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Comportamento papà con figlia

Inviata da Anonima il 20 feb 2019

Salve,
Vi scrivo per avere una vostra opinione. Io e il mio compagno abbiamo una bimba di due mesi. Questa bimba è stata voluta sia da me che dal mio compagno, il quale ha sempre detto di volere una famiglia con almeno due figli. È sempre stato molto premuroso sia con me che con la bimba quando ero incinta. Parlava spesso con la bimba e mi coccolava tantissimo. Ora che la bimba è nata però qualcosa non va e io non so che fare. I primissimi giorni non voleva neanche prenderla in braccio per paura di farle male e di non essere capace a tenerla. Ora incoraggiato anche da me fa tutto con lei, la coccola, la cambia, la addormenta e quando lo fa si vede che la ama molto. Il problema è che lo fa solo su mia richiesta. Torna a casa tutte le sere alle 7:00 la bacia e poi passa a fare le sue cose. Solo se gli chiedo per favore di stare con la piccola perchè devo cucinare, fare la doccia o altro lui la considera altrimenti niente. A volte lei piange e lui continua a fare le sue cose. Se gli chiedo perché la lascia piangere mi risponde che tanto fa sempre così, che non sa che farle, che probabilmente vuole la mamma. A me fa arrabbiare e allo stesso tempo mi rattrista. Ho sempre pensato che sarebbe stato un padre meraviglioso, è sempre stato dolcissimo con me, ma proprio non lo capisco ora. Dice che nostra figlia è troppo mammona che con lui piange sempre. Non credo sia così, spesso piange anche con me, è solo piccola. Però è anche vero che lui non ha ancora capito di cosa ha bisogno e questo perché secondo me non si sforza di comprenderla, non ci passa abbastanza tempo, come piange me la ridà immediatamente. Anche la notte non c'è una volta che lui si sia proposto di riaddormentarla. Tutte le nottati me le sono fatte da sola, solo un paio di volte l'ho svegliato ed implorato di darmi il cambio perchè ero troppo stanca e rischiavo di addormentarmi con la bimba inbraccio. Inoltre ho l'impressione che a volte si senta in competizione con lei per le mie attenzioni. Si lamenta che non ho più alcun tempo per lui. Il problema è che io sono molto stanca, sono 24 ore su 24 a disposizione della piccola e non ho alcun aiuto, non capisce che se anche lui mi aiutasse un po' di sua iniziativa sarei meno stanca e indaffarata e mi potrei godere anche la sua presenza. Ho l'impressione che sto crescendo la piccola da sola. Ho provato a parlargli tante volte, allora lui si è proposto di aiutarmi i due giorni successivi e poi nulla, tutto come prima. Cosa sbaglio con lui, cosa posso fare?

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Cara utente,
quando nasce una bimba/o gli equilibri della coppia si modificano, entrambi i partners hanno necessità di essere flessibili e di adattarsi alla nuova famiglia.
Per la mamma è immediato il legame, la relazione materna inizia con il concepimento ed in qualche modo prosegue intensa ed indissolubile tutta la vita. Il padre arriva in un secondo momento, tuttavia la presenza è sicuramente di vitale importanza.
Continui a sollecitare il compagno alla presenza con la bimba, esprima cio' che sente a livello emotivo, richieda alcuni compiti di accudimento.
Per aiutare la coppia e anche se stessa in questa fase sarebbe utile un percorso individuale o di coppia affinchè lei non rimanga sola affettivamente e allo stesso tempo sia possibile coinvolgere maggiormente il compagno nel nuovo menage familiare.
Resto a disposizione
Dr.ssa Donatella Costa

Dr.ssa Donatella Costa Psicologo a Rezzato

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Gentile signora,
l'arrivo di un figlio è un evento dirompente che mette a dura prova ciascun genitore e anche la coppia. Fino a che il bambino è soltanto immaginato è più facile mettersi a disposizione dell'altro e fantasticare sul futuro, ma quando arriva il bimbo in carne ed ossa bisogna fare i conti con la realtà: pianti, notti in bianco, preoccupazioni, senso di inadeguatezza e molte altre emozioni possono minare un equilibrio consolidato. Tenga conto che, al giorno d'oggi, moltissimi adulti diventano genitori senza aver mai visto un neonato da vicino, e questo vale soprattutto per gli uomini. Io credo che suo marito sia spaventato per il nuovo ruolo e insicuro circa le sue capacità di prendersi cura della piccola, per questo ha un atteggiamento passivo e sfuggente. Le suggerirei di prendere appuntamento in un consultorio di zona (magari quello nel quale ha seguito il corso pre-parto) e di farsi aiutare a gestire meglio la quotidianità con suo marito, prima che risentimento e sfiducia crescano dentro di lei. Molti auguri.

Dott.ssa Roberta Altieri Psicologo a Milano

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Gentile A., lei non sbaglia nulla! Mi ha rattristato molto leggere la sua storia, ma devo purtroppo dirle che situazioni come la sua ne ho sentite tante. Molti uomini purtroppo non hanno la responsabilità e la maturità di prendersi cura veramente dei propri figli. Questo è più frequente quando si è molto giovani (non dice la vostra età). Per fortuna almeno il suo compagno sembra qualche volta essere più disponibile. Con rammarico le dico: non esistono situazioni facili, bisognerebbe anche indagare qual è il vissuto del suo compagno. Per questo sarebbe molto indicato un percorso di coppia, se lui è disponibile, altrimenti, piuttosto che soffrire in solitudine, è molto meglio che entri da sola in psicoterapia. Un cordiale saluto
dr. Leopoldo Tacchini

Dott. Leopoldo Tacchini Psicologo a Firenze

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