibilmente con il clima economico attuale) l'uscita di vostro figlio, attraverso l'inizio di un'attività lavorativa ed una conseguente autonomia. è chiaro che tale situazione si possa ripercuotere anche sulla coppia genitoriale e coniugale; come terapeuta familaire mi viene da suggerire l'ipotesi di una consulenza con tutto il nucleo o, qualora vostro figlio non fosse disponibile, di coppia, per cercare di lavorare sulle dinamiche da lei descritte che sono per voi fonte di disagio.

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27 MAR 2012

Iria Barbiè

Gentile sig. Gianni
la Terapia Breve Strategica da me praticata può aiutare a risolvere problematiche come quelle da lei esposte, disponendo di specifici protocolli di trattamento collaudati con successo da decenni. Per conoscere il tipo di approccio che, in un'alta percentuale di casi e in un numero limitato di sedute, porta alla soluzione del problema, può trovare in internet esaustive informazioni.
Cordiali saluti
dott. Giuseppe Pecere

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27 MAR 2012

Logo Dott. Giuseppe Pecere Dott. Giuseppe Pecere

39 Risposte

18 voti positivi

Buon giorno, credo che sia necessario chiarire con sua moglie la linea educativa che volete adottere con vostro figlio, manca all'interno della coppia comunicazione. Quindi consiglierei prima una terapia di coppia, in modo che vi accordiate su che cosa sia meglio per vostro figlio e successivamente dei colloqui individuali o con suo figlio per imparare a capire meglio quali sono i suoi bisogni.
Cordiali saluti
D.ssa Silvia Parisi Psicologa, psicoterapeuta e sessuologa

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27 MAR 2012

Anonimo

Si, ritengo che l'alleanza necessaria tra Lei e sua moglie debba essere sostenuta da una terapia di coppia.In questo momento, entrambi siete manipolati da vostro figlio.cordiali Saluti

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27 MAR 2012

Logo Dott.ssa Valeria Rinaldini Dott.ssa Valeria Rinaldini

67 Risposte

49 voti positivi

Anzi tutto ringrazio tutti quelli che mi anno risposto dandomi la possibilita' di riflettere su ogni vostro consiglio ,
Anche mia moglie a letto assieme a me, ed abbiamo deciso assieme di affidarci ad un psicoterapeuta , confesso la mia paura se in tal caso non venissimo ad un chiarimento ed ad una soluzione .
A dire la verita' sono stato io a mettermi in gioco, proprio perche volevo capire se era la mia personalita che portava a tutto cio' e la risposta di un psichiatra e stata... antidepressivi ....io non li o accettati ...e raccontando a mia moglie abbiamo deciso di afrontare insieme questo cammino .
buon lavoro a tutti e grazie gianni

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27 MAR 2012

gianni

Sicuramente una terapia familiare potrebbe essere una soluzione, anche se inizialmente io consiglierei un percorso individuale per permettere a lei di fare un attimo di chiarezza nella sua vita e poi, successivamente includerei prima sua moglie ed infine suo figlio.

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27 MAR 2012

Anonimo

Gentile sig. Gianni,
la Terapia Breve Strategica da me praticata che si ispira alle teorie di uno dei massimi esperti della comunicazione umana, il prof. Paul Watzlawick, può aiutare a risolvere in tempi brevi problematiche, come quella da lei esposta, che riguardano la sfera della comunicazione tra i membri di un nucleo familiare. Al fine di scegliere con cognizione di causa il tipo di percorso da affrontare, potrà ottenere altre informazioni su questo tipo di approccio visitando i numerosi siti, tra cui il mio, che si trovano in internet.
Distinti saluti
dott. Giuseppe Pecere

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27 MAR 2012

Anonimo

Salve Gianni, ritengo sia utile per lei e per la sua famiglia, come primo passo, una terapia familiare ed eventualmente una successiva di coppia. Da quello che scrive sembra sentirsi solo in questa difficoltà, perciò qualora non riuscisse a coinvolgere i suoi familiari, può rivolgersi comunque ad un terapeuta per capire insieme come motivare sua moglie e suo figlio alla terapia, e per prendersi cura del suo disagio.
Cordialmente dott.ssa Marianna Bonanni

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27 MAR 2012

Logo Anonimo-121116 Anonimo-121116

7 Risposte

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salve signor Gianni credo che sia fondamentale sia per lei che per la sua famiglia un trattamento, ma la cosa che ritengo fondamentale è iniziarsi a chiedere perchè questa situazione la fa star male!
Distinti saluti Eva Scardone

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27 MAR 2012

evascardone

salve claudio credo che sarebbe funzionale al suo matrimonio e a lei in primis per capire come mai vengono fuori dinamiche cosi' conflittuali!
Distinti saluti Dott.ssa Eva Scardone

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27 MAR 2012

Anonimo

Salve Gianni,
la sua richiesta manifesta diversi tipi di disagi, tutti quanti possono essere affrontati, dipende da lei stabilirne la priorità. Per qunto mi riguarda poichè il problema mi sembra che coinvolga tutta la famiglia, la terapia familiare mi sembra la più indicata, aiuterebbe a capire il perchè dei suoi probabili sintomi depressivi, a comprendere la possibilità di trovare un nuovo modo di comunicare in famiglia e la funzione di vostro figlio dentro il sistema familiare.
Spero nel mio piccolo di esservi sta d'aiuto, D.ssa paola Liscia, Psicologa, Psicoterapeuta

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27 MAR 2012

Logo Studio di Psicologia e Psicoterapia della D.ssa Paola Liscia Studio di Psicologia e Psicoterapia della D.ssa Paola Liscia

20 Risposte

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Gentile signore, credo che in casa sua ci sia bisogno di diminuire il livello di sofferenza che sta contagiando tutti e che vi impedisce di parlarvi con chiarezza, anche su argomenti su cui non siete tutti d'accordo. Credo sia molto importante chiedere aiuto all'esterno della famiglia, ma un aiuto che riguardi tutti i componenti, quali un intervento di una consulenza familiare...no all'intervento piú individuale, quale quello farmacologico, che in questa fase innalzerebbe ulteriori barriere in casa.
Un caro saluto! Dott. Ferro

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27 MAR 2012

Anonimo

Gentile signore

certamente la situazione che descrive è difficile, per tutti voi. Un aiuto psicologico appare indicato. Prima di parlare di terapia di coppia, le suggerisco di richiedere una consultazione, ossia tre colloqui, con lei e con sua moglie, per capire meglio il problema e decidere se è più indicata una terapia di coppia o una terapia che coinvolga anche suo figlio.

Cordiali saluti, luisa arrigoni

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27 MAR 2012

luisa arrigoni

Gen.le Sig. Gianni,
il problema da lei descritto è comune a diverse famiglie. La situazione mondiale nella quale ci troviamo si riflette in modo amplificato all'interno della famiglia mettendo in crisi la stessa. Si viene a creare una situazione conflittuale con problemi di comunicazione tra i vari membri della famiglia.
Lavorare sull'aspetto comunicativo aiuta a evitare e a ridurre i conflitti interpersonali.
Prima di iniziare una terapia farmacologica sarebbe opportuno richiedere una consulenza con un terapeuta per capire e mettere a fuoco il problema evidenziando gli aspetti su cui poter lavorare.
In ciascuno di noi ci sono risorse spesso non utilizzate, bisogna semplicemnte essere aiutati ad utilizzarli.
A disposizione dott.ssa Monica Altare psicologa clinica

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26 MAR 2012

giulia

salve Gianni, certamente avrà già letto i suggerimenti dei colleghi, sui quali concordo professionalmente, una riflessione però vorrei farla in merito al suo disagio. dal momento che chi si sente più oppresso dalla situazione relazionale che vivete in famiglia è lei, ha riflettuto sull'ipotesi di ritagliarsi del tempo per fare lei stesso dei colloqui? poter prendersi il tempo di analizzare più a fondo il problema con un terapeuta potrebbe darle sollievo e chiarezza, ma potrebbe anche permettere agli altri membri della famiglia di considerare con un'ottica diversa tutta la situazione. Rosa Leonardi

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26 MAR 2012

Logo Rosa Leonardi Rosa Leonardi

2 Risposte

Buongiorno gentile signor Gianni, leggendo la sua richiesta, sembrano emergere alcune tematiche rilevanti e complesse: quella attinente alla relazione di coppia, alla relazione genitoriale, alla comunicazione padre e figlio e a dei non detti, al suo arrivare ad assumere antidepressivi.
Rispetto alla domanda che lei porta, mi verrebbe da fargliene altre, in particolare rispetto a che cosa potrebbe aiutarla a stare meglio e, dunque, a far stare meglio lei e la sua famiglia.
L'ipotesi che potrebbe essere interessante seguire potrebbe partire da un lavoro terapeutico che possa mettere insieme queste tematiche ed iniziare a definire le varie posizioni all'interno del vostro nucleo famigliare.
cordiali saluti

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26 MAR 2012

Logo Dott.ssa Belli Valeria Dott.ssa Belli Valeria

6 Risposte

1 voto positivo

Buongiorno Gianni
penso che vi possiate rivolgere a un/una terapeuta, psicologo/a, con il/la quale possiate comprendere e risolvere le dinamiche familiari qui presentate, il/la collega a seconda dell' orientamento paradigmatico che ha studiato decidera' come svolgere i colloqui, se familiari, di coppia o individuali.
ipotizzo da quanto lei ha scritto che una persona esterna alla famiglia, ad esempio un/a esperto/a nella comunicazione relazionale, come appunto un/a psicologo/a, psicoterapeuta possa aiutarvi in questo momento di disagio familiare.
Cordiali Saluti
dott.ssa Nadia Bonato

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26 MAR 2012

Logo Dott.ssa Nadia Bonato Dott.ssa Nadia Bonato

1 Risposta

Buongiorno,
da quanto lei ha scritto le consiglio un incontro con un/a terapeuta, il/la quale decidera' il percorso da seguire a seconda dell'orientamento paradigmatico.
Forse parlare con un terzo esterno, esperto nel settore delle relazioni umane, puo' aiutarvi ad uscire da questo momento di disagio comunicativo familiare.
Cordiali Saluti
dott.ssa Nadia Bonato

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26 MAR 2012

Anonimo

Da quello che leggo è evidente il suo malessere! All'interno del nucleo familiare è tipico creare delle alleanze ( in questo caso tra sua moglie e suo figlio)! Una terapia di coppia potrebbe aiutarvi a stabilire quelli che sono i vostri ruoli... ed una terapia familiare di lavorare insieme a vostro figlio sulle problematiche presenti e sulla comunicazione!!In bocca al lupo...

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26 MAR 2012

Logo Dott.ssa Angela Mancino Dott.ssa Angela Mancino

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