Come superare un grosso trauma?

Inviata da Robin · 21 mar 2014 Trauma psicologico

Un mio amico si è prostituito perchè aveva gravi problemi economici. Ha vissuto quasi un anno con questo peso senza parlarne con nessuno, perchè si vergognava e si vergogna profondamente. Ha cominciato ad autolesionarsi, procurandosi delle brutte bruciature sulle braccia e ho paura che continuerà a farlo. Non crede negli psicologi, per cui non ci è stato verso di convincerlo, anche perchè è una spesa che non può assolutamente affrontare e non accetterebbe un aiuto in quel senso da parte mia. Da quello che mi ha detto ne è uscito fuori che:
1. prova odio verso se stesso,
2. è diventato estremamente misogino e non riesce in nessun modo a dimenticare quelle brutte esperienze che lo hanno disgustato e che lo fanno stare male,
3. non vuole e non riesce a parlarne con nessuno per paura di essere giudicato e di cambiare l'opinione che hanno gli altri di lui.
Come posso aiutarlo? Non so cosa fare o come comportarmi...

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Miglior risposta 24 MAR 2014

Egregio Signor Robin,
solo gli psicologi possono aiutare il suo amico. Se non c'è fiducia è importante continuare a cercare finché si trova uno psicologo in cui riporre fiducia. Certe problematiche sono di competenza di professionisti che si sono formati per gestirle: solo l'avvocato quindi gestisce problematiche giudiziarie, il commercialista quelle fiscali, lo psicologo quelle comportamentali ed emozionali. Ognuno il suo per quanto ha studiato. Altrimenti si entra nel pericoloso campo del fai-da-te con tutte le conseguenze deleterie
dr paolo zucconi, sessuologo clinico e psicoterapeuta comportamentale a udine

Dr. Paolo G. Zucconi (sessuologia clinica & Psicoterapia) Psicologo a Udine

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25 MAR 2014

Risposta
Mah Robin ,
Secondo me il problema più difficile da risolvere è il rifiuto del tuo amico proprio nei confronti di una categoria di persone (noi psicologi) unica in grado di fargli superare la crisi ,indipendentemente dalle personali teorie di riferimento. Hai fatto bene chiamare tu, si vede che gli vuoi molto bene e questo è il fattore più importante in qualsiasi relazione. Mi piacerebbe molto che tu facessi leggere tutte le risposte che hai ottenuto dal questa sede, in modo da dargli un minimo di orientamento,magari 'curiosando' sulle nostre varie opinioni.Per esempio, se invece di chiamare tu avesse chiamato lui ,assumendo specularmente il tuo ruolo , sento che già saremmo al primo gradino in quanto potrebbe intravvedere la presenza di un 'raggio di luce'. Perché, in qualche modo, non lo convinci tu a farlo , contattando chi fra i colleghi che gli hanno risposto da questa sede, gli può essere più accettabile, senza nessun impegno? Se lui in un momento critico ha fatto una scelta di cui adesso si vergogna , e non ne vedo il perché, in quanto 'chi è senza peccato, scagli la prima pietra'( compresa me),ora, ha bisogno di essere accolto , soprattutto per sdrammatizzare la cosa. Io ci sono, vedi tu come poter agire. Con rispetto e simpatia.

Dott.ssa Carla Panno Psicologo a Milano

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24 MAR 2014

Caro Robin è una situazione molto complicata... Tra l'altro non hai specificato l'età del tuo amico, se fosse un minore potresti parlarne con i Servizi Sociali della tua zona. In ogni caso per iniziare un percorso con uno psicologo bisogna essere motivati e consapevoli di dover toccare degli aspetti di sè anche fastidiosi di cui ci si può vergognare e mi sembra che lui in questo momento non ne abbia nessuna voglia. Putroppo non puoi far altro che rispettare la sua decisione senza smettere però di stargli vicino, per quanto la situazione te lo consenta e per quanto tu te la senta. Magari fra qualche tempo sarà lui stesso a sentire il bisogno di parlare con uno specialista di quello che gli è successo. Resto a tua disposizione.

Dott.ssa Cinzia Marzero Psicologa-Psicoterapeuta Psicologo a Moncalieri

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24 MAR 2014

Gent.mo Robin,
è ammirevole la delicatezza con cui espone una situazione delicata che la tocca da vicino, così come trovo ammirevole il modo in cui sta cercando di avvicinarsi a piccoli passi ad una persona spaventata e traumatizzata. La paura del suo amico di contattare uno psicologo parla chiaro rispetto alla paura che lui ha di prendere contatto con se stesso.
L'aspetto economico è un problema reale, ma ci sono possibilità diverse di intervenire, considerata l'idea, che sembra salda nel suo amico, di non voler incontrare un terapeuta o uno psicologo.
Potrebbe iniziare un approccio segnalando questa condizione al suo medico di base, che può provvedere ad un invio ai servizi territoriali che prenderebbero in carico questa situazione pagando cifre simboliche (basta il ticket) o gratuitamente, dipende poi dalle condizioni specifiche. Intanto inizia a vedere specialisti, quali il suo medico, e ad avvicinarsi a professionisti dai quali può lasciarsi aiutare.
Credo sia una situazione nella quale bisogna intervenire prontamente per poter dare al suo amico il miglior giovamento possibile.
Restiamo in ascolto
Dott.ssa Gabriella Petrone - Piacenza-

Gabriella Petrone Psicologo a Fiorenzuola d'Arda

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24 MAR 2014

La siducia negli altri, la vergogna e l'isolamento sono proprio quegli aspetti che gli impediscono di rielaborare il trauma. Nelle persone trumatizzate, il trauma si genera proprio perché la sfiducia nelle relazioni, probabilmente "imparata" nel corso della vita, non permette loro di chiedere aiuto...se chiedessero, si aspettano di ottenere critiche umilianti, abbandono, disprezzo probabilmente come è già successo in altre esperienze durante lo sviluppo; questo aspetto può essere più o meno consapevole. Aiutare queste persone non è facile...occorrerebbe senz'altro l'aiuto di un professionista che lo accompgni nella riebolazione del trauma dopo aver stabilizzato i sintomi e aver creato una relazione terapeutica stabile.

Dr. Fabio Boccaletti Psicologo a Mantova

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24 MAR 2014

Gentile Robin,
è difficile aiutare chi non vuole essere aiutato. Per poter dare una mano ad una persona, l'altro deve permetterci di poterlo fare. Per quanto riguarda la possibilità di una terapia psicologica, senza motivazione non si può lavorare.
È possibile che il suo amico abbia cominciato ad odiare se stesso, da qui l'autolesionismo, che appare anche come una contraddittoria richiesta di aiuto.

Restiamo in ascolto

Dr Mori, Psicologo Sessuologo Psicoterapeuta Psicologo a Siena

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24 MAR 2014

Buongiorno, e' difficile dare un aiuto a chi non vuole farsi aiutare. Per affrontare un problema bisogna a volte affidarsi, che non è facile! Il suo amico si è perso, ha perso la strada di " casa" , la fiaba di Hansel e Gretel, dove i due fanciulli lasciati nel folto del bosco dai genitori perché non avevano più cibo per sfamarli....Hansel aveva preso da terra delle pietre e le aveva seminate lungo la strada, con l'apparire della luna, essi furono irrorate di luce e i due bimbi ritrovarono la strada di casa....a volte bisogna affrontare un tragitto, per essere se stessi, e innamorarsi di se, solo questo porta a non farsi del male, a conoscersi e rivedere in se le proprie preziosità, nonostante uno debba fare un lavoro indegno, a volte e' attraverso lo stesso lavoro indegno, che uno ritrova se stesso. Andare dallo psicologo, neanch'io andrei....ma da uno psicoterapeuta con formazione Junghiana? Si lavora sui miti, le fiabe e il colore..le immagini e i sogni....senza le immagini dell'Anima siamo persi..." Bambini sperduti" . Auguri Robin

Semi Di Luce Psicologo a Bareggio

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24 MAR 2014

Non è facile affrontare un problema, ma affrontare se stessi, si. Noi non siamo solo ciò che vediamo o lasciamo solo intravedere una minima parte di noi stessi. Se noi fossimo ciò che facciamo, l'uso anche del nostro corpo, saremo poca cosa! Siamo molto di più, e' la curiosità che ci spinge ad andare oltre, direbbe dottor Jung, tutto l'inconscio collettivo e i miti, che si costellano assieme al campo complessuale. Pensi solamente che l'incontro con un terapeuta con formazione Junghiana, il quale non vede ciò che si vede ma va oltre. Provi a dire al suo amico che forse ci sono terapeuti che non fanno " questo lavoro impossibile" solo per guadagno! Il dr. Jung si faceva pagare anche con le uova di gallina...così mi raccontava la mia Analista! La Talking cure e' il lavoro dell'Anima, e sull'Anima! Dica al suo amico di farsi aiutare da un'Analista Junghiano/a!

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24 MAR 2014

Gentile Robin,
La psicologia non e' una disciplina alla quale si puo' credere o non credere, soprattuto ora che e' diventata una professione sanitaria a tutti gli effetti. Sarebbe come dire: "non faccio una risonanza magnetica perche' non credo nei medici". Se questa persona ha problemi economici puo' rivolgersi al servizio pubblico (consultori, CSM ecc.). Probabilmente non si tratta solo di superare un trauma, ma di affrontare un disagio ben piu' profondo e articolato.

Cordiali saluti,
Dott. Giuseppe Del Signore

Dott. Giuseppe Del Signore Psicologo a Viterbo

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