Come superare un blocco nella propria vita?

Inviata da Alessia · 28 dic 2015 Ansia

salve, ho 20 anni e sto facendo un'esperienza di studio all'estero di dieci mesi da ottobre. Sto attraversando un momento difficile della mia vita, pieno di ansia, preoccupazioni e dubbi. L'anno scorso ho terminato il primo anno di università di lingue e ho preso la decisione di trascorrere via questo secondo anno. Ho dovuto affrontare i non pochi cambiamenti che comportano un trasferimento e a questo adesso si sommano tante ansie dovute all'università, con un sistema diverso da quello italiano, che mi ha abbastanza spaesato e bloccato. Ci sono state parecchie mattine in cui mi svegliavo con l'ansia e piangevo perché ero lontano da casa e perché avevo paura di non arrivare a fine giornata con il mio stato d'animo. Mi viene ancora da piangere a scrivere queste cose. (Parlo al passato nel senso che ora sono momentaneamente a casa per le vacanze). Ogni volta che dovevo leggere delle cose per i corsi universitari che seguo partivo col piede sbagliato e finivo per distrarmi con il telefono e non leggere più niente perché non so cosa mi bloccasse. Sento continuamente le cose da fare e da sbrigare come un PESO. Se fosse per me mi distrarrei con mille altre cose piuttosto che concentrarmi nello studio; non ce la faccio a continuare il mio percorso e non capisco come sia possibile. Dentro di me so che in fondo gli argomenti mi interessano ma non so perché sono così bloccata e ho paura di tutto quello che può essere legato a un senso del dovere. Penso continuamente al terzo anno, a quando mi laureerò e poi alla magistrale ma nel presente sento che qualcosa mi impedisce di terminare un giorno il mio percorso. Non capisco la mia situazione, sono molto pessimista e inoltre mi reputo una persona mediocre che non raggiungerà mai risultati alti in nessuna materia e non farà mai niente nella vita. Non capisco se questa cosa possa essere dovuta alla perdita di punti di riferimento che il trasferimento ha comportato chiaramente. Io li mi sento da sola ad affrontare ogni cosa, sebbene abbia amici con cui poter uscire e divertirmi. Mi chiedo spesso come sarebbe andata se questo secondo anno l'avessi passato in Italia. Sarebbe stato più semplice? Non posso saperlo. Ormai mi sono fatta un piano di studio da completare là in quest'anno e tornare vorrebbe dire ripartire da capo e rimanere indietro soprattutto. Non mi permetterei mai di tornare e lasciare un'esperienza a metà. Mi sembra tutto così difficile e sento che non passerò gli esami se non supero questo blocco mentale. Sono sempre stata così volenterosa di fare, così attiva nello studio, al liceo era la prima cosa importante per me.. adesso non capisco perché mi sto facendo troppe domande sulla mia vita, troppe pare mentali. Quando qualcuno mi chiede come va all'estero devo sempre fingere che vada tutto bene, soprattutto davanti ai miei genitori che mi stanno pagando 'metà' esperienza diciamo. Cosa posso fare per migliorare il mio atteggiamento alla vita?

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Miglior risposta 28 DIC 2015

Gentile Arianna,
è possibile che, nell'entusiasmio iniziale di fare qualcosa di meglio accettando l'esperienza di studio all'estero, tu abbia sottovalutato la difficoltà derivante dal perdere le tue abitudini e i tuoi punti di riferimento e per questo sei andata in crisi in questi primi mesi.
Tuttavia sei una ragazza coraggiosa e con un forte senso di responsabilità per cui ce la puoi fare. A tutti può capitare un periodo di crisi ma sappi che dalle crisi poi si esce più forti di prima e con più esperienza per cui devi soltanto resistere ed accettare questo disagio temporaneo.
Sarebbe una buona cosa se tu potessi avvalerti di un sostegno psicologico ma se non puoi farlo non disperare e accetta con umiltà questo periodo di difficoltà.
Penso che l'umiltà sia la risorsa più importante sulla quale possono poi essere costruite altre qualità come l'autostima, la competenza ed il senso di autoefficacia.
Sono convinto che è questo il momento per te più difficile e che tra qualche mese vedrai le cose sotto un'altra luce e con più ottimismo.
Ai tuoi genitori non devi mentire sulle difficoltà che stai affrontando ma puoi dire loro anche che nonostante queste difficoltà vuoi mettercela tutta per riuscire ad andare avanti.
E' importante che tu per prima devi essere convinta che i momenti e i periodi difficili possono essere affrontati e superati perchè questo poi possa realmente accadere come in realtà accade.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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28 DIC 2015

Cara Arianna
nonostante l'angoscia che traspare dalle tue parole, a me sembra tutto abbastanza naturale quello che descrivi.
Voglio dirti che è una risposta sana quella di fare una certa fatica nell'affrontare la vita universitaria in un paese diverso, con tutto quello che comporta; meno sano sono i pensieri che tu hai associato a questa fatica e cioè di non potercela fare e che tu non sei all'altezza.
Il fatto di non considerarti ( che viene prima del "non sentirti") all'altezza della situazione, dello studio e degli altri studenti, è il vero motivo di blocco.
E' come se l'ostacolo fosse creato direttamente dalla tua mente, a seguire si crea tutto il senso di pesantezza in quello che vivi.
Quindi cara Arianna, riparti da pensieri più positivi e con grande fiducia su te stessa.
Se puoi fatti aiutare e sostenere nel percorso di ripresa da uno psicoterapeuta.
Ti faccio tantissimi auguri.
Dott Silvana Ceccucci Psicologa Psicoterapeuta

Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicologo a Ravenna

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28 DIC 2015

Gentile Arianna,
da quello che racconta sembra che la parola che lei scrive in maiuscolo "PESO", ben rappresenti le emozioni connesse al disagio che sta sperimentando in questo momento della sua vita e che si legano al senso del dovere che descrive: vive lo studio come un peso, ma sembra che lei stessa si viva come un peso, nei confronti dei suoi genitori, che stanno sostenendo parte della sua esperienza all'estero e di fronte ai quali deve nascondere il suo disagio. A questo proposito vorrei chiederle quali sono state le motivazioni che l'hanno portata a decidere di svolgere un anno di studi all'estero, e se questo suo disagio è iniziato in coincidenza al trasferimento. Infine, ha provato a prendere in considerazione l'ipotesi di richiedere un supporto psicologico nel Paese in cui sta studiando? Di solito esistono dei servizi all'interno delle stesse Università gratuiti per gli studenti. Per qualsiasi informazione rimango a sua disposizione.
Cari saluti,

Dott.ssa Valentina Bua
Psicologa
Roma

Dott.ssa Valentina Bua Psicologo a Roma

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