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Come superare l'abbandono?

Inviata da Francesca il 21 mar 2012 Crisi esistenziale

Ho 46 anni. In un anno ho perso mia mamma (deceduta per una malattia fulminante) ed il compagno con cui avevo una relazione da 10 anni (non riusciva ad aprirsi un varco nel mio dolore per la perdita di mia mamma). Soffro perchè non riesco a lasciare andare via le persone che amo: mio papà prima, mia mamma dopo, il mio fidanzato adesso. Mi sento indegna di amore. Non riesco a staccarmi da loro ed a prescindere da loro. Vorrei lasciarmi morire. Sono sola: solo la speranza del ritorno di Paolo mi tiene in vita: lui è ancora l'unico senso che ho di me. Ma le settimane passano, ed io non l'ho più né visto né sentito, anche perchè ha un'altra compagna. Non ho più nemmeno la forza e la speranza di riuscire a trovare una via di uscita. Non ho voce per chiedere aiuto. Non saprei da dove cominciare una psicoterapia, perchè penso di non avere risorse né speranze. Non è persino la forza di lasciare me stessa. Sono sola, ed anche io, se potessi, mi lascerei sola.

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Sono Emanuela ho 37 e sono disperata e sola anch'io. dopo un anno e mezzo di matrimonio mio marito ha deciso che e'finita... perché? non mi amava più...cosi ha detto,,,,,
il nostro era un matrimonio a distanza, insieme tutti i week end ma io col lavoro a milano e lui casa famiglia e lavoro in prov di reggio emilia dove sarei andata ad abitare, di comune accordo qualora fossi rimasta incinta e poi sarei rimasta li cercando un lavoro lì.... Invece lui ha pensato di distruggere tutto, con un non ti amo più e un freddo-volta pagina- Questo è successo nel mese di luglio, ovviamente non ho ancora superato lo shock....vado da uno psicologo una volta la settimana e per di più mio marito ha deciso di volermi dare un altro calcio...come se non mi avesse provocato abbastanza dolore.... in ottobre mi ha kiesto la separazione consensuale dopo avermi lasciato praticamente in mezzo alla strada, seduta su un marciapiede e alla mia richiesta di restituzione di quanto messo in quella casa, per lavori, arredamento ecc ecc,,,mi sono sentita scrivere dal suo avvocato che lui ritiene che nulla mi sia dovuto perché i soldi che gli mandavo (per la casa..e lui lo sa' benissimo) erano regali. Non solo mi ha lasciata dopo avermi sposata ma si e' inventato un mukkio di bugie pur di nn rendermi ciò che mi spetta,....assurdo,,,, io volevo solo il mio , solo il giusto, tutto documentato da bonifici, la casa è intestata a lui e non me ne importa niente ma almeno chiedevo di riavere indietro i sacrifici fatti in questi anni....oltretutto non sono ricca , né ho una casa, pago l'affitto e vivo cmq dignitosamente. Lui ha buttato via me, l'amore, tutto e si è rivelato anche un bugiardo e un disonesto.... mi avrebbe offerto una miseria e nn avendo accettato ora deposita la giudiziale..... Mi sembra tutto un incubo, la persona piu dolce del mondo si e trasformata in un mostro, sono mesi che nn lo sento, mai piu mi ha chiesto come stessi...niente di niente....io lo amo ancora nonostante il male che mi ha causato, ma sta subentrando tanta tanta rabbia, devo andare avanti, bisogna andare avanti...non lo odio ma so' che la sua coscienza nn sara' mai tranquilla...si può non amare più ma nn per questo buttare la persona a cui hai da poco promesso amore eterno, in un cestino come e'successo a me... Ci vuole tanta tanta forza...io non so' se ce l'ho perche' a me prende un tale sconforto a volte....ma penso che un giorno una giustizia ci sara'...tutto cio ke fai, sia bene sia male, torna indietro. Non lo odiero' mai ma un giorno si rendera' conto che poteva evitare tutto questo e comportarsi da uomo. Coraggio ...lo dico a me stessa e a tt quelli-e che si trovano nella mia situazione.

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Gentile signora Francesca,
ogni situazione di abbandono porta a elevato disagio fino ad assumere i contorni del disturbo psicologico, in caso di vulnerabilità personale. Comuqne c'è bisogno di un percorso psicoterapico di desensibilizzazione e rielaborazione di quanto successo. A monte comunque si tratta di capire se anche in passato ci sono state situazioni per cui potrebbe emergere una ipersensibilità all'abbandono quindi vulnerabilità personale. Pertanto conviene a monte capire oltre alla storia che ha portato all'abbandono anche la storia personale per pore capire eventuali caratteristiche personalogiche significative e determinanti per qualsiasi prognosi.
dr paolo zucconi sessuologo clinico e psicoterapeuta comportamentale in friuli venezia giulia

Dr. Paolo G. Zucconi (sessuologia clinica & Psicoterapia) Psicologo a Udine

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Ciao. Ti rispondo volentieri, anche se non ho aggiornamenti molto incoraggianti da dare. Però sono ancora qui, non mi sono ancora arresa, e sto continuando a sognare. Il vero cambiamento avverrà quando le prospettive del mio sogno si allargheranno, e si sposteranno da Paolo a Francesca. Allora forse il sogno si trasformerà in progetto. Io continuo a desiderare di salvaguardare tutto quello che ho vissuto con lui. Il mio desiderio più grande è essere capace di accettare una realtà che non posso cambiare, perchè coinvolge altre persone, ed il loro diritto di libertà e rispetto. Conservo lui nel mio cuore, non chiudo nessuna porta, cerco solo di non soccombere al dolore, ma di imparare a gestirlo, cercando nel frattempo di conservare dignità e di salvaguardare il dono della vita. Non so se la vita ha in serbo un cammino comune per lui e per me, ma voglio continuare a credere che la vita ha per me un disegno che sarebbe troppo arrogante e presuntuoso da parte mia voler interrompere o stravolgere. Non mi viene naturale pensare questo. La maggior parte delle volte prevale la stanchezza, il dolore, la demoralizzazione, e subentrano angoscia e disperazione. Ma te lo ripeto: sono qui, e mi sforzo di aspettare di vedere perchè ci sono, malgrado tutto, malgrado me. Se vuoi, possiamo tenerci in contatto. Non penso di poterti aiutare molto, sono ancora in grosse difficoltà io, però se vuoi sapere se ci sono, chiedimelo quando vuoi. Ti abbraccio

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Francesca, ciao, sono una ragazza che sta passando qualcosa di molto simile alla tua storia e cercavo qui forse uno stimolo a intraprendere una qualsiasi via. La tua ultima risposta mi ha fatto leggere quello che spesso questi giorni sto sentendo dentro senza riuscire a razionalizzarlo, e nonostante non abbia nessun legame con te... Francesca rispondi di nuovo, ho bisogno di sapere che ci sei

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Salve Francesca,

comprendendo le sue parole, mi sento di dirle questo. Adesso è giunto il momento di pensare a sé! Dato che ha spesso e volentieri focalizzato la sua attenzione agli altri (papà, fidanzato, etc...), arriva un momento in cui si ci mette al primo posto. Riconosce la difficoltà ma si chieda l'utilità del suo comportamento attuale, ovvero si chieda a cosa la porta, quali obiettivi le sta permettendo di raggiungere. Si faccia guidare da uno specialista magari se in questo momento sente fragilità e definisca un obiettivo bene formato, lontano da comportamenti di biasimo, che servono poco e orientato più che altro verso azioni concrete.

Buona fortuna

Dr.ssa Roberta De Bellis

Dott.ssa Roberta De Bellis Psicologo a Gallarate

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Cara Francesca,
lei si trova sicuramente in un momento particolarmente doloroso della sua vita. Il confronto con la morte, così vicina, il lutto per la scomparsa di persone care ma anche per la fine di una relazione, sono tutte perdite che fanno vivere un profondo senso di impotenza difficile da elaborare, soprattutto in solitudine.
Per questo ritengo possa essere una buona idea rivolgersi ad un professionista. Capisco che il tentativo che ha fatto può averla scoraggiata ma riprovi e si conceda la possibilità di farsi aiutare, in un percorso in cui le sia data l’occasione di farsi accompagnare in questo difficile processo di elaborazione che, mi creda, potrà rappresentare un importante momento di potenziamento e di crescita individuale.
I miei più sinceri auguri,
Dott.ssa Ornella Convertino

Studio Convertino Psicologo a Monza

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Francesca, forza! Le chiedo di mettersi al centro del proprio mondo..non Paolo, non la mamma, nè il papà..ma se stessa, perchè lei è l'unica che può aiutarla a tornare a vivere! Questo suo grido è segno della sua motivazione a vivere, continui a gridare e scalciare finchè ne avrà forza. Ci sono molte terapie che funzionano davvero, basta volerlo, basta poter credere di avere dei conti in sospeso. Io ho aiutato molte persone, le ho viste rinascere, come fenici dalla cenere.
E' tempo di ora, basta dire "non riesco"...cos'ha fatto per riuscire? Basta soffrire, ha già dato. Ora è tempo di ridere, godere, correre.
Inizi ora.
dott.ssa Nicoletta Cassiani

Nicoletta Cassiani Psicologo a Pavia

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Sono Francesca. Io sono veramente commossa e grata a tutti per le risposte e gli incoraggiamenti che ho ricevuto. Mi avete scaldato il cuore, con dimostrazioni di grande professionalità ma soprattutto di profonda sensibilità. Sono contenta che ci siano tante persone così disponibili ad aiutare chi è nel bisogno, e ringrazio di cuore per quello che ognuno di voi fa per chi si rivolge a voi con disperazione, ma anche fiducia e speranza. Io purtroppo sono forse arrivata troppo tardi, quando ormai la consapevolezza di aver perso il bene di Paolo per colpa mia mi aveva già sovrastata. Paolo è una persona meravigliosa, buona, altruista, generosa, rispettosa, intelligente, integra. Mi ha voluto sinceramente bene, e si è arreso solo quando si è sentito impotente di fronte alla mia chiusura dopo la morte di mia mamma. Mentre lei era al mondo, lui ha resistito a tutto. Contro lei morta, ha ceduto. Ho fatto tutto io. Adesso lo so con certezza e lucidità. E mi sento giustamente indegna. Al mondo mi sono rimasti il bene di mia sorella e dei miei nipoti, ma mia sorella ha una grande fiducia in quello che ci aspetta dopo, e, dopo lo smarrimento ed il comprensibile dolore e forse rabbia, sono sicura che saprà essere serena e contenta quando mi saprà in un mondo finalmente di luce, dopo tanto buio. Buio nel quale mi sono messa io, e dal quale solo io posso decidere di uscirne. E mi è rimasta una sola risorsa per farlo. Sono serena, Paolo è finalmente felice, ed io non lascio niente di incompiuto. Non faccio nessun gesto volontario: sono certa che la vita sta già decidendo per me, mi sento così, in un momento di abbandono e passaggio.
Grazie di cuore a tutti.

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Gentila Francesca, l'abbandono e soprattutto il lutto sono tematiche che spesso ci tolgono le forze e le speranze. Ma quello che ggi lei deve fare e riportare al centro la bellezza di essere donna e prendersi cura della sua anima afflitta. un percorso di consulenza è la giusta strada per ritrovare un pò di serenità, di gioia di vivere. un primo passo lo ha gia fatto scrivendo a questo forum e sicuramente leggere le risposte degli esperti le daranno una buona forza per iniziare il percorso.
sono convinto che dentro c'è gia una nuova luce pronta a risplendere.

Dott. Michele Dal Bo
Psicologo e consulente dello Sport

Dott. Michele Dal Bo Psicologo a Verona

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Gentile Francesca,
la Terapia Breve Strategica da me praticata può aiutare a risolvere problematiche come quelle da lei esposte, disponendo di specifici protocolli di trattamento collaudati con successo da decenni. Per conoscere il tipo di approccio che, in un'alta percentuale di casi e in un numero limitato di sedute, porta alla soluzione del problema, può trovare in internet esaustive informazioni.
Cordiali saluti
dott. Giuseppe Pecere

Dott. Giuseppe Pecere Psicologo a Padova

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Buona sera Francesca, dopo aver letto questo suo messaggio comprendo quanto è difficile per lei riuscire a ritornare a vivere, a dare un senso alla sua vita. Ha perso una persona affettivamente importante in poco tempo e successivamente ha perso un'amore, perdendo tutte le speranze. Come hanno detto i miei colleghi credo che il lutto e la melanconia che sta vivendo è naturale, ma sicuramente una psicoterapia che le permetta una adeguata comprensione ed elaborazione del lutto le potrà essere di aiuto affinchè possa riprendersi la sua vita in modo diverso. Anche se per adesso è scettica ad iniziare un percorso psicoterapeutico, in realtà lei si è rivolta a delle psicoterapeute, quindi credo che una parte di lei sa che per continuare a vivere bisogna provare il percorso teraputico che seppure doloroso non potrà mai essere più doloroso di come si sente adesso. Comunque le auguro di potersi permettere un recupero delle propri parti che sente di aver perduto insieme alla perdita delle persone care.Buona serata.
Dott.ssa Tuccillo Marisa, Psicologo, Psicoterapeuta

Studio di Psicologia/Psicoterapia e Psiconcologia Dott.ssa Tuccillo Marisa Psicologo a Cremona

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Gentile signora,

lei è stata provata da una serie di lutti che metterebbero a dura prova chiunque. E' comprensibile che non stia bene. Una psicoterapia le sarebbe certamente molto utile. Se per ora non se la sente però può anche richiedere un supporto farmacologico (anche rivolgendosi al CPS della sua zona, che è un servizio pubblico gratuito) per iniziare a riprendersi. Di lì forse le verrà anche la voglia di cercare altri aiuti. Un saluto cordiale, luisa arrigoni

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Buongiorno gentile Francesca, leggendo quanto ha scritto sembra emergere il desiderio di un cambiamento, di poter dire quello che la fa soffire.
In conclusione del suo scritto, lei dice:"....sono sola ed anch'io se potessi mi lascerei sola...", come se in qualche modo non si percepisse come degna di amore.
Mi sembra che lei nelle relazioni si sia sempre donata molto, sia con i suoi genitori che con paolo e questa sua capacità sia importante.
cordiali saluti
Dott .ssa Belli Valeria

Dott.ssa Belli Valeria Psicologo a Milano

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Cara Francesca,
capisco perfettamente il suo dolore e so che in queste situazioni non c'è consolazione che possa bastare a superare la sua sofferenza. Allo stesso tempo, le dico che tali tipi di sofferenza come il lutto e l'abbandono possono essere superate in tempi brevi se vengono toccate le giuste leve di cambiamento. Rapidamente, è possibile far sì che tali ferite non brucino più e che possano pian-piano divenire cicatrici che non provochino più dolore ogni volta in cui ci si volge a guardarle.
"Non ci si libera di una cosa evitandola, ma solo attraversandola" C.Pavese.

Buona giornata,
Dr. Claudio Cecchi

Dott. Claudio Cecchi Psicologo a Arezzo

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Il grande dolore che prova per la perdita di sua madre e la successiva perdita del compagno, non l'hanno privata della sua capacità di chiedere aiuto. Ci sono momenti il cui vissuto così drammatico fa pensare all'impossibilità di una via d'uscita, mentre lei ha saputo farsi coraggio e rivolgersi ad una rubrica come questa, sicuramente le suggerisco di individuare un professionista di fiducia cui rivolgersi direttamente e affrontare il tema dell'abbandono e soprattutto il suo senso di solitudine e di vuote che sta vivendo in questo momento.
La saluto Cordialmente. Dr.ssa Antonella Parrini

Dr.ssa Parrini Antonella Psicologo a Firenze

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Buongiorno Francesca le sue parole indicano dolore ma anche speranza. In verità le nostre speranze sono anche il frutto di schemi psicologici errati: ad esempio che si possa essere felici solo se abbiamo qualcuno con noi. Ciò non è sempre vero (pensi a quante coppie stanno insieme senza sentimento di amore). Dobbiamo avere il coraggio e la forza di comprendere che nostra vita ha un senso non solo in relazone agli altri ma anche a noi stessi. Questo mi sembra il percorso da intraprendere. Si faccia aiutare da un collega, sono certo che ce la farà. Paolo Cignozzi

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Cara Francesca, non lasci che il suo malessere e la sua sofferenza annientino le sue risorse. Abbia il coraggio di dedicarsi a se stessa in maniera più funzionale, affrontando i problemi, invece di evitarli.
Mi rendo conto che per lei sia difficile reagire di fronte a un dolore così immenso che la pervade succhiando tutte le sue energie, ma se sta scrivendo in questo forum, una parte dentro di lei vuole ancora vivere e amare.
Contatti la sua parte sana e si prenda cura della parte distruttiva che vuole annientarla.
Non la faccia vincere! Si guardi intorno, provi a farsi aiutare da qualcuno che la farà rifiorire.
Se vuole sono a sua disposizione telefonicamente e potrò aiutarla a cercare un collega della sua zona.
Non si scoraggi... anzi... si faccia contagiare dai colori della primavera!
Dr.ssa Mara Porcaro
Psicologa Psicoterapeuta

Dott.ssa Mara Porcaro Psicologo a Salerno

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Le separazioni nella nostra vita sono eventi dolorosi. Per tutti. Già alla nostra nascita separandoci dal luogo in cui siamo vissuti per nove mesi piangiamo. Separarci dal grembo materno, però, ci consente di vivere. Elaborare un lutto o fronteggiare un abbandono non è facile. Spesso crediamo che senza la presenza, la vicinanza ed il sostegno di una persona cara, la nostra vita perda senso e non abbia più alcun valore. Da bambini il solo pensiero di essere abbandonati dai nostri genitori o dagli adulti di riferimento, ci metteva così in ansia da costringerci a trovare strategie adeguate per evitarlo. Da bambini, però, gli adulti erano la nostra sopravvivenza. Dipendevamo da loro. Senza la loro presenza e il loro sostegno ci sarebbe venuto a mancare il nutrimento per poter vivere. Un bambino dipende dagli adulti. Senza gli adulti non può vivere. Da “grandi” non è così. Da grandi un abbandono non implica la non sopravvivenza. Cara Francesca, il tuo dolore è più che legittimo ed è giusto che tu possa esprimerlo con tutta la tua forza senza svilirlo e senza credere, però, che tu ne sia responsabile. Non sei responsabile per la perdita della tua mamma né tanto meno per l’aver espresso il tuo dolore. Se il tuo compagno non se l’è sentita di starti vicino in un momento così particolare come quello che hai vissuto non è colpa di nessuno. È importante che tu riconosca il fatto che le relazioni affettive sono un nutrimento reciproco e che per una ragione o per un’altra possano finire. Non per questo, però, c’è qualcuno di “sbagliato”. Hai perso una persona non la tua vita. Hai perso una persona non te stessa. Da bambina avevi bisogno dei “grandi” per poter vivere. Oggi che tu sei grande non è più così. Puoi bastarti anche da sola. Se non vedi in te le risorse per poterne uscire non è perché ti manchino. E nella tua vita potrai trovare e, forse se ci poni un po’ di più l’attenzione, hai già trovato tante altre persone capaci di nutrirti e con cui potrai istaurare un rapporto paritario e arrichente di amicizia e, perché no di amore. Sicuramente un percorso di psicoterapia può esserti utile per tirare fuori tutta la forza che è dentro di te, ma che adesso, stordita dal dolore non vedi. Può aiutarti anche ad acquisire la consapevolezza del tuo essere unica e, come tale, meravigliosa. Se non per il tuo ex compagno, sicuramente per tante altre persone. Ti abbraccio con affetto.
Gennaro Di Bonito

Dr. Gennaro Di Bonito Psicologo a Bologna

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Cara Francesca, forse e ' il momento per lei di chiedere un aiuto reale, costante e concreto ad u professionista che sappia elaborare con lei i lutti che l hanno accompagnata in questi anni e la aiuti... A lasciare andare a ... Fare un percorso e riprendere una via. In bocca al lupo

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Gentile Francesca,
ho letto con molta attenzione la sua richiesta di aiuto. L'ultimo anno, di certo, è stato per lei un momento di intensa sofferenza prodromica a maturare nuove modalità di adattamento al nuovo contesto esistenziale in cui si è venuta a trovare. Mi sentireidi suggerirle di farsi aiutare da uno psicoterapeuta, anhe rivolgendosi al Consultorio della sua città, dove i costi sono molti ridotti. nel contempo la invito a ricercare gruppi di auto mutuo aiuto rivolto a persone che tanno viendo l'esperienza del lutto. Condividere rende emno soli. Dott. Annalisa orsenigo

Dott.ssa Annalisa Orsenigo Psicologo a Monza

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Cara Francesca, tutti questi abbandoni fanno male. Non pensa di essere arrabbiata?
Il malessere di cui lei parla spesso nasconde sentimenti e emozioni negative che si hanno paura di fare emergere, concentri l'attenzione su stessa e faccia qualcosa per Francesca.
Non è troppo tardi per reagire
Chieda aiuto a qualcuno (meglio se uno psicologo), qualcuno che le possa permettere di acquisire fiducia in se stessa e negli altri.
Per qualsiasi cosa può contattarmi
Dr. ssa Glenda Centofanti

Glenda Centofanti Psicologo a Firenze

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Cara Francesca, con le sue parole Lei sta gridando la sua sofferenza, parlandoci di un dolore annientante. Quello che però desta più preoccupazione è il suo dire "mi sento indegna d'amore", il suo dire "Se potessi anch'io mi lascerei sola". Di che cosa si vuole punire? Purtroppo i nostri bisogni non sono onnipotenti. Di fronte alla morte di un caro o all'incapacità di un compagno di sostenere un dolore immenso (quando addirittura un confronto con l'immagine idealizzata della persona mancata) i nostri desideri non sono in grado di trasformare la realtà. Cara Francesca, le dico con franchezza che una psicoterapia è per lei indispensabile al momento, poichè lo stato depresivo in cui sembra trovarsi non le consente di tirar fuori le risorse di cui sicuramente dispone. Riprenda se stessa prima di riprendersi "gli altri", altrimenti anche i suoi tentativi non faranno che risultarle fallimentari. Non si fermi al primo psicoterapeuta, ne valuti due o tre prima. Un caloroso saluto. Dott.ssa sabina Orlandini

Dott.ssa Sabina Orlandini Psicologo a Torino

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Cara Francesca,
si trova in una situazione di lutto, dovuto effettivamente alla perdita di sua madre e del suo fidanzato.
Ma non solo, penso che lei sia in una situazione di lutto da sempre. Lei non riesce a lasciar andare come ben esprime e questo è legato alla stima che ha di sè, ovvero alla mancata stima di sè. Lei pensa che se non c'è qualcuno accanto che le faccia sentire amore e stimolo, lei non è amabile, non merita amore e non prova nessuna emozione.
Bhe, penso che debba essere molto molto arrabbiata per tutto ciò! Deve sentirsi dipendente e alla mercè degli altri da sempre. Non è per niente facile vivere questo. Probabilmente è talmente arrabbiata da esserne spaventata, deve temere chissà quale tragedia dalla sua rabbia furiosa!
Ma se è arrivata fino a 46 anni senza compiere tragedie, forse la sua rabbia non è così distruttiva nè per sè nè per gli altri.
Dipende dalle attenzioni degli altri, cambia umore in base a ciò che dicono o non dicono, in base alle loro scelte, al tempo passato con lei, alla loro presenza, quasi come se lei non contasse nulla, come se fosse rarefatta come l'aria. Questo le dà piena ragione della sua rabbia e confusione.
E' talmente svalutata e sfinita da non avere la forza neanche di farsi fuori.
Sicuramente questo suo vissuto arriva dall'infanzia, da come hanno interagito con lei, dai messaggi inviati, dalle esperienze familiari ed extrafamiliari. Ci sono delle cause e concause a tutto ciò, però forse oggi è ora di smettere di piangersi a dosso e aspettare qualcuno che la veda. Forse è l'ora che si dia diritto alla sua rabbia, che senta la rabbia per un vecchio abbandono di tanto tempo fa, che sicuramente ha portata lei stessa ad abbandonarsi.
Lei si è lasciata solo da sempre.
Comprendo che sia duro, ma inizi a prendersi per mano, inizi ad accompagnarsi da qualche parte, senza bisogno di ricorrere a qualcuno che la faccia sentire amata. Inizi lei a vedersi,a valorizzarsi.
Per quanto si vive senza risorse, in realtà il primo passo l'ha già fatto, ha chiesto parere e consiglio in questo sito, adesso estenda questo movimento all'esterno e cominci giorno per giorno ad aiutarsi.
Ma soprattutto si faccia aiutare. Chieda e si confronti col mondo, si butti, si guardi, vedrà tutto ciò che non ha mai visto di sè, vedrà una bambina che ha avuto bisogno di molte cose che non ha avuto, ma quella bambina oggi è una donna e può chiedere e ottenere altrove ciò che in passato non c'è stato.

Un grande augurio
Sabrina Costantini
Psicologa Psicoterapeuta

Sabrina Costantini Psicologo a Pisa

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Sono Francesca. Ringrazio di cuore tutte le persone che stanno rispondendo al mio appello. Il mio problema è che mi sono rivolta ad una psicoterapeuta, subito dopo essere stata abbandonata. Alla terza seduta mi ha detto che anche lei, al posto mio, si sarebbe suicidata. Lei ha visto che l'unica soluzione che accetto e il mio unico stimolo risiede in Paolo e nel suo ritorno. Mi ha sconsigliato di "buttare" soldi, e mi ha invece vivamente suggerito di andare a riprendermelo. Solo dopo averci provato, ed eventualmente aver fallito, potrò pensare di farla davvero finita. E' difficile essere fiduciosi in questo contesto. Io sto male, e non vedo la luce in fondo al tunnel: posso solo cercare di tornare indietro, sperando di trovare l'entrata che mi ha portata nel tunnel. Ma evidentemente non sono molto fuori strada. Adesso mi sento in uno stato d'urgenza, e mi demoralizza avere davanti un iter che sarebbe comunque lungo, e forse ancora una volta fallimentare. Ho paura.

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Salve Francesca, mi rendo conto che il dolore che si vive in seguito a tali perdite possa essere molto pesante da sopportare soprattutto quando non si riescano a costruire alternative e modi ldivesi di riuscire a lasciar andare le persone che si amano.
Nella nostra vita dobbiamo comunque imparara a superare tali distacchi e abbandoni, in quanto solamente attraverso questo riusciremo a crescere e ad andare avanti.
la dipendenza e la paura di rimanere soli, o l'abbandono se così vogliamo chiamrlo, non ci permette di crescere , ma rimanere sempre ancorati nel ricorsdo che diventa sempre piùà difficile da superare.
Mi rendo conto che tali parole possano ferire e che gli abbandoni siano difficili da superare , ma non abbiamo altra scelta nella nostra vita, se non quello di imparare a lasciarli andare e chiederci che cosa la persona defunta avrebbe voluto che noi averssimo continuato a fare.
Credo che abbia bisogno di ricominciare a vivere, perchè se lo merita altrimenti qualsiasi perdita sarà invana e inutile.
La cosa più utile , credo che sia chiedere intanto una aiuto per parlare, confrontarsi e cercare di riprendersi in mano la sua vita, ha ancora tante cose da fare, non penso che sia utile annientarsi come sta facendo.
Cerchi l'aiuto di un professionista che possa darle una mano per ricominciare a vivere, e non per lasciarsi morire come lei sta facendo in questo momento.
Spero che possa uscire presto da tali abbandoni e che possa ristrutturarsi in modo tale che perdite possano essere l'energia che la porti a rivivere e trovare la giusta strada per iniziare a stare bene, altrimenti tali allontanamenti non saranno serviti a niente.
Un saluto caloroso
dott. Angelo Lofino
Psicologo Psicoterapeuta Ravenna
Sessuologo clinico

Dott. Angelo Lofino Psicologo a Ravenna

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