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Come uscire da una violenza fisica e psicologica?

Inviata da nicoletta mazzone · 9 giu 2015 Violenza di genere

Buongiorno,
ho una relazione molto complicata iniziata sette mesi fa con un uomo sposato, che mi ha sempre detto di portare pazienza e di aspettarlo. Dopo tre mesi di relazione la moglie scopre tutto e mi cerca dicendomi di tenermelo pure. Dopo questo fatto lui sparisce per circa quindici giorni, quando ritorna da me mi confessa che la moglie se ne è andata di casa e lo ha buttato fuori dall'azienda che avevano insieme. Lui mi cerca per stargli vicino e per aiutarlo. Così io faccio lo aiuto nella ricerca di una macchina mi informo sulla possibilità di aprirmi una azienda a nome mio (come lui mi ha chiesto), cosa che poi non ho fatto, mi chiede di lavorare comunque per lui.
Accetto di aiutarlo come impiegata, ma dopo un giorno di aiuto comincia a sminuirmi (non sai fare nulla, sei lenta ) il che io mi altero e me ne vado, lui mi insegue e mi dice (se te ne vai non cercarmi più).
Il giorno dopo lo cerco con risultato negativo, ma il giorno dopo lui mi chiama per prendere un caffè, io ci vado e lui mi dice che non se la sente di avere una relazione che è meglio rimanere amici, a questa sua affermazione io me ne vado rattristata. Mi cerca nuovamente per telefono dicendomi che è meglio separare il rapporto di lavoro perché c' è troppo coinvolgimento emotivo. Così abbiamo continuato il nostro rapporto con alti e bassi senza nessun vero impegno da parte sua, finché una quindicina di giorni fà comincio ad andare a casa sua, passiamo delle serate belle con complicità nel fare le cose di casa da parte mia per fargli sentire tutta la mia vicinanza: Ma vedo nei suoi atteggiamenti un senso di comando sottile, (mi puoi aiutare a sistemare casa, ci sarebbe da stirare delle camicie, tu che sei brava ci fai del caffè cose di questo genere). Premetto che ultimamente si rifiutava di avere rapporti intimi con me oppure se voleva fare del sesso, cercava solo il suo piacere.
Tutti i giorni mi cercava programmando il mio arrivo in casa sua e chiedendomi di fare la spesa (insomma un rapporto da marito e moglie). Ma i suoi atteggiamenti mi facevano sentire sminuita. Pochi giorni fà gli ho chiesto che ruolo ho io per lui, la sua risposta è stata (quello di sempre), io non ciò più visto e me ne sono andata, ma pochi secondi dopo ritorno sui miei passi e lo aggredisco perché volevo delle spiegazioni, è da qui ché tutto ha avuto un risvolto, lui mi ha tirato uno schiaffo e mi ha rotto la bocca, ha cominciato a offendermi e ho reagito, mi ha dato una spinta e mi ha fratturato un ginocchio.
Sono andata all'Ospedale ma non ho denunciato l'accaduto, lui dopo quattro giorni mi ha cercato, quando mi ha visto con la gamba rotta al momento si è rattristito ma poi ha voluto riparare facendomi la spesa. Mi ha detto che immaginava potesse capitare una cosa del genere perché c'é coinvolgimento e io sto sempre a rompergli le scatole. Ora mi cerca al telefono ma è come se non fosse accaduto nulla. Io ho paura che questa mia dipendenza non mi faccia liberare da lui. Non so più cosa fare vivo malissimo tra ansia e dipendenza.
Nicoletta

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Gentile Nicoletta, la situazione che descrive é complessa e dai numerosi risvolti emotivi.
Partiamo dal punto fondamentale, l'incolumità fisica.
In un rapporto sentimentale esistono molte forme di violenza, ma la violenza fisica, soprattutto quando porta a lesioni serie come quelle da lei descritte, non dovrebbe fare parte di una relazione.
In ospedale ha scelto di non denunciare il suo aggressore per motivi comprensibili, la relazione, le emozioni che prova nei suoi confronti, le sue riflessioni sulla situazione e le possibili conseguenze, ma tutto questo non deve ostacolare il tema principale che emerge dalla sua domanda: quanto si vuole bene Nicoletta?
Per costruire una relazione di coppia é importante avere un buon rapporto con se stessi e, partendo da quello, costruire un'intimità desiderabile nonostante gli alti e bassi.
Spero di esserle stato di aiuto, non esiti a scrivere per ulteriori dubbi.
Cordiali saluti.
Dr. Valerio Celletti

Studio di Psicologia Cognitiva e Sessuologia - Dr. Valerio Celletti Psicologo a Milano

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Cara Nicoletta,
le consiglio di rivolgersi quanto prima ad uno psicologo nella sua città. In questo modo è possibile pianificare bene la situazione e le azioni da fare. Si sentirà gradualmente più forte e meno sola nell'affrontare questa situazione.
I miei migliori auguri
Dott.ssa Ilaria Albano
Psicologo a Roma

Dott.ssa Ilaria Albano Psicologa Psicologo a Milano

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Cara Nicoletta, come tu stessa aggiungi alla fine della tua lettera, è una TUA dipendenza. Si tratta di qualcosa che tu inconsciamente insegui: lo dici in tutto il tuo scritto. Il problema non riguarda quest'uomo ma proprio tu. Ritengo tu possa affrontarlo e vederlo con chiarezza con uno specialista anziché muoverti senza separarti mai in fondo dal tuo stesso problema che mi pare sia il vero oggetto di interessa pulsionale per te. Dott.ssa Elsa Forner. Paderno Dugnano (MI)

Dott.ssa Elsa Forner Gatto Psicologo a Paderno Dugnano

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Salve Nicoletta,
ho letto quanto scrive e immagino sia il suo dolore per come si sta sviluppando questa relazione sia la sua paura. Mi sembra di capire chiaramente che ha letto nei comportamenti del suo "fidanzato" degli atteggiamenti aggressivi e sminuenti; questo mi fa immaginare che lei abbia chiaro come vuole essere trattata in una relazione e cosa le piace o meno. Lo scrive lei stessa e lo confermo che questa relazione si sta trasformando in una dipendenza e che spesso chi diventa dipendente ha paura dell'abbandono e sopporta molti atteggiamenti per paura di rimanere sola. Rispetto a quanto scrive mi sembra di capire che la vostra relazione è già complicata e non parte con i migliori presupposti, mi viene spontaneo chiederle cosa vuole fare? vuole rimanere con lui? è possibile provare a lavorare sulla sua dipendenza affettiva e sul rafforzamento della sua autostima.
Se vuole approfondire o ha domande resto a disposizione.
Un caro saluto
Dott.ssa Eleonora Sellitto

Dott.ssa Eleonora Sellitto Psicologo a Roma

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G.le Nicoletta, la sua è una situazione davvero rischiosa.
Purtroppo ci sono diversi segnali che non fanno pensare ad uno sviluppo positivo di questa relazione. La buona notizia però è che lei mi sembra ancora abbastanza lucida per uscirne.
Colgo la sua lucidità quando intuisce che quest'uomo sta mettendo in atto una forma di controllo o comando sottile. Colgo la sua lucidità nel momento in cui teme di impantanarsi in un circolo di dipendenza affettiva.
Allora sfrutti questa lucidità per chiedere aiuto; innanzitutto si faccia supportare da famiglia e amici e poi si rivolga a professionisti, lo può fare in varie forme (psicologo, telefono rosa, centri antiviolenza, gruppi di auto aiuto).
Si ricordi che il primo schiaffo difficilmente rimane isolato (fra l'altro qui c'è già ben più di uno schiaffo). Inoltre questa persona non sembra cercare una compagna ma un qualcuno di cui può servirsi in base alle sue esigenze: socia in affari o finanziatore, impiegata, donna di servizio ecc.
Dalle sue parole comunque credo che nel profondo lei lo abbia già intuito. Le faccio i più sinceri auguri di risolvere al più presto la situazione. M. V.

Studio di Psicologia Clinica e Psicoterapia dr. Michele A. Vecera Psicologo a Cagliari

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Cara Nicoletta, la situazione che sta vivendo è complicata altrimenti non si sarebbe rivolta a degli specialisti per sapere cosa fare. La violenza fisica non può essere giustificata in nessuna maniera nessuno merita di essere colpito nella maniera in cui è stata colpita lei e in nessun altra maniera. Parla di dipendenza bisogna affrontare questo problema che forse è la chiave della sua liberazione da questo rapporto "malato" . Ora la prego condivida con i suoi cari quanto accaduto ne parli e cerchi aiuto e sostegnio presso uno psicologo o un centro che si occupa proprio di abusi. Di solito che compie atti simili una volta è in grado di ripeterli, per cui sarebbe bene allontanarsi. Lei non può aiutarlo come lui vorrebbe ed è importante che ora inizia a pensare a stare bene ed al suo benessere ha già fatto tanto e nessuno ha il dono dell'onnipotenza. Per qualsiasi approfondimento sono a sua disposizione.
Dott.ssa Rosas Maria Giovanna

Dott.ssa Maria Giovanna Rosas Psicologo a Como

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Gentile Nicoletta,
mi sembra che la sua storia, iniziata già tra le difficoltà, quanto a queste vada peggiorando. E' certa di volerla continuare?

cordiali saluti

Valentina Sciubba Psicologo a Roma

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Salve Nicoletta,
lei si trova in una situazione estremamente rischiosa, non riesco a trovare nessuna giustificazione ad un comportamento così violento e cerchi di non trovarla neppure lei!
Cerchi immediatamente aiuto, può attivare una serie di manovre per aiutarsi a tirare fuori da questa situazione a cominciare dal Telefono Rosa. Successivamente quando si sentirà, può iniziare un percorso di terapia che l'aiuti a capire perchè vuole stare con qualcuno che mette in pericolo la sua vita, per imparare a proteggersi e per volersi bene.
Tanti auguri.
Dott.ssa Lorico Psicoterapeuta a Piacenza

Dott.ssa Concetta Lorico Esposto Psicologo a Piacenza

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Gentile Nicoletta,
dalle sue parole emergono chiaramente dolore, sofferenza ed ansia per una situazione che effettivamente è per lei fonte di pericolo.
Nessuna forma di violenza può essere giustificata.
Lei è in allarme...presti attenzione a questo segnale di allarme e prima di tutto ascolti, tuteli e si prenda cura di se stessa. Per farlo è innanzitutto importante che faccia riferimento alla sua rete sociale, alle persone che le sono care (famigliari ed amici). Potrebbe esserle inoltre utile un percorso psicologico nel quale da un lato affrontare e metabolizzare i recenti accadimenti, dall'altro lavorare su se stessa volto all'ascolto, alla tutela e alla valorizzazione di sè (anche in un contesto relazionale).

Cordiali Saluti
Dott.ssa Stefania Valagussa

Dott.ssa Stefania Valagussa Psicologo a Concorezzo

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Salve Nicoletta, questo suo sfogo più che una domanda o una richiesta di aiuto racchiude una paura e una fragilità che riguardano la sua persona. La dipendenza nasce spesso da un'insicurezza, da una bassa autostima. Non avere rispetto di se stesse porta spesso l'altro ad assumere un ruolo di potere e di violenza. Ogni forma di violenza è una ferita che nessuna donna dovrebbe portare con se. Ogni forma di violenza non può essere inserita in un rapporto di amore che prevede la cura, il rispetto e la progettualità all'interno di una coppia.

Cordiali saluti
Dott.ssa Laura Messina

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Buongiorno Nicoletta,
dalle sue descrizioni sembrerebbe emergere un rapporto tra vittima e carnefice, dove la vittima è lei e, nel momento in cui lei reagisce lui la fa diventare un carnefice. E' un rapporto che ha le caratteristiche della patologia e che per lei non sembra poterle dare alcuna prospettiva di serenità. Mi sento di consigliarla di farsi aiutare per affrontare questa situazione e al tempo stesso questo aiuto l'aiuterà a capire cosa la porta a stare in un rapporto con persone con le caratteristiche da lei descritte.
Un cordiale saluto
Anna Ambiveri

Dott.ssa Anna Ambiveri Psicologo a Torino

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Cara Nicoletta, mi arriva pienamente la sua paura e il suo dolore e immagino come lei si possa sentire. Io mi sento di dirle di allontanarsi da questo uomo capisco che non è semplice subito ma con il tempo lei si accorgerà che sarà solo un bene, c'è il sacrifico di aver una grande forza oggi per un bene grande domani. ci provi.

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Gentile Nicoletta,

Grazie per averci contattato e per cercare un aiuto rispetto alla situazione problematica che sta vivendo con questo uomo. Da quello che scrive e descrive la vostra relazione appare oltre che complessa anche disfunzionale in quanto sono accadute molte cose che vanno oltre una base di intimità, intesa come vicinanza sentimentale. Siete una coppia ma una coppia nella quale questa persona tende a dominare a scopo manipolativo. Aldilà dell'accaduto con la moglie, dei gesti di sfruttamento che lei Nicoletta sta vivendo e che sono comunque tutti aspetti importanti da non sottovalutare, ancor di più lo è l'aggressione fisica. Purtroppo, quando accadono situazioni del genere è assolutamente importante riuscire ad allontanarsi da questo genere di persone che usano la violenza come strumento di comunicazione e di imposizione. Se lo ha fatto una volta, con estrema facilità lo farà ancora, soprattutto se lei continuerà a rimanere al suo fianco.
Posso comprendere la sua difficoltà nell'esporre denuncia, posso comprendere che in questo momento lei si trova in una situazione di impasse dove non sa bene come agire, cosa pensare, tuttavia ritengo che per lei sia importante prendersi cura di quanto sta vivendo e le consiglio di rivolgersi ad un collega psicoterapeuta affinché possa ricevere un sostegno, anzitutto emotivo. Attraverso una terapia, oltre a capire i motivi per i quali è legata ad un uomo con queste caratteristiche relazionali, potrebbe trovare il giusto appoggio e la necessaria motivazione per separarmene ed eventualmente denunciare.
Rimango a disposizione per ulteriori informazioni o contatti.
Dott.ssa Anna Gallucci

Dott.ssa Anna Gallucci, Psicologa - Psicoterapeuta Psicologo a Vicenza

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Buonasera Nicoletta,
la situazione che ha descritto non è semplice. L'uomo che descrive sembra avere poca consapevolezza della responsabilità delle sue azioni. Forse dovrebbe ascoltare il suo istinto ed allontanarlo. Se pensa di avere difficoltà nel farlo si faccia aiutare, ne parli con persone esperte, amici e familiari.
Non credo che sia accettabile o giustificabile il comportamento di questo uomo, di nessuno in generale che si comporti così.
La prima cosa che dovrebbe fare magari è proteggersi, evitare le situazione rischiose e capire, magari con l'aiuto di un/una collega, come mai si sente dipendente da un uomo simile.
Fossi in lei valuterei anche se sia il caso, con il supporto di qualcuno, di fare una denuncia. Magari si può rivolgere a qualche associazione che si occupa di problemi simili.
Spero si risolva al meglio la situazione

Dott.ssa Anna Mura

Dott.ssa Anna Mura Psicologo a Torino

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Cara Nicoletta,
quello che ci scrive è molto grave. Per quanto comprenda la sua scelta di proteggere quest'uomo da eventuai denunce, penso che lei debba, in primo luogo, proteggere se stessa. Dalla violenza fisica e dalla sofferenza che deriva dalla sottomissione che questa relazione pretende da lei.

Parli di questa situazione con una persona amica o un familiare e, se possibile, si faccia sostenere da uno psicologo.

Presso il consultorio della sua zona può trovare un servizio di norma gratuito.

Un saluto
Dott.ssa Francesca Fontanella

Dott.ssa Francesca Fontanella Psicologo a Rovereto

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Salve Nicoletta,

Da come descrive la sua situazione noto la sua sensibilità e la sua capacità di cogliere segnali d'allarme che indicano chiaramente comportamenti violenti e di abuso. Ascolti questi segnali d'allarme. Lei sta in una situazione a rischio.
Per lei sarebbe sicuramente sano allontanarsi da quest'uomo che vede chiaramente nella donna che gli sta accanto una persona da sottomettere e dominare. Nessun tipo di violenza è mai giustificata e accettabile e se lo ha fatto con tanta leggerezza una volta, forse è meglio non rimanere nelle vicinanze per vedere se lo rifarà.
Se per lei è difficile stare lontana da questa relazione è importante che faccia affidamento in primo luogo alla sua rete di sostegno personale, genitori, amici persone di fiducia per attivare una rete di protezione. In secondo luogo potrà essere prezioso per lei fare un percorso di terapia per imparare ad ascoltarsi quando si percepisce in pericolo, proteggersi nelle situazioni a rischio e darsi valore come una persona che merita assolutamente di stare in relazioni sane e rispettose e che va assolutamente bene così com'è.

Le auguro ogni bene.
Dott.ssa Enea Slavic

Studio Professionale Associato Psicolab Psicologo a Roma

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