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Come uscire dalle quattro mura della propria mente?

Inviata da ArcanoMaggiore il 6 set 2019

nato in una buona famiglia, ho iniziato la mia vita al massimo, con un infanzia felice e una strada lastricata di successi, mi sono stati riconosciuti molte volte talenti ed elevato intelletto, sono arrivato all'adolescenza con il massimo dei voti, per così dire, avevo tutto ciò che si può desiderare, ragazze , un lavoro , una vita sociale di rilievo , una famiglia contenta , formata da elementi colti e gentili che avevano rispetto e considerazione nei miei confronti.

ora ho 27 anni, mi sento un infante ma è inutile definirsi tale, sono un uomo, solo, che vive in un monolocale, senza lavoro, non ho un rapporto da anni, nemmeno sessuale perché andare con le pute non mi va, ho ormai amici contati sulle dita di una mano, ma tendo a evitarli e se li ho, sono semplicemente gli ultimi frutti dell'infanzia che posso ancora cogliere, la mia famiglia cerca di non darmelo a vedere, ma tutto sommato mi considerano un fallito, non come faccio io a mezzi termini e sfumature, semplicemente un peso, uno che non impara mai la lezione, così è come l'intera società mi etichetta a conti fatti...

ho una macchina, ma cade a pezzi visto che ogni tot ci scappa l'incidente (attendo ancora la volta in cui avrò ragione e sarà qualcun altro a dovermi risarcire).. non lavorando per mesi, mia madre mi ha dovuto prestare dei soldi a modi paghetta per il 15enne, 3000 euro, affinché potessi cercare un occupazione, possiamo dire che qualche sporadico tentativo l'ho fatto, naturalmente l'ho raccontata come se avessi scalato le montagne pur di trovare uno straccio di impiego da pulisci cessi, ma non è proprio così, mi sono recato qualche volta a qualche agenzia interinale , sperando in loro e nella cara vecchia buona stella, ma non è andata bene, pure la stella sembra essere precipitata; attualmente ho circa 50 euro, il frigo completamente vuoto, l'auto priva di benzina, l'enel che mi staccherà la corrente nei prossimi giorni e l'affittuario che mi chiama un giorno si e uno no, ricordandomi che gli devo pagare settembre e esortandomi a pensare al fatto che, è nei suoi diritti cacciarmi di casa.

Ora arriva la parte triste quindi armiamoci di popcorn e musiche classiche che stimolino la serenità..
in tutto questo, non provo niente, non sono depresso , non piango, se ci penso me ne preoccupo un po', dunque la mente cerca rapidamente di trovare una soluzione ma non ne vede alcuna, al ché mi concentro su altro e subito la preoccupazione passa, trascorro la giornata tra il fumare i miei 2 pacchetti al giorno, guardare film e anime giapponesi, giocare al computer a quei giochi d'azione che richiedono tutta la tua attenzione per ore e ore, non che me ne freghi niente dei giochi, non punto a guadagnare 1 milione vincendo il gran torneo di picchia-duro degli USA, semplicemente i pensieri si arrestano del tutto durante la mia droga videoludica o semplicemente non ho di meglio da fare.

Quando provo ad uscire di casa e rapportarmi con il genere umano mi rendo conto di due cose:
1 - il genere umano è piuttosto deludente, i più classici esempi di persone che mi ritrovo di fronte sono....
il vecchio analfabeta al bar, ubriaco alle 5 del pomeriggio che inizia a litigare col vecchio di fianco
la signora di mezza età dotata di una superficilità raccapricciante, non accortasi che l'età ha fatto il suo corso, controparte della ragazzina figa che vive di phatos e della sua giovane pelle, desiderata dai maschi, questo gli basta
l'ometto che è stato inglobato nella società, scialbo e squallido , ma anche vestito in giacca e cravatta, non ha compreso di aver perso ogni genere di istinto umano e naturale, ma finché non se ne rende conto , nell'ospizio, durante gli ultimi anni della sua miserabile cyborg-vita, nessun problema
perbenisti di uno squallore incredibile, persone che non posso disprezzare in realta, ma mi rendo conto della loro cecità, non solo raccontano perbenismi inesistenti come fossero versetti della bibbia, ma non si rendono nemmeno conto che chi li circonda li sfrutta, lurida feccia che non sono altro..

2 - ho perso la capacità di dialogare in maniera degna, non trovo le parole, se le trovo è per dire cose di cui non interessa un cazzo neanche a me, a persone di cui non mi interessa nulla, se bevo divento improvvisamente socievole con chiunque e abilissimo con le donne, ma poi non concludo perché sotto sotto, se l'alcol elimina la timidezza, di sicuro non elimina 10 anni di totale insuccesso e l'insicurezza che ne consegue.

Tra me e me penso a volte di assaltare un bel ristorante, che tanto sono assicurati e non gliene frega un cristo di rischiare la pelle per il contenuto della cassa, portare via il bottino e almeno rimettermi a pari con i miei adorabili creditori.
Provo confusione, a volte il vuoto , a volte sono propenso a fare le cose come si deve, a volte mi perdo in sogni, in cui sono a capo di una multinazionale e assoggetto deludenti umani al mio volere, calpestando chiunque si metta sul mio cammino, a volte penso di sparire dalla circolazione, ultimamente ho pensato che sarebbe meglio morire , che sono stanco, manco avessi 80 anni..

fino a poco tempo fa mi stavo impegnando a imparare grafica 3D e programmazione per progettare un videogame e farci su qualche quattrino, inserirmi nel settore e condurre una vita facendo ciò che mi piace, perché mai potrei pensare di arrivare al pensionamento in mezzo agli operai, 10 anni in una fabbrica ho passato e mi sono bastati a capire che con il fattorino italiano medio, io , non ho nulla da condividere (calcio compreso, visto che non me frega un cazzo di venerare un dislessico con i polpacci grossi) ; peccato che anche questo sogno o progetto come lo vogliamo chiamare, si sia arrestato negli ultimi mesi, di totale , completa , apatia .

faccio perfino fatica a rifugiarmi nella fantasia, nei mondi alternativi e fantastici che la mia mente era capace di partorire.. questo mi preoccupa un po', storie avvincenti in mondi fantasy viste con il proprio terzo occhio, sono molto meno noiose di questo mondo
questo pianeta ha qualcosa da offrire per chi non ha abbandonato i piaceri della carne e del fruscio della carta, oppure per chi, dopo aver abbandonato i propri sogni, si sente ancora degno di crearsi una famiglia, buttando così tutti i propri sogni e aspirazioni sulle spalle dei figli, con l'ultimo (pare potente) obbiettivo per il quale vale la pena di vivere, la continuità della stirpe.

ora, sperando di non ricevere la classica risposta: "potresti fare una visita specialistica ed eventualmente, se il tuo consulente ritiene sia necessario, seguire un periodo di terapia che ti possa aiutare"
se c'è realmente qualche talentuoso psicologo che mi possa dare una mano, quantomeno a capire da che parte girarmi o se esiste una (magari più di una) particolare sindrome che corrisponde ai miei tratti, attendo, ma senza ansia e soprattutto, senza chissà quali speranze

perché ogni psicologo che intende rispondere , dovrà fare i conti con una mente scaltra e profonda, la mia; mente che per altro ha 14 poderosi strati da superare, 13 che cercheranno in maniera diversa di aggirare abilmente ogni sotterfugio , beneficio, maleficio, tentativo di comunicazione proveniente dall'esterno, l'ultimo strato partirà col presupposto che gli altri 13 abbiano torto e lavorerà dalla vostra parte, ed è ciò che permette a chi è chiuso in 4 mura di avere una finestra che faccia entrare uno spiraglio d'aria fresca, non chè la difesa contro la pazzia, ma devo anche dire che quest'ultimo strato non è mai servito a nulla se non a dividere la logica dalla follia, perché chi afferma che la terra è piatta dice una cazzata, chi spera nel aiuto divino o che la frase di uno psicologo gli cambi la vita, è in torto allo stesso modo, semplicemente.. Non Succederà!
ma vi prego lo stesso di aiutarmi a capire.. vi chiedo aiuto

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Buongiorno,
trovo il suo post molto provocatorio ma anche noioso e questo mi dà il metro della sua sofferenza. La rabbia e l'ironia rendono difficile raggiungerla, anzi viene la voglia di non risponderle e lasciarla là dov'è, chiuso nella sua convinzione di superiorità.
Penso che l'apatia, mista a rabbia, rancore e altezzosità le siano servite per salvarsi da una condizione evidentemente troppo dolorosa per essere affrontata, il desiderio di non sentire la frustrazione e il senso di fallimento l'avranno portata a spegnersi per sopravvivere.
Che fare? Rivolgersi ad un terapeuta che resista ai suoi attacchi, che riesca a vedere la bellezza dietro la sua rabbia e che la aiuti a scendere da questo piedistallo in cui il fallimento l'ha fatta posizionare. Solo all'interno di una relazione terapeutica potrá trovare la cura per la sua sofferenza, so che lo sa, deve abbassare la testa e chiedere aiuto, poi il resto verrà da sé.
In bocca al lupo
Dott.ssa Monia Crimaldi
Psicologa psicoterapeuta
Palermo

Dott.ssa Monia Crimaldi Psicologo a Palermo

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Gentile utente,
è veramente un peccato che nella sua vita ci sia stata una involuzione da una fase positiva che ha descritto inizialmente ad un'altra negativa che ha raccontato in seguito e sarebbe interessante comprendere meglio il come e perchè è avvenuto tutto questo onde poter correggere, se possibile, quegli errori che evidentemente, consapevolmente o inconsapevolmente, sono stati commessi.
Comunque lei ha 27 anni ed è ancora sufficientemente giovane per poter risalire la china ma servono buona volontà e umiltà.
Pertanto dovrebbe uscire dalla rabbia, dalla indolenza e dalla depressione e continuare a cercare un lavoro, anche umile purchè onesto, per potersi innanzitutto mantenere senza perdere in dignità e senza squalificarsi o aderire al nichilismo.
Le sembrerà poi strano, ma quello che lei ha definito forse con disprezzo "continuità della stirpe" è uno dei valori più importanti da non perdere di vista.
Quanto all'aiuto psicologico, non è una frase dello psicologo che può cambiare una vita bensì un percorso di accompagnamento che deve durare qualche anno per poter operare la "ristrutturazione" di una personalità fragile.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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è veramente un peccato che nella sua vita ci sia stata una involuzione da una fase positiva che ha descritto inizialmente ad un'altra negativa che ha raccontato in seguito e sarebbe interessante comprendere meglio il come e perchè è avvenuto tutto questo onde poter correggere, se possibile, quegli errori che evidentemente, consapevolmente o inconsapevolmente, sono stati commessi.
Comunque lei ha 27 anni ed è ancora sufficientemente giovane per poter risalire la china ma servono buona volontà e umiltà.
Pertanto dovrebbe uscire dalla rabbia, dalla indolenza e dalla depressione e continuare a cercare un lavoro, anche umile purchè onesto, per potersi innanzitutto mantenere senza perdere in dignità e senza squalificarsi o aderire al nichilismo.
Le sembrerà poi strano, ma quello che lei ha definito forse con disprezzo "continuità della stirpe" è uno dei valori più importanti da non perdere di vista.
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