Come superare la paura dell'inizio di una terapia?

Inviata da Alberto · 22 mar 2016 Depressione

Salve,
Sono un ragazzo di 25 e ormai da molti anni credo di vivere costantemente con la depressione.
Il mio problema riguarda più che altro la paura di iniziare una terapia. Queste costano davvero troppo e io da solo non riesco a sostenere questa spesa. in più vorrei portarla avanti in maniera privata, quindi non voglio chiedere aiuto a nessuno inizialmente.
L'ultimo problema riguarda il fatto che non riesco a superare la paura che chi mi ascolta lo stia facendo solamente per soldi, non per reale interesse.
Non so come fare.
Spero di essere stato abbastanza chiaro.
Distinti saluti

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Miglior risposta 22 MAR 2016

Gentile Alberto,
credo che la sua paura di iniziare una psicoterapia abbia poco a che fare con i costi di essa che, tra l'altro, possono essere contenuti se si rivolge alla ASL o possono essere, in caso di professionista privato, oggetto di accordo nel corso del primo colloquio conoscitivo in considerazione della giovane età del paziente e della presumibile difficoltà economica.
Mi sembra ovvio che la salute fisica e ancor più mentale debba essere considerata un bene prioritario da tutelare anche per evitare che le risorse economiche del paziente siano rivolte a scelte o comportamenti disfunzionali.
Quanto all'altra sua paura che lo psicoterapeuta la ascolti solo per soldi, la tranquillizzo subito dicendole che questo professionista non si limita solo ad ascoltare.
D'altra parte, se ritiene che la consultazione di quest'ultimo non debba essere pagata, può chiedere un aiuto para-professionale o non professionale rivolgendosi all'amico, al vicino di casa o al parente.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo,psicologo clinico,psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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31 MAR 2016

Caro Alberto
il nostro lavoro nasce da un reale interesse, è chiaro che siamo retribuiti in quanto si tratta di un vero lavoro col quale dobbiamo vivere, però, credimi, senza un intersse umano verso le persone, questo lavoro non è possibile farlo.
Seppure sia anche giusto che si desideri gestire economicamente la cura in modo privato e personale, è anche vero che ci siano strutture pubbliche a cui fare riferimento che possono richiedere costi più contenuti.
Poi tieni anche conto che tutti noi, più o meno, facciamo anche colloqui on line e questi hanno costi ridotti, non è proprio come vedersi in "presenza", però ho sperimentato, che si lavora molto bene ugualmente, tienine conto, sono costi che potresti gestire.
Detto questo aggiungo che, per quanto riguarda tipo l'imbarazzo del primo approccio e la difficoltà di aprirsi, parlare delle proprie cose e tutto, è perfettamente comprensibile; all'inizio di una terapia c'è sempre il timore di non essere compresi ed affidare le "proprie cose" ad uno (seppur specialista) che però non si conosce affatto, non è subito immediato, però è un timore che deve essere superato.
Alberto pensa che curarti è importante, quindi prendi coraggio e inizia il percorso; l'inizio è una consulenza e quindi non dovrebbe essere difficilissimo.
Un caro saluto
Dott. Silvana Ceccucci Psicologa Psicoterapeuta.

Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicologo a Ravenna

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29 MAR 2016

Buongiorno Alberto,
non è facile iniziare una terapia, ma lo scopo della stessa è sicuramente una crescita ed un migliore benessere personale.
Per diventare psicoterapeuta ho trascorso un periodo come paziente che mi ha arricchito fortemente. Essere un paziente richiede, come dice la parola stessa, essere pazienti: nel tempo, nelle risorse economiche e talvolta nell'andare a riprendere qualche sofferenza per ridarle un nuovo significato e per poter crescere.
Come terapeuta posso dirle che ho ascoltato tante persone, MAI per soldi, ma solo per poter essere di aiuto, accordandomi talvolta con i pazienti sul costo: se una persona ha bisogno, ma si trova in difficoltà economica, perché deve rinunciare ad un supporto?
In bocca al lupo!
Dr.ssa Monica Mazzucato

Dott.ssa Monica Mazzucato Psicologo a San Mauro Torinese

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29 MAR 2016

Gentile Alberto,
le consiglio di intraprendere una Terapia Breve Strategica perchè questo approccio è molto veloce e pertanto anche economico nel trattare la depressione.
Per quanto riguarda l'altro suo timore, tenga presente che nessun professionista degno di questo nome, tanto più in campo sanitario, fa il suo lavoro solo per soldi, ma principalmente per passione, attitudini, vocazione. Tutto ciò dovrebbe pertanto essere avvertito dal cliente/paziente nel corso della terapia.
Le consiglio pertanto di affidarsi ad un professionista con cui si senta a suo agio, anche eventualmente dell'ASL, nel qual caso ovvierebbe anche ai suoi timori riguardo la sfera economica.
Cordiali saluti

Valentina Sciubba Psicologo a Roma

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25 MAR 2016

Buongiorno Alberto, due cose:
primo chi fà questo lavoro lo fà perchè lo ha scelto perchè gli piace. Ti assicuro che se vuoi fare soldi invece dello psicoterapeuta è meglio fare l'idraulico.
Secondo: i soldi. Ti chiedo: se tu per disgrazia avessi una patologia seria e il medico ti dicesse che o trovi 30.000 euro (per esempio) per curarti oppure starai male tutta la vita, li troveresti? E pensi forse che soffrire psichicamente tutta la vita non sia peggio che, per assurdo, perdere una gamba ed essere in pace con se stessi, felici, e padroni delle proprie energie vitali. E' evidente che i soldi sono un falso problema
E poi se e la psicoterapia non funzionasse, gli psicoterapeuti si sarebbero già estinti, come i dinosauri. E invece funziona.
E quindi datti da fare e inizia, come tanti altri prima di Te, il Tuo cammino verso la libertà e la gioia di vivere.
Scusa il tono fin troppo franco e diretto, ma non mi piacciono i giri di parole e il linguaggio accademico. Forza che ce la puoi fare! Dr. Marco Tartari, Asti

Dott. Marco Tartari Psicologo a Roatto

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23 MAR 2016

Buonasera Alberto,
rispetto alla questione economica ormai, con la liberalizzazione delle tariffe, non esiste più un problema di questo tipo; nel senso che ci sono parcelle di svariato tipo (e non faccia l'errore, come fanno ancora molti, purtroppo) che ad una parcella bassa equivalga uno scarso/principiante professionista, o viceversa (parcella alta, Freud, o chi per lui, resuscitato improvvisamente...). La scelta delle tariffe da applicare è strettamente personale e dipende da svariati motivi. Rispetto alla questione del professionista che ascolta solo per soldi, cerco di rassicurarla anche su questo punto: non si può fare bene (e se lo si fa male, chiunque se ne può accorgere...) questo mestiere, se il professionista (oltre alla formazione, preparazione, aggiornamento, etc.) non è sinceramente "curioso" dell'altro. Non voglio neanche espormi nel dire che il bravo terapeuta è genuinamente interessato alla sofferenza altrui (tra l'altro, un'affermazione di questo tipo, seppur vera, detta così mi sa un po' di macabro...), perché non posso sapere se vale per tutti. Però di una cosa sono abbastanza certo, se manca la curiosità per un consimile e per la sua vita, allora, per me, manca quasi tutto. Per comprendere lo stato emotivo dell'altro, devo essere curioso per poter fare domande più "aperte" possibili, nel senso che non abbiano una risposta unica o prevedibile, ma che possa stupirmi ed incuriosirmi ancora di più. Questa emozione sostiene lo sforzo e la fatica (ed assicuro che sono tanti, anche dopo anni di esperienza, sempre se si lavora bene...) per poter andare a cercare qualcosa che magari nel racconto non riesce ad emergere ed offrire punti vista alternativi, cui la persona di fronte non aveva pensato.
Dunque, condivise queste informazioni con lei, non restano altro che (ipotesi)...le sue paure di poter scoprire un sé differente da quello conosciuto finora, di non poter gestire delle emozioni che potrebbero emergere in terapia, del cambiamento, etc. etc. Tuttavia, e finisco, anche per queste paure esiste una certezza: eventualmente si presentassero tali evenienze, lei non sarebbe solo ad affrontarle, ma avrebbe accanto una persona (oltre che professionista) competente ed occupato nel tentativo di migliorare la sua qualità di vita.
Buona fortuna,
dott. Massimo Bedetti,
Psicologo/Psicoterapeuta,
Costruttivista-Postrazionalista Roma

Dott. Massimo Bedetti Psicologo/Psicoterapeuta Psicologo a Roma

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23 MAR 2016

Carissimo,
fra le tue righe, compare una grossa resistenza psicologica, perché le motivazioni che utilizzi non sono fondate. Innanzitutto, scrivendoci, esprimi un assoluta necessità di farti aiutare da uno specialista, ma poi temporeggi con tentativi di razionalizzazione. Personalmente, posso assicurarti che se ti rivolgi ad un Consultorio della tua zona, non solo potrai trovare lo specialista che ti ci vuole, ma anche la prestazione pressoché gratuita, nonché in forma simile a quelle private. A te la scelta con i miei migliori auguri.
Dott.ssa Carla Panno

Dott.ssa Carla Panno Psicologo a Milano

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22 MAR 2016

Caro Alberto,
Da quanto dice mi sembra emergere una difficoltà a chiedere aiuto, sia economico per affrontare una terapia, sia psicologico vista la resistenza a rivolgersi nel concreto ad un terapeuta. Incrociando poi i due fattori, rischia di autoconvincersi che non c'è soluzione è rimanere bloccato. La voglia di autonomia e di volercela fare da soli é una dote preziosa quanto quella di saper chiedere aiuto quando si é in difficoltà.
L'unico modo di sfatare la sua paura é quella di rivolgersi realmente ad un terapeuta. Potrà rendersi conto lei stesso di quante emozioni ed empatia ci sono in circolo in una relazione terapeutica. Nessuno dei nostri pazienti avrebbe mai continuato una terapia se avesse avuto la percezione di essere ascoltato solo per soldi. E lei sarà libero di cambiare eventualmente terapeuta se provasse questa sgradevole sensazione.
A volte i.problemi sembrano insormontabili, se guardati da lontano. Ma iniziando ad affrontarli nel concreto, anche a piccoli passi, si dimostrano meno giganteschi di quanto sembrasse in lontananza.
In bocca al lupo!
Irene Monti

Dott.ssa Irene Monti Psicologo a Roma

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22 MAR 2016

Caro Alberto,
chiedere aiuto e quindi decidere di affrontare il proprio disagio non è semplice, ci vuole coraggio.. l'aspetto economico poi non è una cosa irrilevante.
Comprendo la sua necessità di voler affrontare la questione privatamente e da solo, non sempre è fattibile, ma da sicuramente un senso differente al proprio percorso.
Credo che già scrivere su questo sito per cercare informazioni sia un modo da parte sua per affrontare le sue titubanze riguardo un percorso terapeutico.
Se c'è una difficoltà economica può anche rivolgersi ai servizi sanitari nazionali della sua zona, li si accede pagando il ticket e i costi sarebbero maggiormente contenuti.
Riguardo al timore di venire ascoltato solo per soldi le posso assicurare, almeno per quanto mi riguarda, che fare questo mestiere solo per una questione venale non sarebbe possibile. E' vero che è necessario essere pagati per lavorare e ritengo sia giusto che i servizi abbiano un costo, però ogni individuo che professionalmente ci ritroviamo davanti è prima di tutto una persona, con le sue peculiarità ed esigenze e non ci si può limitare a ridurlo a un soggetto che ci paga una seduta. La scelta di fare questo mestiere è molto legata alla volontà di aiutare il prossimo. Se deciderà di affrontare un percorso terapeutico si ricordi che lo sentirà se chi ha di fronte è interessato a lei o meno, e se le verranno dei dubbi a riguardo ne potrete parlare e comprendere se questi dubbi siano dettati da un suo timore di intraprendere un percorso intimo e personale o se il terapeuta, non siamo tutti perfetti, ha fatto qualcosa per poter alimentare i suoi timori. Però credo che pagare qualcuno per essere ascoltati e aiutati delle volte debba essere visto come pagare una visita quando si va privatamente da un medico per una causa organica.
Cerchi di comprendeere se i suoi timori siano dovuti solo a quello o anche a qualche eventuale timore nell'affrontare la situazione. Si ricordi che è giovane e se posso permettermi le consiglierei di affrontare questo disagio, un percorso psicologico potrebbe giovarle e aiutarla anche ad avere maggior fiducia verso il prossimo, compresi i colleghi psicologi.
Se ha bisogno di ulteriori informazioni sono a sua disposizione
Dott.ssa Anna Mura

Dott.ssa Anna Mura Psicologo a Torino

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22 MAR 2016

Buongiorno Alberto,
i suoi dubbi e le sue paure sono più comuni di quanto lei creda.
Non si può negare che le terapie psicologiche abbiano dei costi elevati, tuttavia ci sono ormai molti professionisti competenti che scelgono di tenere prezzi decisamente più bassi della media per le persone, come lei, giovani e senza ancora una situazione economica solida.
Per quanto riguarda invece la paura che la persona che la ascolta sia interessata più al guadagno che a lei, le faccio un esempio: un medico dell'ospedale cura i suoi pazienti tutto il giorno, e certamente non lo fa gratuitamente, perchè quello è il suo lavoro e deve vivere di esso. Ma ciò non toglie che possa essere molto appassionato e dedito a quello che fa, che possa prendersi a cuore i malati e mettercela tutta per guarirli.
Lo stesso vale per lo psicologo: è il nostro mestiere, dobbiamo vivere di questo, ma abbiamo profondamente a cuore i nostri pazienti e non c'è niente di meccanico in quello che diciamo o facciamo per loro.
Ci pensi, Alberto... Una terapia potrebbe davvero aiutarla, e considerata la sua giovanissima età, ne varrebbe davvero la pena.
Per qualunque cosa sono a sua disposizione.
Dott.ssa Federica Casale, Torino

Dott.ssa Federica Casale - Psicologa e Psicoterapeuta Psicologo a Torino

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