Ciao,mi piacerebbe avere una ragazza ma purtroppo ci sono tanti fattori che mi bloccano:
•una volta era più semplice pk non è come adesso che appena parli a una ti ride già dietro
• sono di mio un po' timido e ho paura di sbagliare modo di fare il primo passo
• ho paura di essere preso in giro se ci provo con una qualsiasi
•sento che una debolezza in più rispetto agli altri
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28 LUG 2026
· Questa risposta è stata utile per 9 persone
Buongiorno Bobbi,
chiedere come trovare una ragazza per dare inizio ad una relazione presuppone che vi sia una guida pratica o una serie di passi definiti per il raggiungimento di tale obiettivo.
Naturalmente questa guida o percorso non c'é , perchè é molto personale e legato a molti fattori dovuti all'incontro di due personalità ed ai loro caratteri e vissuti.
Lei parte già con una serie di scogli che certo non aiutano a costruire un incontro ,un dialogo e una possibile relazione affettiva.
E' come una mancanza seria di autostima che la porta a ritirarsi prima ancora di partire.
Occorre liberarsi da certi convincimenti che la accompagnano.
Per esempio chi le ha detto che "una volta era più semplice" rispetto ad ora? Semmai più andiamo indietro nel tempo più era delicato e complesso.
Quali sono le esperienze che la portano a scrivere che, appena parla, la ragazza poi le ride alle spalle?
Da dove arriva il timore di essere preso in giro? Cosa intende con la frase " se ci provo con una qualsiasi"? quale sarebbe questa ragazza? una all'infuori del suo ambiente di conoscenze? Da chi si sentirebbe preso in giro?
Queste sono paure dettate dalla sua timidezza (che é una forma di paura) dovuta probabilmente alla sua indole riservata, o vissuti risultati difficili nel socializzare, e che ora sta portandole delle difficoltà nel cercare di costruire una nuova conoscenza che possa portare ad una relazione sentimentale.
Occorre fare un percorso che la aiuti ad aumentare la sua autostima, la presa di coscienza delle sue capacità, abilità, della maggior considerazione di sé stesso, affinché emerga la radice della sua convinzione di avere "una debolezza in più rispetto agli altri".
Questa convinzione é una delle ragioni della sua timidezza, insieme ad altro, che potrà evidenziarsi attraverso un colloquio con una figura professionale che le possa offrire lo spazio, neutrale e protetto, ove considerare i vissuti che l'hanno portata a viversi la timidezza come scoglio sociale e non come una possibile risorsa ( molte volte la timidezza risulta un fattore attrattivo per ragazze o ragazzi) che la aiuti a liberarsi dal timore di essere preso in giro e da dove arriva questo timore.
L'aiuto a riflettere sulle origini delle affermazioni che ha fatto, la porterà a uscire da questa situazione di stallo verso il cercare una ragazza con la quale poter costruire una relazione.
La aiuteranno a presentarsi per come lei é, senza d cercare di adottare atteggiamenti non sentiti che possono invece portare, se individuati, ad una qualche forma di derisione. Presentarsi per come si é dimostra coraggio e infonde, nella persona che la sta conoscendo, un possibile interessamento alla sua persona, poiché non cerca di essere altro, per colpire, per sedurre. In buona sostanza la si percepirà come autentico e questo é un ottimo "primo passo", come lei scrive, e cancella il timore di sbagliare o lo contempla, sapendo che si può rimediare.
Un cordiale saluto e buon lavoro su sé stesso con un valido aiuto professionale.
dott. Giancarlo Mellano
IERI, 8 AGO 2026
· Questa risposta è stata utile per 1 persone
Carissimo Bobbi,
non sei di certo la prima persona che teme di essere presa in giro da un'eventuale partner. Non ti scoraggiare, mostrati sicuro, fregatene del giudizio, che non sempre c'è anche se te lo senti sempre addosso. Forse sei timido e un po' insicuro e quindi vedi male ovunque ti giri. Sei molto giovane, tutto può ancora succedere. Hai amici? Fai in modo di incontrare molte persone, vedrai che tra tante ci sarà anche la ragazza che fa per te.
Ti ringrazio della tua domanda
Rimango a tua disposizione per ulteriori chiarimenti
DottGabriele Lenti Psicoterapeuta Genova
ricevo anche online
6 AGO 2026
· Questa risposta è stata utile per 1 persone
Buongiorno,
da quello che scrivi, ho l'impressione che il problema non sia tanto la mancanza di occasioni, quanto il fatto che ogni possibile avvicinamento a una ragazza venga vissuto come un esame in cui il rischio principale è essere umiliato o rifiutato.
Mi ha colpito una frase: "sento di avere una debolezza in più rispetto agli altri." Mi chiedo se questa sensazione non esistesse già prima del desiderio di avere una ragazza. Perché, leggendo il tuo messaggio, sembra che tu parta già dall'idea di essere in svantaggio, e questo rende ogni passo molto più difficile.
Anche quando dici: "appena parli a una ti ride già dietro", mi domando se questa sia una tua esperienza ripetuta oppure una paura che, col tempo, è diventata quasi una certezza. Perché sono due cose molto diverse. Quando ci aspettiamo di essere derisi, spesso iniziamo a comportarci come se quel rifiuto fosse inevitabile, e questo aumenta l'ansia e la sensazione di non essere spontanei.
Essere timidi, inoltre, non significa essere meno interessanti. Molte persone fanno il primo passo con paura, solo che dall'esterno non sempre si vede. Il rischio è pensare che gli altri siano tutti sicuri di sé e che tu sia l'unico a sentirsi in difficoltà.
Forse, più che chiederti "come faccio a trovare una ragazza?", potrebbe essere utile chiederti "cosa mi fa pensare di valere meno degli altri?" Perché il timore del rifiuto sembra nascere proprio da lì.
Infine, prova a ricordare una cosa: conoscere una ragazza non significa doverla conquistare immediatamente. Significa prima di tutto conoscere una persona, parlarci, vedere se c'è curiosità reciproca. Se ogni conversazione diventa la prova del tuo valore, il peso diventa enorme. Se invece la vivi come un'occasione per incontrare qualcuno, senza dover dimostrare nulla, è molto più facile che emerga la parte più autentica di te.
Da come scrivi, non mi sembra una persona "incapace" di costruire una relazione. Mi sembra piuttosto una persona che teme molto il giudizio e che, per proteggersi, rischia di fermarsi ancora prima di scoprire come potrebbero andare davvero le cose.
6 AGO 2026
· Questa risposta è stata utile per 1 persone
Buongiorno Bobbi,
leggendo il tuo messaggio mi ha colpito un aspetto: dici di desiderare una relazione, ma nel descrivere il problema non parli di come conoscere una ragazza nel pratico o di quali occasioni potresti creare (es. mi piace camminare in montagna allora cerco gruppi sui social inerenti a quelli, non voglio usare app di incontri o social ecc). Parli soprattutto di te: della paura di sbagliare, di essere preso in giro, di sentirti "più debole" degli altri.
Mi sono chiesta, quindi, se l'ostacolo principale sia davvero il trovare una ragazza oppure il modo in cui guardi te stesso quando immagini di avvicinarti a qualcuno (succede anche con gli amici e a lavoro o a scuola? non sapendo la tua età e la tua storia non so che interazioni tu abbia).
Le occasioni per conoscere persone con interessi comuni esistono – come accennavo prima gruppi dedicati a escursioni, giochi da tavolo, sport, volontariato o altre attività come gruppi di teatro, yoga ecc. – e spesso permettono di fare conoscenze in modo più spontaneo, senza la pressione di "dover conquistare" qualcuno fin da subito (come in eventi dedicati ai single) ma, leggendo le tue parole, ho l'impressione che oggi il peso maggiore non sia la mancanza di occasioni, quanto il giudizio che temi di ricevere e che, forse, in parte rivolgi già a te stesso.
Forse è proprio da lì che vale la pena partire.
31 LUG 2026
· Questa risposta è stata utile per 3 persone
Buongiorno,
leggendo il suo messaggio, ciò che mi ha colpito maggiormente non è tanto il desiderio di avere una relazione, quanto la frase: "Sento di avere una debolezza in più rispetto agli altri." Mi chiederei quando ha iniziato a percepirsi in questo modo e quali situazioni abbiano contribuito a far nascere questa convinzione. Spesso, infatti, la paura di essere giudicati, rifiutati o presi in giro non dipende solo dalle esperienze del presente, ma da un'immagine di sé che si è costruita nel tempo.
Quando ci si sente "meno degli altri", è facile affrontare ogni possibile conoscenza con timore, interpretando ogni occasione come un rischio invece che come un'opportunità. Lavorare su questa percezione di sé può aiutarla a vivere le relazioni con maggiore serenità e autenticità, senza che sia la paura a decidere al suo posto.
Un percorso psicologico può offrirle uno spazio sicuro in cui comprendere meglio queste emozioni, rafforzare la fiducia nelle proprie risorse e acquisire maggiore sicurezza nel relazionarsi con gli altri.
Se sente che queste riflessioni rispecchiano ciò che sta vivendo, sarò lieta di accompagnarla in questo percorso.
31 LUG 2026
· Questa risposta è stata utile per 4 persone
Gentile, la ringrazio per aver condiviso le sue difficoltà. Dalle sue parole mi sembra che il desiderio di conoscere una ragazza conviva con una forte paura di essere rifiutato o giudicato. Quando questo timore diventa così intenso, è facile iniziare a percepirsi come "meno" degli altri e convincersi che ogni tentativo sia destinato a fallire ancora prima di provarci.
Mi ha colpito in particolare quando scrive di sentirsi "una debolezza in più rispetto agli altri". Mi chiedo da dove nasca questa convinzione e quali esperienze l'abbiano portata a guardarsi in questo modo. Spesso il nostro dialogo interiore può diventare molto severo e portarci a credere che gli altri ci giudichino con la stessa durezza con cui giudichiamo noi stessi.
La timidezza, di per sé, non rappresenta un limite nelle relazioni. Ciò che può diventare un ostacolo è la paura che ogni possibile rifiuto venga vissuto come una conferma del proprio scarso valore. In realtà, il rifiuto fa parte dell'esperienza relazionale di ogni persona e non definisce chi siamo.
Più che chiedersi come trovare la ragazza giusta, potrebbe essere utile iniziare a chiedersi cosa le impedisca di sentirsi abbastanza, indipendentemente dallo sguardo dell'altro. Lavorare sulla fiducia in sé e sul proprio valore personale può rappresentare un passo importante, non solo per vivere con maggiore serenità gli approcci, ma anche per costruire relazioni più autentiche e soddisfacenti.
Dott.ssa Mazzola Alexandra
30 LUG 2026
· Questa risposta è stata utile per 7 persone
Caro Bobbi,
apprezzo molto l'elenco delle difficoltà che ha qui riportato perchè esso denota una sua inclinazione all'autonalisi e alla ricerca di una genesi nella situazione che ha descritto.
Non ha specificato la sua età perciò è difficile indirizzarla verso delle soluzioni concrete anche perchè ingaggiare una relazione con una ragazza dipende anche dal contesto in cui ciò avviene (studio, lavoro ecc), dalle cirostanze esterne e ovviamente da ciò che ha specificato lei, ossia i nostri blocchi emotivi, come ad esempio la timidezza e la paura di essere "preso in giro".
Perciò, la cosa più importante da fare è, a mio avviso, occuparsi di Bobbi, ossia lavorare sulle insicurezze che ha qui elencato così lucidamente.
Risolte queste, l'approccio con una ragazza sarà sicuramente più agevole perchè la prima persona di cui innamorarsi siamo noi stessi. Se non percepiamo stima e amore per noi stessi, in che modo potremmo risultare piacevoli e amabili per qualcuno?
Un percorso di psicoterapia individuale può sicuramente aiutarla in questo.
Le auguro il meglio!
30 LUG 2026
· Questa risposta è stata utile per 6 persone
Buongiorno
La ringrazio innanzitutto per la sua condivisione. Nel testo ha elencato una serie di fattori che lasciano pensare a un senso di insicurezza profondo e strutturato. Il desiderio di una relazione si scontra con ciò, venendo bloccato e generando un conflitto. La paura di sbagliare, di essere presi in giro, la timidezza, sono comprensibili e umani, ma quando arrivano a un tale livello di intensità da generare un blocco e un conflitto, è importante chiedersi: che cosa voglio io?
Credo che sia necessario fare un lavoro proprio all’interno di quest’area in cui desiderio e blocchi, insicurezze, si scontrano, chiedendoci quali siano le origini e quali funzioni (per quanto patologiche) abbiano.
Resto a disposizione per qualsiasi chiarimento,
Dott. Nicola Milano
30 LUG 2026
· Questa risposta è stata utile per 6 persone
Gentile utente
Grazie per la condivisione
Dal punto di vista della Control-Mastery Theory, il desiderio di avere una relazione convive con forti paure che sembrano avere una funzione protettiva. Forse la tua mente ti dice che esporsi significa rischiare umiliazione, rifiuto o sentirti “meno degli altri”. Se queste convinzioni si consolidano, evitare il primo passo diventa un modo per non confermarle, ma anche per non metterle mai davvero alla prova. La timidezza, quindi, non è una debolezza, ma una strategia che cerca di proteggerti dal dolore. In terapia sarebbe importante esplorare da dove nasce l’idea di poter essere deriso o giudicato e verificare, attraverso piccole esperienze graduali, se queste aspettative corrispondono davvero alla realtà. Costruire fiducia in sé non significa non avere paura, ma scoprire che si può essere accettati anche senza essere perfetti.
Un caro saluto
Dr.ssa G. Bolzoni
29 LUG 2026
· Questa risposta è stata utile per 3 persone
Ciao Bobbi, dalle tue parole emerge il desiderio autentico di costruire una relazione, ma anche una grande paura del giudizio e del rifiuto. È una difficoltà che molte persone vivono, ma questo non significa che ci sia qualcosa che non va in te. Anzi, il fatto che tu riesca a riconoscere le tue paure e a parlarne è già una risorsa importante da cui partire.
Ti suggerirei un percorso psicologico individuale orientato al supporto e al potenziamento delle tue risorse personali. Lavorare sulla fiducia in te stesso, sull'autostima e sulle competenze relazionali può aiutarti a sentirti più libero di esprimerti, senza vivere ogni incontro come un esame da superare.
Anche la mindfulness può essere molto utile per ridurre l'ansia anticipatoria e imparare a restare nel momento presente, senza lasciarsi travolgere dai pensieri sul giudizio degli altri. La bioenergetica, invece, può aiutarti a sciogliere le tensioni corporee legate alla timidezza e a sviluppare una maggiore sicurezza nell'esprimere te stesso.
Ti auguro di scoprire, passo dopo passo, che le tue qualità possono emergere con naturalezza quando impari a fidarti di te stesso. Resto disponibile per un eventuale approfondimento.
Dott.ssa Chiara Girolamo
Psicologa Clinica e della Salute – Facilitatrice Mindfulness
Ricevo anche online
29 LUG 2026
· Questa risposta è stata utile per 3 persone
Buonasera,
capisco quanto possa essere frustrante desiderare una relazione e, allo stesso tempo, sentire che proprio il momento in cui si potrebbe fare un passo verso l'altra persona sia accompagnato da timore, insicurezza e paura di essere giudicati o presi in giro.
Quello che racconti — la timidezza, la paura di sbagliare il primo passo e soprattutto la sensazione di avere una “debolezza” in più rispetto agli altri — mi sembra importante non leggerlo come una tua mancanza. Spesso, infatti, dietro queste difficoltà non c'è l'incapacità di relazionarsi, ma il modo in cui impariamo a guardare noi stessi e a interpretare le possibili reazioni degli altri.
Anche il timore di essere rifiutati può diventare così forte da portarci a proteggerci prima ancora di aver avuto la possibilità di conoscere davvero l'altra persona. In un percorso psicologico si potrebbe provare a comprendere meglio cosa alimenta queste paure e, gradualmente, costruire una maggiore sicurezza nel sentirti libero di avvicinarti agli altri senza vivere ogni possibile rifiuto come una conferma del tuo valore personale.
Non è necessario diventare una persona diversa o smettere completamente di essere timido: può essere più utile imparare a sentirti sufficientemente sicuro anche con quella parte di te.
Un caro saluto,
Dott. Fabio Mallardo
Psicologo-Psicoterapeuta
29 LUG 2026
· Questa risposta è stata utile per 5 persone
Buongiorno, sicuramente questa difficoltâ a trovare la ragazza la tiene maggiormente a casa, rifletta su cosa la trattiene maggiormente a casa aiutando forse i suoi genitori.
Probabilmente non é lei che non ce la fa a trovare una ragazza ma é lealtá ai suoi genitori.
Buona giornata
Dott. Raffaello Di Monte
Dott.sa Luisa Anibaldi
29 LUG 2026
· Questa risposta è stata utile per 1 persone
Ciao! Grazie per aver raccontato così chiaramente quello che senti. Dalle tue parole mi arriva, oltre al desiderio di avere una ragazza, anche una certa stanchezza e frustrazione: come se ci fosse una parte di te che è un po' scoraggiata e che sente che le cose vadano sempre nello stesso modo. Mi sembra che insieme a questo ci siano anche diverse paure: quella di essere giudicato, di sbagliare, di essere preso in giro o di non essere abbastanza.
Mi viene da chiederti: da dove nasce l'idea che esista un modo "giusto" di approcciarsi a una ragazza e che tu possa sbagliare qualcosa? Cosa ti ha portato a pensare che, se ci provi, il rischio sia soprattutto quello di essere deriso o rifiutato?
Mi colpisce anche quando dici di sentire "una debolezza in più rispetto agli altri". Mi chiedo da dove venga questa idea e quando hai iniziato a raccontarti in questo modo. A volte può capitare di costruire una narrazione di sé in cui ci si vede come meno sicuri, meno capaci o più svantaggiati degli altri, e questa immagine può finire per influenzare il modo in cui ci si muove nelle relazioni e nelle situazioni nuove.
Forse può essere utile esplorare non solo come fare il primo passo, ma anche da quale posizione senti di farlo: se parti già pensando di avere qualcosa in meno, è comprensibile che possa diventare più difficile esporti e permettere agli altri di conoscerti.
Ti chiederei anche: da quanto tempo senti questa fatica? Ci sono stati momenti o esperienze che ti hanno portato a pensare che per te sia più difficile rispetto agli altri?
Essere timidi o avere paura del rifiuto non significa però avere una debolezza: sono esperienze comuni, che possono essere comprese e trasformate.
Potrebbe essere utile riflettere su queste e altre domande, nello spazio della terapia. Se lo desideri puoi contattarmi, resto disponibile!
28 LUG 2026
· Questa risposta è stata utile per 3 persone
Gentile utente,
La tua apertura è molto coraggiosa. Credo sia impegnativo rivelare sé stessi in questo modo.
Personalmente, apprezzo il modo in cui esponi il problema, perché tre punti del tuo elenco riguardano quello che provi. È una buona cosa interrogarsi su di sé, l'importante è farlo senza essere troppo severi.
Per questo motivo, i primissimi passi per "avere una ragazza" probabilmente sono:
1. Mettere da parte questo tuo desiderio, solo per il momento
2. Approfondire quei tre punti che raccontano molto di te con qualcuno che ti ispira fiducia.
Se dovessi scoprire che si tratta di una riflessione impegnativa, chiedi la consulenza di uno psicologo.
Vedrai che i tuoi rapporti con gli altri ne usciranno migliorati.
E a un certo punto potresti trovare l'amore.
28 LUG 2026
· Questa risposta è stata utile per 6 persone
Ciao, grazie per aver condiviso quello che stai vivendo. Da quello che scrivi emerge un desiderio autentico di costruire una relazione, ma anche diverse paure che finiscono per bloccarti.
È comprensibile che la timidezza e il timore di essere rifiutato o preso in giro possano rendere difficile fare il primo passo. Tuttavia, è importante ricordare che un eventuale rifiuto non definisce il tuo valore come persona. Tutti, prima o poi, sperimentano situazioni in cui l'interesse non è ricambiato, e questo fa parte delle relazioni umane.
Quando dici di sentirti "più debole degli altri", ti inviterei a chiederti su quali elementi basi questo confronto. Spesso tendiamo a vedere negli altri solo la sicurezza che mostrano all'esterno, senza conoscere le loro insicurezze. Ognuno ha tempi, caratteristiche e modalità diverse di avvicinarsi agli altri.
Potrebbe essere utile iniziare con piccoli passi, senza l'obiettivo immediato di conquistare qualcuno, ma semplicemente di conoscere nuove persone e fare esperienza nelle interazioni. La sicurezza si costruisce gradualmente, attraverso le esperienze, non aspettando di sentirsi perfettamente pronti.
Se queste paure sono molto intense e senti che limitano la tua vita o il tuo benessere, possiamo approfondirle insieme e capire da dove nascono, così da trovare strategie adatte a superarle.
28 LUG 2026
· Questa risposta è stata utile per 4 persone
Capisco quello che intendi. Da come lo descrivi, non mi sembra che il problema sia solo trovare una ragazza, ma soprattutto il timore di esporti e di essere giudicato.
È vero che oggi, con i social e il modo in cui spesso si raccontano le esperienze online, può sembrare che tutti vengano giudicati al primo errore. Però questa percezione è spesso più forte della realtà. La maggior parte delle persone non ride di qualcuno semplicemente perché prova a fare conoscenza con rispetto. E se qualcuna dovesse comportarsi così, direbbe molto più di lei che di te.
Essere timido non è una debolezza. Significa semplicemente che hai bisogno di sentirti un po' più sicuro prima di fare un passo. Tante persone che oggi sono felicemente fidanzate erano molto timide quando hanno iniziato a conoscere qualcuno. La sicurezza non nasce dal non avere paura, ma dal fare piccoli passi anche con un po' di paura.
La paura di sbagliare il primo approccio è normalissima. In realtà non esiste una frase perfetta o un modo perfetto. Quello che conta è essere educati, genuini e accettare che non tutte saranno interessate. Un rifiuto non significa che tu non valga abbastanza; significa solo che non c'era interesse reciproco ed è una cosa che capita a chiunque.
Quando dici che ti senti con "una debolezza in più rispetto agli altri", mi chiedo se tu non sia un po' troppo severo con te stesso. Spesso ci confrontiamo con persone che sembrano molto sicure, ma non vediamo le loro insicurezze. Molti ragazzi che danno l'impressione di essere disinvolti hanno le stesse paure che descrivi tu.
Il consiglio che ti darei è di non pensare subito al trovare una fidanzata. Inizia semplicemente a fare esperienza nel parlare con le persone, senza metterti addosso la pressione che ogni conversazione debba portare a qualcosa. Più ti abitui a interagire, più la timidezza perde forza.
Da quello che hai scritto, non vedo un ragazzo "inferiore agli altri". Vedo qualcuno che vorrebbe fare il primo passo ma ha paura di essere ferito. È una differenza importante perché la paura si può superare con il tempo e con un po' di pratica.
28 LUG 2026
· Questa risposta è stata utile per 4 persone
Ciao, grazie per aver condiviso questo pensiero, non è affatto facile mettere in parole certe paure, e il fatto che tu l'abbia fatto dice già qualcosa di importante su di te.
Quello che descrivi non è debolezza. È una combinazione molto umana di timidezza, paura del giudizio e la sensazione che il "gioco" oggi abbia regole diverse e più dure rispetto a prima. Vediamole una alla volta, con calma.
Quando dici che "Prima era più semplice", è vero che i contesti sociali sono cambiati: meno occasioni spontanee, più ansia da prestazione anche nel semplice parlare con qualcuno. Ma spesso quando diciamo "una volta era più facile" stiamo anche proteggendoci un po': è più comodo pensare che il mondo sia diventato più difficile, che affrontare la paura di metterci in gioco adesso.
Quando dici che c'è la timidezza e la paura di sbagliare il primo passo, c'è un pensiero che vale la pena guardare da vicino. Sembra che tu abbia in mente che esista un "modo giusto" di fare il primo passo, e che se sbagli quel modo, il risultato sarà negativo o umiliante. Ma nella realtà, quello che le persone percepiscono di più non è la tecnica perfetta, ma piuttosto se ti senti a tuo agio con te stesso mentre parli. La timidezza si nota molto meno di quanto pensi; l'ansia di essere giudicato, quella sì che a volte trapela di più, e paradossalmente è proprio quella che vorremmo nascondere.
La paura di essere preso in giro è il punto su cui vale la pena fermarsi di più. Hai già vissuto qualcosa che ti ha fatto sentire ridicolizzato, o è più una paura anticipata, che ti immagini possa succedere? Sono due cose diverse: una viene da un'esperienza specifica che magari va rielaborata, l'altra è più legata a come parli a te stesso prima ancora di provarci.
Quando parli di avere una debolezza in più rispetto agli altri, questo riflette una percezione. Infatti non è un fatto, ma una convinzione. E le convinzioni su di sé, quando sono così assolute ("in più rispetto agli altri"), di solito raccontano più della propria autostima che della realtà oggettiva. Gli altri che vedi disinvolti spesso portano paure simili alle tue, solo meno visibili.
Se ti va, mi piacerebbe capire meglio: quando dici che "ti ride già dietro appena parli a una", è qualcosa che hai vissuto direttamente, o è più una paura che ti blocca prima ancora di tentare?
È importante esplorare tutti questi processi interni e capire come questi si confrontano con la realtà, per capire meglio come poter affrontare un obiettivo che per te è importante come quello di avere una relazione.
La buona notizia è che non c'è bisogno di raggiungere uno standard specifico, ma bisogna sviluppare una buona autostima per poter prima di tutto decidere di aprirsi al mondo.
28 LUG 2026
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Gentile bobbi04,
dal suo messaggio emerge il desiderio di costruire una relazione, ma anche il timore che ogni tentativo possa trasformarsi in un'esperienza di rifiuto o di presa in giro. È comprensibile che, se queste sono le aspettative con cui si avvicina a una ragazza, fare il primo passo possa risultare molto difficile.
Mi ha colpito una frase in particolare: "Sento di avere una debolezza in più rispetto agli altri". Le chiedo di soffermarsi su questo pensiero, perché spesso il modo in cui percepiamo noi stessi influenza anche il modo in cui interpretiamo le reazioni degli altri. Ad esempio, il timore di essere derisi può portare a vedere un rifiuto come la conferma di un proprio difetto, quando in realtà il rifiuto fa parte delle relazioni umane e non definisce il valore di una persona.
È vero che esporsi comporta sempre una quota di incertezza. Nessuno può avere la certezza di essere ricambiato e, probabilmente, ogni persona ha sperimentato almeno una volta un rifiuto. Questo, però, non significa essere "meno" degli altri.
Più che cercare il modo perfetto per fare il primo passo, potrebbe essere utile chiedersi cosa rende per lei così difficile tollerare la possibilità che qualcuno non ricambi il suo interesse. Comprendere questo aspetto può aiutarla non solo nelle relazioni sentimentali, ma anche a vivere con maggiore serenità le situazioni in cui si sente esposto al giudizio altrui.
Se questa paura è presente da tempo e limita la possibilità di conoscere nuove persone, un percorso psicologico potrebbe offrirle uno spazio per comprendere meglio come si è costruita questa immagine di sé e per sviluppare una maggiore sicurezza nelle relazioni.
Le auguro di poter vivere gli incontri con gli altri con meno timore di dover dimostrare qualcosa e con più curiosità di conoscere chi ha di fronte.
28 LUG 2026
· Questa risposta è stata utile per 8 persone
Salve,
Scrive della paura di "sbagliare il modo" di farsi avanti, come se per approcciare una ragazza esistesse un trucco magico o una tecnica infallibile da applicare alla lettera, ma la verità è che sta cercando un manuale di istruzioni che le garantisca il successo assicurato, pur di evitare l'ansia e il rischio di un rifiuto. Il punto è che nelle relazioni umane questa garanzia semplicemente non esiste, e per proteggersi da ciò, si è costruito un alibi di ferro: si immagina un mondo popolato esclusivamente da ragazze crudeli pronte a deriderla e, contemporaneamente, si paragona agli "altri" ragazzi credendoli tutti eroi infallibili e senza insicurezze.
Tutto questo immaginario credo proprio che le serve unicamente per darsi un'ottima scusa per rimanere al sicuro nel suo guscio.
Ha deciso di non scendere mai in campo: se non gioca, ha la matematica certezza di non perdere mai la partita.
Quella che lei chiama "debolezza in più" non è un difetto di fabbrica che possiede solo lei, ma è la normalissima paura che proviamo tutti quando ci esponiamo disarmati allo sguardo di qualcun altro.
Se proprio non riesce a smettere di cercare la mossa perfetta per non provare imbarazzo e accettare il rischio di mettersi in gioco, anche a costo di inciampare, allora chieda pure un consulto psicologico, ma ai colloqui non le verrà fornito un manuale della seduzione che cerca, perché è qualcosa che dipende dalla sua unicità soggettiva.
28 LUG 2026
· Questa risposta è stata utile per 0 persone
La timidezza è una difficoltà comune nell’affrontare le difficoltà relazionali
La paura di sbagliare spesso si basa su pensieri riguardanti il futuro e sulle possibili reazioni sempre negative che gli altri potrebbero avere nei nostri confronti
Tuttavia, tale pensieri tali credenze, tali paure non sono veritiere
La paura di sbagliare che tipica dell’timidezza si basa su se stessa e non su una reale motivazione e non preferisce il futuro
I pensieri negativi legati alla Teza e su come potrebbero reagire gli altri sono ipotesi che noi prendiamo automaticamente per bere per il solo fatto che abbiamo quei pensieri
Tuttavia, concretamente che provi ci sono che sicuramente sbaglierà?
Nessuna
E anche ammesso che sbagli, perché tutti siamo umani, tutti si sbaglia per quale motivo dovrebbe l’errore non dovrebbe essere recuperabile?
Le abilità sociali si possono prendere nella pratica. L’importante è non chiudersi in se stessi per la paura di sbagliare.
È sempre meglio provare anche se qualche volta sbaglieremo che non provare affatto
Restare fermi, non cambia nulla. Se si vuole cambiare, bisogna cambiare qualcosa anche accettando il rischio
È vero, qualche volta si potrà sbagliare, tuttavia altre volte andrà bene
La timidezza si basa su un circuito disfunzionale di pensare sempre negativi mai positivi. Tuttavia questo non significa che sono vegetariana.
L’importante è non chiudersi in se stessi uscire avere occasioni per relazionarsi, quindi praticando sport, il praticare un hobby può essere un buon modo per migliorare le nostre abilità sociali relazionali ed anche trovarsi una ragazza
Un percorso psicologico può essere d’aiuto per apprendere e migliorare suddette abilità.
28 LUG 2026
· Questa risposta è stata utile per 6 persone
Buongiorno
Il modo per conoscere una ragazza sono.tanti.
Corso di salsa , di.ballo, di scrittura creativa, palestra, scacchi corsi di arte.
Ma fondamentalmente la sua crescita a livello interiore.
La invito a fare dei colloqui con uno psicoterapeuta, per superare le sue problematiche.
Dottssa Patrizia Carboni
Psicologa psicoterapeuta
Roma
28 LUG 2026
· Questa risposta è stata utile per 4 persone
Caro Bobby,
quello che senti non è debolezza, non è un difetto, non è qualcosa che ti rende “meno” degli altri. È solo paura. Paura di essere guardato, paura di sbagliare il passo, paura di essere preso in giro, paura di non essere abbastanza. È una paura che nasce dal modo in cui ti percepisci, non dal modo in cui le ragazze ti vedono davvero. Tu ti avvicini con l’idea che loro ridano, che ti giudichino, che ti scartino. Ma quella è una voce interna, non una realtà esterna.
La timidezza non ti blocca perché non sai cosa dire. Ti blocca perché pensi che ogni parola possa essere quella sbagliata. Ti blocca perché ti senti esposto. Ti blocca perché hai imparato a proteggerti evitando il rischio. Ma il rischio non è essere rifiutato. Il rischio è non provarci mai. Le ragazze non ridono di te. Ridono di situazioni, di imbarazzi, di momenti. Non ridono della tua persona. Non ridono del tuo valore.
La cosa che devi sapere è che non serve il colpo perfetto. Serve solo un passo. Un passo piccolo, un passo semplice, un passo che non ti faccia sentire sotto esame. Una frase normale, un gesto normale, un contatto normale. Non devi dimostrare nulla. Devi solo permetterti di esserci.
Un caro saluto,
Dott.ssa Arianna Bagnini
Psicologa Clinica e del Lavoro
Ricevo anche online
28 LUG 2026
· Questa risposta è stata utile per 3 persone
Gentile utente, ciò che la blocca è sicuramente la sua insicurezza che deriva dalla sua scarsa autostima. Non è assolutamente vero, mi perdoni, che prima era più semplice, mentre adesso le persone hanno un atteggiamento così svalutante e tendono a mettere in ridicolo chiunque si rivolga a loro. Fondamentalmente non è cambiato niente; piuttosto è che la sua lettura del comportamento altrui è guidata dalla paura e la conduce ad una condotta di evitamento. Le suggerisco di intraprendere un percorso di psicoterapia per scoprire l'origine del suo vissuto di inadeguatezza. Sono certa che riuscirà a scoprire la causa del suo disagio e a superare tranquillamente il problema che, tale altre cose, è estremamente diffuso soprattutto nella popolazione giovanile. Resto a disposizione per eventuali approfondimenti. Dott.ssa Daniela Noccioli.
28 LUG 2026
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Gentile,
i fattori che lei ha elencato qui, vanno analizzati e contestualizzati. Il suo nickname: “bobbi04”, lascia intendere che lei possa avere un'età compresa tra 22 e i 23 anni, circa. Se fosse così la informo che, alla sua età, non è infrequente avere ancora delle insicurezze di questo genere. Le dico questo perché non vorrei che lei si sentisse strano o “indietro”, rispetto ai suoi coetanei. Ognuno ha un proprio percorso di vita, quindi fare continui confronti tra sé e gli altri non porterà a nulla di buono per lei. Per quale ragione lei sostiene che una ragazza le ride dietro, nel momento in cui lei tenta di approcciarla? È una sua idea, oppure le è successo di persona? Afferma di essere timido, è una caratteristica personale che non va contrastata a prescindere, ma compresa e accettata. A meno che non sia talmente patologica da impedirle di vivere serenamente la sua vita.
Lei, inoltre, dice: “Ho paura di essere preso in giro, se ci provo con una qualsiasi”. Vede, lei, scrivendo questa cosa, ha forse descritto il problema chiave: la paura. La paura di esser ferito, di fallire. E poi ha anche detto: “Sento che ho una debolezza in più rispetto agli altri!”
La paura, il senso di debolezza da lei provato, sono due emozioni che lei riporta che devono essere trattate nel setting protetto della terapia psicologica con un/a professionista psicologo/a, da remoto o in presenza.
Le suggerisco di rifletterci.
28 LUG 2026
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Buongiorno,
da ciò che scrive mi colpisce come, ancora prima di avvicinarsi a una ragazza, sembri già immaginare un rifiuto o di essere giudicato. Mi chiedo quanto queste paure influenzino il modo in cui si approccia agli altri e l’immagine che ha di sé. Credo che potrebbe essere utile esplorare questi aspetti, perché spesso non è la timidezza a impedire una relazione, ma il timore di non sentirsi abbastanza.
Resto a disposizione qualora volesse approfondire la sua situazione.