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comportamento di mio figlio

Inviata da marco il 18 ott 2012 Aggressività bambini

Salve, mio figlio e molto vivace e litiga spesso con una sua compagna di classe. Oggi le ha dato una spinta e lei si e messa a piangere arrivata a casa ha raccontato tutto alla mamma che a sua volta mi ha mandato un sms dicendomi che se mio figli l'avesse rifatto sarebbe andata a prendere provvedimenti dal dirigente scolastico. Cosa posso fare?

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Gentile Marco, non credo che sia il caso di allarmarsi se questi comportamenti in suo figlio emergano solo con una bambina, per cui, sarebbe fondamentale che lei cercasse di farsi dire da suo figlio il perchè di questi atteggiamenti, cioè che cosa è che provoca in lui questa relazione, e dopo aver compreso le cause, cerchi, in collaborazione con le maestre e l'altra mamma di evitare che ciò riaccada!
Cordiali saluti!

Dott.ssa Angela Virone Psicologo a Agrigento

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Gentile Marco,
dalle sue parole sembra che il rapporto di suo figlio con questa sua compagna in particolare abbia degli episodi di questo tipo, cosa che non accadrebbe con altri bambini e bambine. Il comportamento di suo figlio potrebbe riguardare quindi qualche aspetto specifico di questa amicizia e forse sono le maestre ad avere maggiori strumenti per capire le dinamiche che si verificano, Provi a chiedere a loro, cercando anche la loro collaborazione per evitare che questi piccoli scontri, frequenti nelle classi, diventino episodi di tensione e di malessere per i bambini e soprattutto per suo figlio e la sua compagna di classe. Un cordiale saluto, dott.ssa Lucia Mantovani, Milano

Studio di Psicologia Dott.ssa Lucia Mantovani Psicologo a Milano

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Gentile Papà,

le attenzioni di un genitore verso il proprio figlio sono comprensibili, tanto più alla luce del fatto che - una volta che un figlio entra in classe – si relega implicitamente la sua funzione educativa agli insegnanti e ad altre figure di riferimento.

Ora, la voce di questa mamma parla da sè. ..C'e' ansia per una figlia che torna a casa piangendo e che, probabilmente, riporta - tra i tanti fatti - anche l’esperienza con i compagni di scuola, compresi i litigi avvenuti con suo figlio.

Certamente di fronte a tali evidenze, sarebbe bene che Lei trovasse una "mediazione" con i genitori di questa bambina, bypassando in primis le tecnologie e gli sms ...e mostrando la Sua totale disponibilità ad un incontro diretto con questi genitori. Riguardo ciò, Le suggerirei di manifestare la Sua disposizione a trovare una "soluzione comune" per il bene dei due compagni di scuola e della classe in generale.

Il suo atteggiamento positivo, potrebbe far desistere questa mamma (e questo papà) dal proposito di attuare un’azione di “lamentela” attraverso la via del dirigente scolastico. Questo proposito, infatti, Le rimanderà l’idea di un'eventuale azione perpetrata dall'alto verso il basso, un'azione che in tal senso porterebbe la sua famiglia all'obbligo di sottostare ad un'autorità super partes.

Rimango a disposizione per un eventuale chiarimento,

con i migliori saluti

Studio di Psicologia Varotto Psicologo a Abano Terme

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Salve Marco!
Innanzitutto quanti anni ha suo figlio?
Essere vivaci, litigare con una sola bambina e dare alla stessa una spinta non mi sembrano comportamenti esagerati.
Che i bambini siano vivaci è una cosa positiva, in quanto l'attivazione e la vivacità stimolano l'intelligenza e la curiosità, questo ovviamente però nei limiti della norma; litigare con gli amichetti, succede ed è fisiologico, perché vuol dire avere idee diverse e difenderle, anche questo comportamento però nei limiti della norma; dare uno spintone ad un'amichetta con cui spesso il bambino litiga è un modo di comunicare e di esprimere una propria idea, soprattutto per i bambini che non hanno pienamente acquisito la capacità di linguaggio per esprimere i propri bisogni.
Bisogna conoscere l'età di suo figlio per poterle suggerire un modo per affrontare quello che potrebbe essere una disagio e soprattutto dovrebbe darci qualche esempio in più di comportamenti di suo figlio che vengono da lei considerati problematici.
Per maggiori informazioni, può contattarmi anche telefonicamente.
Dott.ssa Marianna Vallone. Roma

Marianna Vallone Psicologo a Modena

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Gent.le Marco,
si può comprendere che sia preoccupato dal "monito" di rappresaglia da parte di questa mamma e di conseguenza del comportamento di suo figlio. Può essere uno spunto per porre l'attenzione su un qualche aspetto che forse è sfuggito o nuovo di suo figlio. Ma dalle poche informazioni non è possibile darne una qualche rilettura in questa sede. Credo che sia utile, di buon senso, comunicare direttamente con l'altro genitore sulla questione e con suo figlio in primis, per chiarire meglio il significato di questi " scontri" e la situazione. Può essere appunto un segnale o un normale momento di "confronto" e di crescita per e con suo figlio, che non comporta necessariamente un aspetto di disagio. Quest'ultimo andrebbe valutato attentamente, se fosse il caso.
cordialmente

Dott.ssa Elisa Fagotto Psicologo a Portogruaro

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Buongiorno Marco,
il comportamento di suo figlio è sicuramente finalizzato ad uno scopo e bisognerebbe capire, attraverso un'attenta osservazione, qual è questo scopo. In ogni caso, provi a premiare suo figlio quando NON si comporta in questo modo e cerchi di essere il più tollerante e comprensivo possibile quando invece si comporta così, restando comunque fermo e spiegandogli che la modalità che suo figlio ha scelto non è appropriata, magari aiutandolo a trovarne altre. Non è specificata l'età del bambino, questo è un dato importante per comprenderne il comportamento e impostare una risposta efficace. Inoltre, se possibile, coinvolga le maestre affinché si possa agire in modo coerente sia a casa che a scuola. Con i dati forniti non è possibile avanzare ipotesi o fornire risposte più dettagliate.

Centro Fiorentino Di Psicoterapia Cognitivo Comportamentale Psicologo a Firenze

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Buongiorno signora,
penso che questi atteggiamenti siano abbastanza frequenti tra bambini. Ciò non vuol dire che se reiterati nel lungo tempo, non abbiano un significato da considerare. Credo al tempo stesso che la reazione dell'altra mamma, sia altrettanto giustificata: quale mamma o papà vorrebbe che il proprio figlio venga picchiato o anche solo spinto? Valuti bene se è il caso di allarmarsi; innanzitutto può spiegare, anzi comunicare con suo figlio, sull'importanza di non fare gesti di quel genere e poi coinvolgere le maestre o i maestri che tra i vari ruoli, hanno sopratutto quello di EDUCARE e supervisionare i bambini.
Cordiali saluti

Dott.ssa Roberta De Bellis Psicologo a Gallarate

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