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Conciliare le ambizioni lavorative e le aspettative di coppia

Inviata da Giulia il 9 set 2015 Terapia di coppia

Salve, mi chiamo Giulia e ho 26 anni. Dopo essermi laureata ho svolto un concorso per l'esame di specializzazione decidendo di lasciare la mia città per poter ottenere una migliore formazione. Devo ammettere che una parte di questa scelta e anche legata alla mia volontà di allontanarmi da una realtà che ho sempre vissuto con insofferenza e per cercare di emanciparmi dal mio contesto familiare, amatissimo con idee ben diverse dalle mie. Ho sempre desiderato poter dedicarmi anche al mio lavoro e poter i spostare ma il mio partner, dopo un'inziale condivisione dei miei progetti, ha fatto presente che non condivide la
Volontà di spostarsi perché la vivrebbe con grande senso di sradicamento, inoltre mi ha fatto presente che non vuole che io metta la carriera al primo posto ma la famiglia, come senza dubbio dice che farebbe lui è per questo vorrebbe sposarsi entro il
Prossimo anno nonostante la momentanea lontananza. Quando il suo sostegno è venuto meno sono rimasta di stucco perché pensavo che mi avrebbe supportato o comunque non ostacolato, in più mi chiedo se sia giusto porre condizioni così repentorie ancora prima di sapere cosa succederà. Sento che prova una grande rabbia nei miei confronti per avergli negato la vita che si era prospettato. Ovviamente questa vicenda mi ha portato a mettermi in forte discussione, mi sono chiesta se fossi io quella sbagliata a voler cambiare città e investire non solo sulla famiglia. Mi sono anche chiesta se il mio partner stia dando più importanza alla sua vita così com'è ora è all'idea che ha di come devono andare le cose piuttosto che alla realtà e alla voglia di stare insieme. Forse sto guardando la cosa solo dal mio punto di vista ma anche sforzandomi non sono riuscita a trovare un'altra chiave di lettura. Chiedo scusa per la lunghezza del messaggio e spero di essere stata chiara.

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Gentile Giulia,
mi sembra di capire che il desiderio di autonomia e di realizzazione professionale
è per lei prioritario rispetto alle altre istanze, tanto da spingerla anche ad allontanarsi dal suo paese di origine.
Ora che il suo partner ha avuto un ripensamento, il problema è valutare se lei dispone di sufficiente struttura e autostima da accettare anche l'idea di una possibile rottura del rapporto senza esserne destabilizzata.
Al momento attuale solo lei può fare questa valutazione per il semplice motivo che non risulta presa in carico da alcun terapista.
Di sicuro la data del matrimonio dovrà essere rinviata fino a quando non sarà stata fatta piena luce su questa cosa.
Potrebbe anche darsi che lei non vuole rinunciare ai suoi progetti ma teme di soffrire troppo in caso di rottura della relazione.
In tal caso le suggerirei una consultazione psicologica approfondita con un terapista della zona ove si trova per essere aiutata a prendere le decisioni migliori.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno)

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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Gentile Giulia,
una vita di coppia si costruisce in due. La coppia è composta di due persone. Mi scusi questa ovvia considerazione, ma lei guarda effettivamente le cose solo dal suo punto di vista. Non è che il sostegno del suo ragazzo le è venuto meno, ma non può pretendere che gli obiettivi di lui coincidano perfettamente con i suoi. Qual è il lavoro del suo ragazzo? Può effettivamente spostarsi insieme a lei o dovrebbe cambiare tutta la sua vita? Quali sono i suoi affetti familiari? Deve abbandonare i genitori come vuole fare lei? Ha le sue stesse idee in proposito? Il lavoro è più importante della famiglia per entrambi? Sono tutte domande a cui dovete dare insieme una risposta. Di comune accordo, perché un domani se uno di voi due si dovesse pentire della scelta potrebbe riversare la colpa di tutto sull'altro e questo porrebbe in crisi la relazione. Meglio prevenire e ragionare bene adesso. Non pensa che sia giusto così? Parli con il suo ragazzo serenamente e insieme decidete quello che volete fare e cosa è più importante per entrambi.

Dott. Sergio Rossi Psicologo a Spoleto

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Gentile Giulia, la coppia è un organismo in divenire. Se all'inizio della vostra storia i vostri obiettivi erano conciliabili, adesso sembra che non lo siano più. Occorre un adattamento reciproco continuo che comporta sacrifici da entrambe le parti, ma anche soddisfazioni. Quando i sacrifici vengono percepiti come eccessivi c'è da chiedersi se la coppia sta soddisfacendo i bisogni di entrambi. Un confronto tra i partner su questo punto necessita di assumersi il rischio di ritrovarsi, magari dopo anni, troppo diversi nei modi di essere e negli obiettivi per continuare a camminare insieme.
Cordiali saluti
Dott.ssa Stefania D'Antuono - Venezia

Dott.ssa Anna Stefania D'antuono Psicologo a Venezia

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Cara Giulia,
la formazione di una famiglia non comporta necessariamente la rinuncia della propria carriera poiché le due cose, se si è motivati, possono convivere.
Il suo compagno le sta esprimendo dei timori (paura di vederla allontanare, di cambiare vita, di avere al fianco una donna emancipata, etc) e dei valori di famiglia tradizionale. Occorre capire se i suoi bisogni (di famiglia e carriera) possono conciliarsi con i timori e i valori del suo compagno.
Forse vi state scoprendo più diversi di quanto potevate immaginare. Saluti, dr Katjuscia Manganiello

Dr.ssa Katjuscia Manganiello Psicologo a Pesaro

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Cara Giulia, credo che il suo ragazzo dovrebbe essere felice della sua realizzazione professionale e personale. Riguardo alla necessità di trasferimento da parte di lui , e alla possibilità concreta, non ho informazioni sul suo attuale impiego lavorativo. Ma un buon rapporto di coppia si fonda anche sulle rispettive realizzazioni personali. Certo, nel momento in cui decideste di avere figli , occorre trovare il tempo e il modo di accudirli.

Cordiali saluti
dott. Alessandro Bertocchi (bo)

Dott. Alessandro Bertocchi Psicologo a Bentivoglio

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Un autentico rapporto di coppia è paragonabile ad un processo alchemico e richiede da parte di entrambi i partners una sufficiente emancipazione dalle relazioni precedenti. Mi viene da pensare che tu sia ancora dentro la dinamica in rapporto alla famiglia di origine e nella nuova relazione (che richiede di invertire tale rapporto) tendi inconsciamente a mantenerlo.Ritengo indispensabile che tu ti chiarisca con l'aiuto di un/a psicoterapeuta della tua zona per non diventare vittima di un paradosso. Non so se mi sono fatta capire e pertanto resto a disposizione per eventuali chiarimenti.
Dott.ssa Carla Panno
psicologa-psicoterapeuta

Dott.ssa Carla Panno Psicologo a Milano

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Dott.ssa Carla Panno Psicologo a Milano

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Cara Giulia,
leggendo la sua storia ho pensato che lei e il suo ragazzo ponete delle regole alla vostra storia. In lei vi è la regola della condivisione totale di obiettivi, in lui la regola che la carriera non debba assumere un ruolo prioritario.

Se queste regole sono rigide è difficile incontrarsi: lei per rispettare la regola del suo ragazzo dovrebbe rinunciare a se stessa, lui, per rispettare la sua regola, dovrebbe rinunciare ad essere unica passione della sua vita.

La strada da percorrere, ora come ora, potrebbe essere quella di ammorbidire le vostre regole. Immaginate insieme diversi scenari e provate a descriverli accuratamente; ascoltate le vostre vicendevoli contestazioni e valutate benefici e disagi di ogni scenario. Fatelo con l'obiettivo di "vincere entrambi".

Un saluto
Dott.ssa Francesca Fontanella

Dott.ssa Francesca Fontanella Psicologo a Rovereto

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